Continua a non c'entrarci niente, i tedeschi hanno deciso di rinunciare al nucleare, prima di tappare il buco con altre risorse usano quello che è più economico e disponibile.
Quindi di fatto i tedeschi considerano meno impattante la lignite che il nucleare, a torto o ragione.
I costi delle centrale nucleari restano e sono stati solamente anticipati dall'incidente di Fukushima, ci sarebbero comunque dopo con o senza lignite. La tendenza qui è che i produttori paghino una cifra dai 45 ai 70 miliardi di € e tutto quello che viene sopra ce lo mette lo stato.
Riscaldamento globale
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cioè noi...
Comunque, per tornare al topic, è evidente che il nucleare crea molto timore e pone seri problemi riguardo ciò che lasceremo ai nostri figli in eredità.
Quindi, ammesso che sia meno climalterante (e di fatto lo è se ce ne freghiamo di cosa ne sarà di scorie e centrali dismesse da qui a secoli a venire) siamo sicuri che oggi sia l'alternativa più logica e conveniente?
Le scelte di tutti i paesi dimostrano che probabilmente sarà sempre una fonte più o meno utilizzata, forse di più in futuro con l' vvento di nuove tecnologie,ma che in molti aspetti è meno appetibile delle rinnovabili vere e proprie.
Il fatto che in alcuni paesi si decida di continuare o smettere col nucleare è dovuto esclusivamente a considerazioni di carattere economico e/o di consenso sociale, che non c'entrano col riscaldamento globale,
Comunque, per tornare al topic, è evidente che il nucleare crea molto timore e pone seri problemi riguardo ciò che lasceremo ai nostri figli in eredità.
Quindi, ammesso che sia meno climalterante (e di fatto lo è se ce ne freghiamo di cosa ne sarà di scorie e centrali dismesse da qui a secoli a venire) siamo sicuri che oggi sia l'alternativa più logica e conveniente?
Le scelte di tutti i paesi dimostrano che probabilmente sarà sempre una fonte più o meno utilizzata, forse di più in futuro con l' vvento di nuove tecnologie,ma che in molti aspetti è meno appetibile delle rinnovabili vere e proprie.
Il fatto che in alcuni paesi si decida di continuare o smettere col nucleare è dovuto esclusivamente a considerazioni di carattere economico e/o di consenso sociale, che non c'entrano col riscaldamento globale,
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Eh, ho capito che quando si parla di nucleare salta sempre fuori "cosa lasciamo in eredità ai nostri figli".
Sta di fatto che anche il (vero o presunto) riscaldamento globale è una eredità verso i nostri figli.
Mi chiedo se la gente è disposta a fare un passo indietro sulle proprie abitudini di vita o benessere, per pensare all'eredità da lasciare o ci pensa solo quando c'è da fare una crocetta su una scheda.
Sta di fatto che anche il (vero o presunto) riscaldamento globale è una eredità verso i nostri figli.
Mi chiedo se la gente è disposta a fare un passo indietro sulle proprie abitudini di vita o benessere, per pensare all'eredità da lasciare o ci pensa solo quando c'è da fare una crocetta su una scheda.
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io ci provo nel mio piccolo, senza pretendere di essere un santo o rinunciare al benessere.
Con un bel po' di fai da te ho circa dimezzato i miei consumi di riscaldamento, e con l'auto elettrica ho reso i miei km mediamente meno inquinanti e meno climalteranti (mediamente perché ho ovviamente anche auto e moto tradizionali)
Con un bel po' di fai da te ho circa dimezzato i miei consumi di riscaldamento, e con l'auto elettrica ho reso i miei km mediamente meno inquinanti e meno climalteranti (mediamente perché ho ovviamente anche auto e moto tradizionali)
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Ho trovato slide interessanti e abbastanza autorevoli.
http://www.energia.polimi.it/download/f ... 4_2015.pdf
http://www.energia.polimi.it/download/f ... 4_2015.pdf
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Lette le slide..velocemente... ma il nome mi sembrava noto.
Forse aveva scritto un libro. Cerco su internet e ne parlano come un negazionista, esperto sicuramente di energia ma non di climatologia:
http://www.climalteranti.it/2014/11/10/ ... #more-4444
Cavoli un trafiletto sul giornale dell'Ingegnere!
Allora mi viene un dubbio... perché io 2-3 volte ho scritto al giornale per contestare alcuni articoli pubblicati, sempre pro "progresso" e poco obiettivi rispetto le conseguenze.
E infatti vado a ripescare tra le mie mail e trovo pure la mia risposta all'articolo di Pedrocchi del 2014, la mia mail finiva così:
A mio parere viene esposta una visione della realtà troppo condizionata dalle convinzioni e dalle esperienze personali dell'autore, che in molti aspetti non condivido perché mi sembrano una difesa corporativistica dell'attività ingegneristica in quanto tale.
