Contestare progettisti
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Non voglio contestare io voglio solo poter parlare con il progettista e dirgli che ci sono delle cose che magari non vanno bene non perché sia colpa sua magari perché alle volte non aveva i dati in suo possesso e le cose son cambiate nel cantiere il problema è che tanti invece non vogliono sistemare le cose e ti rispondono fai come ho scritto nel primo progetto che va bene così ma io so che così invece non va bene nel mio titolo è nel mio primo pensiero vi ho chiesto ma il progettista cosa vuol dire che deve lavorare a regola d'arte? Come scritto in articolo 6 del decreto 37?
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Dietmar ha scritto:...ma il progettista cosa vuol dire che deve lavorare a regola d'arte? Come scritto in articolo 6 del decreto 37?
Vuol dire che l'impianto elettrico progettato deve rispettare la "regola dell'arte", il progetto redatto secondo le norme CEI ha la presunzione di conformità alla "regola dell'arte" (L. 186/68). Verificare che un progetto sia a "regola d'arte" non è semplice nemmeno per chi fa il progettista da più di 20 anni.
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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Penso, leggendo l'art.5 del D.M.37/08, che si voglia dire che i progetti redatti secondo le norme (es.CEI 0-2) cioè che i contenuti dei progetti (schemi, distribuzione, percorsi ecc.) siano considerati a regola d'arte, si parla quindi di documentazione e di che tipo di elaborati debba presentare un progetto.
non ci sono problemi, ma solo soluzioni
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Per me regola dell'arte si riferisce al contenuto ovvero impone al progettista di creare le condizioni affinchè anche l'installatore possa operare a regola d'arte.
Il fatto che impianti poco significativi possano essere progettati direttamente dall'azienda installatrice è a mio modo di vedere un chiaro segnale che indica come si chieda al progettista una visione ampia del problema progettuale, anche multidisciplinare, che magari include problemi non standard il che a me personalmente comporta la creazione di una documentazione che va ben oltre la minima richiesta dalla CEI 0-21 e forse non è nemmeno fatta secondo lo schema presentato in norma (che in ogni caso è indicativo) proprio perché devo trasmettere informazioni complesse che non sono ordinarie.
Per me parliamo di contenuti, in conclusione, fermo restando che il DM prevede una forma minima.
Il fatto che impianti poco significativi possano essere progettati direttamente dall'azienda installatrice è a mio modo di vedere un chiaro segnale che indica come si chieda al progettista una visione ampia del problema progettuale, anche multidisciplinare, che magari include problemi non standard il che a me personalmente comporta la creazione di una documentazione che va ben oltre la minima richiesta dalla CEI 0-21 e forse non è nemmeno fatta secondo lo schema presentato in norma (che in ogni caso è indicativo) proprio perché devo trasmettere informazioni complesse che non sono ordinarie.
Per me parliamo di contenuti, in conclusione, fermo restando che il DM prevede una forma minima.
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UtenteCancellatoUtenteCancellato secondo me:
Prendo un progetto e nella fascia di grigio che mi lascia la regola dell'arte vedo delle cose che sono (per me) l'apoteosi dell'errore: oggettivamente contestarle è complicato perché chi ha redatto il progetto è rimasto entro il recinto, pur non avendo fatto le cose per bene (per me).
Ricordo una discussione sui sistemi di automazione domestica (o qualcosa di simile) in cui la nonna di Mike (
) dominava la scena ed io ero estremamente contrario al fatto che questo potesse accadere ma, oggettivamente, non stava andando oltre la regola dell'arte.
Da qui il mio pensiero: se c'è un errore grossolano lo becchi subito, se c'è una svista te ne accorgi ma se il progettista ha camminato sul filo, puoi solo dire "io non avrei fatto così", mettendo la tua autorevolezza al confronto con la sua in certi contesti.
Prendo un progetto e nella fascia di grigio che mi lascia la regola dell'arte vedo delle cose che sono (per me) l'apoteosi dell'errore: oggettivamente contestarle è complicato perché chi ha redatto il progetto è rimasto entro il recinto, pur non avendo fatto le cose per bene (per me).
Ricordo una discussione sui sistemi di automazione domestica (o qualcosa di simile) in cui la nonna di Mike (
Da qui il mio pensiero: se c'è un errore grossolano lo becchi subito, se c'è una svista te ne accorgi ma se il progettista ha camminato sul filo, puoi solo dire "io non avrei fatto così", mettendo la tua autorevolezza al confronto con la sua in certi contesti.
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Serafino ha scritto:Da qui il mio pensiero: se c'è un errore grossolano lo becchi subito, se c'è una svista te ne accorgi ma se il progettista ha camminato sul filo, puoi solo dire "io non avrei fatto così", mettendo la tua autorevolezza al confronto con la sua in certi contesti.
Esattamente, non puoi giudicare le scelte perché non sai su che basi e considerazioni sono state fatte.
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Avete queste perplessità voi grandi esperti provate ad immaginare noi installatori cosa dovremmo pensare
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Dietmar ha scritto:Avete queste perplessità voi grandi esperti provate ad immaginare noi installatori cosa dovremmo pensare
All'installatore non è chiesto di verificare il progetto, ma che il progetto sia comprensibile per le attività che devono essere svolte e che se trova degli errori li segnala al progettista prima di dargli esecuzione, dove per errori si intendono quelli che un installatore qualificato medio è in grado di individuare. Per esempio la presa posizionata entro i 60 cm del piatto doccia è un errore riconoscibile, il calcolo della Iz di una conduttura o della corrente di cortocircuito è più difficile. Ovviamente se il progetto prevede un quadro da 6 kA a valle di un trasformatore da 1.250 kVA qualche dubbio l'installatore se lo pone.
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Certo ma quale è il limite? Non ho mai trovato niente din merito a questo noi dobbiamo fare l'impianto a regola d'arte seguendo le norme per cui dobbiamo controllare tutto perché siamo responsabili
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