Approccio didattico ai microcontrollori a 32bit
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Paolino
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Ogni caso è diverso dagli altri. Nel mio caso, ho una conoscenza degli elaboratori in generale, acquisita in azienda, e poi una esperienza di programmazione di microcontrollori, acquisita invece per hobby. Sono arrivato a mettere le mani sui dsPic33 programmandoli in linguaggio C (che conosco al <10%) senza alcun middleware, addirittura gestendo in DIY anche il colloquio I2C coi sensori. E' chiaro che il datasheet e i reference manual della MCU devo consultarli spessissimo. Il passaggio al 32 bit mi tenta, anzi ne ho già uno nel cassetto, ma se ho ben capito mi converrà rinunziare al DIY integrale e sfruttare qualche middleware, è vero? Dunque le potenzialità aumenteranno di molto.. in campo professionale è certamente così, ma io ormai sono abituato al software monolitico mirato per uno specifico comportamento, i miei progettini già col dsPic funzionano, alla fine chi me lo fa fare? Mi tenterebbe qualche applicazione di riconoscimento vocale (anche perché studio un po' di canto e mi piacerebbe capire meglio cosa è la pronunzia), ma sono troppo digiuno e non è certo il dsPic a bloccarmi.
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No, da parecchi anni volevo fare qualcosa di robotico ma non trovavo la strada. I Personal Computer portatili diventavano ogni giorno più inadatti allo scopo, gigahertz di cpu per ottenere tempi di risposta biblici su interfacce in estinzione.
Al banco dei soliti miei fornitori di componentistica, la parola microcontrollore provocava scuotimenti di testa (poi ho scoperto che basta fornire la sigla e in poche settimane arrivano anche al banco).
A fine estate 2006 chiedo a un edicolante se esiste ancora qualche rivista, mi viene data Nuova Elettronica che offre un kit con microcontrollore AT8535 embedded, abbastanza caro.
Lo compro e comincio a smanettare col Basic, sfruttando anche il datasheet, partono i primi robottini molto goffi ma poi poi mi rendo conto che una schedina posso costruirla anche su millepunti, rinunziando però al display.
Un amico incontrato su un Forum di Robotica si rende conto che ce la posso fare col dsPic e mi fornisce pazientemente le dritte indispensabili. Adesso non è che lo sfrutto in modo ortodosso, comunque lo sfrutto.
Al banco dei soliti miei fornitori di componentistica, la parola microcontrollore provocava scuotimenti di testa (poi ho scoperto che basta fornire la sigla e in poche settimane arrivano anche al banco).
A fine estate 2006 chiedo a un edicolante se esiste ancora qualche rivista, mi viene data Nuova Elettronica che offre un kit con microcontrollore AT8535 embedded, abbastanza caro.
Lo compro e comincio a smanettare col Basic, sfruttando anche il datasheet, partono i primi robottini molto goffi ma poi poi mi rendo conto che una schedina posso costruirla anche su millepunti, rinunziando però al display.
Un amico incontrato su un Forum di Robotica si rende conto che ce la posso fare col dsPic e mi fornisce pazientemente le dritte indispensabili. Adesso non è che lo sfrutto in modo ortodosso, comunque lo sfrutto.
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"Vedo" il contributo di
TardoFreak come una bussola.
Ti indica un percorso, credo impegnativo se non più che impegnativo ma, ragionevole e di buon senso.
La potenzialità degli ARM, come da lui descritta, rapportata al costo mi pare qualcosa alla quale è difficile rinunciare.
Se l'impegno economico fosse proporzionato alle risorse del microcontrollore che si volesse approvigionare, si sovrapporrebbero probabilmente altri discorsi, ma così proprio no: tanta roba resa disponibile a poco pochissimo.
Importante, ma forse non all'inizio discriminante, è poi il proposito con il quale si approccia l'eventuale studio, diverse motivazioni diversi obiettivi.
Mi pare comunque affascinante e suggestivo come contesto, quindi, ho maturato l'idea di iniziare e approfondire la conoscenza di questi "giocattolini".
