Il progettista sulla DICO
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Che nessuna alla fine controlli questo non è sufficiente per far si che l'installatore non esegua il suo lavoro a regola d'arte allegando il progetto iniziale con le varianti eseguite alla dichiarazione di conformità.
non ci sono problemi, ma solo soluzioni
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Ma il vero problema e qui voglio la vs conferma è:
l'impresa che deve dare il progetto finale lo deve obbligatoriamente far firmare da un professionista abilitato!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
l'impresa che deve dare il progetto finale lo deve obbligatoriamente far firmare da un professionista abilitato!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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iosolo35 ha scritto:Che nessuna alla fine controlli questo non è sufficiente per far si che l'installatore non esegua il suo lavoro a regola d'arte allegando il progetto iniziale con le varianti eseguite alla dichiarazione di conformità.
Assolutamente d'accordo!
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argonauta ha scritto:Quindi l'as-built, in assenza di varianti significative può essere firmato dall'installatore, senza la firma del tecnico iscritto all'Albo? (si parla di impianti con obbligo di progetto da parte di iscritto all'Albo).
Ho scritto vari post su questo argomento: l'AS BUILT NON CENTRA NULLA CON LA PROGETTAZIONE. Si tratta della documentazione che può essere elaborata solamente alla FINE dei lavori perché rappresenta la fedele fotografia di quanto realizzato, secondo i dettagli definiti a contratto.
Pertanto l'AS BUILT lo DEVE firmare l'installatore; può affidare l'incarico della redazione anche a professionista iscritto all'albo ma non c'è alcun obbligo di firma.
argonauta ha scritto:Ma soprattutto, cosa si intende per varianti significative?
Ad esempio capita spesso che in sede di realizzazione dell'opera si aggiungano interruttori e linee elettriche non previste in fase di progetto... è variante significativa?
Sì, quella è una variante significativa. L'aggiunta di una presa su una dorsale esistente o il suo spostamento non è una variante significativa.
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Duracell ha scritto:Ma il vero problema e qui voglio la vs conferma è:
l'impresa che deve dare il progetto finale lo deve obbligatoriamente far firmare da un professionista abilitato!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Il PROGETTO finale, inteso come raccolta della varianti avvenute in corso d'opera deve essere firmata dal progettista, quello iniziale preferibilmente, oppure altro professionista iscritto all'albo che evidenzierà nei suoi elaborati solo le varianti apportate.
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Cerco di mettere un po' di ordine.
La legge direbbe di fare così (ordine cronologico):
1) progetto iniziale firmato dal progettista
2) progetto di variante firmato dal progettista
3) as built redatto da installatore firmato dall'installatore.
L'installatore nella DICO dichiara di aver seguito il progetto 1) e la variante 2) e di allegare alla DICO lo schema di impianto 3)
Nella pratica il punto 2) avviene solamente in lavori molto grossi, nei lavori pubblici o in caso di varianti molto rilevanti.
Di conseguenza l'as-built deve assumere valenza di progetto aggiornato e pertanto deve essere firmato da un progettista iscritto all'albo.
Ci siamo?
La legge direbbe di fare così (ordine cronologico):
1) progetto iniziale firmato dal progettista
2) progetto di variante firmato dal progettista
3) as built redatto da installatore firmato dall'installatore.
L'installatore nella DICO dichiara di aver seguito il progetto 1) e la variante 2) e di allegare alla DICO lo schema di impianto 3)
Nella pratica il punto 2) avviene solamente in lavori molto grossi, nei lavori pubblici o in caso di varianti molto rilevanti.
Di conseguenza l'as-built deve assumere valenza di progetto aggiornato e pertanto deve essere firmato da un progettista iscritto all'albo.
Ci siamo?
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Ma non si può lasciar perdere sto benedetto as-built?
Io la faccio più semplice:
1. progetto iniziale professionista
2. progetto di variante professionista
3. DICO installatore
Nella DICO l'installatore dichiara di aver seguito progetto e relativa variante (se i professionisti sono diversi li indica entrambi) e non allega nessuno schema di impianto perché allegherà direttamente il progetto iniziale ed il progetto di variante (che contengono gli schemi).
Per definizione un as-built non avrà mai nulla a che fare con un progetto, può servire se c'è necessità di identificare la posizione precisa di apparecchi o condutture, per motivi di verifica ai fini economici, ecc.
Io la faccio più semplice:
1. progetto iniziale professionista
2. progetto di variante professionista
3. DICO installatore
Nella DICO l'installatore dichiara di aver seguito progetto e relativa variante (se i professionisti sono diversi li indica entrambi) e non allega nessuno schema di impianto perché allegherà direttamente il progetto iniziale ed il progetto di variante (che contengono gli schemi).
Per definizione un as-built non avrà mai nulla a che fare con un progetto, può servire se c'è necessità di identificare la posizione precisa di apparecchi o condutture, per motivi di verifica ai fini economici, ecc.
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argonauta ha scritto:Nella pratica il punto 2) avviene solamente in lavori molto grossi, nei lavori pubblici o in caso di varianti molto rilevanti.
Di conseguenza l'as-built deve assumere valenza di progetto aggiornato e pertanto deve essere firmato da un progettista iscritto all'albo.
Ci siamo?
Quasi
Piccolo o grande che sia il lavoro, la variante progettuale (2) deve essere consegnata/comunicata dal progettista all'installatore, prima che venga eseguita. Su questo credo che siamo tutti d'accordo, altrimenti non si chiamerebbe variante progettuale. Dopo di che, sarà l'installatore che si assume il rischio di portare avanti una variante con un'indicazione verbale o con il pezzo di carta da formaggio. All'estero non succede mai, qui è la normalità.
La documentazione AS BUILT redatta dall'installatore, se viene timbrata e firmata dal progettista o D.LL:, diventa documento asseverativo delle varianti ivi contemplate rispetto al progetto.
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Danielex ha scritto:Nella DICO l'installatore dichiara di aver seguito progetto e relativa variante (se i professionisti sono diversi li indica entrambi) e non allega nessuno schema di impianto perché allegherà direttamente il progetto iniziale ed il progetto di variante (che contengono gli schemi).
E' la procedura corretta, quella che si dovrebbe seguire ma che nella pratica difficilmente viene svolta per i motivi più disparati. Faccio solo una precisazione, come "schema di impianto realizzato" l'installatore può limitarsi a una descrizione schematica, non deve allegare schemi. Per esempio, se il lavoro è stato realizzato come da progetto, nello "schema impianto realizzato" descriverà le varianti NON significative che ha fatto.
Danielex ha scritto:Per definizione un as-built non avrà mai nulla a che fare con un progetto, può servire se c'è necessità di identificare la posizione precisa di apparecchi o condutture, per motivi di verifica ai fini economici, ecc.
Esatto, ma purtroppo esiste ancora la convinzione errata che AS BUILT e PROGETTO siano la stessa cosa. Capita che non si facciano più progetti definitivi o esecutivi, ma dei preliminari che poi verranno stravolti per andare in cantiere alla fine dei lavori per i rilievi.
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