Cari colleghi, volevo chiedere un parere in merito al problema che il mio cliente ha avuto a seguito del controllo dei VVF.
Si tratta di un capannone, dove avviene la lavorazione della fibra di vetro e l'applicazione delle resine poliestere,nonchè di altri prodotti affini, al fine di realizzare i pannelli pubblicitari e/o serbatoi di resina.
Un tecnico incaricato dal committente, ha provveduto a redigere una valutazione di progetto per i VVF, il quale ha fatto anche la classificazione delle zone a rischio di esplosione.
Nella classificazione delle zone, vengono definiti i limiti sia nel caso ci fosse ventilazione artificiale che non.
Nel caso di ventilazione artificiale, l'estensione della zona pericolasa 1 e 2, si limita nell'intorno della macchina di lavorazione, mentre in assenza di ventilazione artificiale, il collega indica come zone pericolosa praticamente quasi tutto il capannone.
In realtà poi, tra le misure di sicurezza, il collega indica che l'intero impianto elettrico all'interno del capannone deve essere Atex, senza considerare il Vz e la distanza dz che si avrebbero nel caso di una corretta ventilazione.
A mio avviso, al di fuori della zona pericolosa (grazie alla ventilazione artificiale) possiamo considerare l'impianto ordinario ai fini atex (fermo restando un controllo della ventilazione).
Che senso ha prevedere la ventilazione artificiale, per ridurre il volume pericoloso se poi tutto l'impianto al suo interno deve essere Atex a prescindere dall'estensione della zona? Tanto vale non mettere i ventilatori.
Cosa ne pensate in merito? Per fare adeguare l'impianto, posso considerare che tutto ciò al di fuori della zona pericolosa possa essere ordinario dal punto di vista elettrico, facendo questa affermazione nella Scia che bisogna consegnare ai VVF a seguito della valutazione progetto?
Valutazione rischio esplosione e zone
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Mike
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Bisogna capire se la valutazione dei luoghi con pericolo di esplosione è stata redatta rispecchiando lo stato di fatto e nel documento di valutazione dei rischi sono riportati gli interventi di adeguamento per abbassare i rischi.
Quando la ventilazione artificiale non è definibile con disponibilità "buona" ma "adeguata" (la "scarsa" non è ammessa), significa che la ventilazione funziona in condizioni normali ma sono ammesse interruzioni (per manutenzione, guasto, ecc.). Questo comporta la presenza di due zone pericolose, una con la presenza della ventilazione meccanica l'altra solo con la ventilazione residua, quella naturale.
Di conseguenza gli impianti dovranno essere idonei per entrambe le zone, ovvero, per la condizione peggiore.
Bisognerebbe entrare nel merito di questa scelta, se effettivamente il titolare dell'attività è cosciente di spendere soldi per adeguare gli impianti, con tutte le problematiche annesse, quando magari costa meno trasformare il sistema di ventilazione meccanica da disponibilità adeguata a buona. Oltre tutto ai fini della sicurezza è di gran lunga più efficace.
Quando la ventilazione artificiale non è definibile con disponibilità "buona" ma "adeguata" (la "scarsa" non è ammessa), significa che la ventilazione funziona in condizioni normali ma sono ammesse interruzioni (per manutenzione, guasto, ecc.). Questo comporta la presenza di due zone pericolose, una con la presenza della ventilazione meccanica l'altra solo con la ventilazione residua, quella naturale.
Di conseguenza gli impianti dovranno essere idonei per entrambe le zone, ovvero, per la condizione peggiore.
Bisognerebbe entrare nel merito di questa scelta, se effettivamente il titolare dell'attività è cosciente di spendere soldi per adeguare gli impianti, con tutte le problematiche annesse, quando magari costa meno trasformare il sistema di ventilazione meccanica da disponibilità adeguata a buona. Oltre tutto ai fini della sicurezza è di gran lunga più efficace.
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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Diciamo che darti un'opinione senza sapere i dettagli specifici della classificazione non è semplice anzi si rischia di scrivere tante cavolate, detto questo, eseguire una classificazione e progettare graficamente le varie zone che emergono definendone anche le misure, gli spazi ecc. serve per poi capire che tipo di apparecchiatura si possa installare o verificare che ciò che ho installato sia idoneo al tipo di zona.
Definire le varie zone 1, 2 per poi dirti di adeguare l'intero impianto e le apparecchiature alla direttiva è un'esagerazione, il buon classificatore è colui che valuta correttamente ciò che può avvenire, lo pesa in maniera costruttiva ed agisce di conseguenza.
Se fossi nei tuoi panni informerei il collega chiedendo spiegazioni in merito, se chiarisce la situazione (magari vi sono sfuggite delle problematiche che lui ha riscontrato) problema risolto, se pesi le sue parole e ti rendi conto che ha esagerato nella valutazione puoi informare il tuo cliente della situazione e rifare la classificazione.
Definire le varie zone 1, 2 per poi dirti di adeguare l'intero impianto e le apparecchiature alla direttiva è un'esagerazione, il buon classificatore è colui che valuta correttamente ciò che può avvenire, lo pesa in maniera costruttiva ed agisce di conseguenza.
