Ti stai arrovellando inutilmente sui termini usati per descrivere un fenomeno fisico.
Come le chiami chiami il fenomeno non deve cambiare.
Ti interessa la realtà? Quello che esiste sono le equazioni di Maxwell che valgono sempre e comunque.
Attenzione che quelle che ho postato prima non sono quelle al livello fondamentale, queste ultime rispondono alla tua domanda in modo completo.
Non ti piace parlare di equazioni di Maxwell?
Allora equivalentemente la realtà che ti interessa è:
1) una variazione nel tempo del campo magnetico in un punto dello spazio, genera un vortice localmente nello stesso punto dello spazio del campo elettrico, stessa cosa il viceversa
2) una sorgente di campo, genere localmente un campo radiale
3) non esistono sorgenti di campo di tipo magnetico
Campi elettro-o-magnetici e altri campi "strani"
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IsidoroKZ,
PietroBaima,
Ianero
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Non esistono sorgenti di campo magnetico?
http://www.bo.infn.it/~bruni/didattica/ ... tico-C.pdf
http://cdm.unimo.it/home/fisica/delpenn ... o%20II.pdf
http://www.g-iron.it/effetti-esposizion ... frequenza/
http://spazioinwind.libero.it/adolscim/ ... rzecor.pdf
Forse intendevi dire che è il movimento delle cariche "elettriche" che li crea e che non esistono "cariche magnetiche"... ma i campi magnetici una volta creati esistono, e le loro sorgenti anche.
Non mi sto arrovellando inutilmente. Sono concetti che mi servono per capire bene il comportamento dei campi nella zona dei campi vicini (near field) e migliorare la mia comprensione di cosa succede intorno alle cosiddette "antenne" del Theremin (strumento musicale), che poi antenne non sono in quanto siamo sempre nella zona "near field" e quindi sono più che altro emettitori di campo elettrico alternato. O, sotto un altro punto di vista, armature di un condensatore.
Molti costruttori di Theremin, anche famosi come Moog, hanno sempre considerato queste "antenne" come emettitori e ricevitori di un campo elettromagnetico ma, dato che si lavora nella zona vicina (meno di 50 cm rispetto alla lunghezza d'onda di chilometri) è più giusto non considerarle delle antenne e non usare i campi elettromagnetici nei ragionamenti e nei calcoli.
Poi, tanto per complicare un po' il problema, c'è sempre anche un solenoide che adatta l'impedenza dell'antenna a quella del circuito (altrimenti sarebbe una impedenza altissima) e questo solenoide emette un po' di campo magnetico. E infine sia la cosiddetta "antenna" che il suo solenoide, possono accoppiarsi con i campi elettrici e magnetici di una seconda antenna (usata per regolare il volume del suono dello strumento) e il suo solenoide. E in tal caso si genera un effetto non voluto di accoppiamento tra i due oscillatori che si "trascinano" leggermente uno con l'altro.
In questo video si può vedere il nostro Theremin suonato da un musicista in erba (io):
https://www.youtube.com/watch?v=QW7XHh9nijo
http://www.bo.infn.it/~bruni/didattica/ ... tico-C.pdf
http://cdm.unimo.it/home/fisica/delpenn ... o%20II.pdf
http://www.g-iron.it/effetti-esposizion ... frequenza/
http://spazioinwind.libero.it/adolscim/ ... rzecor.pdf
Forse intendevi dire che è il movimento delle cariche "elettriche" che li crea e che non esistono "cariche magnetiche"... ma i campi magnetici una volta creati esistono, e le loro sorgenti anche.
Non mi sto arrovellando inutilmente. Sono concetti che mi servono per capire bene il comportamento dei campi nella zona dei campi vicini (near field) e migliorare la mia comprensione di cosa succede intorno alle cosiddette "antenne" del Theremin (strumento musicale), che poi antenne non sono in quanto siamo sempre nella zona "near field" e quindi sono più che altro emettitori di campo elettrico alternato. O, sotto un altro punto di vista, armature di un condensatore.
Molti costruttori di Theremin, anche famosi come Moog, hanno sempre considerato queste "antenne" come emettitori e ricevitori di un campo elettromagnetico ma, dato che si lavora nella zona vicina (meno di 50 cm rispetto alla lunghezza d'onda di chilometri) è più giusto non considerarle delle antenne e non usare i campi elettromagnetici nei ragionamenti e nei calcoli.
Poi, tanto per complicare un po' il problema, c'è sempre anche un solenoide che adatta l'impedenza dell'antenna a quella del circuito (altrimenti sarebbe una impedenza altissima) e questo solenoide emette un po' di campo magnetico. E infine sia la cosiddetta "antenna" che il suo solenoide, possono accoppiarsi con i campi elettrici e magnetici di una seconda antenna (usata per regolare il volume del suono dello strumento) e il suo solenoide. E in tal caso si genera un effetto non voluto di accoppiamento tra i due oscillatori che si "trascinano" leggermente uno con l'altro.
In questo video si può vedere il nostro Theremin suonato da un musicista in erba (io):
https://www.youtube.com/watch?v=QW7XHh9nijo
Ultima modifica di
Theremino il 27 dic 2016, 11:50, modificato 2 volte in totale.
Sono un appassionato di elettronica da sempre, ma ho dedicato più anni al software che alle formule della elettronica analogica. Ho decenni di esperienza pratica ma non conosco a memoria tutte le formule. Se sbaglio correggetemi.
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Theremino ha scritto:ma "lontano" non vuol dire niente
Sembra che tu voglia ritornare a discutere di fisica in un modo pregalileiano.
