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Referendum 17 aprile 2016

Fonti energetiche e produzione e fornitura dell'energia elettrica.

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[31] Re: Referendum 17 aprile 2016

Messaggioda Foto Utentelelerelele » 1 mar 2016, 19:03

il mio era solo un esempio riferito al topic, sul referendum...non avevo espresso ne consensi ne scherno in merito.

andando però OT rispondo.

guzz ha scritto:riguardo al tuo dubbio sull'opportunità di fare una legge sui gay, che messo virgolettato mi fa solo pensare che tu volessi scrivere "legge sui froci" ma non l'hai fatto perché pare brutto...

a parte il mio poco interesse sulla possibilità dei gay di sposarsi, è giusto che facciano ciò che vogliono, fino a quando ciò non danneggi altri...... c'è una cosa che invece mi fa rabbrividire, che questi si allevino un figlio LORO! non avrei niente da ridire quando effettivamente lo avessero fatto loro, ma ritengo difficile questo.

guzz ha scritto:la risposta può e deve essere solo SI

ne sei sicuro?

ecco un valido motivo per farne un referendum, se le cose stanno come dici tu, ne prendo atto ed accetto il risultato ed essere il mio pensiero controcorrente, se invece la risposta dovesse essere NO, dovranno essere altri che si ritirano!!
perché nascondersi dietro ad una legge emenata dai pochi al posto di metterla su referendum?

guzz ha scritto:se c'è qualcuno che pensa il contrario, è solo la dimostrazione che l'Italia è un paese retrogrado e omofobo.
cioè tutti gli italiani devono pensarla così altrimenti????
se la soluzione è "offendere" chi la pensa diversamente, credo che il discorso finisca qua.

saluti.
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[32] Re: Referendum 17 aprile 2016

Messaggioda Foto Utenteguzz » 1 mar 2016, 20:13

ho aperto una discussione a parte per evitare di andare continuamente OT
Almeno l'itagliano sallo...
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[33] Re: Referendum 17 aprile 2016

Messaggioda Foto UtenteMrCannelloni » 4 mar 2016, 17:04

Fabio992 ha scritto:Boh, io mi sentirei uno schifo a non andare a votare visto che si tratta di cose che mi interesso. O meglio, mi piacerebbe andare a votare e essere sicuro del mio voto. Ma cosa dovrei scegliere? In internet non si trova altro che opinioni su blog "Eco-qualcosa" che non forniscono dati oggettivi ma si limitano a spronare la gente a votare sì.Probabilmente gli stessi blog che vieterebbero l'eolico perché ammazza i falchi, il solare perché deturpa il paesaggio e non si smaltisce, la biomassa perché è merda e il nucleare perché esplode tutto. E in TV, voi avete visto qualcosa? Io no.

Io vorrei dare un giudizio che si basi un po' di più che su " il petrolio fa male viva le energie rinnovabili", ma su cosa dovrei basarmi? Come è possibile dare un giudizio su un argomento con così tante variabili in gioco? Quante sono le concessioni che verrebbero terminate? Tra quanti anni? Di quanti soldi parliamo? Che impatto ambientale hanno le trivellazioni attualmente in italia? Di quanti POSTI DI LAVORO parliamo? Come verrebbero investiti i soldi risparmiati dalle trivellazioni? E' ci sono altre migliaia di domande del genere che si potrebbero fare.


Mi trovi completamente d'accordo!

Il primo link che da' una bella panoramica riguardante il referendum e facendo capire quanto può essere complicato decidere, dal mio punto di vista, è la puntata di Fuori TG linkata da Foto UtenteWALTERmwp:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-5468fe86-4ca5-481c-822c-17276e63ac3e-tg3.html#p=

Giusto per smentire la citazione : "con i fabbisogni odierni il petrolio ed il gas in italia basterebbero per qualche mese", puoi verificare tu stesso dando un occhiata ai dati sul sito del ministero dello sviluppo economico:
http://unmig.mise.gov.it/
da qui però dovresti cercare da solo i dati che più ti interessano

