Vorrei sapere se possibile..perché per accoppiare in parallelo due trasformatori devo avere:
1)Stesso rapporto di trasformazione
2)Stesso valore della tensione di corto circuito
3)Stesso fattore di potenza
4)Stesso gruppo dei trasformatori
Come sempre ringrazio in anticipo per le risposte!!!
Trasformatori in parallelo
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g.schgor,
IsidoroKZ
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minidiable ha scritto:Vorrei sapere se possibile..perché per accoppiare in parallelo due trasformatori devo avere:
1)Stesso rapporto di trasformazione
2)Stesso valore della tensione di corto circuito
3)Stesso fattore di potenza
4)Stesso gruppo dei trasformatori
Come sempre ringrazio in anticipo per le risposte!!!
Altrimenti un trasformatore si comporterebbe come carico per l'altro trasformatore anche nel funzionamento a vuoto.
In più una piccola differenza delle tensioni secondarie determinerebbe una significativa corrente di circolazione tra i trasformatori.
L'esperienza Insegna.
http://www.genioincompreso.com
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Ciao, a me l'hanno spiegata così:
in parole povere tu puoi mettere in parallelo i primari dei due trasformatori e non succede nulla, ognuno dei secondari va per i fatti suoi se sono isolati tra di loro.
Se metti invece in parallelo anche i secondari lo puoi fare se sei sicurissimo che sono identici in tutto e per tutto ma se non lo sono va a finire che un secondario butta corrente verso quello più debole e riduci un casino l'efficienza del sistema o alla peggio bruci i trasformatori.
in parole povere tu puoi mettere in parallelo i primari dei due trasformatori e non succede nulla, ognuno dei secondari va per i fatti suoi se sono isolati tra di loro.
Se metti invece in parallelo anche i secondari lo puoi fare se sei sicurissimo che sono identici in tutto e per tutto ma se non lo sono va a finire che un secondario butta corrente verso quello più debole e riduci un casino l'efficienza del sistema o alla peggio bruci i trasformatori.
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1)evitare inutili e dannose correnti di circolazione tra i secondari
2 e 3) Per ripartire la corrente del carico equamente tra i trasformatori evitando che uno si sovraccarichi mentre l'altro non ha ancora raggiunto il carico nominale
4)idem come 1 (che qui diventano veri e propri cortocircuiti)
2 e 3) Per ripartire la corrente del carico equamente tra i trasformatori evitando che uno si sovraccarichi mentre l'altro non ha ancora raggiunto il carico nominale
4)idem come 1 (che qui diventano veri e propri cortocircuiti)
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Romeo ha scritto:minidiable ha scritto:Vorrei sapere se possibile..perché per accoppiare in parallelo due trasformatori devo avere:
1)Stesso rapporto di trasformazione
2)Stesso valore della tensione di corto circuito
3)Stesso fattore di potenza
4)Stesso gruppo dei trasformatori
Come sempre ringrazio in anticipo per le risposte!!!
Altrimenti un trasformatore si comporterebbe come carico per l'altro trasformatore anche nel funzionamento a vuoto.
In più una piccola differenza delle tensioni secondarie determinerebbe una significativa corrente di circolazione tra i trasformatori.
per ulteriori chiarimenti vai al Link.
http://www.electroportal.net/vis_resource.php?section=DomRisp&id=659
L'esperienza Insegna.
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Premesso che admin ti ha gia' risposto su tutti i punti ... provo a darti qualche particolare riguardo alla restrittivita' delle condizioni in oggetto.
per rendere minima la corrente di circolazione; e' la condizione piu' restrittiva
(per far in modo che la Icirc. sia dell'ordine di alcune unita' percentuali della Inominale, la differenza fra i rapporti di trasformazione deve essere dell'ordine di alcune unita' su diecimila
)
per far in modo che la corrente sul carico si ripartisca fra i due trasf. in proporzione alla loro potenza nominale .
(questa condizione diventa tanto piu' restrittiva quanto piu' grande e' il rapporto fra le due Sn.
Con Sna/Snb=5 (un caso limite, poco usato), per le tensioni di corto circuito, la differenza ammissibile e' dell'ordine del %)
per fare in modo che le correnti erogate dai due trasformatori risultino in fase e quindi diano il massimo valore di corrente sul carico (questa e' la condizione meno restrittiva ... puo' essere ammessa una differenza di una trentina di gradi fra gli angoli di corto circuito )
Qui c'e' poco da aggiungere ... mettere in parallelo due trasformatori con diverso gruppo (due terne secondarie
sfasate) e' un vero e proprio cortocircuito .
Ricordo come anche per il parallelo fra due trasformatori monofasi, pur non parlando normalmente di gruppi, si deve prestare attenzione e collegare fra loro i morsetti "corrispondenti" ... volendo estendere il concetto di gruppo in questo caso ne avremo solo due "0" e "6".
minidiable ha scritto:1)Stesso rapporto di trasformazione
per rendere minima la corrente di circolazione; e' la condizione piu' restrittiva
(per far in modo che la Icirc. sia dell'ordine di alcune unita' percentuali della Inominale, la differenza fra i rapporti di trasformazione deve essere dell'ordine di alcune unita' su diecimila
2)Stesso valore della tensione di corto circuito
per far in modo che la corrente sul carico si ripartisca fra i due trasf. in proporzione alla loro potenza nominale .
(questa condizione diventa tanto piu' restrittiva quanto piu' grande e' il rapporto fra le due Sn.
Con Sna/Snb=5 (un caso limite, poco usato), per le tensioni di corto circuito, la differenza ammissibile e' dell'ordine del %)
3)Stesso fattore di potenza
per fare in modo che le correnti erogate dai due trasformatori risultino in fase e quindi diano il massimo valore di corrente sul carico (questa e' la condizione meno restrittiva ... puo' essere ammessa una differenza di una trentina di gradi fra gli angoli di corto circuito )
4)Stesso gruppo dei trasformatori
Qui c'e' poco da aggiungere ... mettere in parallelo due trasformatori con diverso gruppo (due terne secondarie
sfasate) e' un vero e proprio cortocircuito .
Ricordo come anche per il parallelo fra due trasformatori monofasi, pur non parlando normalmente di gruppi, si deve prestare attenzione e collegare fra loro i morsetti "corrispondenti" ... volendo estendere il concetto di gruppo in questo caso ne avremo solo due "0" e "6".
"Il circuito ha sempre ragione" (Luigi Malesani)
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