Che la realtà sia complessa e che la sua intima essenza possa essere ancora al di là delle nostre conoscenze attuali, credo si possa considerare un dato di fatto. Non siamo arrivati alla fine della fisica, né siamo in grado di dire se ci si arriverà.
Però non ha molto senso eliminare dalle nostre considerazioni la matematica e le sue approssimazioni per interpretarla.
La matematica permette di costruire un modello del mondo fisico. Il modello non è la realtà, ma è l’unico modo concreto che abbiamo per investigarla. Il modello ha un suo campo di validità definito da misure concrete che non possiamo ignorare. Certo, possiamo usare le parole approssimate del linguaggio naturale come più ci piace, per arrivare alle conclusioni filosofiche che più ci soddisfano, nessuno ce lo vieta. Ma affinché abbiano un senso occorre verificarle con misure, altrimenti sono solo fantasie.
Lontano è un aggettivo generico ed usato senza specificazioni ha, più che altro, una funzione poetica, comunica una sensazione non un’informazione precisa.
In fisica bisogna precisarlo con dei numeri e, nel caso specifico, se ciò che ci interessa è la conoscenza il più precisa possibile della realtà che l’unica verità cui possiamo arrivare, può essere sufficiente dire che lontano significa oltre le dieci lunghezze d’onda.
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Non è pregalileiano, è postrelativistico. Fritjof Capra dice esattamente le stesse cose ne: "Il Tao della fisica":
https://it.wikipedia.org/wiki/Il_Tao_della_fisica.
Anche Einstein ha spesso fatto considerazioni di questo genere. Ma ultimamente la ricerca delle particelle sta mettendo in luce sempre più spesso che la cosiddetta "realta" è solo una rappresentazione matematica semplificata. E che la vera realtà (se esiste) è invece un tutt-uno, impossibile da descrivere con formule.
Con questo non voglio dire che la matematica non sia utile. Lo è certamente! Solo che in alcuni casi "riuscire a valutare il risultato complessivo essenzialmente richiede la soluzione numerica del problema", come ha giustamente scritto IsidoroKZ.
https://it.wikipedia.org/wiki/Il_Tao_della_fisica.
Anche Einstein ha spesso fatto considerazioni di questo genere. Ma ultimamente la ricerca delle particelle sta mettendo in luce sempre più spesso che la cosiddetta "realta" è solo una rappresentazione matematica semplificata. E che la vera realtà (se esiste) è invece un tutt-uno, impossibile da descrivere con formule.
Con questo non voglio dire che la matematica non sia utile. Lo è certamente! Solo che in alcuni casi "riuscire a valutare il risultato complessivo essenzialmente richiede la soluzione numerica del problema", come ha giustamente scritto IsidoroKZ.
Sono un appassionato di elettronica da sempre, ma ho dedicato più anni al software che alle formule della elettronica analogica. Ho decenni di esperienza pratica ma non conosco a memoria tutte le formule. Se sbaglio correggetemi.
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Tutte le volte che guardo un film in mpeg vedo un sacco di formule che ci girano dietro.
La cosa bella è che spesso mi capita la stessa cosa guardando il mondo.
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PietroBaima
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Ianero ha scritto:Secondo me dovresti aprire un libro.
A proposito di libri ho appeno trovato "Il Tao della fisica" in formato PDF, forse a qualcuno può far piacere leggerlo:
http://www.gianfrancobertagni.it/materi ... fisica.pdf
Sono un appassionato di elettronica da sempre, ma ho dedicato più anni al software che alle formule della elettronica analogica. Ho decenni di esperienza pratica ma non conosco a memoria tutte le formule. Se sbaglio correggetemi.
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ce l'ho ce l'ho, edizione Adelphi del 1994, con su un po' di polvere ma ce l'ho.Theremino ha scritto:(...) ho appeno trovato "Il Tao della fisica" (...)
Mi ero riproposto di tornare a leggerlo, chissà mai ...
Saluti
W - U.H.F.
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WALTERmwp
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Theremino ha scritto:il nostro Theremin suonato da un musicista in erba (io):
https://www.youtube.com/watch?v=QW7XHh9nijo
Bello, a questo punto mi viene di pensare di lasciare stare 'sta tecnologia pseudo-marconiana e mettere dei sensori moderni e affidabili lungo la tastiera del pianoforte digitale. Con l'aiuto di qualche toccata all'arranger (dico bene?), il pianista si potrà esibire un accompagnamenti smaglianti svolazzando con la mano pochi centimetri sopra la tastiera.
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L'idea è interessante e realizzabile, un po' al di la delle nostre semplici realizzazioni per il numero di sensori, minimo 3 ottave quindi 36 sensori per fare qualcosa di buono. Con i componenti del sistema theremino attuali sarebbero necessari sei master che fornirebbero ciascuno sei ingressi Cap16 in grado di sentire le dita fino ad alcuni centimetri. Ma consiglierei piuttosto di progettare un hardware apposito, magari sotto a un PCB con 12 aree che fanno da tasti. Poi si potrebbero mettere questi PCB uno dietro l'altro in catena, uno per ottava, e arrivare, senza troppa difficoltà anche a una classica tastiera da pianoforte. Noi però abbiamo troppi progetti in corso per iniziare anche questo, lasciamo la palla a qualcun altro. Comunque una bella idea!
Sono un appassionato di elettronica da sempre, ma ho dedicato più anni al software che alle formule della elettronica analogica. Ho decenni di esperienza pratica ma non conosco a memoria tutte le formule. Se sbaglio correggetemi.
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