Se fossi nei tuoi panni informerei il collega chiedendo spiegazioni in merito, se chiarisce la situazione (magari vi sono sfuggite delle problematiche che lui ha riscontrato) problema risolto, se pesi le sue parole e ti rendi conto che ha esagerato nella valutazione puoi informare il tuo cliente della situazione e rifare la classificazione.
non ci sono problemi, ma solo soluzioni
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In realtà è stata fatta questa classificazione sullo stato di fatto che 8nclude gli estrattori previsti nella classificazione.
Il fatto è che a mio avviso è una classificazione non troppo sensata.
Perché classifico, definisco una piccola zona 1 e 2 e poi considero tutto il locale Atex in merito alle apparecchiature elettriche ?
Il fatto è che a mio avviso è una classificazione non troppo sensata.
Perché classifico, definisco una piccola zona 1 e 2 e poi considero tutto il locale Atex in merito alle apparecchiature elettriche ?
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Appunto non ha senso......succede ogni tanto di trovare queste classificazioni esagerate (o inadeguate), tempo fa dovevamo riprogettare una falegnameria in alto adige dove il classificatore ha eseguito la valutazione definendo tutto l'edificio zona 22..... 

non ci sono problemi, ma solo soluzioni
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Io per fare adeguare il locale devo avere la classificazione come dato di ingresso.
A mio avvisi nelle zone fuori dalla 1 o dalla 2 faccio adeguare l'impianto ma sicuramente non deve essere Atex.
A mio avvisi nelle zone fuori dalla 1 o dalla 2 faccio adeguare l'impianto ma sicuramente non deve essere Atex.
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Di classificazioni assurde ne ho trovate tante, come una distilleria che avevano classificato tutti i distillatori zona 0 interna (??!!!) e il locale zona 1, in pratica non potevi lavorare, altro che impianti...
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Michele Lysander Guetta
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Mike
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Mike ha scritto:Di classificazioni assurde ne ho trovate tante
OT:
sarebbe da verificare quanto è costata la classificazione...
dico spesso ai miei clienti: la classificazione vi costa poco, ma l'adeguamento?
Alcuni mi rispondono che se risultasse da fare l'adeguamento non lo eseguirebbero!Tutto risparmio!
Fine OT
Parla comunque col classificatore e fatti dare la relazione tecnica nella quale, spero, sono indicati i parametri di calcolo che sono stati assunti.
Da quelli si potranno fare opportune considerazioni.
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In primo luogo parliamo di macchinari, poi parliamo di ventilazione artificiale ed infine di assenza di ventilazione.
Io non ho letto la relazione ma con qualche macchina ci ho lavorato.
La mancanza di ventilazione artificiale, se non collegata al fermo dei macchinari, di fatto permette a questi di generare una zona ATEX (in teoria) e l'arresto in emergenza dei macchinari non è legato all'impianto elettrico del capannone quindi, con una forma di cautela che ho già visto, piuttosto che "mettere mano sui macchinari" che magari sono vecchi, si preferisce considerare la condizione peggiorativa di assenza di ventilazione.
Immaginiamo ora che la ventilazione sia legata solo all'impianto elettrico del capannone e che le lavorazioni non siano presidiate: dopo un certo tempo avrò la creazione di una atmosfera ATEX. Come mi comporto?
Attenzione poi che l'assenza di ventilazione non necessariamente deve spegnere la macchina: se fosse una macchina di tipo termodinamico potrebbe avere dei circuiti per l'abbattimento dei vapori che se sezionati mi provocherebbero un ulteriore aumento delle emissioni.
Insomma a vuole far bene le cose, la valutazione non è banalissima e quindi immagino che usando uno strumento di precisione come la scure, si sia voluto buttare il problema in capo all'impianto elettrico... ma poi i macchinari non saranno ATEX e cosi sei punto ed a capo...
Io non ho letto la relazione ma con qualche macchina ci ho lavorato.
La mancanza di ventilazione artificiale, se non collegata al fermo dei macchinari, di fatto permette a questi di generare una zona ATEX (in teoria) e l'arresto in emergenza dei macchinari non è legato all'impianto elettrico del capannone quindi, con una forma di cautela che ho già visto, piuttosto che "mettere mano sui macchinari" che magari sono vecchi, si preferisce considerare la condizione peggiorativa di assenza di ventilazione.
Immaginiamo ora che la ventilazione sia legata solo all'impianto elettrico del capannone e che le lavorazioni non siano presidiate: dopo un certo tempo avrò la creazione di una atmosfera ATEX. Come mi comporto?
Attenzione poi che l'assenza di ventilazione non necessariamente deve spegnere la macchina: se fosse una macchina di tipo termodinamico potrebbe avere dei circuiti per l'abbattimento dei vapori che se sezionati mi provocherebbero un ulteriore aumento delle emissioni.
Insomma a vuole far bene le cose, la valutazione non è banalissima e quindi immagino che usando uno strumento di precisione come la scure, si sia voluto buttare il problema in capo all'impianto elettrico... ma poi i macchinari non saranno ATEX e cosi sei punto ed a capo...
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