sakuragi ha scritto:GuidoB ha scritto:... che allo spegnimento genera un picco di extratensione sul secondario.....
questa potrebbe essere la risposta che cercavo.
adesso vado a provare.
Io ho messo un oscilloscopio sull'uscita stabilizzata. Il picco allo spegnimento oltrepassava lo stadio di stabilizzazione quasi sempre. Una volta su due era tanto alto da essere distruttivo per il circuito collegato.
sakuragi ha scritto:GuidoB ha scritto: ....100 ohm.
da quanti watt te lo ricordi?
Nel dubbio ho aperto l'alimentatore.
Il condensatore (direttamente in parallelo al primario, dopo fusibile e interruttore) è da 560 nF, non da 100 nF come avevo detto. Comunque da una nota che avevo lasciato, anche 100 nF erano sufficienti per eliminare il picco (o quanto meno perché non superasse lo stadio di stabilizzazione sul secondario).
La funzione della resistenza è la limitazione del picco di corrente che attraversa l'interruttore all'accensione, in modo da proteggerne i contatti e allungarne la vita.
Però, adesso che ho controllato, la resistenza non c'è. Forse l'avevo inserita per prove e poi l'ho tolta, adesso non ricordo.
Un condensatore da 560 nF a 50 Hz ha una reattanza di circa 5,7 kΩ. Per non alterare troppo la caratteristica capacitiva la resistenza dovrebbe essere "molto minore" di 5,7 kΩ, quindi 100 Ω vanno bene, e limitano il picco di corrente all'accensione a un massimo di 3,25 A.
La corrente che attraversa la serie condensatore-resistenza a regime è di 40 mA efficaci, che su 100 Ω dissipano 0,16 W, quindi basterebbe anche una resistenza da 0,25 o meglio 0,5 W.
Più che altro la resistenza deve però reggere il picco di massima tensione all'accensione (325 V) e assorbire il picco di energia alla carica del condensatore. Per i 325 V, supponendo che le comuni resistenze da 0,25 W a carbone reggano poco più di 100 V, si potrebbe suddividere la resistenza da 100 Ω in una serie di 3 resistenze da 33 Ω 0,25 W, in modo che su ciascuna cada un centinaio di volt. Non ti so dire se è abbastanza. Forse per questo dubbio io non l'ho più messa.
Attenzione che il condensatore sia da (almeno) 250 V alternati, siglato
X2. Significa che resiste a picchi di 2,5 kV e ha un dielettrico plastico metallizzato che si "autocicatrizza" ("self healing") se in qualche punto è perforato dalla tensione.