Un quadrista ha fornito un quadro di automazione con circa 15 partenze motore da 2,2 a 200 kW. Considerato il tipo di macchine operatrici e le operazioni che debbono essere compiute su di esse, secondo me i comandi con funzione di sicurezza (comandi di emergenza e ripari) dovrebbero garantire la categoria 3 o 4 (uso volutamente la terminologia della vecchia 954-1 con la quale ho più confidenza).
Non si sarebbe dovuto prevedere un doppio contattore sulla linea di potenza?
In particolare il comando di arresto di emergenza che comanda la fermata generale di tutto l’impianto non dovrebbe lavorare su due contattori in serie posti sulla linea di alimentazione del quadro?
Esistono alternative?
Arresto di emergenza e doppio contattore
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Guerra
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Dipende, possono aver garantito la categoria 3 in ingresso e non in uscita.
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Michele Lysander Guetta
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Mike
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Mike, puoi spiegarmi meglio? Non mi muovo bene in questo campo...
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Franco140751
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Devi valutare tutto il circuito di comando e relativi attuatori. Per esempio puoi avere il circuito di ingresso del dispositivo per l'arresto d'emergenza a doppio canale controllabile (categoria 3), ma quello d'uscita a singolo canale autocontrollato con un unico contattore di potenza al motore (categoria 2), invece che a doppio canale controllato e quindi due contattori al motore (categoria 4).
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Mike
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Vado a memoria, ma il singolo contattore monitorato copre la categoria 2.
Però non mi è chiaro perché la si richieda 3 o 4. Mi sembra di capire che la si voglia a prescindere da una valutazione dei rischi e scelta funzioni di sicurezza.
Però non mi è chiaro perché la si richieda 3 o 4. Mi sembra di capire che la si voglia a prescindere da una valutazione dei rischi e scelta funzioni di sicurezza.
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Candy
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Allora, per far capire il mio ruolo, diciamo che io sono l'occasionale consulente di un'azienda che (ovviamente per risparmiare) si costruisce in casa i macchinari nella propria officina meccanica, facendo poi realizzare gli impianti a bordo macchina da una impresa installatrice.
Il dimensionamento meccanico e l'assemblaggio del macchinario viene effettuato da un estroso gruppo di meccanici che in parte inventano in parte riciclano idee rubate qua e là alle fiere o su macchine simili prese come modello. Non ci sono calcoli, non c'è analisi del rischio, nessuno sa cosa sia il PL o il SIL o la categoria di un arresto.
Tutti gli impianti esistenti sono entrati in servizio in questo modo, senza l'ombra di una marcatura CE. L'azienda lavora in questo modo da oltre 40 anni, al suo interno ci sono stati in passato incendi ed infortuni (anche mortali), ci hanno messo piede a più riprese VV.F, ASL, INAIL, Ispettorato del lavoro senza che nessuno trovasse da ridire alcunché in merito a macchine che con tutta evidenza presentavano gravi rischi.
L'abitudine di costruirsi in casa i macchinari è diffusa anche presso altri miei clienti, per esempio nel settore del laterizio fatto a mano o in quello della lavorazione dei foraggi i macchinari sono spesso autocostruiti.
E come ho detto sopra sono macchine che lavorano da decenni sotto gli occhi di tutti gli organi di controllo. Nell'azienda in passato si è verificato un infortunio mortale ed un altro con gravi lesioni (perdita di un braccio). Potete non crederci, ci sono stati sopralluoghi di magistrati, di tutti gli organi di controllo, forze dell'ordine (anche la Forestale!), CTU del tribunale senza che nulla cambiasse.
In questo caso specifico il mio incarico è relativo all'impianto elettrico, debbo adeguare la cabina di trasformazione e l'impianto elettrico alla nuova richiesta di potenza. Non mi occupo di automazione quindi non posso entrare nel dettaglio, chiedevo solo un parere su un punto (l'arresto di emergenza) sul quale mi era sorta una perplessità.
Il dimensionamento meccanico e l'assemblaggio del macchinario viene effettuato da un estroso gruppo di meccanici che in parte inventano in parte riciclano idee rubate qua e là alle fiere o su macchine simili prese come modello. Non ci sono calcoli, non c'è analisi del rischio, nessuno sa cosa sia il PL o il SIL o la categoria di un arresto.
Tutti gli impianti esistenti sono entrati in servizio in questo modo, senza l'ombra di una marcatura CE. L'azienda lavora in questo modo da oltre 40 anni, al suo interno ci sono stati in passato incendi ed infortuni (anche mortali), ci hanno messo piede a più riprese VV.F, ASL, INAIL, Ispettorato del lavoro senza che nessuno trovasse da ridire alcunché in merito a macchine che con tutta evidenza presentavano gravi rischi.
L'abitudine di costruirsi in casa i macchinari è diffusa anche presso altri miei clienti, per esempio nel settore del laterizio fatto a mano o in quello della lavorazione dei foraggi i macchinari sono spesso autocostruiti.
