è sconcertante...
...quelle piastrelle di recupero sono un pugno in un occhio, l'impianto elettrico mi pare si sia adeguato al contesto
Alimentazione quadro
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Mike
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1. non devo fare io la perizia.. mi è stato chiesto un parere.
2. sul resto non ci sono problemi e/o divergenze con la controparte.
3. mi serviva semplicemente capire se esistesse un riferimento normativo circa l'alimentazione del quadro in questione.. considerato che per la controparte andava bene come ratio.
grazie a tutti..
lo scambio di opinioni è stato efficace e produttivo
In mancanza di un divieto normativo, la soluzione indicata rimane accettabile.
E questo è quanto volevo sapere..
grazie ancora
2. sul resto non ci sono problemi e/o divergenze con la controparte.
3. mi serviva semplicemente capire se esistesse un riferimento normativo circa l'alimentazione del quadro in questione.. considerato che per la controparte andava bene come ratio.
grazie a tutti..
lo scambio di opinioni è stato efficace e produttivo
In mancanza di un divieto normativo, la soluzione indicata rimane accettabile.
E questo è quanto volevo sapere..
grazie ancora
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pierrotlefou
5 2 - Messaggi: 23
- Iscritto il: 10 nov 2014, 15:07
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ciao
pierrotlefou
Mike ti ha già dato delle risposte condivisibili, io aggiungo il mio modesto parere, considerando che il capo ti ha chiesto una cosa in relazione alla CTU che deve fare (a proposito è una CTU o CTP).
In ambito legale contano molto le sfumature quando si va a dirimere un contenzioso legale, penso che il tuo capo questo lo sappia, aggiungo qualcosa, ma vorrei evitare di farti io la perizia.
A) esiste una norma che mi impedisce / consenta di utilizzare una presa a spina per alimentare un carico fisso: risposta NI.
B) il lavoro è fatto a accettabile: NI
c) è fatto a regola d'arte: dipende.
A)
L'unica norma che tratta di un problema analogo è quella di riferimento dei cantieri, che ti consente questo in quanto i cantieri sono entità "mobili". Vado a memoria, in cantiere lo puoi fare ma con prese a spina di tipo CEE (industriale) quindi costruite per un uso più gravoso.
La norma a cui devi far riferimento è la REGOLA DELL'ARTE, se hai una norma CEI bene, altrimenti ci devi mettere l'esperinza per valutare se una cosa è fatta a regola d'arte o meno (bene fare l'avvocati degli impianti ma biosgna essere prima dei tecnici).
Le prese che vedo sono del tipo PER USO CIVILE O SIMILARE e questa definizione ha un suo specifico significato normato.
Signfica ceh quelle prese non sono nate per sopportare ad es. 10A vita natural durante, ma sono nate per sopportare un ciclo di assorbimenti / distacchi predefinito a correnti predefinite che riproducono un carico CIVILE di tipo ILLUMINAZIONE (ovvero bassi assorbilmenti).
In un articolo di TNE di decenni fa si sosteneva la tesi che le spine da 10 marchiate IMQ potessero essere protette anceh da interruttori da 16A, ma di fatto devi seguire la regola dell'arte: overo il carico deve essere apprpriato (vedasi le norme di prodotto in tal senso).
TAnto per intendersi, se ad una presa da 16 ci attacchi un carico da 6A pressochè costante (es. un carica batterie) è probabile che quella presa abbia vita breve.
Pertanto ad una presa, ci possiamo alimentare un utenza fissa (quadro autoclave?) secondo me dipende dal livello di assorbimento del quadro, se è assimilabile ad un carico civile ci può stare. altrimenti no (qui entra in gioco la ptoenza del'autoclave stessa).
Oltere a questo essendo una presa da cui ci si può derivare altri carichi, si deve valutare che questo non vada a superare quella soglia per uso "domestico o similare".
B) il lavoro è di fatto accettabile?
Nonostante a colpo d'occhio ci sarebbe da dire molto per il resto, per quanto riguarda il singolo tema ti rispondo nuovamente: dipende.
L'autoclave è a servizio esclusivo dell'appartamento o è condominale?
Una interruzione della stessa può causare dei rischi o aumantare le probabilità di rischi o creare dei disservizi?.
A seconda delle risposte il lavoro potrebbe definirsi accettabile o meno.
c) è fatto a regola d'arte
Dalle premesse di cui sopra: dipende.
tutta questa pappardella per dirti:
Prima delle norme c'è la regola dell'arte.
Se non hai una norma specifica devi riferirti alla regola dell'arte e questo potrebbe comportare "assemblare" le proprie esperienze, le norme di prodotto a volte anche la logica più banale e non ultimo anche il lato estetico (io non pagherei mai un imbianchino che mi imbianca male, perché dovrei pagare un aborto come quello che ho visto???) un impianto DEVE anche essere ordinato.
