Salve, mi e' stato chiesto se l'impianto di una casa ristrutturata nel 1970, eseguito con filo rigido, comunque di sezioni adeguate puo' rimanere o deve essere sostituito con l'N07VK. Tutti i frutti sono della vecchia serie Ticino Piuma. L'impianto e' realizzato come si usava allora (molto ben fatto sinceramente) con tubazioni e cassette separate per Forza Motrice e Luce. Chiaramente anche l'impianto di antenna 1 in cucina e 1 in soggiorno separate dal resto dell'impianto.L'unico dubbio e' che a valle dell'Enel e' stato installato un centralino con 2 M.Termici Diff. da 16 per FM e da 10 per luce, senza un M.T a monte da 25A.
Voi cosa ne pensate.
Grazie
Impianto con filo rigido
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Mike
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Fosse per me filo rigido tutta la vita ed oltre. E non diciamo caxxate sul problema dell' infilaggio che è paragonabile al mito dello yeti.
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Confermo anch'io quanto detto da
MassimoB, vorrei aggiungere una nota, le prese hanno gli alveoli protetti? Tante volte gli installatori mi pongono questa domanda e rispondere non è molto semplice poiché le norme ti consentirebbero di mantenere le vecchie prese senza alveoli protetti ma davanti ad un infortunio (un bimbo che infila una vite dentro la presa) la vedo dura dimostrare al giudice di aver valutato l'impianto a regola d'arte
non ci sono problemi, ma solo soluzioni
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L'anno scorso sono andato in Germania in visita a mio cognato, nella sua casa in costruzione ho notato che gli impianti sono fatti tutti con filo rigido e di spessore minore dei nostri. Credevo che in Europa ci sarebbero dovute essere delle leggi comunitarie anche per il fatto che se io vado in Germania dovrei poter svolgere un lavoro che mi viene offerto senza che devo andarmi a studiare tutte le leggi o norme del caso. Un Europa del genere a cosa serve, forse a dar da mangiare ad altri politici che fanno le leggi sulla salciccia di quando deve misurare e del suo spessore e si dimentica di cose che servono veramente!. Io so pazz...
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elektronik
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Non capisco la problematica dei cavi in rame rigido, non sono più pericolosi, anzi, a parità di sezione hanno maggiore portata. Detto questo, già viviamo in paese statalsocialista centralista che si è ripreso anche quelle poche deleghe date alle regioni, dobbiamo subirci anche l'unione sovietica europea??? L'armonizzazione deve avvenire per convenienza, su richiesta del mercato, non per imposizione dall'alto.
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Mike
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iosolo35 ha scritto: le norme ti consentirebbero di mantenere le vecchie prese senza alveoli protetti [...]
Mi ricordo che molti anni fa, quando non c'erano ancora in commercio le prese con alveoli protetti, si trovavano in vendita dei "tappi" in plastica, muniti di due piolini che s'infilavano nelle prese, proprio per evitare che i bambini infilassero oggetti negli alveoli.
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Mike ha scritto:[...] cavi in rame rigido, non sono più pericolosi, anzi, a parità di sezione hanno maggiore portata
Una domanda strettamente tecnica: perché un cavo rigido (unico filo) ha una portata superiore ad uno flessibile (più fili)?
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le norme ti consentirebbero di mantenere le vecchie prese senza alveoli protetti ma davanti ad un infortunio (un bimbo che infila una vite dentro la presa) la vedo dura dimostrare al giudice di aver valutato l'impianto a regola d'arte
Primo
Le norme si applicano agli impianti e alle apparecchiature nuove. Per definzione. Se la presenza degli schermi di protezione è evidente anche all'elettricista, gli altri requisiti eventualmente rivisti con il susseguirsi delle nuove edizioni delle norme non sono rilevabili a vista. Non mi risulta che all'uscire di una nuova edizione della norma di prese, differenziali, ecc si corra ad adeguare, cambiandoli, tutti questi apparecchi
Secondo
Come regola generale, la "protezione" delle prese è IPXXB (dito), a livello nazionale (Italia e altri paesi) IPXXD (filo).
Questo per altro ha permesso nei paesi IPXXB di differenziare i prodotti: prese per bambini e prese comuni. Va anche detto che in questi paesi sempre più spesso si vedono soluzioni IPXXD molto più robuste dei classici schermi delle prese italiane.
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elektronik ha scritto:Credevo che in Europa ci sarebbero dovute essere delle leggi comunitarie anche per il fatto che se io vado in Germania dovrei poter svolgere un lavoro che mi viene offerto senza che devo andarmi a studiare tutte le leggi o norme del caso. Un Europa del genere a cosa serve, forse a dar da mangiare ad altri politici che fanno le leggi sulla salciccia di quando deve misurare e del suo spessore e si dimentica di cose che servono veramente!. Io so pazz...
Se le norme di prodotto, più o meno, sono armonizzate e identiche in tutta UE e tutto Cenelec (norme EN) (*), questo non accade per le norme impianto (in Italia CEI 64-8, senza EN). Sono sicuro che si usassero norme uniche, prendendo il meglio dai diversi paesi, a iniziare da questo forum si solleverebbero voci di protesta da parte degli elettricisti. Del resto l'elettricista italiano è essenzialmente convinto che gli impianti si fanno bene solo in Italia e critica per principio tutto ciò che si fa all'estero.
E' vero che buona parte delle norme impianto sono di derivazione IEC e Cenelec (infatti i principi fondamentali sono identici e anche molti paragrafi lo sono). Ma ogni comitato nazionale è libero di modificare e integrare.
Aggiungo, però, che più che le norme contano le consuetudini e le interpetazioni. Per esempio, che per un circuito da 16 A si debba usare un cavo almeno da 2,5 mmq, non è certo un requisito scritto nella norma: è solo una consuetudine italiana.
In mancanza di norme armonizzate, tuttavia, la legge, permette di considerare a RdA gli impianti conformi alle norme nazionali di un qualunque paese europeo (dello spazio comune: quindi anche Svizzera o Norvegia).
(*) con l'eccezione significativa delle prese e delle spine domestiche ove ogni comitato nazionale è sovrano.
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Franco012 ha scritto:Una domanda strettamente tecnica: perché un cavo rigido (unico filo) ha una portata superiore ad uno flessibile (più fili)?
Non conosco la risposta scientifica, dalle tabelle risulta questo, presumo perché la sezione piena sia più performante rispetto a quella composta da singoli refoli.
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