Salve a tutti,
non ho ben compreso a livello teorico, cosa si intenda per "piccolo segnale": è un segnale ad oscillazioni di ampiezza molto bassa?
Quando si chiede di determinare il guadagno di piccolo segnale di un determinato circuito, occorre spegnere i generatori in continua?
Se inoltre io volessi il guadagno complessivo di tutto il circuito, dovrei sommare il guadagno in continua a quello che otterrei col piccolo segnale, facendo valere il principio di sovrapposizione degli effetti?
Cosa è il piccolo segnale
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IsidoroKZ
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Ti risponderanno altri con maggiore precisione tecnica-scolastica, ma intanto,per avere un idea di massima a risolvere i tuoi dubbi
si
si e anche cortocircuitarli
no.
Se ti chiedono un guadagno complessivo,probabilmente te lo chiedono per più stadi in cascata o comunque qualcosa che riguarda sempre il segnale, perciò non bisogna sommare il segnale alla componente continua
comunque, ripeto, aspetta maggiori dettagli ( non vorrei di aver commesso inesattezze. Sai, non ricordo con precisione tutte le definizioni scolastiche... )
ciao
P.S.
Se posti uno schema tipo e fai le domande su quello, le risposte saranno più precise.
Bernheart ha scritto:non ho ben compreso a livello teorico, cosa si intenda per "piccolo segnale": è un segnale ad oscillazioni di ampiezza molto bassa?
si
Bernheart ha scritto:
Quando si chiede di determinare il guadagno di piccolo segnale di un determinato circuito, occorre spegnere i generatori in continua?
si e anche cortocircuitarli
Bernheart ha scritto:Se inoltre io volessi il guadagno complessivo di tutto il circuito, dovrei sommare il guadagno in continua a quello che otterrei col piccolo segnale, facendo valere il principio di sovrapposizione degli effetti?
no.
Se ti chiedono un guadagno complessivo,probabilmente te lo chiedono per più stadi in cascata o comunque qualcosa che riguarda sempre il segnale, perciò non bisogna sommare il segnale alla componente continua
comunque, ripeto, aspetta maggiori dettagli ( non vorrei di aver commesso inesattezze. Sai, non ricordo con precisione tutte le definizioni scolastiche... )
ciao
P.S.
Se posti uno schema tipo e fai le domande su quello, le risposte saranno più precise.
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ti fornisco il link di una discussione, potrebbe tornarti utile:
viewtopic.php?t=61186&p=613946#p613946
viewtopic.php?t=61186&p=613946#p613946
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Il "piccolo segnale" è una variazione piccola (per l'analisi la consideri infinitesima) del segnale attorno al punto di lavoro, non necessariamente un'oscillazione.
Deve essere piccola a sufficienza da poter approssimare come lineare una caratteristica che non lo è.
Per una caratteristica
che lega ingresso e uscita, se consideri la sua serie di Taylor

perché la variazione
attorno al punto di lavoro
sia "piccolo segnale" il termine legato alla derivata prima deve essere molto maggiore della somma dei successivi.
Deve essere piccola a sufficienza da poter approssimare come lineare una caratteristica che non lo è.
Per una caratteristica
che lega ingresso e uscita, se consideri la sua serie di Taylor
perché la variazione
attorno al punto di lavoro
sia "piccolo segnale" il termine legato alla derivata prima deve essere molto maggiore della somma dei successivi.-

SandroCalligaro
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SandroCalligaro ha scritto:Deve essere piccola a sufficienza da poter approssimare come lineare una caratteristica che non lo è.
Per una caratteristicache lega ingresso e uscita, se consideri la sua serie di Taylor
perché la variazioneattorno al punto di lavoro
sia "piccolo segnale" il termine legato alla derivata prima deve essere molto maggiore della somma dei successivi.
La serie di Taylor non è fatta così:

ma così:


Per trascurare correttamente non devi considerare che la derivata prima sia trascurabile rispetto a tutte le altre, altrimenti arrivi a dire che il segnale è trascurabile rispetto alla polarizzazione, che è vero, ma è un contributo che intendi considerare comunque.
Devi dire che il contributo nel primo termine in cui compare il segnale è predominante rispetto al secondo, dando una definizione di errore che stabilisca cosa vuol dire predominante senza ambiguità.
Ciao,
Pietro.
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PietroBaima
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Sulla serie di Taylor, non penso che non si possa considerare un n infinito (ma è vero che io non l'ho specificato).
si riferiva alla variazione attorno al punto di lavoro, cioè
. Quindi sono d'accordo con te sul fatto che debba predominare il termine legato alla derivata prima (ci mancherebbe!), infatti avevo scritto:
Deve essere predominante rispetto ai termini legati alle derivate successive (non solo alla seconda).
Deve essere piccola a sufficienza
si riferiva alla variazione attorno al punto di lavoro, cioè
. Quindi sono d'accordo con te sul fatto che debba predominare il termine legato alla derivata prima (ci mancherebbe!), infatti avevo scritto:il termine legato alla derivata prima deve essere molto maggiore della somma dei successivi
Deve essere predominante rispetto ai termini legati alle derivate successive (non solo alla seconda).
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SandroCalligaro
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Quello che scrivi tu significa "ci fermiamo all'ordine n".
n non può essere infinito perché non avrebbe senso.
Quello che potresti fare è scrivere la serie sotto il segno di limite, ma per evitare notazioni così pesanti si preferisce mettere i puntini alla fine.
Per la polarizzazione e il segnale: voglio dire che sono due cose diverse, che non discendono dalla stessa approssimazione.
n non può essere infinito perché non avrebbe senso.
Quello che potresti fare è scrivere la serie sotto il segno di limite, ma per evitare notazioni così pesanti si preferisce mettere i puntini alla fine.
Per la polarizzazione e il segnale: voglio dire che sono due cose diverse, che non discendono dalla stessa approssimazione.
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PietroBaima
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Quello che potresti fare è scrivere la serie sotto il segno di limite, ma per evitare notazioni così pesanti si preferisce mettere i puntini alla fine.
OK, grazie della puntualizzazione. Mi piace essere formale fino... a quanto è necessario. Quindi la notazione che proponi con i puntini finali mi va benissimo.
Per la polarizzazione e il segnale: voglio dire che sono due cose diverse, che non discendono dalla stessa approssimazione.
Non so se ho capito a cosa ti riferisci, della polarizzazione non avevo praticamente parlato.
Per dire quanto debba essere piccola la variazione per essere "piccolo segnale" ho fatto il confronto con i termini relativi alle derivate oltre la prima (quindi la polarizzazione era esclusa).
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SandroCalligaro
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Vi ringrazio per le numerose risposte.
Colgo la proposta di mostrarvi l'esercizio che ha mosso i miei dubbi sul piccolo segnale: ciò che non mi torna è cosa si faccia con il transistor.
Vi posto anche la foto del circuito equivalente di piccolo segnale del NMOS.
Ora la mia domanda è: come si fa qui a dire che la resistenza in ingresso del NMOS in piccolo segnale è
?
La corrente non dovrebbe vedere anche
?
Ma poi, ogni volta che si parla di piccolo segnale basta sostituire il circuito equivalente ad ogni elemento circuitale e svolgere nuovamente i calcoli?
Ultima domanda: se mi si chiedesse di valutare il guadagno complessivo di questo circuito, come dovrei tener conto del guadagno di piccolo segnale?
Colgo la proposta di mostrarvi l'esercizio che ha mosso i miei dubbi sul piccolo segnale: ciò che non mi torna è cosa si faccia con il transistor.
Vi posto anche la foto del circuito equivalente di piccolo segnale del NMOS.
Ora la mia domanda è: come si fa qui a dire che la resistenza in ingresso del NMOS in piccolo segnale è
?La corrente non dovrebbe vedere anche
?Ma poi, ogni volta che si parla di piccolo segnale basta sostituire il circuito equivalente ad ogni elemento circuitale e svolgere nuovamente i calcoli?
Ultima domanda: se mi si chiedesse di valutare il guadagno complessivo di questo circuito, come dovrei tener conto del guadagno di piccolo segnale?
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La corrente non dovrebbe vedere anche r_o?
Credo che, quando ti viene detto che il mosfet è ideale,
non ci sia.Cosa significa
?valutare il guadagno complessivo di questo circuito
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SandroCalligaro
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