Ciao a tutti. scusate il titolo scemo ma sono alla frutta. Sto costruendo una fontana del tempo che si sincronizza sulla frequenza del gocciolamento e attraverso una strobo "fissa le gocce".
La parte relativa alle temporizzazioni la sto gestendo con arduino, mentre la cosa che davvero mi sta mandando ai matti è sicuramente semplice, ovvero non bruciare i led.
Ho comprato a caro prezzo dei jumbo UV da 80mA, davvero molto luminosi e dovrei pilotarne 24 (due array da 12).
Attualmente li ho collegati in parallelo a serie di 4, ma la luminosità è non particolarmente buona: sarebbe opportuno pilotarli in specifica, ovvero 3.7v 80mA.
ho provato, sperando invano di fare una cosa buona, a ridurre a 3 le serie, ma nonostante il periodo di accensione sia dell'ordine dei millisecondi, ho bruciato una decina di led dopo neppure due minuti. Alcuni adesso lampeggiano se li alimento con 3v... insomma ho fatto un casino, non usando neppure una resistenza di limitazione.
Non è tanto aver buttato una ventina di euro che mi dispiace, ma piuttosto non avere più "cartucce" da sprecare per le prove empiriche, perché i tempi di spedizione di questi led sono biblici.
Tutto questo papillo per arrivare alla seguente domanda:
avreste idea di come alimentare a corrente "quasi" costante questi due array da 12 led, avendo io a disposizione una tensione di 12v? Se se ne dovesse bruciare uno, si porterebbe dietro gli altri?
I led riportano v 3- vmax 3.7, imax continua 80mA, iMax picco 120mA.
Con l'occasione aggiungerei anche un'ulteriore richiesta: attualmente sto usando un 2n1711 per gestirli e scalda molto: è corretto o ho toppato anche il transistor?
Come avrete capito non sono assolutamente esperto, ma ho comunque voglia di imparare e ringrazio fin da ora chiunque mi sappia consigliare.
Continuo a bruciare led. dovrei pilotare un array di 24 led
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Una resistenza di limitazione ci vuol per forza. Essendo i led da 3.7V bisogna fare serie da 3 con in serie una resistenza di valore adeguato.
è la tensione che cade ai capi della reresistenza.
un valore piu grande ma prossimo a questo garantisce una 80ina di mA sui led e vai sul sicuro.
Manda con fidocadJ lo schema di come hai collegato i transistor, con quelle correnti se riscalda cosi tanto probabilmente ce un errore o nello schema o nella realizzazione.
Sono solo uno studente non prendere per oro troppo colato quello che dico
Davide
è la tensione che cade ai capi della reresistenza.
un valore piu grande ma prossimo a questo garantisce una 80ina di mA sui led e vai sul sicuro.Manda con fidocadJ lo schema di come hai collegato i transistor, con quelle correnti se riscalda cosi tanto probabilmente ce un errore o nello schema o nella realizzazione.
Sono solo uno studente non prendere per oro troppo colato quello che dico
Davide
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Quoto
dadduni, una resistenza di limitazione ci vuole.
Il 2N1711 è piccolo ed ha una VceSat elevata, meglio un BD o TIP in TO220.
Posta uno schema magari ...
Il 2N1711 è piccolo ed ha una VceSat elevata, meglio un BD o TIP in TO220.
Posta uno schema magari ...
Da soli conosciamo alcune cose.
In molti ne conosceremo molte di più.
In molti ne conosceremo molte di più.
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innanzitutto grazie ad entrambi per le risposte. dato l'orario e il figliolo che a breve dovrò cambiare scrivo al volo dal cellulare:
posso azzardare un'ipotesi? ho come l'impressione che i tanto pubblicizzati 80mA siano fasulli. per quanto "stringente" possa essere la curva di questi led, che hanno addirittura 120mA di picco, (sempre stando al fantomatico datasheet), faccio davvero fatica a pensare che si possano essere cotti in così poco tempo, tanto più che lampeggiavano per frazioni di secondo. Domani provo a mettermi con l'amperometro e voglio proprio vedere a quale tensione la corrente comincia a crescere troppo velocemente (senza effettivo beneficio in lumen).
Sono proprio curioso di leggere quanti mA passano con 4v.
Detto questo sicuramente proverò con la resistenza da te consigliata, ma lo posticiperei all'effettiva verifica dei dati del produttore.
