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Bernalma » 15 gen 2017, 17:31
Salve a tutti.
Volevo raccontarvi un particolare legato alle calcolatrici Texas Instruments dell'epoca.
In pratica negli anni '70 ed '80 l'Italia era una specie dell'attuale Cina (con le dovute proporzioni).
Quando facevo i primi anni dell' ITIS, avevo una calcolatrice con i nixie verdi (molto diffusi all'epoca) con poche funzioni oltre quelle classiche della matematica.
Appena si è presentata la necessità di calcoli più complessi, la calcolatrice normale non era più adeguata e serviva una calcolatrice scientifica. Proprio in quel periodo cominciò a diffondersi la TI 30 con i display rossi.
La sua particolare estetica (rispetto alle altre) ed il fatto che riportasse la sigla Texas Instruments, faceva pensare che fosse un prodotto che veniva direttamente dall'America e che all'interno ci fosse chi sa quale tecnologia sofisticata e complessa.
Non voglio dire che non ci fosse tecnologia, tutt'altro, ma non so se ricordate come erano fatte all'interno le calcolatrici semplici con i nixie verdi, c'era un bel circuito stampato con integrati (almeno uno di grandi dimensioni) poi vari transistor e vari condensatori e resistenze. Diciamo che l'iterno delle calcolatrici era abbastanza pieno di componenti e per una calcolatrice complessa come la TI 30 ci si poteva immaginare qualcosa di eccezionalmente spinto.
Appena acquistata ci fu subito un particolare che mi saltò all'occhio, nella parte sottostante, vicino al n° di matricola, cera scritto "Assembled in Italy".
Diciamo che la prima idea era che tutte le parti fossero costruite in America ed in Italia avvenisse, in qualche industria ipertecnologica, il solo assemblaggio delle parti.
Un'altra cosa strana era che quando si cambiava la batteria, all'interno del vano c'erano delle fessure che lasciavano intravvedere in parte l'interno che, invece che pieno di componenti sembrava stranamente vuoto.
La svolta avvenne quando un amico di mio padre mi disse che in un locale di sua proprietà, affittato a persone che effettuavano lavorazioni elettroniche, in seguito al loro trasferimento in altri locali più ampi avevano lasciato parecchio materiale elettronico e prima di ripulire tutto sarei potuto andare per recuperare qualcosa di mio interesse (fortune che capitano solo una volta nella vita).
Si trattava di una specie di ampio garage in una casa in pieno centro abitato di Castelfidardo ed in un vicolo un po' nascosto.
Entrato dentro con mio grande stupore vidi che una delle grandi e tecnologiche aziende di assemblaggio delle calcolatrici Texas, era stata all'interno di quel garage.
Naturalmente mi sono accaparrato un po' di calcolatrici semiassemblate presenti all'interno, poi ho avuto la conferma che tutta l'elettronica presente all'interno era composta semplicemente da un piccolo circuitino stampato con i display ed UN SOLO integrato, oltre naturalmente al rettangolo di plastica nero con all'interno i contatti della tastiera.
Neranche un condensatore neanche una resistenza o un transistor.
Una di quelle è al centro della mia foto nel precedente post.
Praticamente in quel garage si assemblavano le TI 30 e le TI 33, la cui differenza (oltre ad alcune funzioni) era semplicemente la sigla dell'integrato saldato nel C.S.
Poi sicuramente, all'interno di quel garage, montavano anche gli integrati, perché tra gli scarti ho trovato alcune calcolatrici con l'integrato montato al contrario (non credo che provenissero in quel modo dall'America).
In pratica la Cina dell'epoca era l'Italia. Da quel periodo i nostri governanti si sono dati molto da fare per fare in modo che il lavoro si trasferisse dall'Italia alla Cina e si può dire che su questo sono stati molto efficienti, sono perfettamente riusciti nel loro intento.