Verifiche periodiche extra Dpr462

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

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[1] Verifiche periodiche extra Dpr462

Messaggioda Foto UtenteDuracell » 30 giu 2016, 14:48

Solito argomento che ogni tanto risalta fuori è quello delle verifiche periodiche sugli impianti ele nei luoghi di lavoro.
Premessa:
Escludo i luoghi particolari (medici, con CPI, ecc.)
Solo le verifiche extra dpr462 di cui è molto chiaro il tipo di verifica e la periodicità
Escludo impianti speciali (riv. fumo, antintrusione, ecc.)

Quindi, nei luoghi di lavoro ordinari quali sono le verifiche e quali le periodicità?
Secondo voi senza fare i farmacisti va bene fare:
1) prova differenz. con apposito strumento >>ogni anno
2) prova isolamento linee >> ogni 2 anni
3) verifica luci di emergenza >> ogni sei mesi
4) pulizia e serraggio componenti elettrici >> ogni 2 anni

Il tutto da riportare su un registro a firma di chi va le verifiche

Grazie in anticipo O_/

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[2] Re: Verifiche periodiche extra Dpr462

Messaggioda Foto UtenteMike » 30 giu 2016, 20:39

Si redige un "piano di manutenzione programmata" ad hoc, non ci sono periodicità standardizzate obbligatorie.
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[3] Re: Verifiche periodiche extra Dpr462

Messaggioda Foto Utenteiosolo35 » 1 lug 2016, 7:15

Riassumere in quattro righe un piano di manutenzione in un luogo di lavoro non è così semplice...
Illuminazione di sicurezza scrivi ogni 6 mesi, ma dipende da molti fattori innanzittutto in che ambiante è posizionata? che tipo di verifica generale (ogni anno), di funzionamento (ogni 6 mesi), di autonomia (ogni anno),
pulizia e serraggio connessioni determinare lo spazio tempora non è semplice poiché dipende quasi esclusivamente da dove è ubicato il quadro elettrico, può essere ogni 5 anni o ogni 6 mesi.....
differenziali, ogni 6 mesi se il costruttore non ne indica la periodicità con il tasto di prova.....
Nei registri che preparo inserisco sempre il controllo dei magnetotermici con la semplice azione meccanica di apertura e richiusura per scongiurare un inceppamento.
Insomma ogni luogo di lavoro deve avere il proprio registro/manuale di uso e manutenzione dell'impianto che deve essere elaborato (come dice Foto UtenteMike) ad hoc per ogni situazione.
non ci sono problemi, ma solo soluzioni

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[4] Re: Verifiche periodiche extra Dpr462

Messaggioda Foto UtenteDuracell » 1 lug 2016, 10:09

Grazie x le risposte ma alla fine dato che generalmente non fanno mai niente se non sotto minaccia ho cercato di indicare le operazioni base non troppo complicate nella speranza che almeno queste le facciano, ribadisco in un ambiente ordinario.

Se il legislatore mettesse giù delle regole chiare tipo dpr462 sarebbe la cosa ideale :ok:

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[5] Re: Verifiche periodiche extra Dpr462

Messaggioda Foto UtenteMike » 1 lug 2016, 14:48

Duracell ha scritto:Se il legislatore mettesse giù delle regole chiare tipo dpr462 sarebbe la cosa ideale :ok:


Ma ragazzi, ma perché volete essere schiavi??? Volete una legge per qualsiasi cosa???? Ma meno male che non c'è nulla di specifico perché ognuno si organizza come meglio crede!

La libertà fa paura!

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[6] Re: Verifiche periodiche extra Dpr462

Messaggioda Foto UtenteDuracell » 1 lug 2016, 16:25

perché se c'è una legge forse il datore di lavoro ti chiama altrimenti te lo scordi !!!!
:lol:

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[7] Re: Verifiche periodiche extra Dpr462

Messaggioda Foto UtenteGoofy » 1 lug 2016, 17:44

Duracell ha scritto:perché se c'è una legge forse il datore di lavoro ti chiama altrimenti te lo scordi !!!!
:lol:


Di essere chiamato perché "c'è la legge" farei volentieri a meno (anche perché 0poi finisce come per le certificazioni energetiche a 40 euri)

