Ciao a tutti.
Avrei bisogno di sapere un dato, derivato solo da Vostre esperienze dirette e non da citazione di norme.
La domanda precisa è la seguente: in una fabbrica o in un impianto utilizzatore di energia elettrica, qual è il massimo tempo accettabile per un buco di tensione in modo che non si abbia alcun inconveniente (es.: stacco relè e contattori, fermata apparecchiature, ecc.).
Con "buco di tensione" si intende una presenza di tensione non superiore all'1% della tensione nominale.
Si tratta ovviamente di millisecondi. Quanti, secondo la Vostra esperienza?
Nota: per dei sistemi di compensazione dei buchi devo definire il tempo di intervento dell'inverter, che è un parametro critico; su potenze rilevanti risulta costoso avere una velocità di risposta troppo veloce.
Grazie a chiunque mi risponderà. Ciao.
Buchi di tensione, esperienze
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sebago,
mario_maggi
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mario_maggi
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[1] Buchi di tensione, esperienze
Mario Maggi
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[2] Re: Buchi di tensione, esperienze
Direi grossomodo tra 50 ms e 100 ms.
Tuttavia senza contestualizzare e` un numero messo li`, per riempire. Potrei portarti esempi pratici di casi estremi ed opposti tra loro.
Tuttavia senza contestualizzare e` un numero messo li`, per riempire. Potrei portarti esempi pratici di casi estremi ed opposti tra loro.
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mario_maggi
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[4] Re: Buchi di tensione, esperienze
CarloCoriolano,
si, grazie, parlami solo dei sistemi meno resilienti, quelli che resistono pochissimo al buco di tensione.
Pensi che un relè con bobina in AC resista 50 ms senza staccare?
speedyant,
ovvio, ma prova a rispondere alla mia domanda precisa, grazie.
Ciao
Mario
Potrei portarti esempi pratici di casi estremi ed opposti tra loro.
si, grazie, parlami solo dei sistemi meno resilienti, quelli che resistono pochissimo al buco di tensione.
Pensi che un relè con bobina in AC resista 50 ms senza staccare?
speedyant,
ovvio, ma prova a rispondere alla mia domanda precisa, grazie.
Ciao
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[5] Re: Buchi di tensione, esperienze
Mario, quando pensavo alla ampia gamma di esempi che ti potevo portare, pensavo ad inverter ed azionamenti che, in funzione delle richieste da parte del carico, possono reggere lunghi b uchi di tensione, oppure brevissimi. Pero`, e` chiaro, che il sistema puo` rientrare nella definizione di resiliente. Lo stesso inverter, lo stesso azionamento, puo ammettere buchi di tensione di alcuni secondi se non sta erogando energia al motore, oppure puo` non reggere un buco anche a tensione ridotta del 50 %, per pochi millisecondi, se e` a pieno carico. Questo lo sai bene.
Un sistema inverter od azionamento a pieno carico, in caso di buco di tensione anche solo al 50 %, per una frazione di secondo, se e` a pieno carico scarica i condensatori rapidamente, quel tanto da far intervenire le protezioni.
La componentistica elettromeccanica e` tutta particolare. Ti direi: dipende. 50 ms sono tanti anche per un rele` elettromeccanico, pero` sono, in fin dei conti, solo 2,5 periodi a 50 Hz. Dipende dalle molle, dipende da quanta corsa deve fare la parte mobile prima che i contatti inizino la manovra di apertura. Non lo so. Direi che bisogna prendere e caratterizzare ciascun rele` del quale si vuole dire qualcosa.
Poi, pero`, per contro ti trovi sistemi come alimentatori switching ed altra elettronica piu` robusta che resiste, anche documentato, a buchi di 200 ms.
Nella mia esperienza ho quindi trovato che la componentistica meno resiliente sono inverter ed azionamenti. Causa la loro diagnostica interna, bastano buci a tensione ridotta in concomitanza con erogazione della corrente nominale di uscita, e questi si bloccano subito. Vuoi perche` la distribuzione delle fasi e` diversa, vuoi perche` lampadine a filamento non se ne usano piu`, mi ritrovo spesso e volentieri con inverter o azionamenti che vanno in blocco per bassa tensione di alimentazione, quando in apparenza tutto sembrava normale e, analizzando i casi, trovo sempre la concomitanza di queste due combinazioni: spunto di carico a forte corrente quando il dispositivo entrato in protezione era chiamato al massimo sforzo.