Poi per quanto riguarda la mia opinione, io credo che a prescindere da quello che sarà l'esito del referendum, continueremo, dopo il referendum, a consumare lo stesso quantitativo di gas e di petrolio, con la differenza che:
- se si bloccassero le trivelle: lo dovremmo comprare tutto dall'estero,
- se non si bloccassero le trivelle: parte (quanta parte non so) del denaro che dall'italia va all'estero, resterebbe in italia

Ah. chissà se un eventuale si del referendum spingerebbe il governo a concentrare più finanziamenti verso le fonti di energia rinnovabili... :roll:
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[34] Re: Referendum 17 aprile 2016

Messaggioda Foto Utenteguzz » 4 mar 2016, 18:25

Codice: Seleziona tutto
“Divieto di attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi in zone di mare entro dodici miglia marine. Esenzione da tale divieto per i titoli abilitativi già rilasciati. Abrogazione della previsione che tali titoli hanno la durata della vita utile del giacimento”.

attenzione a non generalizzare o dare significati diversi al referendum

se vince il si, non vengono bloccate tutte le trivellazioni, ma solo quelle entro le 12 miglia dalle coste (12 miglia sono poco meno di 20 km)
il che significa, se il giacimento è entro questo tratto di mare, che è comunque raggiungibile attraverso dei pozzi inclinati (in gran bretagna ne hanno fatto uno che finiva a 10 km dal punto di perforazione) partendo dalla terraferma o da piattaforme poste dopo le 12 miglia
quindi, mal che vada, ci sarà un aumento di costi, ma con buona probabilità il petrolio non lo lasceranno là.

DI SICURO secondo me andare a rovinare certe spiagge, piazzandoci a 4/5 km una piattaforma petrolifera, anche se aiuta le politiche energetiche da un lato, distruggerebbe il turismo...

SI alle perforazioni al largo, NO a quelle vicine alle coste
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[35] Re: Referendum 17 aprile 2016

Messaggioda Foto UtenteMrCannelloni » 4 mar 2016, 18:39

Mi sono espresso male hai ragione, mi riferivo a quelle all interno delle 12 miglia. Ma non ho capito neanche questa cosa: prima di perforare deve essere fatta una valutazione no? Ma dovrebbe tener conto anche di cosa sta andando a rovinare, no? io non lo so, suppongo! sbaglio?! E non credo tu lo possa sapere a meno che non sia un geologo o non so.. Di chi si occupa di queste cose per mestiere.
Purtroppo non girano informazioni a riguardo e tutti i siti, psgine Internet e articoli che trovo danno tutti per scontato che le coste vengano deturpate completamente per sempre, ma dove sta scritto che le cose debbano andare per forza così? Io non lo so, tu lo sai?
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[36] Re: Referendum 17 aprile 2016

Messaggioda Foto Utenteguzz » 4 mar 2016, 19:54

ovvio che vengono fatte le dovute ispezioni per la sicurezza.

però credo che una piattaforma petrolifera a 4/5 km dalle coste sia oscena da vedere, a prescindere dalla situazione geologica.
per dire, non so se siete stati a falconara marittima, nelle marche. c'è una raffineria un pontile per l'attracco delle petroliere lungo 4 km, è abbastanza inquietante andare al mare con le petroliere sullo sfondo...
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[37] Re: Referendum 17 aprile 2016

Messaggioda Foto UtenteFabio992 » 11 mar 2016, 22:01

Vorrei indicare

questo
Articolo close-up Engineering

questo

10 domande e risposte- Il sole 24 Ore


questo

Articolo Ottimisti razionali


Io la mia idea me la sono fatta, e credo non voterò


EDIT: molto interessante l'ultimo articolo in quanto mette qualche numero in più
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[38] Re: Referendum 17 aprile 2016

