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[Progetto] Alimentatore da banco

Progettazione collaborativa: dall'idea alla formazione del gruppo di lavoro per la realizzazione di un prodotto finito.

Moderatore: Foto Utentebrabus

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[71] Re: [Progetto] Alimentatore da banco

Messaggioda Foto UtenteFedericoSibona » 5 lug 2016, 11:09

Standby: penso che un interruttore unipolare direttamente sulla boccola di uscita positiva sia adeguato.
Per gli strumenti digitali tieni presente che andranno alimentati. Se, come è, la tensione di uscita dell'alimentatore arriva fino a 0 V, non puoi alimentarli con la stessa tensione di uscita, ma andrà prevista una alimentazione separata. Ricordo che Foto Utentemarco438 su altro topic aveva consigliato un semplice caricabatteria per cellulare.
Potrebbe essere un'idea prendere quegli strumentini che hanno voltmetro ed amperometro nello stesso case. Per quanto detto sopra sarà da prendere la versione a 5 cavi (2 per l'alimentazione degli strumenti, 1 al positivo in uscita e 2 sul ramo negativo allo shunt interno), tipo questo http://www.ebay.it/itm/0-100V-10A-Led-R ... SwrklVPcqn .
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[72] Re: [Progetto] Alimentatore da banco

Messaggioda Foto Utentediaretto » 5 lug 2016, 11:31

Ottimo il link! :ok:

Per il discorso dell'alimentazione ci avevo già pensato, e infatti pensavo di alimentarli nello stesso modo che era stato scelto per l'altro progetto. Ho inserito anche l'interruttore SPST che realizza lo standby.



Spero che tutte queste modifiche un po' "casalinghe" non alterino la buona funzionalità dello strumento, soprattutto le sue prestazioni (qualità dell'uscita e stabilità), sinceramente credevo che si potesse realizzare un alimentatore lineare più stabile con meno rotture, sicuramente con un progetto più complesso e un diverso integrato.

Mi piacerebbe sentire anche il parere di Foto Utentemarco438, Foto UtenteBrunoValente e Foto Utentebrabus se disponibili!
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[73] Re: [Progetto] Alimentatore da banco

Messaggioda Foto Utenteedgar » 5 lug 2016, 14:18

diaretto ha scritto: sinceramente credevo che si potesse realizzare un alimentatore lineare più stabile con meno rotture, sicuramente con un progetto più complesso e un diverso integrato

Ci sono un'infinità di schemi diversi per realizzare alimentatori lineari da banco. Ciascuno ha i suoi pro ed i suoi contro. I risultati migliori finora li ho avuti con l'alimentatore di precisione del numero di Aprile '83 di Elektor e, prima di lui, con una replica del circuito degli alimentatori Lambda serie LP degli anni 70/80 a componenti discreti. Sono entrambi circuiti di tipo floating, dove basta variare alcuni componenti e/o valori per ottenere tensioni e correnti diverse. Il clone Lambda è in funzione da metà anni 80 :ok:
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[74] Re: [Progetto] Alimentatore da banco

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 5 lug 2016, 14:20

Mi accorgo solo ora che qui si sta discutendo di quello schema, ho visto che si è discusso molto del relè.

Ho letto mooolto rapidamente e vorrei spiegare in due parole perché decisi di metterlo.

Nello schema applicativo classico dell'L200 il pin 3 è connesso al riferimento e l'uscita è regolata fino al limite inferiore di 2.85V. Per ovviare a questo inconveniente, cioè per farla scendere fino a zero, proposi di sfruttare il secondo operazionale contenuto nel LM358 per generare un riferimento negativo uguale e opposto a quello dell'L200 in modo da compensarlo.

Avremmo potuto generare tale riferimento con un regolatore indipendente ma avremmo incontrato qualche difficoltà per ottenere una tensione perfettamente uguale ed opposta a quella del riferimento interno dell'L200 con il problema delle derive ecc. per cui pensai fosse stato meglio optare per la soluzione adottata, cioè utilizzare l'operazionale per spostare il potenziale del pin 3 dell'L200 fino all'annullamento del potenziale del pin 4 che, per come l'ho collegato, risulta essere la "virtual ground" di un mplificatore invertente con ingresso non invertente connesso a 0V.

