Salve a tutti,
nonostante abbia letto vari articoli e discussioni sul forum ho ancora un dubbio sull'impianto di messa a terra nella sua trattazione più generale. Il dubbio è il seguente: la corrente che viene a circolare nel conduttore di terra e poi si diffonde nel terreno tramite il dispersore, è la corrente di guasto? Cioè quella dovuta al guasto di isolamento? Confermate?
Corrente di terra
Moderatori:
sebago,
MASSIMO-G,
lillo,
Mike
5 messaggi
• Pagina 1 di 1
3
voti
Non ci sono necessariamente solo le correnti di guasto, ma anche deboli correnti di dispersione che si possono considerare normali in un impianto domestico (ad esempio, 2 o 3 mA per un elettrodomestico, qualcosa in più per le apparecchiature elettroniche dotate di filtri sull'alimentazione).
Tali correnti di dispersione negli impianti industriali o molto estesi hanno ovviamente più rilevanza.
Per la definizione di corrente di guasto, vedi comunque questa discussione.
Inoltre, tali correnti non è che "si diffondono" nel terreno, bensì tramite il terreno e il dispersore in cabina chiudono il circuito sul generatore.
Tali correnti di dispersione negli impianti industriali o molto estesi hanno ovviamente più rilevanza.
Per la definizione di corrente di guasto, vedi comunque questa discussione.
Inoltre, tali correnti non è che "si diffondono" nel terreno, bensì tramite il terreno e il dispersore in cabina chiudono il circuito sul generatore.
0
voti
ok grazie, quindi se non ci sono guasti di isolamento, la corrente di terra It che viene genericamente citata nei testi è una corrente che, non è detto che ci sia, dovuta alle dispersioni?
E qualora invece ci sia il guasto di isolamento la corrente di terra diventa la corrente di guasto? Ho capito male?
Riguardo l'ultima affermazione che hai fatto, le linee di corrente non si esauriscono ad una distanza infinita? Mi sto riferendo alle solite raffigurazioni in cui c'è un dispersore emisferico e campo di corrente con superfici equipotenziali concentriche...
PS Il testo a cui sto facendo riferimento è Fondamenti di Elettrotecnica di O. Ravelli
E qualora invece ci sia il guasto di isolamento la corrente di terra diventa la corrente di guasto? Ho capito male?
Riguardo l'ultima affermazione che hai fatto, le linee di corrente non si esauriscono ad una distanza infinita? Mi sto riferendo alle solite raffigurazioni in cui c'è un dispersore emisferico e campo di corrente con superfici equipotenziali concentriche...
PS Il testo a cui sto facendo riferimento è Fondamenti di Elettrotecnica di O. Ravelli
2
voti
Per chiarire (facendo l'esempio di un impianto TT):
In figura la linea tratteggiata è il circuito che si viene a creare quando si ha una corrente di guasto.
Tale corrente dipende, come da legge di Ohm, dalla tensione ai capi del generatore, e dalla resistenza complessiva dell'anello di guasto, che comprende, partendo dal generatore, la resistenza delle linee elettriche + la resistenza nel punto di contatto che ha determinato il guasto + la resistenza di terra dell'impianto locale + la resistenza di quella parte del terreno che va dall'impianto locale alla cabina del distributore + la resistenza dell'impianto di terra del distributore + la resistenza interna (o meglio, l'impedenza) del generatore.
Quanto detto non è in contrasto con il fatto che se applichiamo una carica elettrica in un punto del terreno, man mano che ci allontaniamo da quel punto misureremo una carica elettrica sempre minore, che, data l'enorme capacità del pianeta terra, assumerà ben presto un valore vicinissimo allo zero (anche senza arrivare a distanza "infinita"). Nota che stiamo parlando di potenziale elettrico, non di corrente.
Spero di essermi spiegato.
In figura la linea tratteggiata è il circuito che si viene a creare quando si ha una corrente di guasto.
Tale corrente dipende, come da legge di Ohm, dalla tensione ai capi del generatore, e dalla resistenza complessiva dell'anello di guasto, che comprende, partendo dal generatore, la resistenza delle linee elettriche + la resistenza nel punto di contatto che ha determinato il guasto + la resistenza di terra dell'impianto locale + la resistenza di quella parte del terreno che va dall'impianto locale alla cabina del distributore + la resistenza dell'impianto di terra del distributore + la resistenza interna (o meglio, l'impedenza) del generatore.
Quanto detto non è in contrasto con il fatto che se applichiamo una carica elettrica in un punto del terreno, man mano che ci allontaniamo da quel punto misureremo una carica elettrica sempre minore, che, data l'enorme capacità del pianeta terra, assumerà ben presto un valore vicinissimo allo zero (anche senza arrivare a distanza "infinita"). Nota che stiamo parlando di potenziale elettrico, non di corrente.
Spero di essermi spiegato.
0
voti
si finalmente adesso ho le idee decisamente più chiare. Grazie mille!
5 messaggi
• Pagina 1 di 1
Torna a Impianti, sicurezza e quadristica
Chi c’è in linea
Visitano il forum: Nessuno e 47 ospiti

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)