Un sistema inverter od azionamento a pieno carico, in caso di buco di tensione anche solo al 50 %, per una frazione di secondo, se e` a pieno carico scarica i condensatori rapidamente, quel tanto da far intervenire le protezioni.
La componentistica elettromeccanica e` tutta particolare. Ti direi: dipende. 50 ms sono tanti anche per un rele` elettromeccanico, pero` sono, in fin dei conti, solo 2,5 periodi a 50 Hz. Dipende dalle molle, dipende da quanta corsa deve fare la parte mobile prima che i contatti inizino la manovra di apertura. Non lo so. Direi che bisogna prendere e caratterizzare ciascun rele` del quale si vuole dire qualcosa.
Poi, pero`, per contro ti trovi sistemi come alimentatori switching ed altra elettronica piu` robusta che resiste, anche documentato, a buchi di 200 ms.
Nella mia esperienza ho quindi trovato che la componentistica meno resiliente sono inverter ed azionamenti. Causa la loro diagnostica interna, bastano buci a tensione ridotta in concomitanza con erogazione della corrente nominale di uscita, e questi si bloccano subito. Vuoi perche` la distribuzione delle fasi e` diversa, vuoi perche` lampadine a filamento non se ne usano piu`, mi ritrovo spesso e volentieri con inverter o azionamenti che vanno in blocco per bassa tensione di alimentazione, quando in apparenza tutto sembrava normale e, analizzando i casi, trovo sempre la concomitanza di queste due combinazioni: spunto di carico a forte corrente quando il dispositivo entrato in protezione era chiamato al massimo sforzo.
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[6] Re: Buchi di tensione, esperienze
speedyant ha scritto: i PC si "resettano" senza che le varie illuminazioni abbiano il minimo tremolio...
Sì, infatti i gruppi di continuità vantano il commutatore statico in tempo zero.
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mario_maggi
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[7] Re: Buchi di tensione, esperienze
Qui ci sono un po' di statistiche relative all'Italia sui buchi di tensione, ma mancano le informazioni che sto cercando: http://queen.rse-web.it/esitounaaggregazione.aspx?ticket=9210&tiporeport=T
Ciao
Mario
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Mario
Mario Maggi
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[8] Re: Buchi di tensione, esperienze
Qui ho trovato risposte generiche alla mia domanda: https://www.sceg.com/docs/librariesprovider5/pdfs/powerqualitystandards.pdf (aggiornamento 2025: questo link è stato cambiato) Come potete notare, i relè con bobina in AC sono i componenti più critici per i buchi di tensione. Su impianti nuovi sarebbe quindi opportuno impiegare relè in DC, più resilienti.
Se avete Vostre esperienze dirette, ben vengano!
Ciao,
Mario
(aggiornamento 2025: ci sono contattori che specificano un tempo di apertura anche solo di 4 ms)
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Ciao,
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[9] Re: Buchi di tensione, esperienze
Ho un cliente con frese e torni a controllo numerico, in realtà "dentro" ci sono anche dei PC oltre ai plc, quindi appena ho modo di fare un giro provo a fare una intervista in merito.
Son quello delle domande strane!
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[10] Re: Buchi di tensione, esperienze
Buonasera,
mi piacerebbe molto avere ulteriori informazioni su questo argomento a distanza di parecchi anni da questa discussione. Avete maturato ulteriori esperienze e conoscenze?
Il tema dell'immunizzazione mirata dai buchi di tensione sta diventando sempre più importante nell'ambito industriale.
Grazie
mi piacerebbe molto avere ulteriori informazioni su questo argomento a distanza di parecchi anni da questa discussione. Avete maturato ulteriori esperienze e conoscenze?
Il tema dell'immunizzazione mirata dai buchi di tensione sta diventando sempre più importante nell'ambito industriale.
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