Il caso del drain comune e del collettore comune sono balordi perche' e` tutto collassato in due componenti! Di solito i circuiti piu` complessi sono piu` facili da analizzare, almeno si vede meglio dov'e` il prelievo e dove il confronto.
Ianero ha scritto:Per farlo devo capire che tipo di controreazione è.
Cortocircuitando il carico vedo che la retroazione scompare, quindi il prelievo è in tensione.
Inoltre il confronto è in tensione.
Ok, va bene.
Ianero ha scritto:Non ho capito però l'idea di fondo del perché questa cosa funziona davvero, posso anche avere circuiti dove il carico si trova in una zona diversa dal circuito che fa la retroazione, mi viene da pensare all'emettitore comune con resistenza di degenerazione.
Prendiamo il caso di CE con RE, qui sotto
L'uscita e` sul collettore e supponiamo che RL sia la resistenza di carico. La grandezza che va a confrontarsi con l'ingresso e` la tensione su RE, come si vede dalla maglia rossa. Quindi confronto in tensione, in serie. Un altro modo per vederlo e` guardare se il segnale di ingresso e la grandezza che torna indietro sono collegate allo stesso morsetto o a morsetti diversi.
Cortocircuitiamo il carico, seconda figura, linea gialla. C'e` ancora tensione su RE? Circola ancora corrente attraverso RE? Si` certo, quindi la retroazione non sta prelevando (solo) la tensione di uscita. Nota che se nel circuito di sinistro ci fosse stata una seconda uscita dall'emettitore, questa avrebbe avuto un prelievo in tensione.
Proviamo a togliere il carico, a sradicarlo, come nello schema di destra. La corrente di collettore va a zero, anche quella di emettitore va a zero (il transistore lo si deve pensare in linearita`), quindi VRE=0V e la retroazione e` morta: il prelievo e` in corrente! Nota che se la resistenza sul collettore fosse stata RC e il carico RL fosse stato "in parallelo" ad RC, magari con un condensatore di mezzo, sia cortocircuitando il carico RL che aprendolo sarebbe comunque ancora tornato indietro segnale e la retroazione sarebbe stata "mista". Forse lo vedrai se farai la formula di Blackman.
Ianero ha scritto:Essendo tensione-tensione si tratta quindi di un serie-parallelo.
Uso quindi la matrice ibrida h.
Questo mi rendeva triste quando dovevo studiarla e mi rende ancora piu` triste adesso

Come faresti in modo esatto, con i doppi bipoli il caso di CE con resistenza sull'emettitore?
Ianero ha scritto:Se sì, quale sarebbe stato l'altro modo di fare senza reti due porte?
Nei circuiti cosi` semplici e` meglio una soluzione diretta, magari usando qualche relazione gia` conosciuta. A voler usare metodi formali spesso ci si trova a fare acrobazie complicate, vedi ad esempio
qui i problemi per trovare una semplice impedenza. Uso il collettore comune perche' e` leggermente piu` complicato del drain comune a causa della presenza di rpi.
Comunque se si vuole usare il metodo di
Rosenstark bisogna calcolare Ao, Aoo e T rispetto a un elemento
qualsiasi del circuito. Se si sceglie un generatore pilotato i conti vengono piu` facili e significativi. Quando c'e` un solo transistor di mezzo e` praticamente indispensabile usare il suo circuito equivalente, come nella figura seguente.
Il calcolo di Ao viene fatto supponendo nullo il guadagno del generatore pilotato. Nota che si modifica solo il guadagno del generatore non tutto il beta, che se variato farebbe anche cambiare la resistenza rpi. Si mette a zero il guadagno del generatore pilotato, lasciando invariata rpi e si calcola la tensione di uscita in funzione di quella di ingresso in queste condizioni.
Lo schema di riferimento e` il seguente
e il guadagno viene un semplice partitore

Aoo viene calcolato supponendo che il guadagno del generatore pilotato vada a infinito, sempre senza toccare il valore di rpi. In questo caso non e` importante, tanto si e` in presenza di un nullore, quindi il valore di rpi non e` importante.
Il circuito e` retroazionato, se gm (o beta) va a infinito non va a infinito il guadagno e l'uscita, ma va a zero il pilota (vedere anche
qui. Se la grandezza di comando va a infinito vuol dire che

, e quindi

e il guadagno Aoo vale
In pratica se si sceglie bene che cosa mandare a infinito e come vederlo nel circuito, e` possibile considerare al posto del transistore un nullore, cioe` un operazionale ideale, e il circuito diventa questo
in cui da bravo operazionale retroazionato manda a zero la tensione di ingresso. Oppure si vede al volo che il circuito e` un voltage follower. Da notare che il calcolo di Aoo e` quasi sempre molto piu` facile di quello di Ao.
Rimane da calcolare T, che viene ottenuto sempre lavorando sullo stesso generatore: si sostituisce il generatore pilotato con uno indipendente di corrente It, e si vede quanta corrente I't scorre nel generatore pilotato dovuta alla corrente di test It. In questo caso si deve annullare il generatore di ingresso. Al solito il circuito di riferimento e` questo
dove si tratta di calcolare I't in funzione di It. Il calcolo e` fatto a vista: dato It con un partitore di corrente si calcola Ib, e quindi I't:

e poi

Il rapporto di ritorno vale, per definizione,

Da notare che in tutti questi conti non si e` dovuto fare nulla che dipendesse dal tipo di retroazione: il metodo funziona sempre.
Mettendo insieme i 3 pezzi si ha:


Ovviamente questo non e` il modo algebrico astuto di procedere, ma andiamo avanti. Se si eliminano un po' di frazioni impilate, con opportune moltiplicazioni, si ottiene

e sommando si ottiene il risultato ben noto.

Da notare che nella penultima espressione si riconoscono ancora il guadagno ideale 1, il fattore di discrepanza, e il termine di feed-through
ad anello chiuso. Quello ad anello aperto e` Ao, e in ogni caso questi termini vengono trascurati quando si fa l'analisi con i doppi bipoli altrimenti i conti diventano impossibili, mentre qui sono a piece of cake.