
Motore elettrico e carica batterie per carrello motorizzato
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SandroCalligaro,
mario_maggi,
fpalone
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Grazie mille a tutti per l'interessamento.
I calcoli che mi hanno portato a scegliere un motore da 1 kW (di potenza MASSIMA) li ho svolti, in compagnia del mio professore, imponendo accelerazioni abbastanza rapide grazie alle quali il carrello potrà portarsi in pochi secondi alla velocità di regime, la quale è inferiore ma non troppo lontana dal valore di 1m/s e considerando inoltre la possibilità che esso incontri pavimentazioni leggermente accidentate e/o di modestissima pendenza.
Per la maggior parte della sua vita, comunque, si prevedono potenze di lavoro non superiori a qualche centinaio di Watt.
Purtroppo non è una mia scelta.
Mi trovo in difficoltà perché l'azienda per la quale stiamo portando avanti il progetto non ha prese che erogano la 230VAC ma solo la 380 V trifase. Ho provato ad informarmi su internet ed ho capito che sarebbe possibile prelevare la 230VAC semplicemente prendendo il neutro ed una fase dalla presa da 380 V. Tuttavia sembrano esserci diversi pareri contrastanti a riguardo. Secondo voi è possibile risolvere in questo modo molto semplice o mi devo organizzare in qualche altro modo, ad esempio utilizzando un trasformatore?
I calcoli che mi hanno portato a scegliere un motore da 1 kW (di potenza MASSIMA) li ho svolti, in compagnia del mio professore, imponendo accelerazioni abbastanza rapide grazie alle quali il carrello potrà portarsi in pochi secondi alla velocità di regime, la quale è inferiore ma non troppo lontana dal valore di 1m/s e considerando inoltre la possibilità che esso incontri pavimentazioni leggermente accidentate e/o di modestissima pendenza.
Per la maggior parte della sua vita, comunque, si prevedono potenze di lavoro non superiori a qualche centinaio di Watt.
SerTom ha scritto:P.S: Caricabatteria trifase … ? si usano per ricaricare i muletti (o le auto elettriche) non è che stai esagerando ?
Purtroppo non è una mia scelta.
Mi trovo in difficoltà perché l'azienda per la quale stiamo portando avanti il progetto non ha prese che erogano la 230VAC ma solo la 380 V trifase. Ho provato ad informarmi su internet ed ho capito che sarebbe possibile prelevare la 230VAC semplicemente prendendo il neutro ed una fase dalla presa da 380 V. Tuttavia sembrano esserci diversi pareri contrastanti a riguardo. Secondo voi è possibile risolvere in questo modo molto semplice o mi devo organizzare in qualche altro modo, ad esempio utilizzando un trasformatore?
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Se la presa è trifase + Neutro (+ Terra) ovvero 5 poli, puoi ricavare i 230V fra una fase qualunque ed il Neutro.
Se la presa è senza Neutro (4 poli) allora potresti usare un trasformatore (anche autotrasformatore) 380/230V di adeguata potenza.
Se il caricabatterie lo devi realizzare tu, potresti usare direttamente, in ingresso, un trasformatore 380/"quel che ti serve" e dotare il tutto di presa trifase.
Bye
Ser.Tom
Se la presa è senza Neutro (4 poli) allora potresti usare un trasformatore (anche autotrasformatore) 380/230V di adeguata potenza.
Se il caricabatterie lo devi realizzare tu, potresti usare direttamente, in ingresso, un trasformatore 380/"quel che ti serve" e dotare il tutto di presa trifase.
Bye
Ser.Tom0
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Vorrei chiedervi un'altra cosa.
Dato che, come
SerTom aveva già intuito, bisogna anche affrontare il problema della riduzione dei giri (il motore che ho scelto, alla fine, ha 800W e 2500 RPM come valori massimi) vorrei semplificarmi la vita il più possibile. A vostro parere quale è la strada migliore per evitare di costruire effettivamente un sistema di ingranaggi per la riduzione, la quale dovrà essere di circa 25 a 1?
Potrei acquistare un riduttore già pronto?
Comprare direttamente un motoriduttore?
Realizzare un circuito che mi permette di ridurre i giri mantenendo intatta la potenza, e quindi aumentando la coppia (ovviamente ci vuole un motore costruito a tale scopo)?
Insomma, sarei molto curioso di conoscere il vostro parere a riguardo, dato che si tratta di un problema che mi sta causando non pochi grattacapi, anche perché non riesco a trovare un motore di quella potenza che ha RPM inferiori a 500 / 600, se no avrei già risolto.
