Salve, spero di essere nel forum giusto.
Premetto di non saperne nulla di elettricità.
La situazione è la seguente: nel mio condominio molti proprietari (quasi tutti) hanno lasciato i loro appartamenti vuoti (loro abitano altrove, non riescono a vendere questi appartamenti, né a fittarli). Fatto sta che il sottoscritto si sobbarca da due anni il costo dell'energia elettrica dell'intera palazzina dal momento che questi "signori" non intendono versare un solo Euro di corrente (luce scale e citofoni).
Ora, vorrei far scadere l'ultima bolletta e far staccare la corrente del tutto, ma per fare questo, devo almeno poter aprire il portone dal mio appartamento e poter utilizzare un citofono.
Premesso che anche l'attuale citofono non funziona perché sempre i suddetti neanderthal non vogliono partecipare alle spese per aggiustarlo, la mia idea era quella di farmi il mio citofono personale utilizzando la corrente del mio appartamento.
Domanda 1: è possibile fare in modo che, utilizzando la corrente del mio appartamento, si possa aprire il portone?
Domanda 2: è possibile fare in modo che, sempre utilizzando la corrente del mio appartamento, si possa usare un diverso citofono senza passare per quello rotto del palazzo?
Domanda 3: se sono possibili ambo le cose, quale potrebbe essere orientativamente il costo dell'intervento?
Grazie a tutti
info citofono
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E perché invece non affronti il problema dal lato giusto !
Attraverso l'amministratore del condominio richiama gli altri proprietari ai loro obblighi ovvero a partecipare comunque alle spese condominiali comprese le riparazioni delle parti comuni (quindi anche il citofono).
Questo obbligo deriva dalla proprietà dell'appartamento e non del suo effettivo uso !
Lo sapevano benissimo quando lo hanno acquistato ed altrettanto bene quando hanno deciso di andarsene.
Le spese comuni (come le tasse) DEVONO continuare a pagarle.
DiPaceGiudice
Attraverso l'amministratore del condominio richiama gli altri proprietari ai loro obblighi ovvero a partecipare comunque alle spese condominiali comprese le riparazioni delle parti comuni (quindi anche il citofono).
Questo obbligo deriva dalla proprietà dell'appartamento e non del suo effettivo uso !
Lo sapevano benissimo quando lo hanno acquistato ed altrettanto bene quando hanno deciso di andarsene.
Le spese comuni (come le tasse) DEVONO continuare a pagarle.
DiPaceGiudice
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GiudiceDiPace
587 5 - Utente disattivato per decisione dell'amministrazione proprietaria del sito
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se la cosa non si risolve a livello consensuale tra i proprietari, ti basta alla cessazione della fornitura condominiale, fare collegare l'impianto citofonico al tuo contatore e fine della storia
ma hai anche luci scale, autoclave e/o altri servizi comuni? se si, sei sicuro di potervi rinunciare o di poterli caricare tutti sul tuo contatore?
ma hai anche luci scale, autoclave e/o altri servizi comuni? se si, sei sicuro di potervi rinunciare o di poterli caricare tutti sul tuo contatore?
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
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GiudiceDiPace ha scritto:E perché invece non affronti il problema dal lato giusto !
Attraverso l'amministratore del condominio richiama gli altri proprietari ai loro obblighi ovvero a partecipare comunque alle spese condominiali comprese le riparazioni delle parti comuni (quindi anche il citofono).
Questo obbligo deriva dalla proprietà dell'appartamento e non del suo effettivo uso !
Lo sapevano benissimo quando lo hanno acquistato ed altrettanto bene quando hanno deciso di andarsene.
Le spese comuni (come le tasse) DEVONO continuare a pagarle.
DiPaceGiudice
Scusa Giudice, ho letto solo oggi: NON c'è alcun amministratore. Finché gli appartamenti erano occupati, si divideva la spesa facilmente tra quelli che c'erano. Da quando non c'è più nessuno, i "signori" proprietari se ne fregano. Inoltre, intendono vendere i loro appartamenti e uno di loro mi ha detto di non far scadere la bolletta e staccare la fornitura, altrimenti rischia di non vendere l'appartamento (le comiche!)
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Attilio ha scritto:se la cosa non si risolve a livello consensuale tra i proprietari, ti basta alla cessazione della fornitura condominiale, fare collegare l'impianto citofonico al tuo contatore e fine della storia
ma hai anche luci scale, autoclave e/o altri servizi comuni? se si, sei sicuro di potervi rinunciare o di poterli caricare tutti sul tuo contatore?
Ciao e scusa per il ritardo nella risposta.
Il punto è questo: intanto, il citofono attuale non funziona (se ne fregano di farlo aggiustare, tanto non lo usano...), quindi il problema si pone più che altro per la luce delle scale, che sto tenendo spenta e da spenta mi prende 40/45 Euro a bimestre (di nulla, sostanzialmente tasse). Tuttavia, il punto è un altro: questi potrebbero svegliarsi una mattina e dire: ti sei preso il nostro citofono (posto, impianto, ecc.).
