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Candy » 12 gen 2016, 16:01
Mi spiace intromettermi in qualcosa che non capisco e, proprio il fatto i non capire, mi ha fatto ricorordare che simo85 ha raccolto alcuni interventi di DirtyDeeds e PietroBaima, dove spiegano qualcosa sulla radice quadrata di numeri negativi.
(Già da tempo mi ero ripromesso di leggere l'articolo e seguire il filo del discorso, ma mi è poi sfuggito di mente). Comunque, sono andato un poco dietro alla scoperta dei nummeri complessi per verificare queste "novità".
Tirando le somme su cosa ho capito e cosa no, (per me leggere DirtyDeeds o PietroBaima quando partono per la tangente è impossibile), mi sembra di intuire che il messaggio sia questo: la funzione di radice ha senso solo se il sistema numerico usato è scalare, appiattito in un suo mondo monodimensionale. Ha senso parlare di radice per i classici numeri scalari. Forse ha senso prlare di radice del modulo di un vettore, in quanto per quello specifico contesto è un numero scalare confinato ad una monodimensione, mentre, se il numero è complesso, perde di significato anche il concetto di estrazione della radice. Lasciatemelo dire a mio modo. Se così è, ha un senso a tutti gli effetti.
Diverso è il caso di

. Sembra essere vero solo in parte. Non sempre. E pensare che lo usavo parecchio, come verità indiscutibile, quando dovevo risolvere la divisione tra numeri complessi, andando a trasformarla in operazione tra coniugati per portare via la parte immaginaria dal denominatore. La spiegazione che a suo tempo avevo cercato ed avevo compreso è: siccome moltiplicare un numero reale, 1, per

, significa ruotarlo sul piano di Gauss di 90°;

ha come effetto di ruotare ancora

di altri 90°, arrivando appunto al fatidico

. E fin qui tutto bene. Nella mia testa, (visione meccanicistica, come mi è stato detto), la cosa si proiettava benissimo ed aveva il suo senso.
Ora invee leggo che anche questa è una "mezza" verità. Sono confuso.
Mi piacerebbe capirne di più.