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Impianto di terra

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[51] Re: Impianto di terra

Messaggioda Foto UtenteNSE » 30 dic 2015, 12:51

Se mi permettete penso sia un errore di fondo sugli ultimi ragionamenti e premetto ceh questo è un mio modestissimo parere sull'impostazione della norma.
Il sistema di protezione contro i contatti indiretti con interruzione automatica del circuito, non nasce per fare in modo che un uomo appoggiato ad una caracassa in tensione si salvi.
Nasce in maniera tale che la condizione di pericolo sia estinta in un tempo "normativamente" ragionevole e non pericoloso.
Se (come dagli schemi equivalenti classici) c'è il classico "omino" elettrotecnico appoaggiato alla massa e in quel preciso istente c'è un guasto a terra di quella massa li: l'omino si becca la tensione data dal partitore di tensione, data dalle serie di impedenze che il generatore vede.
Nel circuito NON SI INSTAURA solo la Idn del differenziale.
Quella è una convenzione per calcolare la tensione di contatto convenzionale.
Pertanto una passa resistenza di terra, fa si che strutturalmente le tensioni di contatto REALI (e non convenzionali) siano più basse.
Ripeto, questo nel caso che il guasto a terra avvenga mentre simultaneamente uno è in contatto con una massa.
imho
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[52] Re: Impianto di terra

Messaggioda Foto Utenteadmin » 30 dic 2015, 13:07

NSE ha scritto:Se mi permettete penso sia un errore di fondo sugli ultimi ragionamenti e premetto ceh questo è un mio modestissimo parere sull'impostazione della norma.
Il sistema di protezione contro i contatti indiretti con interruzione automatica del circuito, non nasce per fare in modo che un uomo appoggiato ad una caracassa in tensione si salvi.

E dov'è che nei ragionamenti precedenti è stato detto che il differenziale deve scattare quando l'uomo si appoggia alla carcassa?
C'è scritto che se si appoggia alla carcassa mentre c'è un guasto in corso, quindi una tensione sulle masse, questa sarà al massimo uguale alla tensione limite. Tra l'altro, nel momento in cui tocca quella tensione si abbassa, tanto più quanto più è elevata la resistenza di terra
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[53] Re: Impianto di terra

Messaggioda Foto UtenteFabio992 » 30 dic 2015, 14:28

Mentre tu mi farai, quando ne hai voglia, il calcolo della tensione con il principio di Kirchhoff


E' una cosa che avevo "lasciato al lettore" già in [37], ma inserisco ora qualche numero.

1)


In questa situazione (guasto netto), tutti i ragionamenti fatti da admin sono corretti: avere un impianto di terra con 1000 ohm ma ben coordinato non cambia nulla dall'avere un impianto di terra di 1 ohm sempre ben coordinato. Non metto i numeri per brevità

2) Cambiamo un po le carte in tavola.
Consideriamo un corto non netto guasto a terra franco, cosa che quasi sempre non è[/quote] e prendiamo una resistenza di guasto di 200 ohm .


Caso con resistenza di terra scadente (1000 ohm)

Posso calcolare la tensione di contatto a vuoto come generatore equivalente di thevenin ai capi di R_CU

U_{C0}= \frac{U_0}{1+ \frac{R_g+ R_N}{R_T}}= \frac{230}{1+ \frac{200}{1000}}=191V

Al secondo uguale ho trascurato la resistenza di terra del distributore. La tensione di contatto a vuoto è di 191V. E' immediato calcolarsi la corrente in R_CU.
E' una strada un po più lunga quella del generatore equivalente, perché mi costringe anche a dovermi calcolare la resistenza equivalente ai capi di R_CU. In questa situazione infatti, non è trascurabile. Per semplicità trascuro nuovamente la resistenza di messa a terra del distributore ( non influisce, dal punto di vista della resistenza equivalente è in serie alla resistenza di guasto)
R_{eq}=\frac{R_T R_N}{R_T+ R_N}=\frac{1000*200}{1000+200}=166\Omega
Supposta una R_CU ad esempio di 1600 ohm, otteniamo una corrente nel corpo umano di 108 mA. Se non scatta il differenziale, l'omino è morto. Se scatta il differenziale, l'omino è probabilmente salvo. Anche supponendo che l'omino sia salvo, 108 mA per qualche decimo di secondo ( prima che intervenga il differeniale) se li è presi.


Caso con buona resistenza (20 ohm)


Qua i numeri cambiano; seguo lo stesso procedimento con un po' di parole in meno

U_{C0}= \frac{U_0}{1+ \frac{R_g+ R_N}{R_T}}= \frac{230}{1+ \frac{200}{20}}=21V

R_{eq}\cong 0 (condizione cautelativa)

Sempre con R_CU= 1600 ohm, questa volta abbiamo 13 mA sul corpo umano. La corrente di guasto è più o meno la stessa, anzi è aumentata (vista la diminuzione della resistenza di terra) e il differenziale scatta comunque.