Per cui, io vorrei lasciare il citofono originale dove si trova e aggiungere il mio di fronte collegato con un mio filo. Però, deve anche poter aprire il portone, e volevo capire se è possibile che, lasciando inalterato tutto ciò che riguarda vecchio citofono e portone, io possa inserire anche il mio personale citofono che consenta di aprire il portone. Non so se sono stato chiaro (se no, dimmelo, cerco di spiegarmi un po' meglio). In sostanza, io devo lasciare inalterata l'attuale situazione, staccare l'ENEL "condominiale", ma inserire anche un mio citofono collegato alla rete elettrica di casa mia che consenta di aprire il portone.
Per la luce-scale arrangio con la torcia del cellulare, pazienza, meglio che pagare la corrente a persone che non intendono versarmi la loro quota.
Altra follia che non ho menzionato per distrazione: non essendoci un amministratore, la fornitura è attualmente intestata ad un ex-proprietario che non ha più nulla a che vedere con la palazzina da diversi anni. Quindi, se la fornitura viene staccata, si dovrà trovare uno che se la intesti.
Se ti stai chiedendo "perché non c'è l'amministratore" la risposta è ovviamente perché questi non vogliono pagare nemmeno quello.
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maurodb ha scritto:Se ti stai chiedendo "perché non c'è l'amministratore" la risposta è ovviamente perché questi non vogliono pagare nemmeno quello.
Se ci sono più di 8 proprietari l'amministratore è obbligatorio (guarda qui).
Indipendentemente dal fatto che ci sia o meno l'amministratore, se possiedono un appartamento in quel condominio DEVONO pagare tutte le spese anche se non usufruiscono dei servizi.
Esserci o meno è una loro scelta. Come dire che non devo pagare il riscaldamento centralizzato quando vado in montagna per la settimana bianca.
maurodb ha scritto:vorrei lasciare il citofono originale dove si trova e aggiungere il mio
Tecnicamente tutto si può fare, il problema è che il regolamento di condominio sicuramente te lo vieta.
Il tuo citofono verrebbe installato su un muro comune e devi collegarti all'elettroserratura che ancora una volta appartiene a tutti.
Potresti trovarti nella situazione di dover ripristinare tutto a tue spese.
Al tuo posto verificherei innanzitutto l'obbligo di avere l'amministratore, nel tal caso se gli altri non hanno intenzione di eleggerne uno puoi chiedere al tribunale di farlo.
Non ti so dare altri dettagli in merito, però se questa dovesse essere la strada da percorrere, sarebbe meglio farsi seguire da un legale.
Se poi non siete obbligati ad avere un amministratore, un bravo legale saprà come far pagare le spese a tutti (compreso il suo onorario
).
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Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa. (A. Einstein)
Se non c'e` un 555 non e` un buon progetto (IsidoroKZ)
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posta10100
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Ciao
maurodb, dal punto di vista tecnico ti è già stato scritto quanto ti potrebbe servire.
Per quanto riguarda il metodo, invece, ho qualche riserva, condividendo l'osservazione di
posta10100.
La situazione è particolare, il contesto non lo conosciamo ma, in una realtà del genere, le implicazioni del comportamento degli altri proprietari non sono assolutamente da sottovalutare.
Gli altri condòmini si sottraggono alle loro responsabilità non corrispondendo alle spese di loro competenza: poco importa che non abitino lì.
Quindi, quante unità immobiliari ci sono, in quanti proprietari siete ?
Saluti
Per quanto riguarda il metodo, invece, ho qualche riserva, condividendo l'osservazione di
La situazione è particolare, il contesto non lo conosciamo ma, in una realtà del genere, le implicazioni del comportamento degli altri proprietari non sono assolutamente da sottovalutare.
Gli altri condòmini si sottraggono alle loro responsabilità non corrispondendo alle spese di loro competenza: poco importa che non abitino lì.
Quindi, quante unità immobiliari ci sono, in quanti proprietari siete ?
sarebbe il minore dei problemi e comunque, ammesso ci fosse (un regolamento), non inciderebbe sulla questione; diventa tutto molto più relativo di quanto ci si può immaginare.posta10100 ha scritto:(...) il problema è che il regolamento di condominio sicuramente te lo vieta (...)
Saluti
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WALTERmwp
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posta10100 ha scritto:(...) Se ci sono più di 8 proprietari l'amministratore è obbligatorio (...) Se poi non siete obbligati ad avere un amministratore, un bravo legale saprà come far pagare le spese a tutti (compreso il suo onorario).
Ci sono 6 proprietari in totale, la palazzina ha 2 appartamenti al pian terreno e 4 al piano superiore (non ci sono né altri piani, né altri proprietari).
