Un impianto di illuminazione pubblica è realizzato in classe II (almeno si pensa) in quanto le linee sono in fg7 e gli apparecchi di illuminazione in classe II, e fin qui va bene. Unico problema diversi quadri elettrici di alimentazione (vicinissimi ai punti di fornitura) sono in metallo o entro nicchie in muratuta con portello mettalico, privi di differenziale e ovviamente messa a terra.
In questo caso la norma richiederebbe un diff. in testa al quadro poiché metallico ..... e una messa a terra (TT).
Il tecnico comunale richiede che vengano posti i differenziali (come cura di tutti i mali), io ritengo sia meglio mettere un quadro in classe II in modo da avere un impianto veramente in classe II. Con il differenziale dovrei anche realizzare un impianto di terra per la carpenteria del quadro con obblighi di denuncia etc....
Certo che così come è ora non può restare.
avete altre soluzioni?
Grazie
saluti
Impianti illuminazione pubblica in classe II
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traferro ha scritto:avete altre soluzioni?
A parte prendere il tecnico comunale e metterlo a pulire le strade non mi viene in mente altro, hai già dato tu la soluzione più logica e corretta, nonché sicura:
io ritengo sia meglio mettere un quadro in classe II in modo da avere un impianto veramente in classe II
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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Non è che sono completamente d'accordo... la storia del differenziale come "protezione addizionale" ormai è un dato di fatto a prescindere da vere considerazioni tecniche.
Diciamo che la classe II ha un doppio isolamento... con l'aggiunta del differenziale si sopperisce all'eventuale rottura del doppio isolamento: chiamiamola classe II+.
Apparentemente sembra inutile e tempo addietro anche io ragionavo così, ma dovendolo mettere per forza perché richiestomi, mi sono posto la domanda di trovare una spiegazione logica... l'esempio più classico è la vettura che va contro un palo di illuminazione, lo butta giù, per qualche strana coincidenza i cavi non vanno in corto FN, ma la fase va a toccare la massa del palo... la protezione non salta! Il palo va in tensione e il famoso bambino di Palermo muore folgorato!
A Palermo non era il caso di un palo buttato giù, ma il palo era in tensione per qualche motivo...
Diciamo che la classe II ha un doppio isolamento... con l'aggiunta del differenziale si sopperisce all'eventuale rottura del doppio isolamento: chiamiamola classe II+.
Apparentemente sembra inutile e tempo addietro anche io ragionavo così, ma dovendolo mettere per forza perché richiestomi, mi sono posto la domanda di trovare una spiegazione logica... l'esempio più classico è la vettura che va contro un palo di illuminazione, lo butta giù, per qualche strana coincidenza i cavi non vanno in corto FN, ma la fase va a toccare la massa del palo... la protezione non salta! Il palo va in tensione e il famoso bambino di Palermo muore folgorato!
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giorgiodavid
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Il problema è che se è tutto in classe II e ci metti il differenziale (e quindi colleghi a terra le masse), si perdi l'efficacia del doppio isolamento e continuità di servizio in caso di primo guasto a terra...
perché quindi inserire un componente in più se non v'è necessità?
saluti
perché quindi inserire un componente in più se non v'è necessità?
saluti

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Ovviamente le masse, come il palo, NON devono essere collegate a terra...
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ligabue ha scritto:Il problema è che se è tutto in classe II e ci metti il differenziale (e quindi colleghi a terra le masse)
Se è in classe II non ci sono masse! Il palo non è una massa. Niente da mettere a terra, che ci sia o no il differenziale (se il differenziale è da 30 mA fornisce protezione addizionale dai contatti diretti)
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Goofy ha scritto:ligabue ha scritto:Il problema è che se è tutto in classe II e ci metti il differenziale (e quindi colleghi a terra le masse)
Se è in classe II non ci sono masse! Il palo non è una massa. Niente da mettere a terra, che ci sia o no il differenziale (se il differenziale è da 30 mA fornisce protezione addizionale dai contatti diretti)
Concordo... mi ero dimenticato questo aspetto!
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giorgiodavid ha scritto:Il palo va in tensione e il famoso bambino di Palermo muore folgorato!
Ricordo che la "protezione addizionale" (RCD 30 mA) protegge relativamente poco..... ben lungi da "salvare la vita" soprattutto in ambienti umidi.
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6367 ha scritto:giorgiodavid ha scritto:Il palo va in tensione e il famoso bambino di Palermo muore folgorato!
Ricordo che la "protezione addizionale" (RCD 30 mA) protegge relativamente poco..... ben lungi da "salvare la vita" soprattutto in ambienti umidi.
Se serve per non farti mettere in galera, ben venga a discapito di ogni teoria tecnica...
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giorgiodavid
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