Probabilmente mi sono spiegato male in relazione al rischio di cottura di altri led: probabilmente (ma ripeto di avere nozioni di elettronica puramente hobbistiche, purtroppo), mi riferivo al fatto di utilizzare qualcosa come un lm317 per mantenere la corrente costante (per evitare che, lavorando al limite del componente, una discreta variazione di temperatura avesse fatto impennare le correnti), con il rischio, in caso di diminuzione del numero delle serie (da 3 a 2, ad esempio), di ripartire 240mA su due rami invece che tre...
Riguardo allo schema purtroppo fidocad non l'ho mai usato.Potrei postare una foto dei collegamenti?
all'atto pratico dovrei solo pilotare questi 24 led con una manciata di mA che arduino mi restituisce.
posso azzardare un'ipotesi? ho come l'impressione che i tanto pubblicizzati 80mA siano fasulli. per quanto "stringente" possa essere la curva di questi led, che hanno addirittura 120mA di picco, (sempre stando al fantomatico datasheet), faccio davvero fatica a pensare che si possano essere cotti in così poco tempo, tanto più che lampeggiavano per frazioni di secondo. Domani provo a mettermi con l'amperometro e voglio proprio vedere a quale tensione la corrente comincia a crescere troppo velocemente (senza effettivo beneficio in lumen).
Sono proprio curioso di leggere quanti mA passano con 4v.
Detto questo sicuramente proverò con la resistenza da te consigliata, ma lo posticiperei all'effettiva verifica dei dati del produttore.
Probabilmente mi sono spiegato male in relazione al rischio di cottura di altri led: probabilmente (ma ripeto di avere nozioni di elettronica puramente hobbistiche, purtroppo), mi riferivo al fatto di utilizzare qualcosa come un lm317 per mantenere la corrente costante (per evitare che, lavorando al limite del componente, una discreta variazione di temperatura avesse fatto impennare le correnti), con il rischio, in caso di diminuzione del numero delle serie (da 3 a 2, ad esempio), di ripartire 240mA su due rami invece che tre...
Riguardo allo schema purtroppo fidocad non l'ho mai usato.Potrei postare una foto dei collegamenti?
all'atto pratico dovrei solo pilotare questi 24 led con una manciata di mA che arduino mi restituisce.
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non vorrei essere sembrato presuntuoso nella risposta, ma intendevo che il datasheet ufficiale non lo ho, ho solo queste info scritte da un venditore di ebay. è solo per questo che sono scettico. Se scoprissi che i mA fossero 20, la resistenza salirebbe e si spiegherebbe anche la morte dei componenti
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faccio davvero fatica a pensare che si possano essere cotti in così poco tempo
Senza alcuna forma di limitazione potrebbero tranquillamente bruciarsi all'istante!
Sono proprio curioso di leggere quanti mA passano con 4v
Se la tensione di funzionamento è di 3.7V imponendo sul LED una tensione maggiore ti metti nelle perfette condizioni di bruciarlo! Se vuoi divertirti nel fare una prova prendi un alimentatore a 5V e metti un potenziometro in serie al led, imposti il potenziometro a un valore di restenza elevato per poi abbassarlo gradualmente e osservi quando si raggiunge la tensione di soglia ai capi del diodo oppure quando la luminosità diventa apprezzabile (sempre rispettando le specifiche del datasheet) così puoi farti un idea empirica delle caratteristiche di un led che non conosci.
Collegare un diodo ad un generatore come avevi proposto vuol dire pilotarlo appunto in tensione mentre per sua natura (e per la sua sicurezza) bisogna pilotarlo in corrente.
lm317 per mantenere la corrente costante
in questo caso mi sembra una soluzione esagerata, è come voler abbattere un piccione con un cannone. E' certo che esistono soluzioni più raffinate per avere un generatore di corrente ma in questo caso dove non ci sono specifiche stringenti e si sta parlando di una manciata di led la resistenza fa adeguatamente il suo dovere ed è una soluzione strausata sicura, probabilmente non c'è bisogno di null'altro
Davide
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federino ha scritto:non vorrei essere sembrato presuntuoso nella risposta, ma intendevo che il datasheet ufficiale non lo ho, ho solo queste info scritte da un venditore di ebay. è solo per questo che sono scettico. Se scoprissi che i mA fossero 20, la resistenza salirebbe e si spiegherebbe anche la morte dei componenti
Ecco, questo è il vero problema. In realtà non sai se i LED che hai nel cassetto sono veramente quello che tu credi siano. A parer mio spiegherebbe ogni cosa.
