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Architetto e progetto elettrico

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

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[11] Re: Architetto e progetto elettrico

Messaggioda Foto Utenteenea » 16 dic 2016, 20:45

Anch'io sono d'accordo con mike e carlo coriolano prima di tutto bisogna guardare se il progetto e il dimensionamento è valido o no.
Poi invece se vogliamo rimanere in ambito legislativo, la legge di riferimento per quanto vecchia, rimane il RD.2537 del 1925 che stabilisce il limite di competenza tra ingegnere e architetto. In sintesi la divisione è questa: l'ingegnere non può intervenire su edifici tutelati dalla soprintendenza, all'architetto sarebbero preclusi l'ambito industriale e i lavori a rete /infrastrtturali:ponti,autostrade,ferrovie. Gli altri ambiti sono tanto dell'ingegnere quanto dell'architetto. Per questo per quanto più rari ci sono architetti strutturisti e archietti progettisti di impianti.
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[12] Re: Architetto e progetto elettrico

Messaggioda Foto Utentecarlone » 16 dic 2016, 21:46

Grazie Mike, ignoravo che l'installatore non è responsabile della verifica sulle competenze del progettista, io credo che il problema stava tutto la, ma dal momento in cui l'installatore indica il progettista nella DICO senza preoccuparsi se lo stesso è abilitato o meno a progettare il suo problema scompare, a questo punto basta effettivamente controllare solamente il progetto, magari facendosi aiutare da qualcuno se da solo non ci riesce, e fare il lavoro nel caso in cui lo stesso progetto non dovesse presentare inesattezze :ok:
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[13] Re: Architetto e progetto elettrico

Messaggioda Foto UtenteCarloCoriolano » 16 dic 2016, 21:47

Non ti resta che ricucire col tuo cliente e portare avanti il lavoro.
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[14] Re: Architetto e progetto elettrico

Messaggioda Foto Utentecarlone » 17 dic 2016, 10:46

Giusto CarloCoriolano, ho già provveduto a metterlo al corrente di tutto quanto emerso da questa discussione,
grazie a tutti voi.
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[15] Re: Architetto e progetto elettrico

Messaggioda Foto Utenteesisnc » 17 dic 2016, 11:19

La questione delle competenze professionali degli architetti in materia di impianti tecnologici (elettrici, termici, meccanici ecc.) è senza fine.
Le differenze di competenze tra ingegneri e architetti era stabilita in base al Regio Decreto 2537/1925.
Ora con la sentenza n. 1552/2013 il Consiglio di Stato ritiene competenti gli architetti nella progettazione di impianti a servizio delle opere di edilizia civile.
Quindi ora bisognerebbe stabilire cosa si intende per opere di edilizia civile e cosa per edilizia industriale, sempre che sia possibile fare una ragionevole distinzione fra i due settori.
Comunque la discriminante di base tra le due professionalità resta, nella realtà delle cose, il saper progettare in modo appropriato, nell'astratto mondo burocratico delle carte.......tutto è possibile......
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[16] Re: Architetto e progetto elettrico

Messaggioda Foto Utenteenea » 17 dic 2016, 13:02

Caro Esisnc la divisione per quanto sbagliata è abbastanza chiara tutto chiò che non è industriale risulta essere edilizia civile.Perciò se ne può parlare tenendo ad esempio a riferimento la catalogazione posta dal DPR 412 riguardante gli edifici soggetti al riscaldamento:
abitazioni (civile)
uffici(civile)
ospedali(civile)
edifici per il culto(civile)
edifici commerciali(civile)
edifici sportivi(civile)
edifici scolastici(civile)
industriale(industriale)
E infatti viene da chiedersi ma se un professionista(magari architetto) ha le competenze per il progetto degli impianti di un ospedale o di un palazzetto dello sport , che mi sembrano piuttosto complicati, perché non può intervenire su gli impianti di un piccolo opificio che è al limite tra la produzione artigianale e quella industriale?
E poi...tutti gli ingegneri e periti elettrotecnici sono risentiti per l'operare degli architetti: ma il campo degli architetti è limitato in ambito di progettazione elettrica al costruito e solo al settore civile.
Vi state scordando che ingegneri e periti possono progettare impianti elettrici per TUTTO...cabine di trasformazione, alta tensione, elettrodotti, centrali di produzione dell'energia elettrica,azionamento dei sistemi ferroviari,illuminazione di viadotti ed autostrade...non penso che nessun architetto dotato di buon senso possa pensare di avere le competenze per affrontare questi temi.
Io penso che nel mondo ce posto per tutti ...e se qualcuno dovrebbe essere tagliato fuori dovrebbe essere quel qualcuno ascritto alla categoria deli incompetenti.
Altrimenti noi architetti dovremmo agiatarci tutte le volta che dobbiamo collaborare con i geometri.
Andatevi a vedere il campo di competenze (RD 274/1929) e scoprirete che i geometri dovrebbero intervenire solo su costruzioni di modesta entità e non soggette ad affollamento.E invece quante volte mi è toccato confrontarmi con loro ...che avendo agganciato prima il commmittente avevano ottenuto la progettazione architettonica magari di un edificio complesso e pretendevano di fare da coordinatori di tutto il lavoro tirando le fila nei confronti dello strutturista, del progettisca termico e del progettista elettrico....
Invece le competenze si dimostrano sul campo...e nei momenti di confronto...guardando all'operato di ciascun professionista.
Fortunatamente assieme ad episodi degradanti, fortunatamente ho avuto anche alcune soddisfazioni:
I clienti più accorti si sono resi conto della mia serietà e del mio modo di operare e vedendo la differenza nella capacità di risolvere i problemi, nei cantieri successivi non solo mi hanno richiamato, ma mi hanno affidato anche incarichi più completi e più strututturati di quelli avuti nel primo cantiere in cui avevamo fatto conoscenza.
Il problema è che in generale tutti sono gelosi dell'architetto perché è una delle professioni che legislativamente ha uno dei più vasti campi di attività. Se consideri ad esempio che il MIUR ha stabilito che le tre lauree per avere fare il direttore tecnico di un impresa per l'istallazione degli impianti per tutte le lettere di cui all'art. 1 del DM37/08 sono la laurea in Fisica, la laurea in Ingegneria ,e la laurea in Architettura capisci bene che l'architetto ha un vasto raggio d'azione.
Ed è per questo che poi siamo anche nel mirino di tutti, pensate a Crozza e al suo dialogo tra" l'architetto e San Pietro" l'architetto per certi versi , in alcuni momenti ,da alcune persone può essere considerato come un "padreterno"...In realtà gli architetti sono delle persone " normali" come me come voi.
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[17] Re: Architetto e progetto elettrico