Dato che, come
Potrei acquistare un riduttore già pronto?
Comprare direttamente un motoriduttore?
Realizzare un circuito che mi permette di ridurre i giri mantenendo intatta la potenza, e quindi aumentando la coppia (ovviamente ci vuole un motore costruito a tale scopo)?
Insomma, sarei molto curioso di conoscere il vostro parere a riguardo, dato che si tratta di un problema che mi sta causando non pochi grattacapi, anche perché non riesco a trovare un motore di quella potenza che ha RPM inferiori a 500 / 600, se no avrei già risolto.
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Un chiarimento: sarà un oggetto hobbistico, un prototipo per dimostrare che..., un esempio di studio, un progetto per produzione industriale di serie ? Le scelte cambiano profondamente !
Poi, disponi di una officina meccanica attrezzata ... o il garage di casa ?
In ogni caso piuttosto che motore e riduttore di acquisto, da abbinare poi, meglio un motoriduttore completo.
Ovvio che i prezzi lievitano.
I motori che hai trovato e che costano poco, hanno prezzi bassi perché sono usati nel circuito della "motorizzazione" di biciclette elettriche e skateboard (con volumi consistenti)
I motoriduttori industriali hanno tutt'altro giro ... (volumi ... e prezzo).
Bye
Ser.Tom
Poi, disponi di una officina meccanica attrezzata ... o il garage di casa ?
In ogni caso piuttosto che motore e riduttore di acquisto, da abbinare poi, meglio un motoriduttore completo.
Ovvio che i prezzi lievitano.
I motori che hai trovato e che costano poco, hanno prezzi bassi perché sono usati nel circuito della "motorizzazione" di biciclette elettriche e skateboard (con volumi consistenti)
I motoriduttori industriali hanno tutt'altro giro ... (volumi ... e prezzo).
Bye
Ser.Tom1
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io comunque ritengo che un riduttore non sia necessario.
Meglio, molto meglio scegliere un motore che non dichiari le sue caratteristiche ad un numero di giri troppo elevato.
Mi spiego: molti ipotizzano di realizzare mezzi elettrici con motori per modellismo, piccolissimi e molto potenti ma...a numero di giri elevatissimo.
Quelli sono motori ottimizzati per "girare alti".
Se invece si sceglie un motore per scooter o bici elettrica, o qualcosa di simile, di solito non è necessario ridurne i giri; ricordiamo che i motori elettrici hanno coppia praticamente costante, quindi offrono un "tiro" anche a bassissimi giri molto maggiore di un motore termico della stessa potenza.
Poi su un carrello userai ruote piccole...
Infine probabilmente dovrai motorizzare due ruote, o una ruota centrale.
Insomma hai abbastanza da giocare per un bel po', il motoriduttore lo valuterei se e solo se dovesse risultare sperimentalmente necessario (e non credo)
Meglio, molto meglio scegliere un motore che non dichiari le sue caratteristiche ad un numero di giri troppo elevato.
Mi spiego: molti ipotizzano di realizzare mezzi elettrici con motori per modellismo, piccolissimi e molto potenti ma...a numero di giri elevatissimo.
Quelli sono motori ottimizzati per "girare alti".
Se invece si sceglie un motore per scooter o bici elettrica, o qualcosa di simile, di solito non è necessario ridurne i giri; ricordiamo che i motori elettrici hanno coppia praticamente costante, quindi offrono un "tiro" anche a bassissimi giri molto maggiore di un motore termico della stessa potenza.
Poi su un carrello userai ruote piccole...
Infine probabilmente dovrai motorizzare due ruote, o una ruota centrale.
Insomma hai abbastanza da giocare per un bel po', il motoriduttore lo valuterei se e solo se dovesse risultare sperimentalmente necessario (e non credo)
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Se parliamo di motori DC con spazzole ad eccitazione permanente (come quelli linkati in apertura dall'OP) è praticamente impossibile trovare roba sotto i 1000 rpm nominali.
Pilotati in PWM si possono controllare in velocità ma in un range che difficilmente supera la gamma 20-100 (e oltre)%; in particolare a bassi giri perdono coppia e diventano instabili.
Un po meglio va con i Brushless, ma li il controllo è tosto ... e comunque anche con questi difficilmente si arriva ai 100 rpm nominali.
Se parliamo di motori diretti (senza riduttore) gli unici che possono lavorare a così pochi giri sono i Passo-Passo.
Ma non credo che il loro tipico movimento a scatti, possa essere gradito. Diventerebbe obbligatorio introdurre un qualche volano ... che diventa altrettanto complicato che un riduttore.
