Dato che i PLC (e più in generale la logica programmata) hanno sostituito da
LUNGO tempo i quadri a relè è strano che ci si ponga oggi questa domanda.
Proviamo una spiegazione rapida:
- quella che definisci (in modo assurdo...) "elettrotecnica tradizionale" in sostanza consiste nel realizzare una logica attraverso l'uso di relè elettromeccanici (ma anche con elementi pneumatici o oleodinamici o componenti elettronici discreti -gates, transistor, ecc-).
Questo richiede che ogni elemento della logica booleana e di temporizzazione sia realizzato con uno o più elementi discreti. Questi andranno cablati tra di loro in modo tale da eseguire la funzione complessiva. Invece di "elettronica o elettrotecnica tradizionale" dovremmo dire "
logica cablata".
Se parliamo di relè (ma anche per gli altri metodi non è molto diverso) abbiamo alcuni elementi negativi:
- è richiesto un volume proporzionale alla complessità della logica. Un quadro a relè o oleopneumatico non è "miniaturizzabile"
- è richiesta una certa energia per il funzionamento, proporzionale alla complessità della logica
- componenti elettromeccanici sono soggetti ad usura proporzionale al numero degli azionamenti, che, in un sistema di controllo, possono richiedere sostituzioni quanto mai frequenti
- più è complessa l'applicazione, maggiore sarà il costo dei componenti necessari
e, sopratutto, il problema principale:
- il cablaggio delle singole funzioni è realizzato per operare la funzione complessiva. Non può fare altro.
Se devo cambiare la logica di funzionamento, devo modificare "l'hardware" (componenti, connessioni, ecc.). Ogni quadro ha, quindi, un uso determinato e una nuova applicazione che si discosti anche di poco richiede un nuovo quadro di controllo.
Il PLC è, invece, una
logica programmabile: questo è il "vantaggio".
- una sola unità, dotata di un certo numero di ingressi e uscite e di funzioni accessorie, SOLO CAMBIANDO IL PROGRAMMA può effettuare un numero indefinito di funzioni diverse. Non occorre avere quadri diversi per applicazioni di poco diverse. E con la stessa unità, spesso modulare, si può realizzare un numero indefinito di "quadri".
- la logica è gestita da microprocessore, con un basso consumo, indipendente dalla complessità della logica.
- lo spazio necessario viene drasticamente ridotto
- la durata del sistema è enormemente maggiore di quello degli elettromeccanici
- il costo si riduce
Un nuovo prodotto o una modifica di uno esistente consiste nel modificare non l'hardware, ma il programma che lo gestisce.
Inoltre, nella logica programmata, è possibile inserire funzioni come PID, calcolo, AD/DA, controllo assi, ecc. e la velocità di risposta del controllo non ha paragoni con l'elettromeccanica, oltre al fatto che molte automazioni possibili oggi con logica programmabile non lo erano con logiche cablate.
L'evidenza del "vantaggio" dell' approccio a logica programmata rispetto alla logica cablata è tale che basta guardare un
qualsiasi quadro di controllo di una
qualsiasi macchina o processo (ascensori, macchine tessili, macchine da stampa, lavorazione metalli, petrolchimico, ecc ecc).
Con questo non vuol dire che si usi solo logica programmabile: in generale si può dire che la logica cablata è ancora in uso dove ci sono applicazioni semplici, dove per il basso numero di elementi logici interessati un PLC non serve, mentre in qualsiasi altra che richieda una minima complicazione, si utilizza logica programmata. O anche dove ci sono questioni di spazio, di consumo, di necessità di aggiornamento.
Per la precisione, le inizialmente citate oleodinamica e pneumatica hanno un ambito specifico di applicazione e per le loro caratteristiche possono essere ancora in normale uso.
Ecco alcuni riferimenti in rete sul discorso logica cablata-logica programmabile (ma ce ne sono una infinità)
http://slideplayer.it/slide/938849/http://www.slideshare.net/profzanotti/a ... e-55290286http://slideplayer.it/slide/532335/Ma anche le dimensioni dei primi elaboratori elettromeccanici o discreti (valvole, transistor) rispetto ai microprocessori è un buon esempio; quadri che occupano intere stanze e consumano decine di kW per una prestazione inferiore a quella di una consolle giochi.
http://www.storiadellinformatica.it/it2.htmQuindi la risposta alla domanda:qualcuno può farmi un esempio pratico in cui l'uso di un PLC ha migliorato o semplificato una tecnologia o un processo di automazione?
La risposta non può essere che:
L'impiego della logica programmata ha migliorato e semplificato (oltre che reso possibile) QUALSIASI processo di automazione!
Per inciso, una "tecnologia" sarà semplificabile e migliorabile
nella sua applicazione, che è poi un processo di automazione.