Ora...non dico che la mia opinione sia autorevole quanto quella del prof.Pedrocchi, ma anche lui non è certo un esperto del clima a differenza dei tanti scienziati che dibattono e prevedono conseguenze di origine antropica.
Quindi si una presentazione fatat bene ma molto di parte, e non particolarmente autorevole.
Forse aveva scritto un libro. Cerco su internet e ne parlano come un negazionista, esperto sicuramente di energia ma non di climatologia:
http://www.climalteranti.it/2014/11/10/ ... #more-4444
Cavoli un trafiletto sul giornale dell'Ingegnere!
Allora mi viene un dubbio... perché io 2-3 volte ho scritto al giornale per contestare alcuni articoli pubblicati, sempre pro "progresso" e poco obiettivi rispetto le conseguenze.
E infatti vado a ripescare tra le mie mail e trovo pure la mia risposta all'articolo di Pedrocchi del 2014, la mia mail finiva così:
A mio parere viene esposta una visione della realtà troppo condizionata dalle convinzioni e dalle esperienze personali dell'autore, che in molti aspetti non condivido perché mi sembrano una difesa corporativistica dell'attività ingegneristica in quanto tale.
Ora...non dico che la mia opinione sia autorevole quanto quella del prof.Pedrocchi, ma anche lui non è certo un esperto del clima a differenza dei tanti scienziati che dibattono e prevedono conseguenze di origine antropica.
Quindi si una presentazione fatat bene ma molto di parte, e non particolarmente autorevole.
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Aggiungo...
Spesso anche i prof più autorevoli del Poli sono "condizionati" dalla loro esperienza lavorativa e/o didattica.
Ricordo i miei prof di Microonde che continuavano a spingere tesi sui filtri a microonde. Hanno segnato il mio destino lavorativo
ma erano un po' "indietro", con un approccio ancora molto matematico e meno orientato allo sviluppo di software di simulazione che negli anni a seguire avrebbero dominato.
Pedrocchi ha almeno l'attenuante dell'età, un prof di mio figlio afferma ripetutamente a lezione che il motore elettrico è una ciofeca e il futuro è nei motori MCI.
Bene, lui ci lavora, ma è una informazione obiettiva da dare agli studenti?
Insomma, non è che basta essere prof per diventare depositario della Verità, anche perché credo praticamente tutti gli scienziati coinvolti in questo settore, da una parte o dall'altra, lo siano
Spesso anche i prof più autorevoli del Poli sono "condizionati" dalla loro esperienza lavorativa e/o didattica.
Ricordo i miei prof di Microonde che continuavano a spingere tesi sui filtri a microonde. Hanno segnato il mio destino lavorativo
Pedrocchi ha almeno l'attenuante dell'età, un prof di mio figlio afferma ripetutamente a lezione che il motore elettrico è una ciofeca e il futuro è nei motori MCI.
Bene, lui ci lavora, ma è una informazione obiettiva da dare agli studenti?
Insomma, non è che basta essere prof per diventare depositario della Verità, anche perché credo praticamente tutti gli scienziati coinvolti in questo settore, da una parte o dall'altra, lo siano
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richiurci ha scritto:Forse aveva scritto un libro. Cerco su internet e ne parlano come un negazionista, esperto sicuramente di energia ma non di climatologia:
Vedi il prof. Pedrocchi è un termofluidodinamico di fama internazionale.
Di sicuro boccerebbe in termodinamica molti climatologi.
Ha una vasta competenza e appartiene ancora alla generazione degli scienziati con approccio "scientifico".
Scienza "dura" non scienza "molle".
Approccio che è corretto in tutti i campi.
Quelli che dimostrano con l'esperimento o analiticamente.
Esiste comunque una profonda differenza tra "negazionisti" e "climalterantisti".
Gli ultimi vorrebbero dimostrare qualcosa che non riescono a dimostrare nel senso scientifico del termine.
Allora parlano di probabilità, di opinione del 9x% di loro stessi che la pensano così, del "non può esserci altra spiegazione che...".
Insomma, tutti argomenti non scientifici, che non dimostrano un bel niente, che farebbero rivoltare Galileo.
Sono solo ipotesi, delle opinioni, senza possibilità di dimostrazione.
Argomentazioni che possono essere accettabili nelle "scienze molli", come la sociologia, la teologia, la psicologia... (con tutto il rispetto per queste discipline che però non sono scienze "dure" https://it.wikipedia.org/wiki/Scienze_dure).
I primi, invece, si limitano a dimostrare che non è dimostrata l'ipotesi dei secondi.
