La mia esperienza è stata questa: ho montato da due anni serramenti in PVC bianco opaco con venature, all'interno e color legno all'esterno per mantenere coerenza con i colori condominiali. Vetri doppi con Argon nell'intercapedine. Sostituzione cassonetti con altri sigillati. Il tutto di una marca famosa (per questo il PVC è bello).
Confermo che il montaggio DEVE essere effettuato da personale specializzato. La marca che ho montato io consegna i serramenti SOLO al montatore che è convenzionato con lei. Risultati eccellenti: rumore e spifferi ZERO, e abito davanti a un incrocio molto trafficato.
Confermo che è necessario un cambio d'aria di almeno 5 minuti al giorno per evitare condensa e muffe, ma per il resto ti cambiano la vita.
Ciao,
P.
Sostituzione serramenti
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paolo a m,
DarioDT,
Guerra
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Grazie per le informazioni! Non ho problemi di isolamento acustico, l'unico rumore fastidioso e` talvolta il televisore del vicino, che pero` misteriosamente dopo una certa ora smette di funzionare
Mi avete dissipato i dubbi sulla resistenza agli UV del PVC. Devo guardare bene il problema delle muffe. Fortunatamente questo non e` per gli usa, dove ci sono delle muffe veramente incazzose e pericolose (black mold).
Provero` a fare il conto della dispersione termica con serramenti normali e quelli in PVC per vedere il possibile risparmio energetico, anche considerando che sono poco in casa e ho le valvole termostatiche temporizzate che di giorno tengono la temperatura bassa, per poi alzarla prima che arrivi a casa, e solo nelle stanze che uso.
Si trova la trasmissivita` termica di un serramento con la tapparella di fronte completamente abbassata?
Grazie ancora.
Mi avete dissipato i dubbi sulla resistenza agli UV del PVC. Devo guardare bene il problema delle muffe. Fortunatamente questo non e` per gli usa, dove ci sono delle muffe veramente incazzose e pericolose (black mold).
Provero` a fare il conto della dispersione termica con serramenti normali e quelli in PVC per vedere il possibile risparmio energetico, anche considerando che sono poco in casa e ho le valvole termostatiche temporizzate che di giorno tengono la temperatura bassa, per poi alzarla prima che arrivi a casa, e solo nelle stanze che uso.
Si trova la trasmissivita` termica di un serramento con la tapparella di fronte completamente abbassata?
Grazie ancora.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
Plug it in - it works better!
Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado)
Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
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dopo una certa ora smette di funzionare
Sara` qualche gatto che si struscia sull'ambra.
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CarloCoriolano
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beh se devi umidificare niente muffa immagino, magari usa anche un igrometro per non esagerare.
Isidoro se sei pratico di calcolo trasmittanza (si trova anche in rete), dovresti aggiungere all'infisso una intercapedine d'aria non ventilata di spessore pari alla distanza infisso-tapparella.
Eventualmente mi dai il dato e ti faccio il conto
Isidoro se sei pratico di calcolo trasmittanza (si trova anche in rete), dovresti aggiungere all'infisso una intercapedine d'aria non ventilata di spessore pari alla distanza infisso-tapparella.
Eventualmente mi dai il dato e ti faccio il conto
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A parità di trasmittanza termica e finiture, se vi fanno pagare il pvc più dell'alluminio vi stanno fregando alla grande
Nota tecnica: lo scheletro di ferro all'interno non è del tutto strutturale, giacché non ci sono, solitamente, giunzioni negli angoli: la funzione portante è data solamente dalla linea di plastica saldata, che tende a rivelarsi insufficiente in caso di infissi di dimensioni importanti (soprattutto porte). Le barre di ferro all'interno servono per offrire un minimo di rigidità a montanti e traverse, ma non all'anta assemblata, che anzi soffre il maggior peso.
Occhio poi alla perdita di luce netta vetro, i nodi nel pvc sono sempre superiori all'alluminio e al legno pre-certificazioni.
Nota tecnica: lo scheletro di ferro all'interno non è del tutto strutturale, giacché non ci sono, solitamente, giunzioni negli angoli: la funzione portante è data solamente dalla linea di plastica saldata, che tende a rivelarsi insufficiente in caso di infissi di dimensioni importanti (soprattutto porte). Le barre di ferro all'interno servono per offrire un minimo di rigidità a montanti e traverse, ma non all'anta assemblata, che anzi soffre il maggior peso.
