da
DirtyDeeds » 15 ott 2016, 14:55
Ianero ha scritto:Mi sembra di capire che i concetti "numerici" di energia e quantità di moto posso vederli come autovalori di alcuni operatori specifici.
Bravo, una bella deduzione che costituisce uno, anzi due, dei postulati della moderna MQ, i postulati 2-3 riportati qui di seguito (un po' semplificati):
- Lo stato di un sistema quantistico è definito da una funzione
appartenente ad un opportuno spazio di Hilbert
(per una particella singola possiamo prendere lo spazio delle funzioni a quadrato integrabile su
). - Ad ogni grandezza fisica
è associato un operatore hermitiano
sullo spazio
detto osservabile. - La misura di una grandezza
può solo dare come risultato uno degli autovalori di
.
Ecco perché non devi confondere i valori misurabili con gli operatori. Nota che, incidentalmente, nel caso appena visto, l'operatore hamiltoniano e quello momento hanno gli stessi autovettori. Questa è una conseguenza di una proprietà meno evidente, che scoprirai risolvendo il prossimo esercizio:
ESERCIZIO 3: Calcola il
commutatore degli operatori

e

, cioè l'operatore definito da
![[\hat{H},\hat{p}]=\hat{H}\hat{p}-\hat{p}\hat{H} [\hat{H},\hat{p}]=\hat{H}\hat{p}-\hat{p}\hat{H}](/forum/latexrender/pictures/6f1b31972967485978c78819d5b09f40.png)
(il prodotto indica la composizione degli operatori, prima applichi quello più a destra e poi al risultato applichi quello più a sinistra). Calcola anche il commutatore
![[\hat{p},\hat{x}] [\hat{p},\hat{x}]](/forum/latexrender/pictures/f74aeae13f9322cda4f01d09a1cc6034.png)
.
Venendo alle tue domande:
Ianero ha scritto:Curiosità: perché si chiama relazione "di dispersione"?
E' un termine preso in prestito dall'ottica, perché è una relazione tra la frequenza dell'onda e la sua velocità di propagazione: se tale relazione non è lineare, si ha il fenomeno della dispersione ottica (pensa al prisma di Newton).
Ianero ha scritto:Siccome gli autovalori di un operatore non dipendono dalla funzione sulla quale è applicato ho provato a calcolarmi tutti gli autovalori possibili dell'Hamiltoniano.
In realtà, come ho scritto sopra, l'hamiltoniano è un operatore che agisce su funzioni su

, non

: le sue autofunzioni non dipendono dal tempo. Nei casi sopra, la parte temporale viene vista dall'operatore come un coefficiente costante. Ci torneremo sopra tra un pochino.