Confidando di mantenere l'impegno, dopo avere iniziato, non escludo che un domani questa conoscenza, una volta acquisita, si possa riversare nella prototipazione di una scheda dedicata per impiego in contesto industriale/produttivo; ma a prescindere son certo che sin d'ora ce n'è da spalare.
E se anche ciò non dovesse essere, è e sarà comunque un percorso avvincente.
Insomma, per un motivo o per un altro, @TardoFreak ha fatto un proselite in più.
Saluti
Ti indica un percorso, credo impegnativo se non più che impegnativo ma, ragionevole e di buon senso.
La potenzialità degli ARM, come da lui descritta, rapportata al costo mi pare qualcosa alla quale è difficile rinunciare.
Se l'impegno economico fosse proporzionato alle risorse del microcontrollore che si volesse approvigionare, si sovrapporrebbero probabilmente altri discorsi, ma così proprio no: tanta roba resa disponibile a poco pochissimo.
Importante, ma forse non all'inizio discriminante, è poi il proposito con il quale si approccia l'eventuale studio, diverse motivazioni diversi obiettivi.
Mi pare comunque affascinante e suggestivo come contesto, quindi, ho maturato l'idea di iniziare e approfondire la conoscenza di questi "giocattolini".
Confidando di mantenere l'impegno, dopo avere iniziato, non escludo che un domani questa conoscenza, una volta acquisita, si possa riversare nella prototipazione di una scheda dedicata per impiego in contesto industriale/produttivo; ma a prescindere son certo che sin d'ora ce n'è da spalare.
E se anche ciò non dovesse essere, è e sarà comunque un percorso avvincente.
Insomma, per un motivo o per un altro, @TardoFreak ha fatto un proselite in più.
Saluti
W - U.H.F.
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WALTERmwp
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Ho provato a creare un progetto per un STM32 con True Studio.
Può essere un ottimo punto d'inizio perché parte secondo lo schema di progetto indicato dalla Standard Peripheral Library e, credetemi, semplifica enormemente la vita ad un neofita.
Elimina tutto il lavoro noioso di setup dei vari controllori della memoria, del clock ed altre cose pallose.
Unico neo: nel main ci mette dentro troppa roba inutile, e quindi è bene fare pulizia dei vari "assert" e compilazioni condizionate (che non verranno mai compilate) lasciando solo l'inclusione di un paio di files.
Non è un problema ... cancellare praticamente tutto.
Spero di provare presto a scrivere un programmino delle balle anche per vedere che tipo di debugging si può fare.
Può essere un ottimo punto d'inizio perché parte secondo lo schema di progetto indicato dalla Standard Peripheral Library e, credetemi, semplifica enormemente la vita ad un neofita.
Elimina tutto il lavoro noioso di setup dei vari controllori della memoria, del clock ed altre cose pallose.
Unico neo: nel main ci mette dentro troppa roba inutile, e quindi è bene fare pulizia dei vari "assert" e compilazioni condizionate (che non verranno mai compilate) lasciando solo l'inclusione di un paio di files.
Non è un problema ... cancellare praticamente tutto.
Spero di provare presto a scrivere un programmino delle balle anche per vedere che tipo di debugging si può fare.
"La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi".
"Parla soltanto quando sei sicuro che quello che dirai è più bello del silenzio".
Rispondere è cortesia, ma lasciare l'ultima parola ai cretini è arte.
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TardoFreak
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Ci dovrebbe essere un webinar "salvato" dalla stessa casa di truestudio dove spiega i "primi passi"
Non penso che
TardoFreak ne abbia bisogno, ma altri magari si...
Sarebbero quelli che "loro" chiamano video tutorials.
Non penso che
Sarebbero quelli che "loro" chiamano video tutorials.
Son quello delle domande strane!
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Ametto che quando scrissi il thread stavo pensando ad una scheda con micro a 32bit, 128k di flash e 4k di ram...
La domanda "hardware", ma avrebbe senso progettare una scheda simile o risulta più semplice affidarsi a quelle già pronte?