Purtroppo quando devi derimere un contenzioso il ruolo dell'arbitro è quello più complesso, se sei una delle due parti puoi transare o accordarti, ma l'arbitro dovrebbe sapere quello che dice.
IMHO
In ambito legale contano molto le sfumature quando si va a dirimere un contenzioso legale, penso che il tuo capo questo lo sappia, aggiungo qualcosa, ma vorrei evitare di farti io la perizia.
A) esiste una norma che mi impedisce / consenta di utilizzare una presa a spina per alimentare un carico fisso: risposta NI.
B) il lavoro è fatto a accettabile: NI
c) è fatto a regola d'arte: dipende.
A)
L'unica norma che tratta di un problema analogo è quella di riferimento dei cantieri, che ti consente questo in quanto i cantieri sono entità "mobili". Vado a memoria, in cantiere lo puoi fare ma con prese a spina di tipo CEE (industriale) quindi costruite per un uso più gravoso.
La norma a cui devi far riferimento è la REGOLA DELL'ARTE, se hai una norma CEI bene, altrimenti ci devi mettere l'esperinza per valutare se una cosa è fatta a regola d'arte o meno (bene fare l'avvocati degli impianti ma biosgna essere prima dei tecnici).
Le prese che vedo sono del tipo PER USO CIVILE O SIMILARE e questa definizione ha un suo specifico significato normato.
Signfica ceh quelle prese non sono nate per sopportare ad es. 10A vita natural durante, ma sono nate per sopportare un ciclo di assorbimenti / distacchi predefinito a correnti predefinite che riproducono un carico CIVILE di tipo ILLUMINAZIONE (ovvero bassi assorbilmenti).
In un articolo di TNE di decenni fa si sosteneva la tesi che le spine da 10 marchiate IMQ potessero essere protette anceh da interruttori da 16A, ma di fatto devi seguire la regola dell'arte: overo il carico deve essere apprpriato (vedasi le norme di prodotto in tal senso).
TAnto per intendersi, se ad una presa da 16 ci attacchi un carico da 6A pressochè costante (es. un carica batterie) è probabile che quella presa abbia vita breve.
Pertanto ad una presa, ci possiamo alimentare un utenza fissa (quadro autoclave?) secondo me dipende dal livello di assorbimento del quadro, se è assimilabile ad un carico civile ci può stare. altrimenti no (qui entra in gioco la ptoenza del'autoclave stessa).
Oltere a questo essendo una presa da cui ci si può derivare altri carichi, si deve valutare che questo non vada a superare quella soglia per uso "domestico o similare".
B) il lavoro è di fatto accettabile?
Nonostante a colpo d'occhio ci sarebbe da dire molto per il resto, per quanto riguarda il singolo tema ti rispondo nuovamente: dipende.
L'autoclave è a servizio esclusivo dell'appartamento o è condominale?
Una interruzione della stessa può causare dei rischi o aumantare le probabilità di rischi o creare dei disservizi?.
A seconda delle risposte il lavoro potrebbe definirsi accettabile o meno.
c) è fatto a regola d'arte
Dalle premesse di cui sopra: dipende.
tutta questa pappardella per dirti:
Prima delle norme c'è la regola dell'arte.
Se non hai una norma specifica devi riferirti alla regola dell'arte e questo potrebbe comportare "assemblare" le proprie esperienze, le norme di prodotto a volte anche la logica più banale e non ultimo anche il lato estetico (io non pagherei mai un imbianchino che mi imbianca male, perché dovrei pagare un aborto come quello che ho visto???) un impianto DEVE anche essere ordinato.
Purtroppo quando devi derimere un contenzioso il ruolo dell'arbitro è quello più complesso, se sei una delle due parti puoi transare o accordarti, ma l'arbitro dovrebbe sapere quello che dice.
IMHO
Altrove. .Volutamente Anonimo
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sei stato chiarissimo e soprattutto utilissimo NSE..
grazie mille
grazie mille
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pierrotlefou
5 2 - Messaggi: 23
- Iscritto il: 10 nov 2014, 15:07
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se non si definisce dove termina l'impianto elettrico e dove inizia quello dell'utilizzatore a me viene difficile dare una risposta "assoluta"
non vedo alcun problema ad alimentare un Q.E. tramite presa a spina, ma (volendo pensare bene) vedo che sulla presa dedicata al Q.E. dell'autoclave, qualcuno ha aggiunto successivamente (?) due triple
lasciando perdere che già di per se un supporto con le griffe non offre una tenuta meccanica eccezionale, il punto debole delle connessioni presa a spina in uso nelle abitazioni è proprio legato alla tenuta meccanica della connessione tra spinotti e alveoli, cosa che sulle industriali IEC 309 è intrinsecamente superiore,
la probabilità che l'utente standard, non veda niente di male nel caricare (in peso più che in corrente!) in questo modo una prsa a muro, deve essere oggetto di valutazione
se il quadro autoclave è stato installato e/o ampliato o modificato dall'impiantista elettrico, allora a mio avviso non va bene (e il Q.E. non si configura come "utilizzatore")
se invece il Q.E. è stato appeso al muro dall'omino dell'autoclave che ha semplicemente cercato una presa dove cacciare la spina del suo "coso", allora va benissimo!
