Approccio computazionale al NOISE

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[31] Re: Approccio computazionale al NOISE

Messaggioda Foto Utenteadmin » 11 mar 2017, 0:16

extrabyte ha scritto:ma chi sei, un premio nobel forse?

Foto UtentePietroBaima non è un premio Nobel e, per quanto posso capire, non lo sei nemmeno tu.
Foto UtentePietroBaima è presente su questo forum da quasi cinque anni ed abbiamo avuto in molti il piacere di conoscerlo, non solo attraverso i suoi innumerevoli e pregevoli contributi a questo sito, ma anche personalmente, e si è guadagnato non solo la mia stima, che vale poco, ma anche quella della stragrande maggioranza degli altri partecipanti a questo sito, in particolare proprio di quelli di valore molto maggiore del mio sia nel suo campo, che è la fisica, che in quello che è anche il suo lavoro, l'elettronica.
Tu,Foto Utenteextrabyte, sei uno sconosciuto per EY, entrato qui da un giorno, con un articolo di qualche riga che l'utente medio non capisce se sia serio od una presa in giro, ed un post che lo richiama con un link.
Penso che una persona qualsiasi che entra in casa di qualcun altro dovrebbe prima cercare di capire chi sono coloro che lo ospitano senza sputare subito loro in faccia la propria saccenza.
Può darsi che tu sia una mente eccelsa, io non sono certo in grado di valutare le tue competenze fisico matematiche, ma come padrone di casa posso dirti che non hai saputo scegliere il modo corretto di entrarvi.
Ad ogni modo ora dovresti esserti fatto un'idea di chi c'è in questo sito, di come si viene accolti se si entra in un certo modo.
Trai le tue conclusioni: se ti interessa restare modifica il tuo modo di partecipare e fatti capire anche da chi non vola in alto come te.
Se l'ambiente invece ti infastidisce perché frequentato da persone che non sono alla tua altezza e che, ciò nonostante, si permettono di criticare le tue affermazioni, visto che hai anche poco tempo da dedicare alle risposte, ti conviene lasciarlo perdere.
Noi perderemo un futuro Nobel ma tu avrai la piena libertà di conquistarlo senza gli intralci degli incompetenti.

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[32] Re: Approccio computazionale al NOISE

Messaggioda Foto UtenteMassimoB » 11 mar 2017, 0:24

admin ha scritto: Foto UtentePietroBaima è presente su questo forum da quasi cinque anni ed abbiamo avuto in molti il piacere di conoscerlo, non solo attraverso i suoi innumerevoli e pregevoli contributi a questo sito, ma anche personalmente, e si è guadagnato non solo la mia stima, che vale poco, ma anche quella della stragrande maggioranza degli altri partecipanti a questo sito

non solo attraverso i suoi innumerevoli e pregevoli contributi a questo sito, ma anche personalmente

Questo è il punto... il bello di questo forum è che non è composto solo da persone dietro ad una tastiera ma è composto da persone
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[33] Re: Approccio computazionale al NOISE

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 11 mar 2017, 1:21

Si, decisamente da rivedere, nel merito e nel metodo.

Saluti
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[34] Re: Approccio computazionale al NOISE

Messaggioda Foto UtenteEcoTan » 11 mar 2017, 7:36

Io non ero bravo con gli integrali nemmeno a suo tempo e probabilmente dico una sciocchezza. Ma si può eguagliare una funzione Y(t) a un integrale indefinito in t?
(mi riferisco alla figura di quell'articolino PER ME incomprensibile o forse banale, almeno in rapporto ai toni adoperati).
Condiviso tutto quanto detto da Admin nel post 31.

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[35] Re: Approccio computazionale al NOISE

Messaggioda Foto Utenteextrabyte » 11 mar 2017, 10:55

admin ha scritto:
extrabyte ha scritto:ma chi sei, un premio nobel forse?

Foto UtentePietroBaima non è un premio Nobel e, per quanto posso capire, non lo sei nemmeno tu.
Foto UtentePietroBaima è presente su questo forum da quasi cinque anni ed abbiamo avuto in molti il piacere di conoscerlo, non solo attraverso i suoi innumerevoli e pregevoli contributi a questo sito, ma anche personalmente, e si è guadagnato non solo la mia stima, che vale poco, ma anche quella della stragrande maggioranza degli altri partecipanti a questo sito, in particolare proprio di quelli di valore molto maggiore del mio sia nel suo campo, che è la fisica, che in quello che è anche il suo lavoro, l'elettronica.
Tu,Foto Utenteextrabyte, sei uno sconosciuto per EY, entrato qui da un giorno, con un articolo di qualche riga che l'utente medio non capisce se sia serio od una presa in giro, ed un post che lo richiama con un link.
Penso che una persona qualsiasi che entra in casa di qualcun altro dovrebbe prima cercare di capire chi sono coloro che lo ospitano senza sputare subito loro in faccia la propria saccenza.