Se chiarisci meglio cosa significa "jumbo UV" o se posti un link alle "presunte" caratteristiche
vediamo cosa si può mettere altrimenti non ne usciamo
caro Dynamo Da soli conosciamo alcune cose.
In molti ne conosceremo molte di più.
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federino ha scritto:Non è tanto aver buttato una ventina di euro che mi dispiace, ma piuttosto non avere più "cartucce" da sprecare per le prove empiriche, perché i tempi di spedizione di questi led sono biblici.
Per pilotare dei led non serve fare alcuna prova empirica, basta usare la legge di ohm. Non puoi pretendere di pilotarli in tensione, la corrente ha una forma esponenziale.
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marioursino
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- Messaggi: 1598
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Mi pare che la faccenda con l’elettronica non abbia nulla a che fare.
Evidenzio alcuni punti:
1.- “non usando neppure una resistenza di limitazione.”
Con questo si è già detto tutto e non dovrebbe esserci altro da aggiungere.
Però, forse vale la pena di ripetere ancora : se non usi “neppure una resistenza di limitazione”, cosa pensi che intervenga a limitare la corrente nei LED ad un valore tale da non farli “bruciare”?
Capisco che si tratta di applicazioni arduiniche, quindi prive di qualsiasi aderenza con la realtà fisica di quanto collegato al circuito, però almeno la legge di Ohm…
Però il WEB offre agli arduisti una messe di buone idee, come questa
http://duino4projects.com/how-to-build- ... g-arduino/
dove comandiamo 4 catene di led in serie-parallelo con un antico e glorioso J310, FET per uso generico, ma assurdamente inadeguato all’applicazione
http://danssmallpartsandkits.net/J309-D.pdf
e, noblesse oblige, senza la minima resistenza in serie.
E’ ovvio che con esempio come questo non si va da nessuna parte.
2. - come alimentare a corrente "quasi" costante
Perché “quasi”? Sembra la pubblicità in radio della Nissan.
Si può realizzare un generatore di corrente costante reale
In rete ci sono n-mila schemi, ad es
http://www.instructables.com/id/Build-t ... n-Scanner/
Anche se usando un driver opportuno la cosa è migliore
3. – “Se se ne dovesse bruciare uno, si porterebbe dietro gli altri? “
A parte il “bruciare” e le tendenze sociali dei LED in questioni di viaggi, in una serie, se un elemento si interrompe, è evidente che gli altri non partecipano al luttuoso evento. Di solito…
Nel senso che è sempre possibile che anche più di uno decidano di defungere contemporaneamente.
Il problema non è questo: il problema, nei LED, è limitare la corrente ad un massimo accettabile.
Cosa per la quale bast una banale resistenza in serie.
4. – “attualmente sto usando un 2n1711 per gestirli e scalda molto: è corretto o ho toppato anche il transistor?”
La seconda è la risposta esatta.
Che resistenza c’è sulla base? E sul collettore in serie ai LED sempre niente? E come dissipatore del calore? Schema, please.
5 . Come avrete capito non sono assolutamente esperto, ma ho comunque voglia di imparare e ringrazio fin da ora chiunque mi sappia consigliare.
Capito ed è cosa del tutto normale.
Però quando si realizza in : “…sicuramente proverò con la resistenza da te consigliata, ma lo posticiperei all'effettiva verifica dei dati del produttore…” si dimostra proprio tutto il contrario.
Dai dati del produttore cosa potresti trarre che ancora non sai? Se la corrente massima ammissibile fosse anche 240mA, ma non la limiti in alcun modo, cosa pensi di ottenere? La semplice resistenza in serie proprio no?
E anche riguardo allo schema, a mio parere, affrontare anche un semplice caso come quello presente senza disegnare uno schema (le ragioni sono deducibili dal contesto) non è un sintomo né del voler imparare, né dell’essere interessati ai consigli.
Evidenzio alcuni punti:
1.- “non usando neppure una resistenza di limitazione.”
Con questo si è già detto tutto e non dovrebbe esserci altro da aggiungere.
Però, forse vale la pena di ripetere ancora : se non usi “neppure una resistenza di limitazione”, cosa pensi che intervenga a limitare la corrente nei LED ad un valore tale da non farli “bruciare”?
Capisco che si tratta di applicazioni arduiniche, quindi prive di qualsiasi aderenza con la realtà fisica di quanto collegato al circuito, però almeno la legge di Ohm…
Però il WEB offre agli arduisti una messe di buone idee, come questa
http://duino4projects.com/how-to-build- ... g-arduino/
dove comandiamo 4 catene di led in serie-parallelo con un antico e glorioso J310, FET per uso generico, ma assurdamente inadeguato all’applicazione
http://danssmallpartsandkits.net/J309-D.pdf
e, noblesse oblige, senza la minima resistenza in serie.