E come ho detto sopra sono macchine che lavorano da decenni sotto gli occhi di tutti gli organi di controllo. Nell'azienda in passato si è verificato un infortunio mortale ed un altro con gravi lesioni (perdita di un braccio). Potete non crederci, ci sono stati sopralluoghi di magistrati, di tutti gli organi di controllo, forze dell'ordine (anche la Forestale!), CTU del tribunale senza che nulla cambiasse.
In questo caso specifico il mio incarico è relativo all'impianto elettrico, debbo adeguare la cabina di trasformazione e l'impianto elettrico alla nuova richiesta di potenza. Non mi occupo di automazione quindi non posso entrare nel dettaglio, chiedevo solo un parere su un punto (l'arresto di emergenza) sul quale mi era sorta una perplessità.
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Franco140751
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Franco140751 ha scritto:... Non ci sono calcoli, non c'è analisi del rischio, nessuno sa cosa sia il PL o il SIL o la categoria di un arresto.
Diciamo che casi del genere ne ho visti parecchi... la responsabilità rimane in capo al datore di lavoro.
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Michele Lysander Guetta
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Mike
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Sempre e rigorosamente per punti....
1- Le norme armonizzate NON sono cogenti e scegliere di applicare a costruzione realizzata è abbastanza critico soprattutto se parliamo della EN 13849-1
2- Per nostra somma sfortuna anche la EN 13849-1 prevede le categoria
3- Nessuno mi obbliga ad impiegare il doppio contattore ed impiegare il doppio contattore: quello che devo garantire è una elevata affidabilità quindi potrei nell'ordine
a) mettere un contattore molto performenate
b) impedire l'avvio della macchina dopo tot cicli se non viene sostituito il contattore usurato
c) fare un ciclo di verifica incoraggio dei contatti
d) mettere un interbloco comandato da un TA che legge la corrente circolante nel ramo motore e non mi apre il cancello se il ramo motore non è a corrente nulla
N.B. in tutte le soluzioni ho usato un solo contattore
4- immagino che nel primo post ci sia un refuso quando indichi di realizzare una serie di contattori sull'alimentazione del QE: secondo me intendevi sulle alimentazioni dei motori perché se tagli il QE tagli tutte le utenze che gli sono a valle e forse, a seconda di come è fatto il QE, magari riarmando l'arresto di emergenza crea un avvio macchina non voluto
5- esenterei da colpe il soggetto che ha realizzato il QE sia perché è palese che non ha ricevuto INPUT ia perché non è suo mestiere pensare al problema dei PL
6- Come ti è già stato fatto notare, la scelta della categoria ovvero del mantenere la sicurezza in caso di guasto, è frutto di un'analisi ma diciamo che in termini generali su un arresto di emergenza si potrebbe concordare su una categoria non inferiore alla 3 che, è bene ricordarlo, non fornisce precetti costruttivi di dettaglio ma dice di usare componenti ben provati, di mantenere la funzione di sicurezza in caso di primo guasto e di rilevare per quanto possibile il primo guasto
1- Le norme armonizzate NON sono cogenti e scegliere di applicare a costruzione realizzata è abbastanza critico soprattutto se parliamo della EN 13849-1
2- Per nostra somma sfortuna anche la EN 13849-1 prevede le categoria
3- Nessuno mi obbliga ad impiegare il doppio contattore ed impiegare il doppio contattore: quello che devo garantire è una elevata affidabilità quindi potrei nell'ordine
a) mettere un contattore molto performenate
b) impedire l'avvio della macchina dopo tot cicli se non viene sostituito il contattore usurato
c) fare un ciclo di verifica incoraggio dei contatti
d) mettere un interbloco comandato da un TA che legge la corrente circolante nel ramo motore e non mi apre il cancello se il ramo motore non è a corrente nulla
N.B. in tutte le soluzioni ho usato un solo contattore
4- immagino che nel primo post ci sia un refuso quando indichi di realizzare una serie di contattori sull'alimentazione del QE: secondo me intendevi sulle alimentazioni dei motori perché se tagli il QE tagli tutte le utenze che gli sono a valle e forse, a seconda di come è fatto il QE, magari riarmando l'arresto di emergenza crea un avvio macchina non voluto
5- esenterei da colpe il soggetto che ha realizzato il QE sia perché è palese che non ha ricevuto INPUT ia perché non è suo mestiere pensare al problema dei PL
6- Come ti è già stato fatto notare, la scelta della categoria ovvero del mantenere la sicurezza in caso di guasto, è frutto di un'analisi ma diciamo che in termini generali su un arresto di emergenza si potrebbe concordare su una categoria non inferiore alla 3 che, è bene ricordarlo, non fornisce precetti costruttivi di dettaglio ma dice di usare componenti ben provati, di mantenere la funzione di sicurezza in caso di primo guasto e di rilevare per quanto possibile il primo guasto
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