da
attilio » 23 mar 2016, 10:46
Rispondo a [1]
E' abbastanza
evidente che un bar non è un'applicazione "civile" [è fondamentale però evitare di renderla un'applicazione "incivile"] come è altrettanto
evidente che l'arredatore dovrebbe pensare ai suoi fatti senza entrare più di tanto in questioni prettamente tecniche
[poi magari ha anche le conoscenze specifiche, ma questa è un'altra storia]Si tratta di luoghi, dove spesso si hanno carichi concentrati con potenze mediamente superiori a quelle di una cucina "civile", ma non si tratta nemmeno di applicazioni industriali, dove di "civile" c'è davvero poco.
E' in pratica un luogo "ibrido", dove oltre alle potenze in gioco, bisogna giustamente considerare anche i cicli di lavoro (fattori di contemporaneità e di utilizzo se preferite).
Non dovrebbe quindi essere grottesco ragionare in termini "ibridi", distribuendo o meglio: predisponendo, prese ad uso "civile", prese ad uso industriale e connessioni dirette.
E' evidente che il collegamento diretto di "piccole" apparecchiature non è conveniente (sarebbe un problema durante le pulizie straordinarie o in caso di spostamento dell'arredo sui piani di lavoro) come è altrettanto evidente che una spina CEE su un frullatore/omogenizzatore sarebbe un po' un'esagerazione, mentre probabilmente non lo sarebbe per quegli utilizzatori "incivili" quali le piastre o i forni professionali.
E quando non si sa a priori che apparecchi verranno installati cosa fate?
Leggendo brevemente gli interventi, non posso che concordare completamente con quanto scritto da
NSE