lucaking ha scritto:In realta mi era gia passato per le mani anche
questo schema, lo avevo scartato perche sulla rivista non viene spegato molto bene il funzionamento e come dicevo a me servirebbe proprio capire come funziona.
Beh, convertendo quest' ultimo all'alimentazione duale e considerando (per ora) solo l' oscillatore, quale dei due vi sembra migliore?
Visto che ti serve "solo" per studiare e capire - alla faccia delle virgolette!

- il mio consiglio è partire dal modello di oscillatore più semplice (quello a un solo operazionale) che ti permette anche di capire la parte teorica nella sua forma più semplice e diretta (una manciata di equazioni da liceo). Le altre proposte, finché non sfociano nel vero e propriio oscillatore a variabile di stato, sono soltanto degli affinamenti tecnici che non aggiungono praticamente nulla alla comprensione teorica di tutta la questione.
A scopo di studio ti suggerirei poi di sperimentare un po' di cose che, senza cambiare effettivamente nulla del circuito, permettono però di capire la "sottile" differenza che può esistente tra un buon circuito su un foglio di carta e lo stesso buon circuito su una piastra di circuito stampato.
1) scegliti quattro o cinque frequenze FISSE su cui calcolare i valori della rete del ponte di Wvien e da commutare con un semplice commutatore a quattro posizioni: il mio suggerimento è di sceglliere 50 Hz, 500 Hz, 5 kHz e 50 kHz. Questo da un lato perché sono comunque frequenze utili per capire come si comportano i normali circuiti di bassa frequenza sotto prova e dall'altro anche per capire quanto "regge" qualitativamente l'oscillatore stesso al salire della frequenza.
2) Escludendo il controllo "a lampadina" o a termistore ormai un po' obsoletucci (però se hai una vecchia lampadina di quelle che un tempo si usavano per illuminare i tastoni dei centralini tienila: i raptus di elettronicofilia sono sempre in agguato...) cerca di sperimentare entrambi i controlli di ampiezza rimanenti, a fotoresistore e a JFET e, utilizzando sul PC una discreta scheda audio (quelle a 24bit/192 kHz te le tirano dietro) e un software adatto come ARTA o simili (possibilmente gratis se ne trovi! ARTA non lo è) verifica passo per passo quale dei due si comporta meglio o peggio cercando ovviamente di capire il PERCHE'.
3) Cambia il tipo di condensatori usati (soprattutto rispetto al dielettrico) e vedi come si comportano nelle varie circostanze, cercando anche qui di capire il motivo delle variazioni (se ci sono).
4) Una folta arrivati a questo stadio di abiezione elettronicofila -

- tieni sempre pronto un bel phon ad aria calda e aria fredda e misura il comportamento del circuto sia per quanto riguarda la stabilità in frequenza e le distorsioni quando ci soffi addosso aria calda o aria fredda.
Buon divertimento!

Piercarlo