E’ ovvio che con esempio come questo non si va da nessuna parte.
2. - come alimentare a corrente "quasi" costante
Perché “quasi”? Sembra la pubblicità in radio della Nissan.
Si può realizzare un generatore di corrente costante reale
In rete ci sono n-mila schemi, ad es
http://www.instructables.com/id/Build-t ... n-Scanner/
Anche se usando un driver opportuno la cosa è migliore
3. – “Se se ne dovesse bruciare uno, si porterebbe dietro gli altri? “
A parte il “bruciare” e le tendenze sociali dei LED in questioni di viaggi, in una serie, se un elemento si interrompe, è evidente che gli altri non partecipano al luttuoso evento. Di solito…
Nel senso che è sempre possibile che anche più di uno decidano di defungere contemporaneamente.
Il problema non è questo: il problema, nei LED, è limitare la corrente ad un massimo accettabile.
Cosa per la quale bast una banale resistenza in serie.
4. – “attualmente sto usando un 2n1711 per gestirli e scalda molto: è corretto o ho toppato anche il transistor?”
La seconda è la risposta esatta.
Che resistenza c’è sulla base? E sul collettore in serie ai LED sempre niente? E come dissipatore del calore? Schema, please.
5 . Come avrete capito non sono assolutamente esperto, ma ho comunque voglia di imparare e ringrazio fin da ora chiunque mi sappia consigliare.
Capito ed è cosa del tutto normale.
Però quando si realizza in : “…sicuramente proverò con la resistenza da te consigliata, ma lo posticiperei all'effettiva verifica dei dati del produttore…” si dimostra proprio tutto il contrario.
Dai dati del produttore cosa potresti trarre che ancora non sai? Se la corrente massima ammissibile fosse anche 240mA, ma non la limiti in alcun modo, cosa pensi di ottenere? La semplice resistenza in serie proprio no?
E anche riguardo allo schema, a mio parere, affrontare anche un semplice caso come quello presente senza disegnare uno schema (le ragioni sono deducibili dal contesto) non è un sintomo né del voler imparare, né dell’essere interessati ai consigli.
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Brianz
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Brianz ha scritto:Mi pare che la faccenda con l’elettronica non abbia nulla a che fare.
Evidenzio alcuni punti:
.- “non usando neppure una resistenza di limitazione.”
Con questo si è già detto tutto e non dovrebbe esserci altro da aggiungere.
Però, forse vale la pena di ripetere ancora : se non usi “neppure una resistenza di limitazione”, cosa pensi che intervenga a limitare la corrente nei LED ad un valore tale da non farli “bruciare”?
Capisco che si tratta di applicazioni arduiniche, quindi prive di qualsiasi aderenza con la realtà fisica di quanto collegato al circuito, però almeno la legge di Ohm…
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e, noblesse oblige, senza la minima resistenza in serie.
E’ ovvio che con esempio come questo non si va da nessuna parte.
Hai ragione, indubbiamente rileggendomi ho scritto un nonsense.
Purtroppo partivo da un presupposto sbagliato. Sebbene sappia che un led ha un comportamento tutto fuorchè lineare se sottoposto ad una ddp variabile, speravo, dovendo appunto sfruttare periodi di accensione di qualche millisecondo, di poter "osare" con tensioni oltre soglia.
Immaginavo che il led, con "soli" 0.3V in più, potesse portare la corrente a poco più degli 80mA limite, ma comunque speravo di mantenerlo sotto i 120 di picco: insomma, ricadevo nell' errore di considerare il led come una specie di resistenza con un comportamento non lineare: ho peccato di presunzione e di eccessivo empirismo, chiedo venia!
Ricapitolando quindi, se ho ben capito (perché il concetto di "controllare" in corrente non mi è tanto chiaro ancora), sottoponendo un led ad una DDP pari alla sua massima, la corrente che passa è pari al valore massimo riportato sul datasheet? (puo' essere che stia dicendo castronerie...)
Per fare un esempio, quindi, un led che riporta nei dati di targa una tensione massima di 3.7V, ed una corrente massima di 80mA, se sottoposto a tale d.d.p (3.7V), si mantiene nel suo range di funzionamento ottimale (80mA?).