La domanda "hardware", ma avrebbe senso progettare una scheda simile o risulta più semplice affidarsi a quelle già pronte?
Son quello delle domande strane!
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speedyant ha scritto:ma avrebbe senso progettare una scheda simile o risulta più semplice affidarsi a quelle già pronte?
Ha senso se vuoi imparare ad interfacciare un micro con altri componenti hardware.
In generale le schedine vengono vendute funzionanti, quindi se bisogna fare delle prove o giocare, comprarla già fatta e meglio, soprattutto se le velocità dei segnali sono alte (svariati MHz o comunque si hanno segnali analogici e digitali assieme) perché in quei casi ci vuole più di un occhio di riguardo con il PCB, secondo me (e forse non solo).

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forse dipende da quanto offrirebbe quell'hardware ma riuscire a distinguersi credo sia veramente difficile, ma poi col software (ide, ... ) si torna a ciò ch'è disponibile.speedyant ha scritto:(...) ma avrebbe senso progettare una scheda simile o risulta più semplice affidarsi a quelle già pronte?
Ho riletto il Post d'apertura di questo thread e in più d'uno ho poi letto quanto ha già scritto @TardoFreak.
Il proposito (o la tendenza) mi pare sia quello, valutando o ri-valutando gli strumenti hardware e software al momento accessibili, di mettere insieme una piattaforma senza ricorrere a una schedina realizzata ex-novo.
Tornando alla tua domanda, ma tra le esistenti non ce n'è qualcuna che incontra le necessità del caso ?
Chiedo, pensando semplicemente alle discovery della ST.
Saluti
W - U.H.F.
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WALTERmwp
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Le discovery della ST sono ottime.
Come ottimo è il modulino che ho segnalato.
Ma il vero problema con gli ARM è (o meglio era) avere un valido sistema di sviluppo free.
Il Keil completo costa come il fuoco: parliamo di più di 4 "bulloni" (4000 euro).
True Studio, quando avevo richiesto il prezzo, costava 2 bulloni e rotti.
IAR non ho neanche chiesto. Quello costa una fucilata.
Ora però è diverso, per questo ho segnalato il True Studio da scaricare e da mettere nel cassetto prima che ne limitino il codice o se ne escano fuori con altre menate.
I cloni del J-link comprati a 15$ dalla Cina funzionano più che bene come il clone di ST-LINK. J-link originale costa più di 200$ !
Quindi ora ha senso pensare di sviluppare con ARM a livello hobbistico senza doversi vendere l'auto per farlo!
Della schedina ... non frega un cazzo a nessuno (scusate il francesismo ma tecnicamente la frase è più che appropriata).
Se non c'è basta un PCB adattatore per TQFP, un po' di filature ed l'hardware è pronto.
Come ottimo è il modulino che ho segnalato.
Ma il vero problema con gli ARM è (o meglio era) avere un valido sistema di sviluppo free.
Il Keil completo costa come il fuoco: parliamo di più di 4 "bulloni" (4000 euro).
True Studio, quando avevo richiesto il prezzo, costava 2 bulloni e rotti.
IAR non ho neanche chiesto. Quello costa una fucilata.
Ora però è diverso, per questo ho segnalato il True Studio da scaricare e da mettere nel cassetto prima che ne limitino il codice o se ne escano fuori con altre menate.
I cloni del J-link comprati a 15$ dalla Cina funzionano più che bene come il clone di ST-LINK. J-link originale costa più di 200$ !
Quindi ora ha senso pensare di sviluppare con ARM a livello hobbistico senza doversi vendere l'auto per farlo!
Della schedina ... non frega un cazzo a nessuno (scusate il francesismo ma tecnicamente la frase è più che appropriata).
Se non c'è basta un PCB adattatore per TQFP, un po' di filature ed l'hardware è pronto.
"La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi".
"Parla soltanto quando sei sicuro che quello che dirai è più bello del silenzio".
Rispondere è cortesia, ma lasciare l'ultima parola ai cretini è arte.
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TardoFreak
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