Occhio poi alla perdita di luce netta vetro, i nodi nel pvc sono sempre superiori all'alluminio e al legno pre-certificazioni.
«Non tutto ciò che tecnicamente può essere fatto deve necessariamente essere fatto.»
R.L.M.
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Fernecchio
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Non ho letto tutti gli interventi precedenti ma credo si sia già detto praticamente tutto. Porto solo la mia esperienza. 11 anni fa, molto scettico, ho installato tutti i serramenti in PVC, finestre/portafinestra e ante. Lo scetticismo si basava semplicemente sull'abitudine all'avere il legno e all'extra costo (allora circa 20% in più).
Oggi lo consiglio a chiunque. In 11 anni non un problema, non una manutenzione. A casa dei miei con tutti i serramenti in legno ogni 2 anni facevamo una settimana a tirar giù ante, sverniciare e riverniciare!

Oggi lo consiglio a chiunque. In 11 anni non un problema, non una manutenzione. A casa dei miei con tutti i serramenti in legno ogni 2 anni facevamo una settimana a tirar giù ante, sverniciare e riverniciare!

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Il vetro costa uguale e si prende gran parte del merito della trasmittanza totale.
La ferramenta (cerniere e chiusure) è facile che costi meno per il pvc, a parità di finitura, perché è moolto più standardizzata.
L'assemblaggio è automatizzato per il pvc, non richiede elementi e lavorazioni aggiuntive, la saldatura compensa eventuali difformità dimensionali.
Costo delle materie prime e della preparazione dei semilavorati:
almeno due tubolarità complesse di lega di alluminio estruse e grippate con ponti isolanti in poliammide -a loro volta tubolari o meno-, con tolleranze non superiori ai 5/10 di millimetro, verniciatura in forno (o sublimazione, o rivestimento), gamma colori immensa;
profili complessi ma più facilmente estrudibili per il pvc (temperature e pressioni necessarie molto più basse), tolleranze più ampie, ridotta scelta di colorazioni (per commesse da comuni mortali), accoppiamento pvc-barre di ferro (a sezione aperta! e con spessori tra 8 e 15/10 di millimetro) tipo salame-corridoio.
Non c'è verso che, a parità di trasmittanza e finiture, un infisso in pvc costi più di uno in alluminio.
Altra cosa: diffidate da quei fenomeni che vi propongono l'installazione del nuovo infisso - quale che sia il materiale -, sul telaio del vecchio: è una porcata.
La ferramenta (cerniere e chiusure) è facile che costi meno per il pvc, a parità di finitura, perché è moolto più standardizzata.
L'assemblaggio è automatizzato per il pvc, non richiede elementi e lavorazioni aggiuntive, la saldatura compensa eventuali difformità dimensionali.
Costo delle materie prime e della preparazione dei semilavorati:
almeno due tubolarità complesse di lega di alluminio estruse e grippate con ponti isolanti in poliammide -a loro volta tubolari o meno-, con tolleranze non superiori ai 5/10 di millimetro, verniciatura in forno (o sublimazione, o rivestimento), gamma colori immensa;
profili complessi ma più facilmente estrudibili per il pvc (temperature e pressioni necessarie molto più basse), tolleranze più ampie, ridotta scelta di colorazioni (per commesse da comuni mortali), accoppiamento pvc-barre di ferro (a sezione aperta! e con spessori tra 8 e 15/10 di millimetro) tipo salame-corridoio.
Non c'è verso che, a parità di trasmittanza e finiture, un infisso in pvc costi più di uno in alluminio.
Altra cosa: diffidate da quei fenomeni che vi propongono l'installazione del nuovo infisso - quale che sia il materiale -, sul telaio del vecchio: è una porcata.
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Fernecchio
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Se per telaio intendiamo la stessa cosa (la struttura in ferro cementata alla muratura di casa), appena installato il nuovo su di essi e il lavoro fatto è stato egregio.
La vita è già così difficile, perché ce la complichiamo ulteriormente?
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fantom2002
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Quello è il controtelaio, in ferro zincato o legno, quando c'è.
