Ciao,
Electronictube ha scritto:le scintille rimanevano della stessa entità anche con valori di resistenza molto alti.
Con valori di resistenza troppo alti, all'apertura hai un picco di tensione alto e immediato (come nel primo dei grafici nel mio intervento precedente). Se interrompi 3 A e metti una resistenza da 10 Ω, dovresti contenere la tensione all'apertura a 30 V (legge di Ohm).
Poi, mentre il condensatore si carica e la corrente diminuisce (perché l'induttore si scarica), se il condensatore non è molto grande la tensione salirà ancora (caso 2 o 3 dei grafici che avevo fatto) ma intanto le lamine si allontaneranno e sarà più difficile che scocchi l'arco al primario.
Con un condensatore sufficientemente grande l'arco al primario non dovrebbe scoccare.
Electronictube ha scritto:una capacità troppo grande smorza troppo la corrente?
Se il condensatore è troppo grande, non si produce un picco alto di tensione ai capi dell'interruttore. La diminuzione di corrente non è abbastanza rapida, la tensione indotta sul secondario si riduce e non scocca la scintilla che vorresti.
La resistenza in serie serve anche a limitare la corrente di scarica del condensatore quando le lamine si richiudono. A causa dei rimbalzi delle lamine, se la corrente di scarica è troppo alta si potrebbero produrre scintille alla richiusura, che confonderebbero l'osservazione dei risultati.
Una "finezza" potrebbe essere quella di collegare in
parallelo al condensatore una resistenza da 1 o 2 kΩ, per scaricare il condensatore mentre le lamine sono aperte ed evitare così scintille alla richiusura (anche senza la resistenza in serie). Il valore ottimale della resistenza in parallelo si potrebbe calcolare conoscendo la capacità del condensatore, la tensione massima ai suoi capi e il tempo durante il quale l'interruttore resta aperto. Comunque il valore non è tanto critico. Potrebbe convenire collegare varie resistenze in serie per ottenere 1 o 2 kΩ, in modo da suddividere l'alta tensione su più resistenze.
In realtà il condensatore può scaricarsi durante l'apertura anche attraverso il rocchetto e il generatore, e questo potrebbe potenziare la scintilla al secondario. Forse la resistenza in parallelo potrebbe indebolire le scintille al secondario. Con qualche prova potresti verificarlo.
A che tensione alimenti il rocchetto?
Electronictube ha scritto:Secondo te, devo continuare operando in questo modo (cioè aumentare la capacità fino a quando non vedo che non ci sono più scintille)?
Direi di continuare così, con una piccola resistenza in serie (una decina di ohm, più o meno, fai un po' di prove; oppure eliminala del tutto per evitare dissipazioni di energia, ed eventualmente aggiungi la resistenza da 1- 2 kΩ in parallelo al condensatore, per scaricarlo mentre le lamine sono aperte). Io metterei un condensatore leggermente più alto del minimo indispensabile per far sparire le scintille sull'interruttore.
C'è anche un altro aspetto: se scocca la scintilla sul secondario (ad alta tensione) la corrente sul primario dovrebbe crollare, quindi sarebbe più facile evitare la scintilla al primario.
Il dimensionamento del condensatore andrebbe fatto quindi con la scintilla al secondario che scocca regolarmente.
Electronictube ha scritto:Qualitativamente, dovrei ottenere un grafico di V(t) con più oscillazioni possibili, cioè più simile al terzo grafico che hai postato nella risposta. Dico così perché ad ogni oscillazione è associata una variazione di flusso del campo magnetico del rocchetto. Con un maggior numero di oscillazioni la corrente indotta è maggiore e di conseguenza le scintille prodotte sono più lunghe.
La cosa non è così semplice. In principio dovresti cercare di portarti nel caso del grafico 2 o 3, con il primo picco il più alto possibile. Questo va a braccetto con il fatto che il picco sia il più ritardato possibile (così le lamine dell'interruttore hanno avuto più tempo per distanziarsi e la tensione può essere più alta senza che scocchi l'arco al primario).
Condensatore più grande ==> picco più ritardato ma più basso.
Resistenza in serie più grande ==> picco più rialzato.
Resistenza in serie troppo grande ==> picco immediato e troppo rialzato (grafico 1) con scintilla che scocca al primario, dove non deve.Non appena scocca la scintilla al secondario (ad alta tensione) la corrente al primario crolla, gran parte dell'energia si dissipa nella scintilla e l'andamento non è più quello del grafico. Quindi non ha senso cercare di portarsi necessariamente nel caso del grafico 3: anche il 2 va bene.
Electronictube ha scritto:potresti darmi un'idea maggiore riguardo l'esatto andamento di V(t)? Mi interessa molto la questione!

Se cerchi con Google
circuiti RLC del secondo ordine ti saltano fuori un mucchio di PDF che ne parlano, per esempio
questo. Se non ci sono le basi per seguire la trattazione matematica, puoi andare direttamente a pag. 50 dove dà l'espressione delle soluzioni nei casi di risposta
sovrasmorzata (somma di due esponenziali, grafico qualitativo simile al caso 1 o 2 nel mio intervento precedente), a
smorzamento critico (prodotto di una retta crescente per un esponenziale, più un altro esponenziale, grafico qualitativo simile ancora al caso 1 o 2) e
sottosmorzata (prodotto di una sinusoide per un esponenziale, grafico qualitativo simile al caso 3). Tralasciamo il caso
senza perdite (risposta sinusoidale) perché in ogni caso, anche se non inserisci deliberatamente una resistenza, il rocchetto che è un induttore reale ha comunque una sua resistenza.
Electronictube ha scritto:Ti terrò a conoscenza dei risultati che otterrò!
Grazie, è interessante per tutti!