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[8] Re: Verifiche periodiche extra Dpr462

Messaggioda Foto UtenteMike » 2 lug 2016, 12:39

Duracell ha scritto:perché se c'è una legge forse il datore di lavoro ti chiama altrimenti te lo scordi !!!!
:lol:


Pensa invece se esistesse solo una Legge, questa: L. 186/68. E che la giustizia sia così celere ad accertare la responsabilità proprio perché le leggi fiat(*) non ci sono, ma solo Leggi (**). Tu credi che un datore di lavoro, conoscendo l'enorme responsabilità derivante dalla grande libertà che ha, non si attorni di progettisti, installatori, consulenti, ecc. capaci, competenti e anche pagarli profumatamente proprio perché sono in grado di farlo stare tranquillo e di occuparsi solo del proprio business?



(*)
il positivismo giuridico (la “legge” positiva ofiat). Questa idea di “legge” sta alla base della repubblica italiana così come stava alla base del regime fascista. In base a questa idea, la “legge” è un provvedimento particolare burocraticamente corretto deciso da un’autorità legalmente costituita. Che questa autorità sia un dittatore o una maggioranza rappresentativa è del tutto irrilevante ai fini dell’idea filosofica di legge. Il problema della “legge” fiat è che essa rende il potere politico (chiunque sia a detenerlo) illimitato o, il che è lo stesso, limitato in modo arbitrario (per esempio dalla volontà di una maggioranza qualificata). E un potere politico illimitato tende necessariamente a espandersi, e con esso l’interventismo dello stato. Non ha quindi alcun senso logico, né alcuna possibilità di successo, cercare di arginare l’interventismo dello stato e la sua continua crescita, e quindi la decadenza, all’interno dell’idea filosofica di “legge” che li produce necessariamente, per esempio riducendo le tasse oppure cercando di allargare le maglie della burocrazia. Coloro che dichiarano di voler difendere il libero mercato e rilanciare la crescita all’interno dell’idea filosofica di legge che li distrugge, fanno un danno alla libertà e alla crescita ancora maggiore di coloro che li aggrediscono direttamente.

(**)
Per contrastare efficacemente l’interventismo e la sua continua espansione, e quindi per tornare alla crescita sostenibile, alla prosperità, alla civiltà e alla libertà, occorre non “fare” ma disfare; occorre mettere lo stato nelle condizioni non di “fare” meglio, ma di non poter fare. In altre parole, occorre capire che lo stato è il male, non la cura, e quindi occorre chiuderlo in gabbia: limitare in modo non arbitrario il suo potere. E per fare questo è necessario invertire l’idea filosofica di legge. Cioè passare dalla “legge” intesa come strumento di potere politico arbitrario (la “legge” fiat) alla Legge intesa come limite non arbitrario al potere politico. Questa è la Legge intesa come principio o, più semplicemente, la Legge (qui mi riferirò a essa usando semplicemente il termine Legge in quanto questo era il suo significato originario).
La Legge è una regola generale e negativa di comportamento individuale che deve valere necessariamente per tutti allo stesso modo. Essa è negativa nel senso che stabilisce cosa una persona non deve fare, non cosa essa deve fare. In questo senso, la sovranità della Legge (che è una cosa opposta alla sovranità del parlamento) coincide con la libertà, la quale non è altro che quella condizione dell’uomo in cui la coercizione di alcuni su altri è limitata alla difesa della Legge.
La “legge” fiat la fa, cioè la decide, l’autorità (p. es. il parlamento italiano sovrano, oppure Hiltler), ma chi fa la Legge? Nessuno. E voglio dire nessuno. In quanto principio, infatti, la Legge, esattamente come la lingua, è il risultato di un processo spontaneo di selezione culturale di usi e convenzioni di successo; quindi essa non è arbitraria, così come non sono arbitrarie le regole di una lingua. Mentre in uno stato totalitario il compito del legislatore è fare la “legge” fiat, in una società libera il compito del legislatore è scoprire, custodire e difendere la Legge, la quale esiste indipendentemente da lui e dalla sua volontà e non può essere fatta più di quanto possa essere fatta una lingua.


Fonte: http://www.lindipendenzanuova.com/la-so ... oro-leggi/
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