Se scatta il differenziale, l'omino è salvo, ovviamente.
Se NON scatta il differenziale, l'omino è salvo lo stesso, perché si becca 13 mA invece che 100.
Non ci poniamo più la domanda " ma in quanto scatta il differenziale, cosa succede nel frattempo... ecc". Nel CU scorrono 10 mA e possiamo andare più o meno tranquilli
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[54] Re: Impianto di terra

Messaggioda Foto Utenteadmin » 30 dic 2015, 14:45

Con un guasto franco la situazione è peggiore: la tensione di contatto è di 230 V invece che 191 V
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[55] Re: Impianto di terra

Messaggioda Foto UtenteFabio992 » 30 dic 2015, 15:06

Con un guasto franco la tensione è 230V sia nel caso di impianto di terra buono che scadente. Il miglioramento si ha solo in caso di guasto non franco, ma è pur sempre un miglioramento, soggetto al caso ma pur sempre un miglioramento che in alcuni casi può salvare una vita.
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[56] Re: Impianto di terra

Messaggioda Foto Utenteadmin » 30 dic 2015, 15:20

La corrente di guasto con un impianto di 1000 ohm ed una resistenza di guasto di 200 ohm è di 191 mA. Il differenziale scatta se non è guasto e se è coordinato con l'impianto di terra. Coordinato con l'impianto di terra significa che la tensione sulle masse non è mai superiore a 50 V.
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[57] Re: Impianto di terra

Messaggioda Foto UtenteFabio992 » 30 dic 2015, 15:33

E' quello che ti avevo già confutato in [66].

Quello che tu stai dicendo è che la corrente di intervento del differeziale per la resistenza dell'impianto di terra deve essere minore di 50V. E' R_T* I_dn. E' un criterio di dimensionamento. Non è una tensione reale presente nel circuito. La corrente che fa scattare il differenziale è una corrente che non è presente nel circuito, è la corrente superata la quale, dopo un certo tempo, interviene la protezione. Le tensioni ( e quindi le correnti) reali presenti nel circuito sono quelle date da kirckhooff come in [71], e possono eccedere i 50V, istantaneamente ( e anche come valori efficaci)


Foto Utenteadmin perdonami, ma non capisco perché continui a difendere in maniera così ostinata la normativa.
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[58] Re: Impianto di terra

Messaggioda Foto Utenteadmin » 30 dic 2015, 15:40

La corrente di guasto reale è superiore alla corrente differenziale servita per il dimensionamento
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[59] Re: Impianto di terra

Messaggioda Foto UtenteMike » 30 dic 2015, 17:14

Fabio992 ha scritto:.... Le tensioni ( e quindi le correnti) reali presenti nel circuito sono quelle date da kirckhooff come in [71], e possono eccedere i 50V, istantaneamente ( e anche come valori efficaci)


Certo, la corrente e tensione reale sarà sicuramente quella... ma per favore. Dove la misuri? Mano/mano? Mano/piede? Mano/testa? Con calzature isolanti? A piedi scalzi? Piedi callosi o delicati? Ma dai??? Non siamo mica in farmacia! :lol:
Un guasto non franco fa intervenire il differenziale se coordinato con l'impianto di terra, poco importa se è più basso del valore di coordinamento necessario.

Fabio992 ha scritto: Però effettivamente le cose con una resistenza di terra bassa migliorano, e non ci vedo nulla di male


Infatti, siccome migliorano, i geni della commissione IEC, CENELEC e CEI non impongono un valore minimo.
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[60] Re: Impianto di terra

Messaggioda Foto Utenteadmin » 30 dic 2015, 17:42

Fabio992 ha scritto: Le tensioni ( e quindi le correnti) reali presenti nel circuito sono quelle date da Kirchhoff come in [71], e possono eccedere i 50V, istantaneamente ( e anche come valori efficaci)

Appena arrivano a 50 V e forse anche prima, poiché l'intervento del differenziale è, se non rotto, sicuro se la corrente è superiore alla corrente differenziale con la quale ci sono sulle masse 50 V, ma può avvenire anche quando la corrente è la metà della nominale.
Il dimensionamento del coordinamento si fa in modo tale che la tensione sulle masse non possa essere, per un tempo maggiore a quello dell'intervento del differenziale, superiore alla tensione di sicurezza che è di 50 V. Tale tensione si raggiunge quando la corrente di guasto, franco o non franco che sia, è pari alla corrente differenziale di dimensionamento. Non appena la corrente di guasto la supera, il differenziale, se non è rotto, interviene nei millisecondi che gli sono necessari per l'apertura.

Fabio992 ha scritto:Foto Utenteadmin perdonami, ma non capisco perché continui a difendere in maniera così ostinata la normativa.

Non sto cercando di difendere la normativa che non ha bisogno di me per questo. Io sono zero rispetto ai tecnici che l'hanno formulata. Sto solo cercando di farti capire l'errore del tuo ragionamento
Fabio992 ha scritto:L'argomentazione data in [71] mi sembra più che chiara.

Per me lo è abbastanza. Non lo è per te perché tu stai pensando che 191 V possano permanere sulle masse.

Però effettivamente le cose con una resistenza di terra bassa migliorano, e non ci vedo nulla di male[/quote]
Nessuno ha detto che ci sia qualcosa di male nel realizzare una resistenza di terra inferiore di quella limite ammessa. Anzi è auspicabile ed è perfino quasi impossibile realizzare proprio quella limite, a meno che non si pianti un chiodo nel muro. Significa applicare un coefficiente di sicurezza che, al momento, non è imposto dalle norme, ma che non è nemmeno vietato.
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