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Sicurezza all'interno di un apparecchio

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

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[1] Sicurezza all'interno di un apparecchio

Messaggioda Foto Utenteboiler » 18 dic 2015, 15:41

Ciao a tutti

Non sono sicuro di essere nella sezione giusta. Se necessario spostatemi.

Nel reparto Ricerca e Sviluppo facciamo spesso dei prototipi o degli apparecchi in serie limitatissima (1-2 esemplari). Questi aggeggi non vengono venduti, ma sono usati solo internamente o dati a partner (spesso università) nell'ambito di un progetto comune.

Tutto quello che vendiamo è (ovviamente) certificato CE, FCC e anche ATEX e FM.
Queste cose invece (altrettanto ovviamente) non hanno uno straccio di certificazione.

Spesso, quando costruisco questi prototipi, uso un alimentatore esterno, così lascio tutto il problema della sicurezza e delle normative della tensione di rete al produttore dell'alimentatore e io nel mio apparecchio ho solo 24 V.

Altre volte però mi è comodo entrare nell'apparecchio con i 230 V e montare un modulino AC/DC sulla scheda.

Senza voler certificare l'apparecchio, quali sono i vostri consigli per evitare soprattutto che (a) l'apparecchio vada a fuoco e (b) qualcuno si faccia male.

Di solito procedo così:
- apparecchio con carcassa metallica almeno IP4x
- attacco per i 230 V tramite IEC 320-C14
- collegamento direttamente dal pin di messa a terra della C14 alla carcassa metallica, tramite capocorda crimpato e vite
- collegamento dalla fase in ingresso a portafusibile per fusibili in vetro 5x20 mm
- collegamento dal portafusibile e dal neutro ad interruttore bipolare
- collegamento dall'interruttore bipolare al PCB
- tutte le saldature (C14, portafusibile, scheda,...) coperte con guaina termorestringente

Qui ne vedete un esempio (non proprio un'ottima foto, scusate, non ne ho di migliori):
ingresso_alimentazione.jpg


Avete suggerimenti su cosa si può migliorare?
Una cosa in particolare su cui ho dei dubbi è la sezione dei conduttori: sono da 0.25 mmq. A valle del fusibile (2 A) non dovrebbero esserci problemi. A monte mi chiedo se va bene o se avrei dovuto usare qualcosa di piú grosso.

Dettaglio forse importante: non sono in Italia, il tutto viene sempre usato su sistemi TN-C-S con prese polarizzate (la fase è veramente sul pin della fase, quindi va sempre a finire sul fusibile).

Saluti e grazie
Boiler
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[2] Re: Sicurezza all'interno di un apparecchio

Messaggioda Foto UtenteGiudiceDiPace » 18 dic 2015, 19:36

boiler ha scritto:... Queste cose invece (altrettanto ovviamente) non hanno uno straccio di certificazione.

Perché ovviamente ?
Funzionano ? Qualcuno le usa ? C'è collegato un cavo di rete ? .... BASTA !
E' un apparecchio e come tale deve subire tutto l'iter per arrivare a marcarlo CE.

D'altra parte, tutte le domande che ti poni e le soluzioni che ne scaturiscono sono esattamente gran parte della strada che porta alla marcatura CE.
Se già siete abituati a farlo per altri apparecchi, dovrebbe essere un giochino, o no ?

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[3] Re: Sicurezza all'interno di un apparecchio

Messaggioda Foto UtenteMike » 18 dic 2015, 21:19

boiler ha scritto:Nel reparto Ricerca e Sviluppo facciamo spesso dei prototipi o degli apparecchi in serie limitatissima (1-2 esemplari). Questi aggeggi non vengono venduti, ma sono usati solo internamente o dati a partner (spesso università) nell'ambito di un progetto comune.


Quindi non vengono immessi nel mercato, per cui sei fuori campo applicazione direttive CE.

boiler ha scritto:Senza voler certificare l'apparecchio, quali sono i vostri consigli per evitare soprattutto che (a) l'apparecchio vada a fuoco e (b) qualcuno si faccia male.


Valuti il rischio e fai le scelte opportune tanto quanto se dovresti marcare CE il prodotto.

boiler ha scritto:Avete suggerimenti su cosa si può migliorare?


Non so l'uso previsto di queste apparecchiature, ad ogni modo io installerei tutta la parte a 230V entro scatola a doppio isolamento; valutare se installarci anche l'alimentatore che se è di sicurezza e con tensione massima di 24 Vca hai un sistema SELV e sei protetto dai contatti diretti e indiretti. Di conseguenza il grado IP può essere anche IP 2X e non serve il collegamento a terra.

boiler ha scritto:Una cosa in particolare su cui ho dei dubbi è la sezione dei conduttori: sono da 0.25 mmq. A valle del fusibile (2 A) non dovrebbero esserci problemi. A monte mi chiedo se va bene o se avrei dovuto usare qualcosa di piú grosso.


A monte è limitato dal fusibile a valle per cui non cambia nulla.

boiler ha scritto:Dettaglio forse importante: non sono in Italia


E questa è una grande fortuna, non sei soggetto alla burocratizzazione italica... :mrgreen:
Gli italiani sono molto bravi all'estero perché essendo abituati a risolvere un sacco di problemi in itaGlia, quando si trovano paesi normali dove hai la libertà di fare come meglio credi assumendotene la responsabilità, ti sembra tutto una passeggiata...

boiler ha scritto:, il tutto viene sempre usato su sistemi TN-C-S con prese polarizzate (la fase è veramente sul pin della fase, quindi va sempre a finire sul fusibile).


