Mi scuso per la lunghezza dell'intervento ma ho voluto rispondere a tutti ed è andata così
attilio tremendo e simpaticissimo!
Attilio ha scritto:Invece per quanto mi riguarda, direi che la felicità non è un "valore" dotato di una sua unità di misura.
E' assolutamente relativa come emozione, e può essere scollegata da qualsiasi contesto in cui la si cerchi.
Certo che lo è, ma quando in economia si parla genericamente di felicità, ci si mette dentro tutto: soddisfazione, serenità, tempo libero, libertà percepita, aspettative per il futuro... Non si può certo entrare nello specifico della felicità personale e magari effimera. Infatti
boiler ha più precisamente indicato poi
Benessere.
Felicità è una definizione generica per indicare la soddisfazione. Se vuoi: qual è la proporzione di momenti belli e momenti brutti nella vita.
Piercarlo infatti fa quasi centro:
Piercarlo ha scritto:Probabilmente in termini economici si può intendere "felicità" solo come sinonimo di "serenità".
boiler ha scritto:Caro Sjuanez, ti stimo, ma qui devo dissentire su piú di un punto
La stima è reciproca e sono sempre felice se qualcuno ha da aggiungere!
Credo che
l'equivoco l'ho generato io, perché siamo passati da un discorso "statistico" al significato individuale e quindi personale della felicità. E' stato bello, ma sicuramente scorretto dal punto di vista scientifico.
boiler dici cose molto corrette, ma credo che se sostituiamo nei thread di prima la parola felicità con
soddisfazione e appagamento forse ci capiamo meglio. Quando parlavo di una persona che conosci, intendevo una persona che conosci per bene, che sei in grado di decifrare. Sai cosa la rende felice insomma. Imprecisione mia.
Boiler ha scritto:Il mio personale parere è che i soldi sono una condizione non sufficiente. Ergo senza soldi niente felicità, con i soldi non necessariamente felice.
La chiave di volta di tutto il thread è proprio questa. E' la ricerca di più ricchezza (sempre relativa al territorio) un elemento davvero necessario per una vita soddisfacente? Cioè, a parità di reddito relativo, una famiglia di Caracas vive più spesso momenti che definiremmo comunemente felici di una famiglia del nord del mondo?
Boiler ha scritto:Fonte?
Qui dovrai perdonarmi, ma è stato uno studio presentato dal Sole24Ore qualche anno fa e l'ho citato a memoria. Mi sono anche messo a ricercarlo ma senza successo. Ho paura che dovrete fidarvi di me, se vorrete farlo.
Era comunque lo studio provocatorio proprio su dove
si ride e si scherza di più, non si parlava più correttamente di benessere, tantomeno di soddisfazione generale della vita. Se ricordo bene è una tematica trattata anche da
questa fondazione e uno studio più recente lo trovate
qui.
L'obbiettivo dello studio era provocare proprio sulla definizione di "godersi la vita".
L'indice
OCSE che hai invece linkato da alla felicità una valutazione più corposa e alle persone viene chiesto se sono
soddisfatte della propria vita.
Purtroppo non ha una buona presenza di paesi del sud del mondo e temo che comunque anche lì da qualche anno si cominci a misurare la soddisfazione in base anche al confronto con noi. Benchè per il momento, come scrivevo, in
alcuni studi ancora torna questo risultato.
Gli
indici di benessere ovviamente portano con se moltissimi altri contributi che sicuramente sintetizzano meglio la situazione generale, ma ho sempre paura che soffrano di un'impostazione "occidentale" della definizione di benessere.
Io non ho mai voluto intendere che i soldi non facciano la felicità, o che non siano una base fondamentale del benessere, ma più precisamente che a parità di ricchezza relativa, forse il nostro atteggiamento produttivo e orientato a fare sempre più soldi per consumarne di più, va a minare il nostro senso di soddisfazione, e quindi la nostra reale felicità.
Come al solito vi ringrazio per la partecipazione e vi saluto.