Su questo sono d'accordo. Però ti suggerisco di leggere attentamente le prime risposte. Mi riferisco in particolare alla questione dell'ipotesi ergodica, dove io avevo scritto che tale ipotesi permette di studiare un sistema nel dominio delle configurazioni, anziché del tempo. Questo concetto è espresso, magari in forma diversa, su un qualunque testo di Meccanica statistica. Quindi non riesco a capire come fa a giudicare. Come ho già detto prima, ci sarebbe la possibilità di generalizzare l'equazione di Langevin, visto che il software Mathematica permette di definire le variabili aleatorie alla stregua di ordinarie funzioni dell'Analisi. Ma non mi è stata data la possibilità, perché tale persona ha asserito che "ho commesso errori gravi". Ancora non ho capito quali.

Tra l'altro la persona in questione, non conosce bene il concetto di segnale aleatorio (per sua stessa ammissione).

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[36] Re: Approccio computazionale al NOISE

Messaggioda Foto Utenteextrabyte » 11 mar 2017, 11:06

Forse questa formula può rendere meglio l'idea
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v è la velocità di una particella che compie un random walk sotto l'azione di una forza (per unità di massa) espressa da a(t) a secondo membro. Questa è una grandezza aleatoria, per cui non è una funzione nel senso ordinario dell'analisi matematica. Tale equazione differenziale è di tipo stocastico, ma anziché risolverla ci si affida all'ipotesi ergodica che ci permette di lavorare su un insieme statistico, anziché su un singolo sistema.

la grandezza a(t) però può essere simulata con Mathematica, generando un white noise, dopodiché eseguendo una interpolazione otteniamo una funzione a tutti gli effetti che può essere integrata, derivata, etc. E non solo, perché ci pemette di risolvere l'equazione postata. Otteniamo in tal modo sia la velocità che la posizione (dopo avere eseguito un'integrazione) ed esce fuori un brown noise, come appunto deve essere. Tutto questo senza sviluppare quel pesante formalismo con gli insiemi statistici.

Un ulteriore passo viene fatto sfruttando una nota analogia elettormeccanica. Precisamente, alla ascissa x
corrisponde la carica elettrica e al coefficiente della resistenza dinamica, la resistenza ohmica di un conduttore. Il risultato è il famoso Rumore Johnson per ciò che riguarda l'intensità di corrente (e quindi della d.d.p ai capi della resitenza) e del Rumore Brown per quanto riguarda l'andamento della carica elettrica.

Penso che quest'ultima affermazione sia di qualche interesse per EY. E proprio per questo avevo postato.

P.S. Non mi sono espresso in maniera rigorosa, spero comunque di aver trasmesso l'idea...

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[37] Re: Approccio computazionale al NOISE

Messaggioda Foto Utenteextrabyte » 11 mar 2017, 13:01

A questo link http://extrabyte.info/equazione_langevin_math.pdf c'è il codice mathematica per la simulazione del noise. Il vantaggio indiscutibile sta nel fatto che è possibile generalizzare l'equazione di Langevin, ad esempio introducendo una non-linearità della forza viscosa e un termine di oscillatore armonico.

La non-linearità della forza viscosa ci dà la possibilità di esplorare processi fisici più realistici, mentre il termine di oscillatore armonico potrebbe simulare il moto in un qualche mezzo particolare (anche se onestamente non mi viene in mente niente).

Tutto questo si traduce in ambito elettronico con la usuale sostituzione x->q, v->i, b->R, m->1/L

dove

x=ascissa della particella browniana;

q=carica elettrica

b= coefficiente della forza viscosa

R=resistenza elettrica

m=massa inerziale della particella

L=coefficiente di autoinduzione

È chiaro che al termine aleatorio corrispondono fluttuazioni legate al processo di conduzione nel componente elettrico che stiamo considerando.

Se ritorniamo al caso lineare, si ha il ben noto rumore Johnson per ciò che riguarda l'andamento della intensità di corrente, mentre la carica elettrica fluttua come un Brown noise che come è noto, è un rumore Johnson filtrato (nel caso in esame è una primitiva aleatoria della intensità di corrente).

Il caso interessante è quello non-lineare, perché potrebbe simulare il noise nei componenti non-lineari quali ad esempio il diodo a giunzione pn.

Nel caso non lineare e con l'aggiunta del termine di oscillatore armonico compare un transiente non rumoroso, ovvero oscillante. Ancora non so se ciò è un effetto della non linearità della forza viscosa (i.e. della resistenza elettrica) o del termine di oscillatore armonico.

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[38] Re: Approccio computazionale al NOISE

Messaggioda Foto Utentestefanob70 » 11 mar 2017, 13:43

Per me sei un troll.....
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[39] Re: Approccio computazionale al NOISE

Messaggioda Foto Utenteextrabyte » 11 mar 2017, 14:56

È possibile cancellarsi da questo forum?

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[40] Re: Approccio computazionale al NOISE

Messaggioda Foto UtentePietroBaima » 11 mar 2017, 14:57

basta smettere di postare.
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