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Ipocrisia del cippato e pizza della discordia

Urbanistica, paesaggio, clima, inquinamento, biodiversità...

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[61] Re: Ipocrisia del cippato e pizza della discordia

Messaggioda Foto Utenteguzz » 29 dic 2015, 23:30

devi ancora spiegarmi come la legna bruciata a Possagno influisca sulla concentrazione di PM10 a Milano. puoi per favore rispondermi?
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[62] Re: Ipocrisia del cippato e pizza della discordia

Messaggioda Foto Utenteguzz » 30 dic 2015, 0:41

a parte il fatto che Possagno non è in montagna, siamo a malapena in collina (il centro abitato è sui 200/300 m sul livello del mare)
non voglio un codice civile che vieti a chi è in pianura di avere stufe a legna. voglio un codice civile che lasci bruciare legna dove non è logico vietarlo, mentre vieti dove è illogico non farlo.
in zone dove il PM10 è basso, non vi è un motivo sensato per vietare le stufe (anche perché farlo a 15 chilometri da una cementeria che brucia pneumatici, come dalle mie parti, sarebbe assurdo).
ha più senso invece vietare ovunque la circolazione di mezzi inquinanti perché è più probabile che io vada a Milano una volta a settimana con la macchina, piuttosto che ci vada con la stufa.
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[63] Re: Ipocrisia del cippato e pizza della discordia

Messaggioda Foto Utentemario_maggi » 30 dic 2015, 12:30

Il palazzo del sindaco di Milano comunica in data 26/10/2016 su Facebook - Palazzo Marino:

"È partito il primo impianto di riscaldamento a biomassa nelle case comunali. Si tratta di una sperimentazione realizzata in collaborazione tra il settore Lavori pubblici del Comune, il comitato di autogestione degli inquilini di via Gandino e MM: è stato sostituito l’impianto di riscaldamento a gasolio con un impianto totalmente nuovo a biomassa ricavato dal legno. Il nuovo impianto centralizzato a pellet, con 1Mw di potenza e con contabilizzazione e termoregolazione, è in grado di fare risparmiare alla città 45 mila tonnellate di anidride carbonica che sarebbero state emesse nei prossimi 30 anni."

Domanda: a parita' di potere calorico, il pellet emette meno CO2 del gasolio? Strano! Sembra quasi una presa per il cucciolo. Davvero consumano cosi' tanto da generare quasi 10 T al giorno di CO2?

Buon anno a tutti!
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[64] Re: Ipocrisia del cippato e pizza della discordia

Messaggioda Foto Utenteguzz » 30 dic 2015, 12:52

il pellet non emette meno CO2, emette carbonio che era già nell'ambiente, non carbonio seppellito nella crosta terrestre da qualche milione di anni come quello presente nei combustibili fossili.

se non si curassero i boschi e le foreste, il legno degli alberi morti (si, gli alberi muoiono e cadono anche da soli) marcirebbe rilasciando la stessa anidride carbonica che emette bruciando, perché verrebbe mangiato e digerito da una miriade di animali, insetti, ecc.
quindi bruciare legno coltivato in maniera intelligente non aumenta la CO2 normalmente in atmosfera, dato che la combustione della pianta tagliata per fare il pellet rilascia né più né meno che il carbonio assorbito negli anni, e l'albero piantato al suo posto lo riassorbirà negli anni successivi, in maniera ciclica.
tra l'altro, il legno praticamente non emette ossidi di zolfo ed altre sostanze nocive rilasciate, per esempio, dal gasolio.

il problema è che, come ribadito, il legno rilascia più polveri sottili, anche se credo che un impianto del genere abbia dei sistemi di filtraggio che permettono di abbattere le polveri ai livelli di impianti a combustibili fossili.
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[65] Re: Ipocrisia del cippato e pizza della discordia

Messaggioda Foto Utente6367 » 30 dic 2015, 13:42

guzz ha scritto:quindi bruciare legno coltivato in maniera intelligente non aumenta la CO2 normalmente in atmosfera, dato che la combustione della pianta tagliata per fare il pellet rilascia né più né meno che il carbonio assorbito negli anni, e l'albero piantato al suo posto lo riassorbirà negli anni successivi, in maniera ciclica.
tra l'altro, il legno praticamente non emette ossidi di zolfo ed altre sostanze nocive rilasciate, per esempio, dal gasolio.

il problema è che, come ribadito, il legno rilascia più polveri sottili, anche se credo che un impianto del genere abbia dei sistemi di filtraggio che permettono di abbattere le polveri ai livelli di impianti a combustibili fossili.


