Shika93 ha scritto:Partendo dalla fisica generale abbiamo l'energia

Shika93, se per fisica generale intendi la meccanica e l'elettromagnetismo classici, no, in quel caso la formula sopra non è valida.
Provo di nuovo a fare un discorso generale per te e
Ianero. Tutte le idee che vi hanno raccontato (l'atomo di Bohr, le onde di De Broglie, il principio di indeterminazione nella forma che vi hanno raccontato) sono servite agli albori della fisica quantistica come spiegazioni euristiche ai nuovi fenomeni che si stavano osservando e che non trovavano spiegazione nella meccanica e nell'elettromagnetismo classici, e sono servite come ispirazione per la ricerca di una vera teoria dei quanti.
Queste idee ispiratrici, però, sono idee che non permettono di fare
nessuna predizione quantitativa all'infuori dei 2-3 tre fenomeni da cui avevano avuto origine. Una teoria fisica è, invece, un'insieme di relazioni che permette di predirre i risultati di un vasto insieme di esperimenti. Nel caso della meccanica quantistica, poi, l'insieme comprende oggi praticamente tutti gli esperimenti non gravitazionali.
La relazione

è una relazione che in meccanica quantistica compare in molte forme, una è quella che ho fatto ricavare a
Ianero:
dove si vede che l'evoluzione libera di un'autofunzione dell'hamiltoniana è data dall'autofunzione al tempo

moltiplicata per un'esponenziale complesso che può essere interpretato come un vettore rotante con la pulsazione di Bohr

a cui corrisponde la frequenza di Bohr

Il fatto che valga quella relazione non ci dice, però, una beata mazza (scusate il tecnicismo) di come si comporterà l'elettrone soggetto a una forza qualunque, p.es. quella generata da un campo elettrico o un campo elettromagnetico. Per esempio, non ci permette neanche di dedurre che quando un atomo è soggetto a una radiazione elettromagnetica, le transizioni più probabili sono quelle risonanti con le frequenze di Bohr dell'atomo (se volete provare a vedere come le cose, in effetti, siano più complicate di quel che pensiate, potete provare a leggere quello che avevo scritto
in questa discussione (risposta linkata e seguenti)).
Quindi, quella relazione non va messa a casaccio ogniqualvota vedete la parola energia o ogniqualvolta vedete che un sistema quantistico evolve nel tempo. Perché quella relazione, usata a casaccio, non vi permette di fare nessuna previsione fisica: non vi permette di predirre la conduzione (domanda da cui è partita la discussione), né l'effetto Zeeman, né l'effetto Stark, né la ionizzazione tramite urti, né la risonanza magnetica, né, né, né.
Chi è, invece, che ci permette di predirre come si comporterà una particella soggetta a una forza? L'equazione di Schroedinger dipendente dal tempo, che è un'equazione differenziale alle derivate parziali. Se volete, la meccanica quantistica è uno dei più grandi e lunghi esercizi di soluzione di un'equazione differenziale.
Quindi, se volete capire la meccanica quantistica, dimenticatene gli albori, concentratevi sui principi generali che compongono la moderna teoria, e imparate a risolvere le equazioni differenziali per capire l'evoluzione dei sistemi. L'esempio in [14] non l'avevo fatto a caso.
Come evidenziato da
PietroBaima, mi rendo conto che le basi di fisica e matematica che avete non sono sufficienti per uno studio approfondito della MQ: purtroppo, la mancanza di una seria base di teoria della probabilità e la totale mancanza della meccanica lagrangiana ed hamiltoniana sono due ostacoli praticamente insormontabili (e anche qualche cenno di analisi funzionale non guasterebbe).