Conseguenza di questo è che , avendo sottoposto i 3 led in serie ad una DDP di 4V l'uno, la corrente che è circolata è stata di gran lunga maggiore rispetto agli 80mA, con conseguente decesso?
Dico un' ennesima castroneria se definisco l'operazione di "controllare in corrente" un led, come quella di sottoporre ai capi del led stesso una ddp variabile nel tempo in modo tale che la corrente si mantenga costante?
Penso piu' che altro a matrici led da qualche decina di watt, nelle quali la variazione di temperatura fisiologica modifica la curva V I, rendendo di fatto necessario un controllo sulla corrente assorbita, che altrimenti crescerebbe esponenzialmente, rispetto alla conducibilità dei diodi.
2. - come alimentare a corrente "quasi" costante
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In rete ci sono n-mila schemi, ad es
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Anche se usando un driver opportuno la cosa è migliore
Perfetto, ma alla luce dei vostri consigli, ne vale la pena per pilotare 24 led?
3. – “Se se ne dovesse bruciare uno, si porterebbe dietro gli altri? “
A parte il “bruciare” e le tendenze sociali dei LED in questioni di viaggi, in una serie, se un elemento si interrompe, è evidente che gli altri non partecipano al luttuoso evento. Di solito…
Nel senso che è sempre possibile che anche più di uno decidano di defungere contemporaneamente.
Il problema non è questo: il problema, nei LED, è limitare la corrente ad un massimo accettabile.
Cosa per la quale bast una banale resistenza in serie.
Chiaro, anche se nel mio cervello avevo in mente di mantenere costante la corrente per tutto l'array.
Era per questo motivo che la mia paura era di creare una reazione a catena.
E' chiaro che se sono in serie ne "muore" uno e la corrente smette di circolare in quella maglia, ma immaginavo appunto di avere 240mA costanti per pilotare 3 serie da 4... se un led mi avesse abbandonato (ma anche fosse saltata semplicemente una saldatura), avrei avuto 2 serie da 3, ai capi delle quali avrei avuto una ddp maggiore, per garantire il passaggio dei 240 mA di cui sopra...
Anche in questo caso spero di non avere le idee molto confuse, ho sempre immaginato il "regolatore" di corrente come un qualcosa che, in base al feedback del circuito, modificasse la tensione, per tendere al valore definito, una sorta di controreazione, per intenderci. Forse dovrei chiarirmi un po' le idee su questo punto.
4. – “attualmente sto usando un 2n1711 per gestirli e scalda molto: è corretto o ho toppato anche il transistor?”
La seconda è la risposta esatta.
Che resistenza c’è sulla base? E sul collettore in serie ai LED sempre niente? E come dissipatore del calore? Schema, please.
Ehm, provo a buttare giu' un disegno, sicuramente piu' chiaro rispetto alla foto della millefori.
Lo scopo è semplicemente quello di sfruttare un pin digitale di arduino per accendere 24 led.
attualmente ho PINArduino - 1kOhm - base
12v collettore
emettitore - 15Ohm - 8 serie da 3 led
5 . Come avrete capito non sono assolutamente esperto, ma ho comunque voglia di imparare e ringrazio fin da ora chiunque mi sappia consigliare.
Capito ed è cosa del tutto normale.
Però quando si realizza in : “…sicuramente proverò con la resistenza da te consigliata, ma lo posticiperei all'effettiva verifica dei dati del produttore…” si dimostra proprio tutto il contrario.
Dai dati del produttore cosa potresti trarre che ancora non sai? Se la corrente massima ammissibile fosse anche 240mA, ma non la limiti in alcun modo, cosa pensi di ottenere? La semplice resistenza in serie proprio no?
E anche riguardo allo schema, a mio parere, affrontare anche un semplice caso come quello presente senza disegnare uno schema (le ragioni sono deducibili dal contesto) non è un sintomo né del voler imparare, né dell’essere interessati ai consigli.
Hai ragione da vendere, non volevo assolutamente passare come quello che chiede aiuto e non si fida, chiedo scusa e confermo di aver optato proprio per una resistenza vicina al valore suggerito.
Relativamente ai dati del produttore, ho comprato questi led molto tempo fa, ma ho ritrovato l'annuncio:
i dati sono quelli segnalati.
Ho empiricamente provato con un potenziometro a verificare la capacità di reggere gli 80mA.
Con l'occasione ho fritto parecchi altri led, per rendermi conto di quanto velocemente salga la corrente vicino al limite. Con 4V sono durati anche troppo.
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