Io non sono direttamente un esperto ma cerco di informarmi (conosco anche un professore universitario che si occupa dell'argomento). Diverse voci dicono che il pellet sia abbastanza tossico (mi riferisco agli effetti inquinanti locali, non alla CO2 climalterante che è un altro discorso). Idem i forni delle pizzerie che a Milano sono abbastanza dense.

Io penso che le cause dell'inquinamento urbano siano molteplici e in parte sconosciute: trazione, riscaldamento, legna, ecc. Nessuna è così ridotta da poterla trascurare nella ricerca dei rimedi.
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[66] Re: Ipocrisia del cippato e pizza della discordia

Messaggioda Foto Utenteedgar » 30 dic 2015, 14:43

Oltre alla legna, per rimanere in tema PMxx, non bisogna sottovalutare le polveri sottili prodotte dagli impianti frenanti dei mezzi di trasporto.
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[67] Re: Ipocrisia del cippato e pizza della discordia

Messaggioda Foto Utenteguzz » 30 dic 2015, 15:59

6367 ha scritto:Io non sono direttamente un esperto ma cerco di informarmi (conosco anche un professore universitario che si occupa dell'argomento). Diverse voci dicono che il pellet sia abbastanza tossico (mi riferisco agli effetti inquinanti locali, non alla CO2 climalterante che è un altro discorso). Idem i forni delle pizzerie che a Milano sono abbastanza dense.

infatti per me negli impianti grossi ha più senso l'uso del cippato, che in pratica è legno frammentato ed essiccato. è più o meno come bruciare normalissima legna, solo che frammentandola si aumenta la superficie e quindi si migliora la combustione. inoltre si possono usare tutte quelle parti che, solitamente, vengono o bruciate in campo o lasciate nei boschi perché poco economico recuperarle, come ramaglie, sterpi, residui di potature, ecc

6367 ha scritto:Io penso che le cause dell'inquinamento urbano siano molteplici e in parte sconosciute: trazione, riscaldamento, legna, ecc. Nessuna è così ridotta da poterla trascurare nella ricerca dei rimedi.

pienamente d'accordo. accanirsi solo contro le stufe e la legna è una boiata, e il motivo è semplice.
in questa pagina si può vedere il grafico dell'andamento del PM10 a Milano per tutto il 2015
ammesso e non concesso che gli sforamenti invernali siano causati dalla combustione della legna, penso sia improbabile che ci sia chi accende la stufa nel periodo che va da aprile a settembre. come si giustificano quindi i picchi di aprile, maggio, luglio ed agosto?
se la situazione è critica tutto l'anno, compresa l'estate, non si può pensare che la colpa sia della combustione della legna.
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[68] Re: Ipocrisia del cippato e pizza della discordia

Messaggioda Foto Utentemario_maggi » 30 dic 2015, 16:41

guzz,
secondo me i picchi anomali sono dovuti ad un camion che si ferma nelle vicinanze della centralina, ad asfaltatura di una strada nelle vicinanze, allo scavo in un cantiere, al vento del Sahara che ha portato un po' di polveri, al passaggio di un treno merci col vento che sollevava le polveri trasportate, al sorvolo di un elicottero, al vento che porta sulla centralina i funi di un jet in partenza, e anche ad altri motivi che mi sfuggono.
Ciao
Mario
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[69] Re: Ipocrisia del cippato e pizza della discordia

Messaggioda Foto Utenteguzz » 30 dic 2015, 17:08

dal grafico mi pare che si tratti di picchi che durano più di un giorno, quindi trovo improbabile quanto dici...
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[70] Re: Ipocrisia del cippato e pizza della discordia

Messaggioda Foto Utentefpalone » 30 dic 2015, 19:56

Noto con piacere che, se non altro, la numerosa e vivace partecipazione a questo topic serve a focalizzare l'attenzione su una fonte di inquinamento generalmente sottostimata!