Messaggioda Foto UtenteMike » 12 mar 2016, 12:11

"Si corre il rischio di ripetere quel che è successo con il nucleare. L'Italia ha rinunziato a costruire sul proprio territorio centrali nucleari e poi ne abbiamo a centinaia ai confini con la Francia e la Germania e - oltretutto - siamo costretti a mantenere in vita le nostre vecchie centrali che continuano a contenere nuclei di uranio attivo ma senza produzione di energia. Un controsenso che ci costringe a comprare energia elettrica dalla Francia. energia che la Francia produce con centrali Nucleari. Fu frutto questa scelta di una campagna propagandistica "ecologistica" scellerata e clericale non contrapposta ad una altrettanto efficace informazione da parte dei sostenitori della necessità di rinnovare e costruire centrali nucleari di nuova generazione. Più efficaci e molto, molto più sicure di quelle attuali. Che hanno smesso di produrre ma non hanno smesso di essere quel potenziale pericolo paventato dai sostenitori del No al Nucleare. Stessa cosa sta per succedere con il NO alle Trivelle. Intanto è da specificare che il settore delle "trivelle" in Italia riguarda installazioni già esistenti, con piattaforme, impianti, sealine, terminali già installati e funzionanti. Che le piattaforme in adriatico e mare ionio producono gas e non olio petrolifero. Che in oltre 60 anni di attività "estrattiva" nessun incidente "inquinante" ha interessato le strutture offshore italiane. Che nella vicinissima Croazia avvengono e continueranno ad avvenire perforazioni che potrebbero, in caso di abbandono da parte dell'italia, arrivare a "succhiare" gas anche dai pozzi italiani. Mediante la tecnica della perforazione obliqua. Cioè immettendo le trivelle non in verticale ma con una inclinazione di oltre 45° ed in grado di arrivare, in maniera appunto obliqua, a molti chilometri di distanza dalla verticale della torre di trivellazione.
Ed ecco i motivi per cui, prima di votare NO, occorre riflettere ed essere informati:
1 - il referendum non deciderà nulla sulle nuove "trivelle" (in realtà correttamente s'intende per nuove perforazioni) ma riguarda la durata delle concessioni già in essere,e relative ad aree in mare aperto e comunque entro le 12 miglia dalla costa dove ci sono già piattaforme di estrazione di gas metano in alcuni casi da più di 30 anni.
2 -il referendum, qualora si raggiungesse il quorum, andrebbe a determinare la cessazione immediata delle attività di estrazione alla scadenza delle concessioni, tipicamente di durata trentennale, anche qualora sotto ci sia rimasto ancora un ingente quantitativo di gas.
3 - in pratica con già tutte le strutture fatte, i tubi posati sul fondo del mare e senza dover fare nessuna nuova perforazione, saremmo costretti a chiudere i rubinetti delle piattaforme esistenti da un giorno all'altro rinunciando a circa il 60-70% della produzione di gas nazionale (gas metano stiamo parlando e non petrolio). Non potendo da un giorno all'altro sopperire a questo fabbisogno con le fonti rinnovabili il tutto si tradurrebbe in maggiori importazioni ed incremento di traffico navale (navi gassiere e petroliere) nei nostri mari, alla faccia dello spirito ambientalista che anima i comitati promotori e con sostanzioso impatto sulla nostra bolletta energetica.
4 - il referendum non fermerà le "trivelle" nelle tremiti, non ci sono e mai ci saranno trivelle nelle tremiti. Si trattava di un permesso di prospezione e studio, ben oltre le 12 miglia dalle tremiti e comunque non più in vigore vista la rinuncia della compagnia interessata.
5 - il referendum non fermerà la “petrolizzazione” dell'Italia come qualcuno vuole far credere, riguarda infatti le aree marine entro le 12 miglia dalla costa dove geologicamente si sono accumulati solo giacimenti di gas metano, quello che, ricordate, ci da una mano, perché tra i combustibili fossili quello meno inquinante e recentemente riconosciuto dall'unione europea il BRIDGE ovvero quello che ci porterà avanti nella transizione verso le rinnovabili per i prossimi 30 anni. Quindi non sarebbe uno STOP al petrolio, che in Italia viene estratto quasi esclusivamente a terra, in Basilicata, ma uno stop al gas, ovvero a quella fonte energetica pulita la cui introduzione ha portato storicamente alla riduzione dell'uso del carbone.
6 - Le trivelle (impianti di perforazione) non uccidono il turismo. La maggiore concentrazione di piattaforme in Italia si ha davanti alla riviera romagnola che storicamente è anche la zona con maggiori presenze turistiche; estrazione di gas e sviluppo della costiera romagnola sono andati avanti di pari passo dagli anni 60 ad oggi. Viceversa regioni senza" trivelle" e che si preoccupano tanto delle "trivelle" hanno spiagge fatiscenti, depuratori non funzionanti e discariche abusive nel bel mezzo dei parchi naturali. Farebbero bene a preoccuparsi di quello.
7 - L'estrazione di gas dal mare adriatico non provoca terremoti, c'è un rapporto ufficiale ISPRA (Istituto Superiore Protezione Ambiente) che lo certifica. Chiunque afferma diversamente afferma il falso e non conosce la geologia del mare adriatico. Infatti nel nostro mare i sedimenti, sabbie ed argille, in seguito all'estrazione del gas, si deformano plasticamente, e la deformazione plastica è l'esatto opposto dei meccanismi di rottura dei terremoti.
In tal caso sarebbe utile farsi spiegare cosa è una zona "Mineralizzata a Gas"; tutti si aspettano grandi caverne..in realtà si tratta di rocce calcaree nella cui porosità è intrappolato i gas (stesso dicasi per il petrolio)
8 - Un esito positivo del referendum avrebbe impatto devastante sull'economia di alcune regioni, nella sola emilia romagna 6000 persone perderebbero il lavoro in 2 anni.
9 - Tutti vogliamo un mondo più pulito, le rinnovabili sono il futuro, non ancora il presente, occorre un congruo periodo di transizione perché affondare il sistema gas oggi senza avere ancora una valida alternativa non è intelligente né da un punto di vista economico né per la tutela dell'ambiente.
Ultimo, ma non ultimo, il settore offshore italiano è una delle eccellenze in termini di esperienza, new know, occupazionale diretto e di indotto." G.E.
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[39] Re: Referendum 17 aprile 2016