ovvio che una conclusione simile è alquanto demenziale, il fatto che ci sia di mezzo una causa civile ne è il giusto suggello
non vedo alcun problema ad alimentare un Q.E. tramite presa a spina, ma (volendo pensare bene) vedo che sulla presa dedicata al Q.E. dell'autoclave, qualcuno ha aggiunto successivamente (?) due triple
lasciando perdere che già di per se un supporto con le griffe non offre una tenuta meccanica eccezionale, il punto debole delle connessioni presa a spina in uso nelle abitazioni è proprio legato alla tenuta meccanica della connessione tra spinotti e alveoli, cosa che sulle industriali IEC 309 è intrinsecamente superiore,
la probabilità che l'utente standard, non veda niente di male nel caricare (in peso più che in corrente!) in questo modo una prsa a muro, deve essere oggetto di valutazione
se il quadro autoclave è stato installato e/o ampliato o modificato dall'impiantista elettrico, allora a mio avviso non va bene (e il Q.E. non si configura come "utilizzatore")
se invece il Q.E. è stato appeso al muro dall'omino dell'autoclave che ha semplicemente cercato una presa dove cacciare la spina del suo "coso", allora va benissimo!
ovvio che una conclusione simile è alquanto demenziale, il fatto che ci sia di mezzo una causa civile ne è il giusto suggello
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
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non ho capito molto del tuo intervento
Può darsi, spesso mi spiego male, l'importante è contestualizzare il tutto.
Si sta parlando di una perizia non di come lo farei io l'impianto.
Una perizia deve tenere presente che si infila in un contenzioso di cui noi vediamo solo uno stralcio.
E per inciso, fatto salvo che non vi sia uno standard esatto prescrittivo (es. il G/V obbligatorio per il PE e vietato per gli altri) in assenza di questo si va per pareri.
Io ho moedestamente dato il mio non pretendendo che sia legge, l'utente leggendosi vari pareri si farà una idea.
Pertanto ad una presa, ci possiamo alimentare un utenza fissa (quadro autoclave?) secondo me dipende dal livello di assorbimento del quadro, se è assimilabile ad un carico civile ci può stare. altrimenti no (...) Oltere a questo essendo una presa da cui ci si può derivare altri carichi, si deve valutare che questo non vada a superare quella soglia per uso "domestico o similare".
perché ?
Una presa ad uso domestico e similare non è stata costruita e nemmeno provata per sopportare un carico fisso e costante. Basta leggersi i metodi di prova.
Tanto per intendersi è una leggenda metropolitana il fatto che una presa da 10A resista a 10 A vita natural durante.
Non ricordo i metodi di prova esatti, ma basta cercarseli.
Se no altrimenti come mai i pin delle prese CEE 16A sono più grandi di quelli ad uso civile da 16 A?
Quindi se siamo di fronte ad una autoclave, magari mal dimensionata, che assorbe es. 8A per 10' con pausa di 5 il mio parere è che un collegamento con presa/spina di quel tipo non sia corretto.
Se invece l'autoclave assorbe es. 2A con ciclo 2' / 15' è un'altra cosa magari è accettabile.
E' il mio parere.
ma sei un elettrotecnico o un avvocato ?
L'autoclave è a servizio esclusivo dell'appartamento o è condominale?
Una interruzione della stessa può causare dei rischi o aumantare le probabilità di rischi o creare dei disservizi?.
A seconda delle risposte il lavoro potrebbe definirsi accettabile o meno
e questo con la spina cosa c'entra ?
Non sono un avvocato, ma questa è una perizia.
La differenza tra condominiale e privata è:
a) se sono in casa mia, presidio la connessione, mi posso permettere anche di accettarla.
b) se sono in una zona comune nessuno presidia la connessione che può essere anche inavvertitamente utilizzata per altri scopi, variando le caratteristiche di assorbilmento oppure disalimentando inavvertitamente l'autoclave da parte di persone che sono li per altri motivi (es. pulizie)
c) se sono in casa mia e la presa è a servizio dell'autoclave condominiale è stata creata una serviù in maniera impropria.
E' il mio modestissimo parere che il contesto fa cambiare la congruità o mono della soluzione in caso di contenzioso.
Altrove. .Volutamente Anonimo
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