Buongiorno, mi ha chiamato un cliente che ha una casa su tre piani, con un impianto ante 1990.
Su questo impianto sono state fatte alcune modifiche negli anni successivi al 1990.
Adesso il nuovo proprietario della casa vorrebbe fare altre modifiche e ricevere o la DICO o la DIRI.
L'impianto vecchio presenta anche cavi N07V-K di 1 mmq e colori un po' sbagliati....tipo neutri rossi o bianchi ecc....probabilmente presenta anche impianti tv telefono e elettrico mischiati.....
La DIRI dell'impianto vecchio, deve dichiarare la rispondenza alle normative ante 1990 oppure se faccio una DIRI devo anche far adeguare l'impianto vecchio sostituendo i colori e le sezioni delle cordicelle?
In che anno è entrato in vigore il codice colori con neutro celeste e PE giallo verde ?
La casa ha anche un seminterrato e una mansarda parzialmente abitabile e il tutto supera i 400 mq....cosa fa somma per raggiungere i 400 mq, anche le parti di mansarda non abitabili e alte 1,5 metri.....?
Grazie
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gjkfriend ha scritto:Buongiorno, mi ha chiamato un cliente che ha una casa su tre piani, con un impianto ante 1990.
Su questo impianto sono state fatte alcune modifiche negli anni successivi al 1990.
Diri per questi interventi + eventuale adeguamento da parte di ditta abilitata che rilascera DICO.
gjkfriend ha scritto:Adesso il nuovo proprietario della casa vorrebbe fare altre modifiche e ricevere o la DICO o la DIRI.
Se fa modifiche ci vuole progetto (>400m²) e DICO. La DIRI non va bene per nuove modifiche.
Conclusione personale
Riprogetterei tutto tenendo conto dell'esistente con le normative attuali e verificando lo stato degli impianti (dopo quasi 30 anni).
Ciò che va bene lo fai lasciare il resto lo fai modificare dalla ditta elettrica che farà anche le modifiche richieste.
Senza conoscere niente direi che progettare un impianto da 6 kW monofase per una casa da 400m² mi sembra un po' poco.
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scusate ma mi sembra la solita puttanata!
la dichiarazione di rispondenza la devi sempre ricondurre alla regola d'arte
le norme tecniche hanno sempre seguito la regola d'arte non il contrario!
la regola d'arte (e appresso le norme tecniche) oggi, non è la stessa di 40 anni fa!, sennò faremmo gli impianti ancora come si facevano 40 anni fa! mi pare ovvio!
nella dichiarazione di rispondenza TU, ti prendi la responsabilità di dire: questo impianto, questa parte di impianto, questo e quell'altro... sebbene etc. etc. rispondono alla regola d'arte
ma se parti dal presupposto di arrovellarti su cosa prevedeva la regola d'arte negli anni '70, o su quali "norme" si seguissero all'epoca, a mio avviso non stai facendo un buon servizio al tuo cliente
per me la D.D.R. ha uno scopo semplice (difficile!)
valutare cosa in un impianto sia "salvabile" e cosa invece non lo sia
fare tutte le misure necessarie, verificare con tutti e 5 i sensi lo stato di fatto dell'impianto
e in ultimo assumersi l'onere di promuovere o bocciare, parte o tutto ciò che si è analizzato, con la consapevolezza che quell'impianto deve essere utilizzato
per il cliente, questo vale a dire, che a un prezzo inferiore del rifacimento ex-novo, vengono mantenute le parti idonee ed eventualmente adeguate quelle che manifestano carenze (non rispettano la regola d'arte)
pagare una D.D.R. per avere un impianto adeguato alla tecnica degli anni '40, nel 2017 mi pare solo una vaccata senza alcun senso [se non per accontentare i burocrati della carta]
gjkfriend ha scritto:La DIRI dell'impianto vecchio, deve dichiarare la rispondenza alle normative ante 1990 oppure se faccio una DIRI devo anche far adeguare l'impianto vecchio sostituendo i colori e le sezioni delle cordicelle?
la dichiarazione di rispondenza la devi sempre ricondurre alla regola d'arte
le norme tecniche hanno sempre seguito la regola d'arte non il contrario!
la regola d'arte (e appresso le norme tecniche) oggi, non è la stessa di 40 anni fa!, sennò faremmo gli impianti ancora come si facevano 40 anni fa! mi pare ovvio!
nella dichiarazione di rispondenza TU, ti prendi la responsabilità di dire: questo impianto, questa parte di impianto, questo e quell'altro... sebbene etc. etc. rispondono alla regola d'arte
ma se parti dal presupposto di arrovellarti su cosa prevedeva la regola d'arte negli anni '70, o su quali "norme" si seguissero all'epoca, a mio avviso non stai facendo un buon servizio al tuo cliente
per me la D.D.R. ha uno scopo semplice (difficile!)
valutare cosa in un impianto sia "salvabile" e cosa invece non lo sia
fare tutte le misure necessarie, verificare con tutti e 5 i sensi lo stato di fatto dell'impianto
e in ultimo assumersi l'onere di promuovere o bocciare, parte o tutto ciò che si è analizzato, con la consapevolezza che quell'impianto deve essere utilizzato
per il cliente, questo vale a dire, che a un prezzo inferiore del rifacimento ex-novo, vengono mantenute le parti idonee ed eventualmente adeguate quelle che manifestano carenze (non rispettano la regola d'arte)
pagare una D.D.R. per avere un impianto adeguato alla tecnica degli anni '40, nel 2017 mi pare solo una vaccata senza alcun senso [se non per accontentare i burocrati della carta]
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
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Salvatore Quasimodo
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In un caso molto simile, da installatore, mi sono comportato così:
- ho aperto tutte le cassette di derivazione e le scatole frutto e le ho ispezionate.
- ho rifatto completamente le giunzioni usando morsetti (erano nastrate)
- ho sostituito le prese senza alveoli protetti con delle prese nuove.
- ho sostituito gli interruttori del quadro appartamento (1 differenziale Idn 0,03A e 2 magnetotermici - 10A/16A)
- ho verificato la protezione delle linee da sovracorrenti.
- ho verificato il rispetto delle distanze in bagno
- ho portato il PE ai centri, che ne erano sprovvisti.
- ho redatto la DICO per questi (e solo questi) interventi, indicando la loro compatibilità con l'esistente e allegando una piccola relazione in cui segnalo che i cavi non rispettano i colori standard e per il circuito luce sono da 1mmq, ma che queste difformità non pregiudicano la sicurezza dell'impianto.
Saluti
- ho aperto tutte le cassette di derivazione e le scatole frutto e le ho ispezionate.
- ho rifatto completamente le giunzioni usando morsetti (erano nastrate)
- ho sostituito le prese senza alveoli protetti con delle prese nuove.
- ho sostituito gli interruttori del quadro appartamento (1 differenziale Idn 0,03A e 2 magnetotermici - 10A/16A)
- ho verificato la protezione delle linee da sovracorrenti.
- ho verificato il rispetto delle distanze in bagno
- ho portato il PE ai centri, che ne erano sprovvisti.
- ho redatto la DICO per questi (e solo questi) interventi, indicando la loro compatibilità con l'esistente e allegando una piccola relazione in cui segnalo che i cavi non rispettano i colori standard e per il circuito luce sono da 1mmq, ma che queste difformità non pregiudicano la sicurezza dell'impianto.
Saluti
in /dev/null no one can hear you scream
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