Messaggioda Foto UtenteFabio992 » 12 mar 2016, 12:59

Di chi è l'articolo?

Si corre il rischio di ripetere quel che è successo con il nucleare


:D

Comunque per me votare NO non conviene... sarà difficile superare il numero di SI'
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[40] Re: Referendum 17 aprile 2016

Messaggioda Foto UtenteFabio992 » 12 mar 2016, 15:46

in un paese civile il ministero avrebbe detto :
"visto la giusta vincita del referendum in relazione ad una tecnica ormai obsoleta mai più le centrali nucleari saranno caricate, in conseguenza quelle in funzione (nota: 3) verrano usate fino all'esaurimento della carica installata e poi dismesse"


O ancora meglio, come in Germania che hanno detto No al nucleare, ma non è che il giorno dopo fermano tutto, vanno avanti finché le centrali non diventano vecchie =D>

di centrale nucleare ce n'è solo una, anche se è ancora in costruzione, ed è ITER, gli altri sono esperimenti che nella migliore delle ipotesi sfiorano la decenza, ma se guardiamo avanti qualche anno possiamo solo ipotizzare la loro demolizione

ITER è già superato. In giappone o qualche paese da quelle parti là l'hanno superato ( anche se hanno iniziato la costruzione molto dopo ITER) e molto probabilmente sarà attivo prima di ITER. ITER è un esperimento che non porterà a nulla se non a dimostrare la fattibilità della fusione... ora che la fusione sia disponibile per un qualche utilizzo parliamo del 2100.

Prima della fusione è meglio pensare ai reattori a fissione veloci

EDIT: l'unica cosa che si può contestare all'articolo di Mike riguardo al nucleare è che pone la questione come se ci fossero ancora le centrali allora non compreremmo energia dalla francia. Io dico che invece la compreremmo lo stesso e probabilmente anche nella stessa quantità. Più che altro ci saremmo risparmiati un sacco di investimenti in centrali a ciclo combinato che ora sono ferme
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