Ciao a tutti , ho una plafoniera con 4 neon T5 da 39W ciuscuno. Sono alimentati da 2 ballast elettronici di cui non conosco la marca e che possono essere accesi separatamente volendo.
Ho notato da un po' che uno dei 4 neon non si accende e dopo varie prove ho constatato che il problema sta nel ballast ma per ora l'ho lasciato cosi' per mancanza di tempo.
Oggi ho fatto alcuni test per vedere il consumo della plafoniera in questa situazione ed ho riscontrato un assorbimento sulla linea 230V di 0,38/0,39A
- 4 neon accesi ma solo 3 funzionanti , 227V misurati , 0,38/0,39A .... 227*0.39=88W
- 2 neon accesi ma solo 1 funzionante , 227V , 0,12/0,13A .... 227*0.13=29W
- 2 neon accesi e tutti e 2 funzionanti , 227V , 0,25/0,26A .... 227*0.26=59W
Comemai consumi cosi' bassi?
Il tester è un GBC KDM-360CTF
Grazie
Strano consumo Neon
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IsidoroKZ
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Non so la risposta, posso solo instillare un dubbio:
Il tester adoperato misura il vero valore efficace o il valore medio raddrizzato di una componente alternata, da cui se la forma d'onda è sinusoidale si ricava il valore efficace equivalente ?
Quale è la forma d'onda della corrente di un tubo al neon ( tubo fluorescente?) ?

Il tester adoperato misura il vero valore efficace o il valore medio raddrizzato di una componente alternata, da cui se la forma d'onda è sinusoidale si ricava il valore efficace equivalente ?
Quale è la forma d'onda della corrente di un tubo al neon ( tubo fluorescente?) ?

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Ciao, non ne ho idea, quello che posso dirti è che tutti i casi che ho letto rilevano correnti più elevate, mai più basse. comunque sicuro che importi? Io ho misurato sulla 230V....
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dipancrazio82
0 2 - Messaggi: 22
- Iscritto il: 29 lug 2011, 4:17
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Con lo stesso tester e nella medesima configurazione ho misurato l'assorbimento di una plafoniera con lampada PL da 11W e risulta 0,15A che è altissimo!
Le 2 plafoniere in questione non dovrebbero avere lo stesso tipo di funzionamento?
PS.come capisco se il ballast in questo caso è ferromagnetico o elettronico?
Le 2 plafoniere in questione non dovrebbero avere lo stesso tipo di funzionamento?
PS.come capisco se il ballast in questo caso è ferromagnetico o elettronico?
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dipancrazio82
0 2 - Messaggi: 22
- Iscritto il: 29 lug 2011, 4:17
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Purtroppo continuo a non risolvere il tuo quesito, che però mi ha indotto a cercare di capire bene
come funzionano le lampade fluorescenti. Mi sembra rimangano particolari non spiegati.
Come funziona esattamente lo starter?:
alla accensione è freddo e il contatto della lamina bimetallica è chiuso, percorso dalla corrente dei filamenti riscaldatori del tubo, si apre e provoca l'innesco dell'arco. OK.
Ma poi cosa gli impedisce di raffeddarsi e richiudersi? Una ionizzazione (scarica elettrica) del gas all'interno dell'ampolla dello starter?
Il condensatore è solo antidisturbi o svolge un'altra funzione?
Nel tubo principale quando la tensione alternata si inverte (passa per lo zero) non si interrompe la ionizzazione ? o la ionizzazione permane per qualche 10 ms per riprendere a polarità invertita?.
allego una spiegazione approssimata trovata nel web.
[url]
http://www.ictblog.it/index.php?/archiv ... mento.html
[/url]

come funzionano le lampade fluorescenti. Mi sembra rimangano particolari non spiegati.
Come funziona esattamente lo starter?:
alla accensione è freddo e il contatto della lamina bimetallica è chiuso, percorso dalla corrente dei filamenti riscaldatori del tubo, si apre e provoca l'innesco dell'arco. OK.
