Referendum 17 aprile 2016
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sebago,
mario_maggi
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secondo me tutta la polemica sull'astensione era perché i SI sapevano che comunque sarebbero stati più dei NO e volevano "imporre" la loro idea sfruttando il fatto che, una volta raggiunto il quorum, avrebbero comunque vinto loro...
Almeno l'itagliano sallo...
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Un referendum (che sia abrogativo, confermativo o anche propositivo) dovrebbe essere valido sempre, cioè senza quorum.
Chi vota e magari vince detta legge, chi non vota e magari perde, si attacca al tram.
Non era questa l'idea di democrazia?
Chi vota e magari vince detta legge, chi non vota e magari perde, si attacca al tram.
Non era questa l'idea di democrazia?
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ibra
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riflettere su come stiamo riducendo la democrazia in questo paese
Stanno
In questo paese, per smuovere gli animi basterebbe un referendum sul calcio o chessò, più semplicemente, sugli evasori totali. Del tipo: volete far rientrare con la forza tutti i miliardi di euro che i vostri bravi concittadini hanno nascosto nei paradisi fiscali?
piantiamola con le ipocrisie
i eferendum sono una cosa seria, mica pirlate per rompere i coglioni ad minchiam
eh già!
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ibra
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Sono andato SEMPRE a votare e non ho l'iphone, il primo smartphone lo sto attivando in questi giorni.
Ma io criticavo solo il tuo turpiloquio, vedi come sei capace di scrivere senza farlo?
Riguardo il referendum, io e altri abbiamo cercato di approfondire, anche tu ma a modo tuo...
Il punto del quesito è che aboliva una legge recente di Renzi che rende le concessioni infinite, legge che da quanto ho capito ci procurerà infrazione europea.
Quindi era da votare si, che poi avesse anche altri significati, politici ecologici o ideologici, è un dettaglio.
Le concessioni sine die sono un nonsense in un mondo basato sul libero comemrcio e l'attività d'impresa corretta, in regime concorrenziale.
tutto qui, poi io in quanto sensibile ai temi ambientali ho aggiunto altre motivazioni... ma il succo era questo e pochi l'hanno capito o voluto spiegare, te compreso
Ma io criticavo solo il tuo turpiloquio, vedi come sei capace di scrivere senza farlo?
Riguardo il referendum, io e altri abbiamo cercato di approfondire, anche tu ma a modo tuo...
Il punto del quesito è che aboliva una legge recente di Renzi che rende le concessioni infinite, legge che da quanto ho capito ci procurerà infrazione europea.
Quindi era da votare si, che poi avesse anche altri significati, politici ecologici o ideologici, è un dettaglio.
Le concessioni sine die sono un nonsense in un mondo basato sul libero comemrcio e l'attività d'impresa corretta, in regime concorrenziale.
tutto qui, poi io in quanto sensibile ai temi ambientali ho aggiunto altre motivazioni... ma il succo era questo e pochi l'hanno capito o voluto spiegare, te compreso
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... la forza dell'essere assenti, attivmente assenti è perfino più forte di ogni azione...
Con tutto il rispetto ma se sei un tecnico, o ti reputi tale, queste frasi sarebbero IN-PRO-NUN-CIA-BI-LI.
Questo è il linguaggio dei politicanti cialtroni.
Tecnicamente per essere assenti bisogna non fare. Quindi nessuna attività.
Non si può essere attivi nella non azione.
Tecnicamente.
P.S. Di tecnico in questa comunità c'è rimasto ben poco, purtroppo.
"La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi".
"Parla soltanto quando sei sicuro che quello che dirai è più bello del silenzio".
Rispondere è cortesia, ma lasciare l'ultima parola ai cretini è arte.