In questo modo abbiamo ottenuto l'abbassamento del potenziale del pin 3 dell'L200 proprio di un valore identico al riferimento interno, con il solo errore dell'ofset lell'LM258 che per i nostri scopi è trascurabile.

Per implementare questa soluzione è stato necessario disporre di un'idonea alimentazione negativa per l'LM358 e, non essendo l'LM358 rail to rail, si è scelto un valore di -5V che è sufficientemente più basso di -2.85V per scongiurare la saturazione.

Ovviamente questa soluzione comporta uno svantaggio: se il nuovo riferimento negativo è assente o diverso da -2.85V, la tensione di uscita dell'alimentatore è diversa rispetto al valore impostato con il potenziometro.

Questo difetto si manifesta soprattutto all'accensione e allo spegnimento perché all'accensione i -5V potrebbero arrivare con un ritardo dovuto al tempo di carica dei condensatori a monte del regolatore e allo spegnimento, al contrario, potrebbe andarsene in anticipo per un tempo di scarica troppo breve di quei condensatori.

Il relè serve proprio ad evitare questo: connette l'uscita dell'alimentatore alle boccole di prelievo solo se la tensione di -5V è presente e quindi solo se il riferimento negativo di -2.85V c'è, non serve quindi che sia veloce.

Per il resto, forse mi sfugge qualcosa ma non vedo modifiche sostanziali allo schema, a cosa ti riferisci?
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[75] Re: [Progetto] Alimentatore da banco

Messaggioda Foto Utentediaretto » 5 lug 2016, 14:27

edgar ha scritto:Ci sono un'infinità di schemi diversi per realizzare alimentatori lineari da banco. Ciascuno ha i suoi pro ed i suoi contro. I risultati migliori finora li ho avuti con l'alimentatore di precisione del numero di Aprile '83 di Elektor e, prima di lui, con una replica del circuito degli alimentatori Lambda serie LP degli anni 70/80 a componenti discreti. Sono entrambi circuiti di tipo floating, dove basta variare alcuni componenti e/o valori per ottenere tensioni e correnti diverse. Il clone Lambda è in funzione da metà anni 80 :ok:


Se e quando avrò modo, proverò quella famosa versione di aprile '83 di Elektor :D

BrunoValente ha scritto:Mi accorgo solo ora che qui si sta discutendo di quello schema, ho visto che si è discusso molto del relè.

Ho letto mooolto rapidamente e vorrei spiegare in due parole perché decisi di metterlo.

.....cut.....

Per il resto, forse mi sfugge qualcosa ma non vedo modifiche sostanziali allo schema, a cosa ti riferisci?


Ti ringrazio per la spiegazione! Ora mi è sicuramente più chiaro.

Mi riferivo principalmente alla modifica relativa al pulsante di standby (tu come la vedi messa cosi?) e all'inserimento degli strumenti di misura, mi pare che nell'altro thread però in merito a questa questione si era giunti alla conclusione che cosi inseriti non disturbavano in modo rilevante l'alimentatore, giusto?
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[76] Re: [Progetto] Alimentatore da banco

Messaggioda Foto UtenteFedericoSibona » 5 lug 2016, 16:06

Per gli strumenti: visto che qui la tensione dopo il circuito di raddrizzamento è probabilmente inferiore alla massima tensione di alimentazione degli strumenti, essi possono essere alimentati come da tuo schema.
Verifica però che gli strumenti che andrai a comperare abbiano massima tensione di alimentazione di circa 30 V.

Con il relé forse il mettere anche l'interruttore di standby è come mettersi cintura e bretelle ;-)
Ma se ritieni di essere molto sbadato....... Comunque lo metterei proprio a monte della boccola, a valle del contatto del relé.
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[77] Re: [Progetto] Alimentatore da banco

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 5 lug 2016, 16:13

Il pulsante di standby messo così deve sopportare la corrente del carico, visto che c'è il relè io lo metterei in serie alla bobina.

