Il senso, che non trovo, sta proprio nella specificità.
E un pavimento troppo scivoloso ?
Una sedia instabile ?
Un ...
E allora quali e quante garanzie dovrebbe ottenere l'azienda ?
Ma io mi chiedo perché mai l'azienda si dovrebbe tutelare se quel luogo materiale non è "azienda" ma un'abitazione privata.
Saluti
Telelavoro
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Mike
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[12] Re: Telelavoro
grazie per le risposte, il problema dal punto di vista tecnico sta anche qui se la postazione di lavoro all'interno di un appartamento la considero come un luogo di lavoro allora è soggetta anche le verifiche dell'impianto di messa a terra DPR 462 è soggetta all'installazione degli illuminazione di sicurezza è soggetta a creare un luogo sicuro e chi più ne ha più ne metta
non ci sono problemi, ma solo soluzioni
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[13] Re: Telelavoro
Il problema si è posto anche nel luogo in cui lavoro io.
La sintesi a cui sono arrivati è la seguente (e si è presentata solo in un caso specifico).
A) tu lavoratore mi chiedi per un periodo x di telelavorare a casa, per problemi tuoi (problemi familiari).
b) io ti concedo di lavorare da casa tua, ma la tua casa non diventa un luogo di lavoro ma la postazione di lavoro si.
c) il principio adottato è stato quello che il lavoratore a casa non fosse esposto a rischi maggiori di quelli a cui è esposto normalmente e normativamente a casa sua.
c) è stata fatta una verifica a casa per verificare che l'impianto fosse quantomeno adeguato alla 46/90.
d) la postazione di lavoro (sedia tavolo PC) è stata fornita dall'azienda a norma.
e) non so come hanno risolto per quanto riguarda l'illuminazione, ma se non erro, visto che normalmetne il lavoratoe non sarebbe stato "fisso continuativamente" al PC, credo che abbiano sopravvolato.
Alla fine della fiera, il telelavoro è ancora una bestia strana.
Se il lavoratore chiede di telelavorare per risolvere anche problemi suoi, probabilmetne è un discorso contrattabile.
Se l'azienda si organizza per far telelavorare i lavoratori a casa il discorso è diverso, probabilmene assimilabile alle lavoranti a domicilio, ma non più di tanto.
La sintesi a cui sono arrivati è la seguente (e si è presentata solo in un caso specifico).
A) tu lavoratore mi chiedi per un periodo x di telelavorare a casa, per problemi tuoi (problemi familiari).
b) io ti concedo di lavorare da casa tua, ma la tua casa non diventa un luogo di lavoro ma la postazione di lavoro si.
c) il principio adottato è stato quello che il lavoratore a casa non fosse esposto a rischi maggiori di quelli a cui è esposto normalmente e normativamente a casa sua.
c) è stata fatta una verifica a casa per verificare che l'impianto fosse quantomeno adeguato alla 46/90.
d) la postazione di lavoro (sedia tavolo PC) è stata fornita dall'azienda a norma.
e) non so come hanno risolto per quanto riguarda l'illuminazione, ma se non erro, visto che normalmetne il lavoratoe non sarebbe stato "fisso continuativamente" al PC, credo che abbiano sopravvolato.
Alla fine della fiera, il telelavoro è ancora una bestia strana.
Se il lavoratore chiede di telelavorare per risolvere anche problemi suoi, probabilmetne è un discorso contrattabile.
Se l'azienda si organizza per far telelavorare i lavoratori a casa il discorso è diverso, probabilmene assimilabile alle lavoranti a domicilio, ma non più di tanto.
Altrove. .Volutamente Anonimo
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[14] Re: Telelavoro
Non è un luogo di lavoro, si tratta di casa sua, proprietà privata.
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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[15] Re: Telelavoro
Beh non credo che la distinzione sia significativa... magari non è ancora normato (ma credo di si) però se si introduce il telelavoro credo e spero debbano essere rispettate le stesse norme di sicurezza sul lavoro che ci sono in ditta.
Quindi sarà anche una casa privata, ma non vedo perché la ditta non dovrebbe e potrebbe pretendere una certificazione dell'impianto elettrico fatta da tecnico abilitato (e non autocertificazione).
Idem per illuminazione, sedia e postazione di lavoro... una ditta seria dovrebbe e potrebbe pretendere che vengano usati strumenti idonei (e ovviamente fornirli lei o costringere da contratto che il lavoratore se li procuri).
Se un impiantista sale su un traliccio o un tetto (che immagino siano proprietà privata) non può mica non rispettare le norme di sicurezza...
