BrunoValente ha scritto: La questione che pongo è: se le conclusioni a cui si è giunti sono queste, è mai possibile che gli addetti ai lavori si siano adeguati così disinvoltamente a questa linea di pensiero senza sentire l'esigenza di indagare meglio sui concetti di onda e di particella, visto che, così come li concepiamo, per come ora sono definiti, l'ipotesi di una loro convivenza non dovrebbe essere ammessa?
Mah, da quello che ho visto, gli addetti ai lavori non si sono affatto adeguati disinvoltamente a questo modo di vedere le cose, le discussioni ci sono state eccome (e del resto il tuo articolo ne parla). Però la domanda è già stata posta parecchio tempo fa.
Forse il problema sui fotoni viene oggi da come vengono tuttora presentate le cose: se invece di dire "la luce è contemporaneamente un'onda ed una particella" si dicesse "la luce si comporta come un modello che chiamiamo grcaudh. Adesso vediamo come funziona quest'affare che chiamiamo grcaudh", forse le cose sarebbero più semplici. Poi sappiamo anche che il "grcaudh" ha i suoi limiti come modello e possiamo legittimamente domandarci quali.
Cerco di spiegarmi meglio: quando pensiamo ad una particella, pensiamo in realtà ad un modello. Immaginiamo una palla da biliardo che rimbalza, prende un effetto, eccetera, ne possiamo avere una visione intuitiva abbastanza approfondita che non ha niente a che vedere con certi fenomeni come le interferenze. Questi ultimi sono invece la firma chiarissima di un altro modello che è quello di un'onda che ha le sue proprietà, eccetera.
Abbiamo tutti preso in mano una stecca in vita nostra, abbiamo tutti visto un'onda sulla superficie calma di uno stagno. Il nostro cervello ha astratto un po', anche se non ce ne siamo resi conto. Ci siamo fatti un'idea delle due situazioni.
Il dualismo onda/particella viene presentato spesso come una contraddizione perché effettivamente i due modelli sopra
sono in contraddizione. Però un fotone non è una pallina da biliardo e nemmeno un'onda su uno stagno. Se riprendo il nome giocoso che ho dato sopra, è un "grcaudh" ed un "grcaudh" si comporta come un "grcaudh". Con un po' di abitudine, ci si abitua alle sue proprietà così come ci si abitua alle palle da biliardo e si capisce che questo "grcaudh" contiene al suo interno il necessario per fare conto di quello che succede anche in casi limite.
Per quanto mi riguarda, io non sono un fisico di formazione, ma lavoro con i fotoni, e personalmente il "dualismo onda/particella" non mi crea particolari problemi e non mi impedisce affatto di dormire la notte.
So comunque di addetti ai lavori che hanno molti dubbi esistenziali, ne discutono e ci cogitano tuttora, non dico che non ci siano problemi filosofici. Attualmente la fisica si basa su modelli e se questi funzionano si tengono da parte. Molti non si accontentano di una visione descrittiva e cerca di scoprire il "perché" e non solo il "come". Certi seguono il "deus sive natura" di Spinoza o altre divinità ed altri cercano una spiegazione estetica nelle equazioni. Le opinioni sono molto variegate.