Approfitto del post di Foto Utentemario_maggi per fare due conti in libertà.

mario_maggi ha scritto:Il nuovo impianto centralizzato a pellet, con 1Mw di potenza e con contabilizzazione e termoregolazione[...]."
Mario

Per ogni ora di funzionamento a potenza nominale, l'impianto produce 1 MWh termico, ossia 3.6 GJ.
Prendiamo per buoni quei dati della tabella del ministero dell'ambiente di [24] (chi ne avesse altri, più affidabili o comunque da fonte diversa può comunque rifare i conti) ed in particolare il valore di emissioni di 76 g di PM per GJ. Ne risulta un'emissione oraria di 76 x 3.6 = 274 g.
Quante ore a potenza nominale lavorerà quell'impianto?
Se consideriamo 8 ore, otteniamo 2192 g al giorno di PM10.
Quanto PM emette un'automobile?
La normativa EURO4 prevedeva per i diesel un limite di 0.025 g/km. Quindi, per fare un confronto con la caldaia, le sue emissioni per un giorno di funzionamento corrisponderebbero a quelle che un'auto diesel euro IV emetterebbe per percorrere una distranza di 2196 (g) /0.025 (g/km)=87'840 km. Per un'auto diesel rispondente alla normativa Euro V od Euro VI (limite di emissioni: 0.005 g/km), sarebbero necessari invece 439'200 km.
Vogliamo stimare quanti pendolari servirebbero in circolazione per percorrere quei km in un giorno ed eguagliare quindi le emissioni della caldaia da 1 MW?
Se consideriamo una percorrenza media di 50 km al giorno servono 1756 auto diesel Euro IV, oppure 8784 auto diesel EuroV od EuroVI.
Se ripetiamo i conti per una stufa domesitca o caminetto a legna da 10 kW, che secondo la tabella di [24] hanno emissioni di 810g/GJ, otteniamo che le sue emissioni giornaliere sarebbero corrispondenti a quelle di 187 auto diesel euro IV o di 935 auto diesel euro V o VI.
Questo calcolo non vuole ovviamente essere esatto e nemmeno accurato, ma solo dare un ordine di grandezza della questione. Ripeto, i calcoli possono essere ripetuti con nuovi dati (od anche solo per trovare errori), ma penso che il risultato sia comunque piuttosto "impattante" per quanto riguarda la soluzione a legna; se qualcuno negli uffici tecnici del comune di Milano se lo fosse fatto, magari non avrebbero messo in servizio quella caldaia per poi bloccare il traffico delle automobili!
PS.
Riguardo il contributo marginale, od il fatto che si usi la "legna raccolta per terra", segnalo che l'Italia è il primo importatore al mondo di legna da ardere e che, dai dati del rapporto Istat “I consumi energetici delle famiglie", nel 2013 la biomassa vegetale sia stata una fonte principale di alimentazione degli impianti di riscaldamento delle abitazioni italiane, seconda solo al metano.
Allo stesso link si riporta che : l’Italia ricopre il ruolo di primo importatore mondiale di legna da ardere (0,78 M t), terzo importatore di pellet a uso civile (1,7 M t) e terzo importatore di residui e scarti legnosi. Considerando anche i dati sui consumi, è facile notare come la componente d’import sia prioritaria soprattutto in riferimento al pellet.
Analizzando nel dettaglio i Paesi di provenienza della materia prima, si può notare come nel 2013 quasi il 55% della legna da ardere e più di un terzo del pellet importati in Italia provengano da Paesi extra-europei.
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