E' noto che l'attuale normativa prevede che la resistenza massima tollerata di un impianto di terra sia calcolata in coordinamento con l'interruttore (o gli interruttori) differenziali presenti nell'impianto, evitando che in caso di guasto la tensione di contatto di una massa con l'utente possa superare i 50 volt (25 volt per ambienti particolari).
Altrettanto noto è che il buon vecchio DPR 547 del 1955, non più in vigore, prevedeva, per i suddetti impianti, una resistenza massima di 20 Ohm.
Applicando la regola attuale, l'impianto di terra in una villetta monofamiliare con un solo interruttore differenziale da 30 mA (caso direi piuttosto frequente) sarebbe in regola con un impianto di terra che presentasse una resistenza di 1.666 Ohm. Anche mettendoci due interruttori differenziali (dotazione minima secondo la Norma CEI 64-8 - 7ª edizione) la resistenza sarebbe comunque di 833 Ohm, destinati ad aumentare vertiginosamente se i differenziali fossero da 10 mA anziché da 30 mA (caso meno frequente, ma non così insolito).
Il punto della questione sta proprio nell'alto valore della resistenza massima che la norma prevede. Rilevo infatti queste contraddizioni:
- Un impianto di terra per un locale di uso domestico con una resistenza di terra dell'ordine dei 1.000 Ohm secondo me è fatto da cani, oppure ha subìto qualche guasto. Se l'impianto di terra è stato realizzato secondo i criteri dettati dalla medesima Norma CEI, che è puntigliosissima nel descrivere le dimensioni, sezioni e materiali di cavi, conduttori e dispersori, ed aggiunge anche le modalità per fissaggi vari e giunzioni, penso che difficilmente si possano superare i 10 Ohm di resistenza di terra. Anche realizzando un impianto "ad occhio", con un po' di buon senso e di pratica, penso che i 10 Ohm siano alla portata di tutti;
- Un valore di resistenza di terra così elevato, in presenza di masse estranee ben collegate a una diversa terra, comporta che la corrente di dispersione (quella "ordinaria" e quella derivante da un guasto) fluisca in massima parte attraverso la massa estranea, che a tutti gli effetti si comporta da dispersore. Faccio subito un esempio reale: nel condominio di 6 appartamenti dove abito, calcolando 1 interruttore differenziale da 30 mA per ciascun appartamento + i servizi (luci scala e ascensore) arriviamo ad una resistenza massima ammissibile di poco più di 200 Ohm. Siccome la mia caldaia a gas GPL per il riscaldamento e acqua calda è fisicamente collegata con grosse tubazioni metalliche ad una cisterna metallica interrata da 5.000 litri (che serve anche altre palazzine) è ovvio che quasi tutta la corrente di dispersione sceglierà il percorso tubazioni-cisterna e l'impianto di messa a terra da 200 Ohm si dovrà accontentare di smaltire quella poca corrente che gli spetta, secondo la legge di Ohm. In altre parole, con un impianto di messa a terra di circa 200 Ohm la norma viene rispettata, ma mi ritrovo una caldaia che in effetti si comporta da collettore principale di terra (collega insieme la messa a terra dell'impianto elettrico, le tubazioni dell'acqua e le tubazioni del gas) e un dispersore principale costituito dal serbatoio di gas (alla faccia delle norme CEI che prevedono per le tubazioni del gas il collegamento equipotenziale ma non l'utilizzo quale dispersore di terra). Aggiungo anche che la condotta idrica principale in arrivo dal contatore è realizzata con un tubo in materiale plastico, per cui la parte del leone, nello smaltimento delle dispersioni, la fanno i tubi e la cisterna del gas.
Evito di parlare del fatto che la cisterna serve anche altre palazzine condominiali, e non esiste, che io sappia, una messa a terra in comune fra le palazzine, con tutte le pericolose conseguenze che ne potrebbero derivare. Ma questo è un altro problema, eventualmente aprirò un'altra discussione per quest'ultimo argomento.
Concludendo, la domanda è: perché la norma non prevede un valore massimo da non superare negli impianti di terra per locali di uso domestico?
Aggiugno che in un semplice tester inglese per prese, acquistato poco tempo fa, le indicazioni che lo strumento fornisce sono: fino a 5 Ohm = impianto di terra OK, da 6 a 100 ohm = impianto di terra da controllare, oltre i 100 ohm = impianto di terra inefficiente.
Ringrazio quanti vorranno darmi un parere in merito alle mie elucubrazioni.

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