Messaggioda Foto UtenteGoofy » 17 dic 2016, 13:51

enea ha scritto: la divisione per quanto sbagliata è abbastanza chiara tutto ciò che non è industriale risulta essere edilizia civile[...]
abitazioni (civile)
uffici(civile)
ospedali(civile)
edifici per il culto(civile)
edifici commerciali(civile)
edifici sportivi(civile)
edifici scolastici(civile)
industriale(industriale)


Quindi un "nuovo ingegnere" settore A (civile e ambientale) dovrebbe essere abilitato alla progettazione degli impianti elettrici (e tutti quelli tecnologici, riscaldamento, reti dati, ...) negli edifici civili (ospedali, palasport, scuole, centri commerciali,...) così come l'architetto.
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[18] Re: Architetto e progetto elettrico

Messaggioda Foto Utenteenea » 19 dic 2016, 13:23

No , in realtà a quanto so per l'ingegnere nuovo ordinamento ci sono delle limitazioni...i settori di competenza sono pìù ristretti , un ingegnere elettrico non dovrebbe fare ad esempio fare lo strutturista...
Tali restrinzioni non erano presenti nel campo di intervento dell'ingenere del vecchio ordimamento.
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[19] Re: Architetto e progetto elettrico

Messaggioda Foto Utentesebago » 19 dic 2016, 18:08

Ho il vago sospetto che Foto UtenteGoofy volesse far notare l'imbarazzante paradosso: che mentre gli ingegneri civili e ambientali del settore A del nuovo ordinamento NON possono ex lege progettare impianti, gli architetti, con quasi identico percorso di studi (e - in temi legati all'impiantistica - assai meno), invece possono ex sententia.
Si ha un bel dire che "ognuno deve poter fare quello che sa fare":
a) di questi tempi, pur di intascare qualcosa, non sono affatto pochi quelli che mentono dicendo di saper fare;
b) nessuno, tranne forse gli ordini professionali, avrebbe sufficiente autorità per affermare che uno sa fare o non sa fare; gli ordini professionali infatti avrebbero come scopo principale non già quello di tutelare i propri iscritti ma quello di tutelare i clienti finali, ponendosi come garante della correttezza dell'operato degli iscritti e, ove necessario, sanzionando questi ultimi;
c) siccome gli ordini professionali non hanno mai fatto quello che avrebbero dovuto ma si sono trasformati in semplici corporazioni votate all'autoreferenzialità e all'autotutela, ognuno se la canta e se la suona come meglio crede.

A chi poi crede che il dio-mercato sia la panacea, chiedo more solito perché allora non si propone la liberalizzazione di tutte le libere professioni, a iniziare dal dentista e a finire con l'avvocato. Altrimenti finisce che "siamo tutti uguali ma qualcuno è più uguale degli altri".
Sebastiano
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[20] Re: Architetto e progetto elettrico

Messaggioda Foto UtenteMike » 19 dic 2016, 18:52

sebago ha scritto:A chi poi crede che il dio-mercato sia la panacea, chiedo more solito perché allora non si propone la liberalizzazione di tutte le libere professioni, a iniziare dal dentista e a finire con l'avvocato. Altrimenti finisce che "siamo tutti uguali ma qualcuno è più uguale degli altri".


Non esiste un dio mercato ma un LIBERO mercato, che non vuole dire mercato in assenza di regole, ma un mercato non regolato dallo stato (secondo il devastante positivismo giuridico) secondo una volontà pattizia tra chi vende e chi acquista. Premesso questo, sono perfettamente d'accordo nel abolire tutti gli ordini professionali ed il valore legale del titolo di studio.
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