Insomma a mio avviso che si tratti di ambiente di lavoro tradizionale o abitazione privata le norme di sicurezza dovrebbero essere uguali o molto simili, se non è così è solo perché sono norme di lavoro nuove e ci sono ancora "buchi normativi"
Quindi sarà anche una casa privata, ma non vedo perché la ditta non dovrebbe e potrebbe pretendere una certificazione dell'impianto elettrico fatta da tecnico abilitato (e non autocertificazione).
Idem per illuminazione, sedia e postazione di lavoro... una ditta seria dovrebbe e potrebbe pretendere che vengano usati strumenti idonei (e ovviamente fornirli lei o costringere da contratto che il lavoratore se li procuri).
Se un impiantista sale su un traliccio o un tetto (che immagino siano proprietà privata) non può mica non rispettare le norme di sicurezza...
Insomma a mio avviso che si tratti di ambiente di lavoro tradizionale o abitazione privata le norme di sicurezza dovrebbero essere uguali o molto simili, se non è così è solo perché sono norme di lavoro nuove e ci sono ancora "buchi normativi"
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[16] Re: Telelavoro
Mi sembra che
iosolo35 abbia fatto la domanda con riferimento al 462/2001.
Per me no, il 462 non si applica alla casa del telelavoratore ed è giusto che non si applichi fino a quando non decideranno che tutti gli impianti di abitazione siano sottoposti all'obbligo (spero mai).
Per me no, il 462 non si applica alla casa del telelavoratore ed è giusto che non si applichi fino a quando non decideranno che tutti gli impianti di abitazione siano sottoposti all'obbligo (spero mai).
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[17] Re: Telelavoro
ma no quale scontro epocale...
E' e resterà un problema più che altro formale, visto che comunque il rischio sul lavoro è altro (cisterne, tralicci, ecc)
Gli infortuni domestici sono relativamente pochi anche con impianti non a norma
Magari renderanno alcune norme obbligaorie per far lavorare la lobby degli elettricisti, perché spesso si critica la burocrazia ma viene creata anche per far lavorare le P.IVA...
O vogliamo credere che la revisione obbligatoria della mia caldaia nuova a metano, sul balcone, venga fatta per motivi ambientali o di sicurezza?
Scusate l'OT, ma troppo spesso si critica burocrazia e norme ma a beneficiarne non sono solo i burocrati
E' e resterà un problema più che altro formale, visto che comunque il rischio sul lavoro è altro (cisterne, tralicci, ecc)
Gli infortuni domestici sono relativamente pochi anche con impianti non a norma
Magari renderanno alcune norme obbligaorie per far lavorare la lobby degli elettricisti, perché spesso si critica la burocrazia ma viene creata anche per far lavorare le P.IVA...
O vogliamo credere che la revisione obbligatoria della mia caldaia nuova a metano, sul balcone, venga fatta per motivi ambientali o di sicurezza?
Scusate l'OT, ma troppo spesso si critica burocrazia e norme ma a beneficiarne non sono solo i burocrati
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[18] Re: Telelavoro
La disciplina del tele-lavoro non mi pare si trovi all'anno zero ma gli esempi forniti (@richiurci, @NSE) danno l'idea di quali fossero e siano i margini d'interpretazione che nell'incertezza inducono, magari, al ricorso di una minima tutela (da parte del datore): allora emergono, ad esempio, particolari come l'arredo di una postazione.
Saluti
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[19] Re: Telelavoro
Goofy ha scritto:Per me no, il 462 non si applica alla casa del telelavoratore (spero mai).
Sicuro?
L'applicazione del 462 è abbastanza sottile.
Il mio collegio anni fa sosteneva che (per esempio) nei vani scala dei condomini, doveva essere applicato se si utilizzava una impresa di pulizie.
E se uno in casa avesse una badante?
La legge detta le linee generali (giustamente) poi ci sono i casi particolari in cui bisogna ingegnarsi.
A parer mio: se io sono una impresa che organizza la sua filiera produttiva utilizzando anche il teleleavoro (perché magari risparmio in spazi) e il lavoratore non ha possibilità di scelta, allora secondo me per estensione l'abitazione diventa un luogo di lavoro a tutti gli effetti.
negli altri casi. .cum grano salis.
Condivido comunque in pieno quanto a detto
Altrove. .Volutamente Anonimo
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[20] Re: Telelavoro
come obiezione ha una sua ragione ma la eventuale classificazione di "luogo di lavoro", con tutto ciò che ne potrebbe derivare, non credo proprio possa essere declinata in funzione di chi propone la soluzione.NSE ha scritto:(...) se io sono una impresa che organizza la sua filiera produttiva utilizzando anche il teleleavoro (perché magari risparmio in spazi) e il lavoratore non ha possibilità di scelta, allora secondo me per estensione l'abitazione diventa un luogo di lavoro a tutti gli effetti. (...)
Saluti
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