Approfondisco quanto detto prima a proposito: di norma un infisso è composto da controtelaio (non visibile tranne che in fase di installazione, fissato alla muratura), un telaio (la parte visibile fissa) e l'anta (quella che si apre). La procedura-porcata a cui mi riferivo è quella per cui si sfilano le ante dal vecchio telaio, si eliminano le eventuali sporgenze, e vi si àncora il telaio del nuovo infisso privo di controtelaio proprio.
Trattasi di porcata perché, oltre a restringere di molto la luce residua e allontanare il fissaggio dalla parte mobile, semplicemente non si ha idea di come sia stato ancorato il vecchio infisso e dello stato della parte non visibile del telaio. Il legno può essere marcio, l'alluminio corroso, il ferro arrugginito, le zanche staccate, il cemento povero e sbriciolato, il gesso espanso e degradato dall'umidità, ma soprattutto il nuovo infisso è sicuramente più pesante del vecchio e affidarsi ad un fissaggio anziano e sufficiente per il primo è da irresponsabili.
Il motivo per cui si fa è che l'operazione è molto più veloce, pulita ed economica dell'installazione con nuovo controtelaio murato, e quel che è preoccupante è che venga proposta prima del sopralluogo. Ma al pensiero di avere un muratore in giro per casa, la razionalità sembra volatilizzarsi.
Il fissaggio sul controtelaio esistente sarebbe meglio, ma lungi dall'esser un lavoro egregio; intanto, prima del rilievo delle misure andrebbe smontato il vecchio infisso e valutato lo stato e la stabilità del controtelaio esistente; in secondo luogo, i nuovi infissi tendono ad avere uno spessore maggiore dei vecchi, difficile quindi che l'operazione non richieda aggiustamenti collaterali ancora convenienti rispetto alla sostituzione in toto del controtelaio; infine, ci si sta muovendo verso i controtelai termici, che limitano ulteriormente il trasferimento di calore tra infisso e muratura, improbabile che un vecchio controtelaio in ferro zincato sia stato opportunamente isolato (molti serramentisti giustamente ancora diffidano dai controtelai in plastica o legno, dal dubbio comportamento sul campo).
Approfondisco quanto detto prima a proposito: di norma un infisso è composto da controtelaio (non visibile tranne che in fase di installazione, fissato alla muratura), un telaio (la parte visibile fissa) e l'anta (quella che si apre). La procedura-porcata a cui mi riferivo è quella per cui si sfilano le ante dal vecchio telaio, si eliminano le eventuali sporgenze, e vi si àncora il telaio del nuovo infisso privo di controtelaio proprio.
Trattasi di porcata perché, oltre a restringere di molto la luce residua e allontanare il fissaggio dalla parte mobile, semplicemente non si ha idea di come sia stato ancorato il vecchio infisso e dello stato della parte non visibile del telaio. Il legno può essere marcio, l'alluminio corroso, il ferro arrugginito, le zanche staccate, il cemento povero e sbriciolato, il gesso espanso e degradato dall'umidità, ma soprattutto il nuovo infisso è sicuramente più pesante del vecchio e affidarsi ad un fissaggio anziano e sufficiente per il primo è da irresponsabili.
Il motivo per cui si fa è che l'operazione è molto più veloce, pulita ed economica dell'installazione con nuovo controtelaio murato, e quel che è preoccupante è che venga proposta prima del sopralluogo. Ma al pensiero di avere un muratore in giro per casa, la razionalità sembra volatilizzarsi.
Il fissaggio sul controtelaio esistente sarebbe meglio, ma lungi dall'esser un lavoro egregio; intanto, prima del rilievo delle misure andrebbe smontato il vecchio infisso e valutato lo stato e la stabilità del controtelaio esistente; in secondo luogo, i nuovi infissi tendono ad avere uno spessore maggiore dei vecchi, difficile quindi che l'operazione non richieda aggiustamenti collaterali ancora convenienti rispetto alla sostituzione in toto del controtelaio; infine, ci si sta muovendo verso i controtelai termici, che limitano ulteriormente il trasferimento di calore tra infisso e muratura, improbabile che un vecchio controtelaio in ferro zincato sia stato opportunamente isolato (molti serramentisti giustamente ancora diffidano dai controtelai in plastica o legno, dal dubbio comportamento sul campo).
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R.L.M.
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Fernecchio
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