Il tipo di sistema di distribuzione non influisce sull'apparecchiatura e rientra nel campo di applicazione degli impianti elettrici.
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[4] Re: Sicurezza all'interno di un apparecchio

Messaggioda Foto Utente6367 » 18 dic 2015, 22:21

Mike ha scritto:Quindi non vengono immessi nel mercato, per cui sei fuori campo applicazione direttive CE.



Non solo. Qualora fossero immessi sul mercato ma fossero "Kit di valutazione su misura per professionisti, destinati ad essere utilizzati unicamente in strutture di ricerca e sviluppo a tali fini." sarebbero ugualmente esentati (da aprile 2016).
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[5] Re: Sicurezza all'interno di un apparecchio

Messaggioda Foto Utente6367 » 18 dic 2015, 22:36

Oh bella è la Direttiva Bassa Tensione 2014 che entrerà in vigore il prossimo anno.

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/ ... 32014L0035
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[6] Re: Sicurezza all'interno di un apparecchio

Messaggioda Foto UtenteSediciAmpere » 18 dic 2015, 22:54

boiler ha scritto: la sezione dei conduttori: sono da 0.25 mmq. A valle del fusibile (2 A) non dovrebbero esserci problemi.

Dal punto di vista della portata in corrente, credo anch'io che sia protetto, ma verifica anche che questi fili da 0,25mmq sia certificati per la tensione di rete (io per i prototipi uso sempre gli n07vk da 1,5mmq , maggiore affidabilità meccanica e certificati per 700V)
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[7] Re: Sicurezza all'interno di un apparecchio

Messaggioda Foto UtenteSandroCalligaro » 18 dic 2015, 23:33

Non solo. Qualora fossero immessi sul mercato ma fossero "Kit di valutazione su misura per professionisti, destinati ad essere utilizzati unicamente in strutture di ricerca e sviluppo a tali fini." sarebbero ugualmente esentati (da aprile 2016).


Come si regolavano in proposito, finora, le aziende che vendevano kit (ad esempio schede per azionamenti alimentati dalla tensione di rete)?
Ho in mente almeno un kit con delle raccomandazioni legate al fatto che non è un prodotto, ma un oggetto per sperimentazione in laboratorio, utilizzabile solamente da personale qualificato ecc ecc...

Non era sicuramente marchiato CE...
Secondo voi era fuorilegge?
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[8] Re: Sicurezza all'interno di un apparecchio

Messaggioda Foto UtenteMike » 19 dic 2015, 9:55

SandroCalligaro ha scritto:Secondo voi era fuorilegge?


No, sono componenti.
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[9] Re: Sicurezza all'interno di un apparecchio

Messaggioda Foto UtenteGiudiceDiPace » 19 dic 2015, 10:02

Mike ha scritto: Quindi non vengono immessi nel mercato, per cui sei fuori campo applicazione direttive CE.

Dove sta scritto che l'immissione sul mercato deve essere "onerosa" ?

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P.S: Attenzione ad usare "allegramente" l'esclusione prevista dalla 2014/35/UE: "Kit di valutazione su misura per professionisti, destinati ad essere utilizzati unicamente in strutture di ricerca e sviluppo a tali fini." ...

Non basterà dire (poi): " ah ... ma io te l'avevo data perché fosse un: "kit di valutazione ..." bla bla bla".
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[10] Re: Sicurezza all'interno di un apparecchio

Messaggioda Foto UtenteGiudiceDiPace » 19 dic 2015, 10:20

SandroCalligaro ha scritto: ...le aziende che vendevano kit ...

Dipende da cosa si intende per kit.

Se io (venditore) ti metto su una scatola tutti i componenti, sciolti, necessari a realizzare, che so ..., una lavatrice, con tanto di istruzioni per come assemblarla per ottenere, appunto, una lavatrice.
Allora ti sto vendendo un prodotto completo e soggetto a marcatura CE ed io venditore devo prendermi in carico la responsabilità oltre che tu riesca a fare un prodotto sicuro ma anche (io venditore) di marcare CE quella lavatrice.

Se io invece ti vendo una serie di componenti sciolti, con i quali tu ci potresti anche fare una lavatrice, ma volendo anche un frigorifero (magari aggiungendoci tu, un compressore) oppure un forno ... e soprattutto senza nessuna informazione precisa in modo da destinare quel kit verso un prodotto ben preciso ...

Beh ... allora ti sto vendendo dei componenti e mi devo preoccupare solo (se il caso) che i componenti siano marcati CE

Su quest'ultimo aspetto (marcatura CE dei componenti) occorre precisare che un componente "uso generico" ad esempio un trasformatore di alimentazione DEVE essere marcato CE.
Lo stesso potrebbe non essere marcato CE se il produttore lo vende direttamente all'acquirente e realizzato su sua specifica, perché questo poi lo includa in un apparecchio più completo (es. nella lavatrice) che a sua volta verrà marcata CE.

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