Ma poi cosa gli impedisce di raffeddarsi e richiudersi? Una ionizzazione (scarica elettrica) del gas all'interno dell'ampolla dello starter?
Il condensatore è solo antidisturbi o svolge un'altra funzione?
Nel tubo principale quando la tensione alternata si inverte (passa per lo zero) non si interrompe la ionizzazione ? o la ionizzazione permane per qualche 10 ms per riprendere a polarità invertita?.
allego una spiegazione approssimata trovata nel web.
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http://www.ictblog.it/index.php?/archiv ... mento.html
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dipancrazio82 ha scritto: come capisco se il ballast in questo caso è ferromagnetico o elettronico?
A parte il fatto che di solito ci sono scritte e schemini sull'involucro del reattore, ma, in mancanza di questi, basta guardare se esiste lo starter, se c'è il reattore è ferromagnetico. Oltre a ciò il ferromagnetico è pesante e scalda molto.
In genere il condensatore, quando presente, è per il rifasamento; il cosφ nei fluorescenti è, in genere, pessimo.
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FedericoSibona
5.022 3 5 8 - Master

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ok, i reattore della lampada pl da 1W è certamente ferromagnetico poiche ha un pezzo vicino la lampada che quasi certamente è lo starter ed è effettivamente molto pesante.
Pero' nel caso della lampadina a risparmio energetico , che dovrebbe invece avere una specie di ballast elettronico , segna esattamente l'assorbimento che dovrebbe avere....boh...
domani comunque dovrei riuscire a misurare l'assorbimento di un'altra lampada che ha la medesima elettronica della mia cosi' da poter fare un confronto...mi spiace solo che devo misurarla per forza con il tester impostato su 10A poiché lo step successivo regge solo fino a 250mA che pero' vengono tranquillamente superati in caso di 2 lampade da 39W...
Pero' nel caso della lampadina a risparmio energetico , che dovrebbe invece avere una specie di ballast elettronico , segna esattamente l'assorbimento che dovrebbe avere....boh...
domani comunque dovrei riuscire a misurare l'assorbimento di un'altra lampada che ha la medesima elettronica della mia cosi' da poter fare un confronto...mi spiace solo che devo misurarla per forza con il tester impostato su 10A poiché lo step successivo regge solo fino a 250mA che pero' vengono tranquillamente superati in caso di 2 lampade da 39W...
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dipancrazio82
0 2 - Messaggi: 22
- Iscritto il: 29 lug 2011, 4:17
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dipancrazio82 ha scritto:PS.come capisco se il ballast in questo caso è ferromagnetico o elettronico?
Oltre quanto correttamente indicato da
Per i tubi fluorescenti , si possono avere due circuiti di alimentazione;
il primo (datato) con uno schema che utilizza i componenti di reattore e starter :
ed uno schema (attuale) che utilizza in lugo dei componenti precedenti, il cosidetto ballast elettronico, nel quale si trova serigrafato anche lo schema (semplice) di cablaggio del circuito, come nel caso di esempio del ballast philips...
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si si , vi ringrazio ed ora questo discorso è abbastanza chiaro. Quello su cui volevo capirci di piu' è il discorso consumi...
Quello che ci o capito fino ad ora è:
- Se misuro la corrente assorbita da una fluorescente con reattore+starter utilizzando strumenti comuni rilevero' una corrente elevatissima che dovrebbe essere data da corrente attiva+reattiva di cui si paga solo la prima e che è decisamente inferiore.
- Ho visto un video sulla misurazione di una plafoniera con fluorescenti T8 con reattore+starter fatta con strumentazione decisamente di buon livello dove viene misurata la corrente effettivamente consumata dalle lampade ed è 129W rispetto ad un valore nominale di 116W a cui aggiungere il reattore + starter e quindi ci puo' stare tranquillamente.
- I fluorescenti alimentati da un ballast elettronico dovrebbero avere un consumo effettivo che si avvicina molto piu' a quello nominale .... confermato , credo , dalla misurazione sulla lampadina a risparmio energetico.