Per quanto riguarda gli strumenti, con gli alimentatori è sempre un casino e anche l'altra volta qualche problema venne fuori: se fossero vecchi strumenti ad ago non vi sarebbero problemi, dove li metti stanno, questi digitali invece, essendo alimentati, richiedono attenzione, conviene prima di tutto decidere quale tipo di strumenti utilizzare e va utilizzato un tipo del quale si conoscono bene le caratteristiche.

Ne esistono di vari tipi: alcuni hanno tre fili con il meno comune all'alimentazione e all'ingresso per la misura, altri hanno quattro fili e il meno di ingresso non è allo stesso potenziale del meno di alimentazione.

Quelli a quattro fili vanno bene solo se vengono alimentati a batterie o da un alimentatore dedicato, ma in questo caso ne servirebbero due, uno per ognuno degli strumenti.

Quelli a tre fili con il meno in comune offrono più flessibilità ma anche per quelli l'ideale sarebbe un alimentatore dedicato per ognuno.

Volendo utilizzare un unica alimentazione per entrambi, magari derivando la tensione dall'alimentatore stesso prelevandola a monte dell'elemento regolante e riducendola se serve, si hanno due possibilità di collegamento



In questo modo la tensione è letta correttamente, la corrente invece ha segno negativo e va visto se lo strumento utilizzato come amperometro è idoneo, se tiene conto di questo, se ha un range negativo sufficiente, ed eventualmente se si può invertire il segno mostrato dal display, inoltre la corrente di alimentazione degli strumenti scorre nella resistenza di shunt e falsa un po' la lettura della corrente.



in quest'altro modo la corrente è letta con il verso giusto e il valore è corretto ma la tensione è affetta da errore: non tiene conto della caduta sulla resistenza di shunt.

In ogni caso sarebbe meglio se ogni strumento avesse il suo alimentatore indipendente e galvanicamente isolato dal resto, così l'amperometro si potrebbe mettere a cavallo della resistenza serie interna all'alimentatore evitando di aggiungere quella esterna e le misure sarebbero entrambe corrette.
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[78] Re: [Progetto] Alimentatore da banco

Messaggioda Foto Utentediaretto » 5 lug 2016, 16:38

Ok per lo standby messo a monte della bobina del relè!

Per gli strumenti ci si potrebbe anche "complicare" la vita con tensioni separate, ricavate da mini-alimentatori (da vedere come implementare), ma il gioco vale la candela?

Cioè sulle letture di corrente-tensione è rilevante l'errore oppure è trascurabile?

Per quanto riguarda il potenziometro P2 ripeto l'appello: qualcuno può dare un occhio qui: viewtopic.php?f=1&t=64780&start=60#p658271 per dirmi se ho fatto giusto?

Comunque per ora ringrazio tutti, pareri molto utili e thread didattico (per me) che mi sta insegnando molto :ok:
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[79] Re: [Progetto] Alimentatore da banco

Messaggioda Foto Utenteedgar » 5 lug 2016, 20:52

diaretto ha scritto:Per gli strumenti ci si potrebbe anche "complicare" la vita con tensioni separate, ricavate da mini-alimentatori (da vedere come implementare), ma il gioco vale la candela?

Direi di si, lo strumento non deve perturbare il circuito e l'alimentazione separata permette di collegarlo in qualunque punto senza giri di masse, differenze di potenziali e quant'altro.
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[80] Re: [Progetto] Alimentatore da banco

Messaggioda Foto Utentediaretto » 6 lug 2016, 0:38

Sono d'accordo con l'affermazione!

Tensioni separate quindi due strumenti separati, e due alimentazioni "accessorie" separate.

Il problema è: come realizziamo le due alimentazioni separate? Compriamo due alimentatorini switching di quelli "scarsi" da cellulari, oppure due mini-circuiti con LM7812 per esempio?

P.S: a furia di raccattare decine di mA qua e la fra tensione negativa e alimentazione degli strumenti, siamo sicuri che il toroidale da 100VA reggerà stabilmente in tutte le combinazioni tensione/corrente di uscita? Sapevo che per gli alimentatori si considera un fattore di riduzione di 1,8 rispetto alla potenza, per i toroidali questo parametro migliora?
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