Salve a tutti, volevo chiedere se qualcuno mi aiuta a comprendere questo grafico...
Grazie
Grafico batterie al Piombo
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Cos'è che non capisci ?
Sei più abituato a vedere questo ? Di diverso è solo cosa tieni costante e cosa vai a variare.
La corrente di carica nel primo grafico, il tempo (mantenendo costante a 0,25C la corrente di carica) nel secondo.
Bye
Ser.Tom
Sei più abituato a vedere questo ? Di diverso è solo cosa tieni costante e cosa vai a variare.
La corrente di carica nel primo grafico, il tempo (mantenendo costante a 0,25C la corrente di carica) nel secondo.
Bye
Ser.Tom0
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AlbertoFracasso ha scritto:Salve a tutti, volevo chiedere se qualcuno mi aiuta a comprendere questo grafico...
Grazie
Il grafico da te allegato (a differenza di quello allegato da SerTom) mostra la carica di un accumulatore al piombo da una prospettiva particolare.
Quello che viene messo in evidenza dal tuo grafico è:
* La tensione che si misura su un elemento (asse verticale)
* Al variare della corrente di carica (asse orizzontale)
* In funzione di diversi stati di carica dal 10% al 100% (le curve chiamate 10, 30, 50, 70 80, 90 e 100)
Una ulteriore caratteristica importante che viene mostrata dal tuo grafico è che il punto di ebollizione si trova sempre a 2.4 volt.
E infine si vede anche quale è la corrente che provoca l'ebollizione in funzione dei diversi stati di carica.
Grazie di averlo pubblicato, è un grafico interessante che mi mancava. lo metterò nella cartella "batterie al piombo" e prima o poi verrà utile. Ciao

Sono un appassionato di elettronica da sempre, ma ho dedicato più anni al software che alle formule della elettronica analogica. Ho decenni di esperienza pratica ma non conosco a memoria tutte le formule. Se sbaglio correggetemi.
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ibra: il grafico l'ho preso da un libro di impianti di produzione dell'energia elettrica
SerTom: in realtà non ho mai visto neanche quel grafico ma credo sia relativo ai diversi tipi di carica:
I sistemi di carica possibili possono essere raggruppati in tre tipi fondamentali:
1) a corrente costante, su uno o eventualmente due livelli per accelerare la carica nella prima fase. La tensione di ebollizione viene superata nella fase finale di carica, questo sistema trova scarse applicazioni nelle batterie stazionarie; è usato invece per le piccole batterie o per gli accumulatori da trazione.
2) con caratteristica a corrente decrescente. La carica è fatta in modo che l’intensità di corrente diminuisca con l’aumentare della carica stessa. La permanenza nella zona di ebollizione può essere evitata, od almeno ridotta, con notevole benefìcio per la durata della batteria.
3) con caratteristica a tensione costante. Le correnti di carica decrescono andando verso fine carica: il tempo necessario al recupero della maggior parte della capacità è notevolmente abbreviato. Per evitare sovraccarichi in corrente, il primo periodo può essere previsto a corrente costante.
Theremino: grazie per avermelo chiarito meglio, mi serviva per capire il commento del libro anche se ancora mi sembra un mistero: Dalla figura si vede subito che si può operare ad un qualunque valore di tensione, anche di poco superiore alla tensione a vuoto (?), a spese naturalmente di un maggior impegno di tempo (perché?): tale aumento non sposta comunque in modo sostanziale la durata effettiva della carica, mentre invece, come abbiamo visto (?), l'impiego di basse correnti iniziali, favorisce la conservazione della batteria (?).
SerTom: in realtà non ho mai visto neanche quel grafico ma credo sia relativo ai diversi tipi di carica:
I sistemi di carica possibili possono essere raggruppati in tre tipi fondamentali:
1) a corrente costante, su uno o eventualmente due livelli per accelerare la carica nella prima fase. La tensione di ebollizione viene superata nella fase finale di carica, questo sistema trova scarse applicazioni nelle batterie stazionarie; è usato invece per le piccole batterie o per gli accumulatori da trazione.
2) con caratteristica a corrente decrescente. La carica è fatta in modo che l’intensità di corrente diminuisca con l’aumentare della carica stessa. La permanenza nella zona di ebollizione può essere evitata, od almeno ridotta, con notevole benefìcio per la durata della batteria.
3) con caratteristica a tensione costante. Le correnti di carica decrescono andando verso fine carica: il tempo necessario al recupero della maggior parte della capacità è notevolmente abbreviato. Per evitare sovraccarichi in corrente, il primo periodo può essere previsto a corrente costante.
Theremino: grazie per avermelo chiarito meglio, mi serviva per capire il commento del libro anche se ancora mi sembra un mistero: Dalla figura si vede subito che si può operare ad un qualunque valore di tensione, anche di poco superiore alla tensione a vuoto (?), a spese naturalmente di un maggior impegno di tempo (perché?): tale aumento non sposta comunque in modo sostanziale la durata effettiva della carica, mentre invece, come abbiamo visto (?), l'impiego di basse correnti iniziali, favorisce la conservazione della batteria (?).
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AlbertoFracasso
0 2 - Messaggi: 26
- Iscritto il: 21 mag 2013, 14:21
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Certo che il tempo di carica cambia a seconda della corrente di carica. Ma il grafico che hai presentato serve per analizzare gli aspetti della carica (tensione istantanea, corrente istantanea e carica percentuale in un determinato istante), senza far caso a quanto tempo ci è voluto per arrivare a quelle condizioni di carica.
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E' vero la temperatura conta, negli accumulatori al piombo un po' meno che per altri accumulatori ma comunque è importante.
Nei grafici che non hanno la temperatura tra i parametri si suppone che la temperatura sia quella dell'ambiente, che normalmente si considera 25 gradi.
Nei grafici che non hanno la temperatura tra i parametri si suppone che la temperatura sia quella dell'ambiente, che normalmente si considera 25 gradi.
Sono un appassionato di elettronica da sempre, ma ho dedicato più anni al software che alle formule della elettronica analogica. Ho decenni di esperienza pratica ma non conosco a memoria tutte le formule. Se sbaglio correggetemi.
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Confermo che la temperatura ambiente nominale è 25°.
Ma prova a caricare con i parametri standard di 25°C una batteria (ed in questi giorni siamo in tema) posta, non esagero, e mi fermo solo a 0°C.
Ed oltre a non averla neppure caricata al 75% ... poi vedi cosa ti rende !
Bye
Ser.Tom
Ma prova a caricare con i parametri standard di 25°C una batteria (ed in questi giorni siamo in tema) posta, non esagero, e mi fermo solo a 0°C.
Ed oltre a non averla neppure caricata al 75% ... poi vedi cosa ti rende !
Bye
Ser.Tom0
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Certo, hai ragionissima!!! Ma evidentemente l'intenzione di chi ha fatto il grafico era di analizzare altri aspetti di come si comportano gli accumulatori e non la dipendenza dalla temperatura.
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