- In tutti i casi quindi si parla di misurazioni che riscontrano un assorbimento di corrente superiore a quello teorico. Volevo capire come è possibile che nella mia plafoniera con ballast elettronico venga rilevato un assorbimento inferiore a quello teorico?
Quello che ci o capito fino ad ora è:
- Se misuro la corrente assorbita da una fluorescente con reattore+starter utilizzando strumenti comuni rilevero' una corrente elevatissima che dovrebbe essere data da corrente attiva+reattiva di cui si paga solo la prima e che è decisamente inferiore.
- Ho visto un video sulla misurazione di una plafoniera con fluorescenti T8 con reattore+starter fatta con strumentazione decisamente di buon livello dove viene misurata la corrente effettivamente consumata dalle lampade ed è 129W rispetto ad un valore nominale di 116W a cui aggiungere il reattore + starter e quindi ci puo' stare tranquillamente.
- I fluorescenti alimentati da un ballast elettronico dovrebbero avere un consumo effettivo che si avvicina molto piu' a quello nominale .... confermato , credo , dalla misurazione sulla lampadina a risparmio energetico.
- In tutti i casi quindi si parla di misurazioni che riscontrano un assorbimento di corrente superiore a quello teorico. Volevo capire come è possibile che nella mia plafoniera con ballast elettronico venga rilevato un assorbimento inferiore a quello teorico?
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dipancrazio82
0 2 - Messaggi: 22
- Iscritto il: 29 lug 2011, 4:17
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Secondo me, non puoi misurare la potenza di una lampada alimentata con un ballast elettronico semplicemente con il tester come puoi farlo con i vecchi reattori .
Con il tester di sicuro misuri la tensione ai capi del ballast e lampada e questa è sinusoidale.
Quello che non è sinusoidale è la corrente.
Il ballast sarà come tutti i convertitori, non è che assorbirà corrente in qualsiasi momento proporzionalmente al valore istantaneo della tensione ( e questo non perché esiste uno sfasamento ), ma assorbirà corrente solo quando la sinusoide di rete avrà un valore tale che superi i condensatori di carica del convertitore.
Questo valore può essere anche molto alto, forse poco meno di 300 Vp, solo allora passeranno impulsi molto intensi di corrente per una frazione del periodo della tensione di rete
Per sapere il valore di corrente e la forma d'onda, bisognerebbe porre in serie alla linea una resistenza di basso valore e misurare la tensione ai suoi capi con l' oscilloscopio.
Ma poi bisogna integrare tutto tensione e corrente ( immagino che anche per la tensione bisogna riferirsi solo all' integrale dell' arco di sinusoide interessato dal passaggio della corrente ), ma non sono csosì avanti in matematica
..però, immagino che sia difficile misurare la potenza con semplice tester e operazioni riservate solo in condizioni di regimi sinusoidali
Con il tester di sicuro misuri la tensione ai capi del ballast e lampada e questa è sinusoidale.
Quello che non è sinusoidale è la corrente.
Il ballast sarà come tutti i convertitori, non è che assorbirà corrente in qualsiasi momento proporzionalmente al valore istantaneo della tensione ( e questo non perché esiste uno sfasamento ), ma assorbirà corrente solo quando la sinusoide di rete avrà un valore tale che superi i condensatori di carica del convertitore.
Questo valore può essere anche molto alto, forse poco meno di 300 Vp, solo allora passeranno impulsi molto intensi di corrente per una frazione del periodo della tensione di rete
Per sapere il valore di corrente e la forma d'onda, bisognerebbe porre in serie alla linea una resistenza di basso valore e misurare la tensione ai suoi capi con l' oscilloscopio.
Ma poi bisogna integrare tutto tensione e corrente ( immagino che anche per la tensione bisogna riferirsi solo all' integrale dell' arco di sinusoide interessato dal passaggio della corrente ), ma non sono csosì avanti in matematica
..però, immagino che sia difficile misurare la potenza con semplice tester e operazioni riservate solo in condizioni di regimi sinusoidali
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