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TardoFreak
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richiurci ha scritto:Il punto del quesito è che aboliva una legge recente di Renzi che rende le concessioni infinite, legge che da quanto ho capito ci procurerà infrazione europea.
ecco una cosa che mi fa girare i coglioni, e pure fortemente (scusate il francesismo, quando ci vuole ci vuole)
per settimane hanno continuato a imbottirci di informazioni più o meno sensate
- se vince il SI si da impulso alle rinnovabili
- se vince il SI la mettiamo in quel posto a renzie
- se vince il NO fanno piattaforme ovunque, perfino nel fosso dietro casa
- se vince il SI salviamo il mare dall'inquinamento
- se vince il SI non ci saranno mai più spargimenti di petrolio in adriatico
ecc ecc
e nessuno, NESSUNO, ha mai parlato dell'infrazione ai regolamenti europei.
è DEMENZIALE sta cosa, chi è stato quello stratega che ha deciso di non giocare una delle carte più forti?
Almeno l'itagliano sallo...
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Anche se la concessione avesse un limite temporale, la possibilità che un terzo subentri al posto dell'attuale concessionario nell'estrazione, mi sembra un'ipotesi puramente speculativa: la piattaforma e tutte le infrastrutture sono infatti di proprietà del concessionario attuale. Il nuovo concessionario dovrebbe quindi comprarle ed è ovvio che il vecchio concessionario non le venderebbe a poco. Forse avrebbe senso in fase di prospezione, ma per me non accadrebbe mai in fase di sfruttamento del giacimento.
Del resto mi pare che, anche prima dell'introduzione della recente contestata normativa, il rinnovo della concessione non fosse messo "a gara" in modo concorrenziale ma fosse prerogativa del concessionario corrente.
Sull'infrazione ai regolamenti europei, proprio per i motivi di cui sopra, mi sembra anche questa un'ipotesi un po' forzata, altrimenti sarebbe uscita ben prima! Vedremo che ne uscirà fuori quando la proposta verrà discussa in sede europea...
Ci tengo infine a ripetere che per consentire lo sviluppo delle rinnovabili il nodo da sciogliere è quello degli incentivi: ossia serve metterci sopra soldi (e tanti!), visto che con il valore attuale del PUN a 35 €/MWh nessuna fonte rinnovabile è anche lontanamente competitiva.
Se le parti promotrici del referendum avessero voluto veramente spingere per le rinnovabili avrebbero potuto, e possono ancora proporre, provvedimenti per destinare parte dei proventi dell'estrazione di idrocarburi (Royalties, tasse, canoni) al sussidio delle fonti rinnovabili. Invece alcune tra le regioni promotrici del referendum, in primis Sardegna, sono tra quelle più ostili alla realizzazione di nuovi parchi eolici...
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Del resto mi pare che, anche prima dell'introduzione della recente contestata normativa, il rinnovo della concessione non fosse messo "a gara" in modo concorrenziale ma fosse prerogativa del concessionario corrente.
Sull'infrazione ai regolamenti europei, proprio per i motivi di cui sopra, mi sembra anche questa un'ipotesi un po' forzata, altrimenti sarebbe uscita ben prima! Vedremo che ne uscirà fuori quando la proposta verrà discussa in sede europea...
Ci tengo infine a ripetere che per consentire lo sviluppo delle rinnovabili il nodo da sciogliere è quello degli incentivi: ossia serve metterci sopra soldi (e tanti!), visto che con il valore attuale del PUN a 35 €/MWh nessuna fonte rinnovabile è anche lontanamente competitiva.
Se le parti promotrici del referendum avessero voluto veramente spingere per le rinnovabili avrebbero potuto, e possono ancora proporre, provvedimenti per destinare parte dei proventi dell'estrazione di idrocarburi (Royalties, tasse, canoni) al sussidio delle fonti rinnovabili. Invece alcune tra le regioni promotrici del referendum, in primis Sardegna, sono tra quelle più ostili alla realizzazione di nuovi parchi eolici...
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fpalone ha scritto:
Ci tengo infine a ripetere che per consentire lo sviluppo delle rinnovabili il nodo da sciogliere è quello degli incentivi: ossia serve metterci sopra soldi (e tanti!)
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Per me gli incentivi sono abominevoli, oltre a drogare il mercato portano solo burocrazia.
Meglio aumentare la tassazione sulle fonti che si vuole ridurre: ovviamente però bisogna diminuire irpef o altre imposte per compensare l'incremento di tassazione sulle fonti "brutte e cattive".
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