Viva i riduttori !
Bye
Ser.Tom
Pilotati in PWM si possono controllare in velocità ma in un range che difficilmente supera la gamma 20-100 (e oltre)%; in particolare a bassi giri perdono coppia e diventano instabili.
Un po meglio va con i Brushless, ma li il controllo è tosto ... e comunque anche con questi difficilmente si arriva ai 100 rpm nominali.
Se parliamo di motori diretti (senza riduttore) gli unici che possono lavorare a così pochi giri sono i Passo-Passo.
Ma non credo che il loro tipico movimento a scatti, possa essere gradito. Diventerebbe obbligatorio introdurre un qualche volano ... che diventa altrettanto complicato che un riduttore.
Viva i riduttori !
Bye
Ser.Tom0
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Vi ringrazio per le ultime risposte, mi hanno aiutato davvero tanto a ragionare e a valutare le diverse possibilità.
In particolare la seguente affermazione è una notizia importantissima per me.
Temevo che, al decrescere della potenza di esercizio, la coppia di un motore a c.c. si degradasse rapidamente, non sapevo che essa rimanesse pressoché costante.
Quindi, ciò significa che quando diminuisco la potenza di un motore c.c. (come quello che ho linkato nel primo post ad esempio) pilotandolo tramite PWM, il numero di giri decresce pressoché linearmente con la potenza dato che la coppia rimane all'incirca costante?
Se così fosse avrei quasi risolto: accoppierei l'albero del motore a quello che trasmette il moto alle ruote inserendo la massima riduzione ottenibile (efficientemente) per mezzo di un riduttore a cinghia e pulegge (non più di 5 a 1 penso). A questo punto, ammesso che il motore mantenga una coppia abbastanza decente anche al 20-30% della potenza, dovrei riuscire senza troppe difficoltà a vincere le grosse inerzie relative allo spunto.
Secondo voi il tutto è abbastanza realistico?
In particolare la seguente affermazione è una notizia importantissima per me.
richiurci ha scritto:ricordiamo che i motori elettrici hanno coppia praticamente costante, quindi offrono un "tiro" anche a bassissimi giri
Temevo che, al decrescere della potenza di esercizio, la coppia di un motore a c.c. si degradasse rapidamente, non sapevo che essa rimanesse pressoché costante.
Quindi, ciò significa che quando diminuisco la potenza di un motore c.c. (come quello che ho linkato nel primo post ad esempio) pilotandolo tramite PWM, il numero di giri decresce pressoché linearmente con la potenza dato che la coppia rimane all'incirca costante?
Se così fosse avrei quasi risolto: accoppierei l'albero del motore a quello che trasmette il moto alle ruote inserendo la massima riduzione ottenibile (efficientemente) per mezzo di un riduttore a cinghia e pulegge (non più di 5 a 1 penso). A questo punto, ammesso che il motore mantenga una coppia abbastanza decente anche al 20-30% della potenza, dovrei riuscire senza troppe difficoltà a vincere le grosse inerzie relative allo spunto.
Secondo voi il tutto è abbastanza realistico?
1
voti
Si...
Aggiungo qualche considcerazione.
La Mia Ecolà:
viewtopic.php?f=53&t=53988&p=525651&hilit=ecol%C3%A0#p525651
ha un motore a spazzole e cambio. Quello che avevamo riscontrato è che coi rapporti lunghi aumentavano i picchi di corrente in partenza, ma la moto partiva eccome.
Il 3d linka a altro sito dove trovi più info se vuoi, ma insomma la 1a marcia aveva circa un rapporto 1:9,5 ma con la ruota grande (10'' se ricordo bene)
Usare un motore elettrico troppo giù di giri può dare qualche problema in più sull'efficienza, e picchi di corrente che stressano maggiormente i componenti e le batterie.
Ma sono discorsi già di "ottimizzazione"
Aggiungo qualche considcerazione.
La Mia Ecolà:
viewtopic.php?f=53&t=53988&p=525651&hilit=ecol%C3%A0#p525651
ha un motore a spazzole e cambio. Quello che avevamo riscontrato è che coi rapporti lunghi aumentavano i picchi di corrente in partenza, ma la moto partiva eccome.
Il 3d linka a altro sito dove trovi più info se vuoi, ma insomma la 1a marcia aveva circa un rapporto 1:9,5 ma con la ruota grande (10'' se ricordo bene)
Usare un motore elettrico troppo giù di giri può dare qualche problema in più sull'efficienza, e picchi di corrente che stressano maggiormente i componenti e le batterie.
Ma sono discorsi già di "ottimizzazione"
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