So quello che DEVONO, ma mi trovo in una assurda situazione che vedi questi signori, peraltro tutti imparentati tra loro, fregarsene del tutto.
Per cui, volevo salvare capra e cavoli, staccando del tutto la corrente e creando a parte un impianto soltanto mio collegato al mio appartamento, ma lasciando intatta la situazione attuale relativa all'altro citofono.
Insomma, volevo salvarmi ed essere il meno invasivo possibile sull'impianto esistente.
Ultima modifica di
WALTERmwp il 23 lug 2016, 15:59, modificato 1 volta in totale.
Motivazione: Riduzione del "quote"
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WALTERmwp ha scritto:Ciaomaurodb, dal punto di vista tecnico (...)
Ciao, i proprietari sono, me compreso, 6. Dunque, quelli che si ostinano a non pagare sono 5. Non c'è nessun regolamento: il fabbricato era moltissimi anni fa abitato da una unica famiglia con le sue propaggini. Una volta andati via, sono rimasti proprietari dei singoli appartamenti ma, come dicevo, non intendono minimamente partecipare alle spese.
Il livello di "comicità" è il seguente: parlo a telefono con una di queste persone (considera che già è stato molto difficile procurarmi questo numero di telefono) e dico che "per legge" dovrebbe versare la sua quota. E questa mi risponde "ah, va be', ma se volessimo andare per legge...". L'ho interrotta e le ho detto che se gli uomini si sono dati delle leggi ci sarà un motivo. Sono passati da quella telefonata credo un tre mesi, tre mesi in cui ovviamente non è cambiato assolutamente nulla.
Segnalo che avevo anche fatto una proposta del genere: arrivano 6 bollette l'anno, paghiamone una a testa. Quando la signora in questione ha sentito che l'importo poteva differire (ne arrivano da 40, come da 38, come da 45), si è tirata indietro.
Insomma, ad essere pericolosi non sono pericolosi. Tuttavia, non vivendo nemmeno nel posto in cui si trova il fabbricato, né avendoci delle attività, se ne fregano altamente.
Ultima modifica di
WALTERmwp il 23 lug 2016, 15:57, modificato 1 volta in totale.
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[10] Re: info citofono
Non vorrei trasformare questo thread in altra cosa andando troppo OT, però aggiungo qualcos'altro.
Ti suggerirei di confrontarti, in rete, con un forum che ha come argomento l'amministrazione condominiale.
La situazione nella quale ti trovi deve essere in qualche modo "recuperata", non deve andare avanti in questo modo.
Oggi le spese sono quelle, domani potrebbero essere altre.
Eviterei comunque di andare a toccare impianti relativi a parti comuni.
Quello che puoi provare a fare è di mettere gli altri proprietari di fronte alle loro responsabilità: loro le hanno al pari tuo.
Non si possono esimere dal farsi carico delle spese, sia che si tratti di quelle straordinarie, sia di quelle ordinarie, tra le quali vi rientrano anche i contributi per il pagamento delle bollette dell'energia elettrica (la ripartizione di queste spese è poi altro discorso).
Il fatto che non siano lì ad abitare non ha alcuna rilevanza.
Dovresti indire un'assemblea condominiale.
Può e deve essere fatto; che non vi sia un regolamento condominiale e che non vi sia un amministratore poco importa.
Anche tu la puoi convocare, il condòmino è soggetto attivo anche in tale situazione (ovvero assenza di amministratore).
Per quanto sopra, però, parla e confrontati con un avvocato e o anche con chi l'amministratore lo fa di professione; sicuramente riuscirai a trovare il bandolo della matassa.
Saluti
Ti suggerirei di confrontarti, in rete, con un forum che ha come argomento l'amministrazione condominiale.
La situazione nella quale ti trovi deve essere in qualche modo "recuperata", non deve andare avanti in questo modo.
Oggi le spese sono quelle, domani potrebbero essere altre.
Eviterei comunque di andare a toccare impianti relativi a parti comuni.
Quello che puoi provare a fare è di mettere gli altri proprietari di fronte alle loro responsabilità: loro le hanno al pari tuo.
Non si possono esimere dal farsi carico delle spese, sia che si tratti di quelle straordinarie, sia di quelle ordinarie, tra le quali vi rientrano anche i contributi per il pagamento delle bollette dell'energia elettrica (la ripartizione di queste spese è poi altro discorso).
Il fatto che non siano lì ad abitare non ha alcuna rilevanza.
Dovresti indire un'assemblea condominiale.
Può e deve essere fatto; che non vi sia un regolamento condominiale e che non vi sia un amministratore poco importa.
Anche tu la puoi convocare, il condòmino è soggetto attivo anche in tale situazione (ovvero assenza di amministratore).
Per quanto sopra, però, parla e confrontati con un avvocato e o anche con chi l'amministratore lo fa di professione; sicuramente riuscirai a trovare il bandolo della matassa.
Saluti
W - U.H.F.
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WALTERmwp
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