Comunque, per dirla tutta, ci sono scienziati in vari campi (fisica, aerodinamica, ingegneria, ecc) che pure sono "negazionisti" non trovando nulla di scientifico nelle posizioni dei "climalterantisti". Tuttavia al giorno d'oggi si preferisce tacere e per non apparire controcorrente, fuori moda. Del resto, se le tue discipline sono altre, inutile rischiare di essere messi alla berlina. Per cosa?
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6367 ha scritto:Ho trovato slide interessanti e abbastanza autorevoli.
http://www.energia.polimi.it/download/f ... 4_2015.pdf
Già la premessa fa capire la serietà della trattazione:
Non è mia intenzione venire a «sparare» delle certezze, bensì a segnalare dei problemi sul tema del clima, indubitabilmente molto complesso e, purtroppo, a mia impressione oggetto di molta disinformazione.
Gli ambientalisti invece hanno solo certezze!
--
Michele Lysander Guetta
--
"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
Michele Lysander Guetta
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Mike
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Beh non esageriamo, sono d'accordissimo sulla definizione (controversa) di scienze molli e dure, ma faccio presente che se leggi la definizione wiki e il tuo post, anche la medicina nonostante gli innegabili successi è in prevalenza scienza "molle", essendo basata pesantemente su approccio statistico.
E sono molli tantissime teorie fisiche o astrofisiche.
Riguardo Pedrocchi la vedo un po' diversamente,non si limita a dimostrare la non dimostrabilità del GW ma più o meno chiaramente cerca di dimostrare il contrario, in maniera altrettanto "molle".
Un po' di affermazioni "molli":
A pag 16 si spinge ad affermare "Sarebbe quasi da augurarsi che la CO2 antropica serva ad evitare la prossima glaciazione"
Ma scherziamo? I modelli sono imprecisi, e lui si augura che l'uomo "mitighi" una glaciazione? Ti sembra una frase da "scienziato duro"?
Da pag 82 in poi propone (da ottantenne...) una meravigliosa "strategia dell'adattamento" che in pratica vuol dire continuare a far finta di niente, tanto costa meno "studiare e progettare interventi di adattamento e protezione".
Una cicala attempata che vuol convincere le formiche a continuare a godersi la vita...
a pag98:
GCM diventano un puro esercizio di aggiustamento di parametri per best fit di andamenti del clima globale passato, inutilizzabili per ogni ragionevole previsione
affermare che un modello possa ricalcare il passato ma essere inutilizzabile per il futuro non mi sembra molto "duro"
e comunque lungo la presentazione continua a oscillare tra posizioni abbastanza contrastanti, ora dando un ruolo alla CO2 ora negandolo
fondamentalmente fa un discorso economico (pag 80), e francamente l'economia a me pare tutto tranne ch euna scienza "dura"; affermare (pag 80)
"Gli interventi di mitigazione possono essere gravosi per l’economia (es.fotovoltaico) e frenare lo sviluppo"
per me è abbastanza insensato e negato dalla realtà
E sono molli tantissime teorie fisiche o astrofisiche.
Riguardo Pedrocchi la vedo un po' diversamente,non si limita a dimostrare la non dimostrabilità del GW ma più o meno chiaramente cerca di dimostrare il contrario, in maniera altrettanto "molle".
Un po' di affermazioni "molli":
A pag 16 si spinge ad affermare "Sarebbe quasi da augurarsi che la CO2 antropica serva ad evitare la prossima glaciazione"
Ma scherziamo? I modelli sono imprecisi, e lui si augura che l'uomo "mitighi" una glaciazione? Ti sembra una frase da "scienziato duro"?
Da pag 82 in poi propone (da ottantenne...) una meravigliosa "strategia dell'adattamento" che in pratica vuol dire continuare a far finta di niente, tanto costa meno "studiare e progettare interventi di adattamento e protezione".
Una cicala attempata che vuol convincere le formiche a continuare a godersi la vita...
a pag98:
GCM diventano un puro esercizio di aggiustamento di parametri per best fit di andamenti del clima globale passato, inutilizzabili per ogni ragionevole previsione
affermare che un modello possa ricalcare il passato ma essere inutilizzabile per il futuro non mi sembra molto "duro"
e comunque lungo la presentazione continua a oscillare tra posizioni abbastanza contrastanti, ora dando un ruolo alla CO2 ora negandolo
fondamentalmente fa un discorso economico (pag 80), e francamente l'economia a me pare tutto tranne ch euna scienza "dura"; affermare (pag 80)
"Gli interventi di mitigazione possono essere gravosi per l’economia (es.fotovoltaico) e frenare lo sviluppo"
per me è abbastanza insensato e negato dalla realtà
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