Oggi sono stato in un cantiere con impianto "datato" risalente agli inizi degli anni 70.
Ho notato che i colori dei cavi non sono rispettati, ci sono cavi rigidi e non sono stati usati i capicorda per i quadri.
Chiaccherando con l'elettricista mi sono venuti i seguenti dubbi:
1) quando è stato introdotto l'obbligo dei colori per i cavi?
2) è vero che un filo rigido, a parità di sezione porta più corrente? (pensando all'effetto pelle mi viene da dire di no)
3) è sempre obbligatorio l'uso dei capicorda nei quadri?
Grazie!
Dubbi su convenzioni relative ai cablaggi
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atomorama ha scritto:quando è stato introdotto l'obbligo dei colori per i cavi?
sarebbe più interessante sapere quando è stata introdotta la colorazione bicolore giallo verde dai fabbricanti di cavi
poi anche quella dell'azzurro
poi la consuetudine è diventata "norma"
poi... forse il primo "obbligo scritto" è arrivato con la prima versione della CEI 64-8 nel 1984
atomorama ha scritto:è vero che un filo rigido, a parità di sezione porta più corrente? (pensando all'effetto pelle mi viene da dire di no)
sono considerazioni estreme, cambia pochissimo ai fini del dimensionamento, le stesse norme nelle tabelle delle portate non fanno differenza tra cavi rigidi e flessibili
atomorama ha scritto:è sempre obbligatorio l'uso dei capicorda nei quadri?
non è mai obbligatorio, si valuta l'opportunità (oppure è una richiesta da capitolato, ma non mi sembra il tuo caso)
saluti
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trafitto da un raggio di sole:
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Grazie mille,
per la portata ho pensato che a causa dell'effetto pelle (https://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_pelle) fosse meglio un cavo odierno ad uno rigido.

per la portata ho pensato che a causa dell'effetto pelle (https://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_pelle) fosse meglio un cavo odierno ad uno rigido.

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Intestazioni tramite capicorda, puntali e puntalini sono delle consuetudini che in certi ambienti si sono affermate come l'emanzione di non meglio precisate normative e poi "fanno bello" il cablaggio.
Il capicorda in effetti è comodo se devi sfilare e re-infilare più volte un filo nel morsetto ma quante volte capita questa esigenza ?
Se serve per aprire e chiudere un circuito esistono gli interruttori.
Sui colori ci andrei sempre più che cauto, quasi non ci fosse colore: penso sarebbe sempre buona cosa verificare la presenza di tensione e identificare la fase.
A quel punto potresti affermare che quel filo che "sembra quel colore" e che ti trovi in giro per l'impianto è portatore sano di fase.
Ho aggiunto questo post quasi inutile solo per scrivere che certe convenzioni potrebbero anche non essere rispettate.
Nella domanda sul filo rigido io ne leggo un'altra, ma certo non è così.
Mi è capitato di sistemare, non per lavoro, parti d'un impianto datato, in un'abitazione, e devo riconoscere che il filo "rigido" mi ha sorpreso in senso positivo: il problema, piuttosto, era riuscire a rendere solidali al muro i nuovi portafrutti.
Per il resto suggerirei un pochino d'impegno nella definizione del titolo.
Saluti
Il capicorda in effetti è comodo se devi sfilare e re-infilare più volte un filo nel morsetto ma quante volte capita questa esigenza ?
Se serve per aprire e chiudere un circuito esistono gli interruttori.
Sui colori ci andrei sempre più che cauto, quasi non ci fosse colore: penso sarebbe sempre buona cosa verificare la presenza di tensione e identificare la fase.
A quel punto potresti affermare che quel filo che "sembra quel colore" e che ti trovi in giro per l'impianto è portatore sano di fase.
Ho aggiunto questo post quasi inutile solo per scrivere che certe convenzioni potrebbero anche non essere rispettate.
Nella domanda sul filo rigido io ne leggo un'altra, ma certo non è così.
Mi è capitato di sistemare, non per lavoro, parti d'un impianto datato, in un'abitazione, e devo riconoscere che il filo "rigido" mi ha sorpreso in senso positivo: il problema, piuttosto, era riuscire a rendere solidali al muro i nuovi portafrutti.
Per il resto suggerirei un pochino d'impegno nella definizione del titolo.
Saluti
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WALTERmwp ha scritto: il problema, piuttosto, era riuscire a rendere solidali al muro i nuovi portafrutti.
In presenza di scatola tonda (se é a questo che ti riferisci) una soluzione per evitare la sostituzione delle scatole potrebbe essere quella di mettere dei supporti a due moduli larghi e tassellare al muro.
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si, è stata la soluzione che ho adottato, e mi è parsa l'unica, anche se ci si trova a conciliare questa modalità con il passaggio dei cavi che ti ritrovi in corrispondenza dei fori che dovresti fare.joubbanne ha scritto:(...) e tassellare al muro.
Saluti
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WALTERmwp
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Intestazioni tramite capicorda, puntali e puntalini sono delle consuetudini che in certi ambienti si sono affermate come l'emanzione di non meglio precisate normative e poi "fanno bello" il cablaggio.
Bello o no, mi pare che un articolo di norma preveda la protezione dei conduttori e del loro fascio nelle connessioni. Molte morsettiere di ripartizione - anche quelle moderne salvo quelle a bulloni con capocorda - prevedono ancora la vite ad incisione, se non si usa il puntale si rischia di danneggiare il fascio di trefoli.
Anche i capitolati fanno la loro parte, se è preventivamente previsto da progetto si adottano.
Pareri personali a parte, non ho mai trovato una connessione fatta con puntali a crimpare che abbia dettato problemi di alcun genere. Per fortuna, oggi i costruttori di moduli di protezione adottano i morsetti a gabbia con serraggio indiretto.
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elettro ha scritto:Per fortuna, oggi i costruttori di moduli di protezione adottano i morsetti a gabbia con serraggio indiretto
oggi?
saranno almeno 35 anni...
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certo, ma è abbastanza ovvio, possono richiedere anche i quadri di color viola se così gli piace.elettro ha scritto:(...) Anche i capitolati fanno la loro parte, se è preventivamente previsto da progetto si adottano.(...)
Non voglkio banalizzare ma il fatto è che probabilmente chiedono, in tal caso capicorda o puntalini, perché si usa così (copia e incolla imperversa), perché è una abitudine e quello che si consolida come consuetudine, nel tempo, diventa la "norma".
Un episodio semplice ma curioso: una commessa, gestita dall'inizio con la parte del corpo sbagliata, si interviene quasi in emergenza, occorre espandere gli I/O del plc, in "runtime", si recuperano le schede e i cavetti, metto giù lo schemino, spelo i fili (con la forbice) e comincio a collegare ...
Il meccanico quasi inorridisce perché, primo, non uso la spellafili (ma non c'è !) e, sopratutto, non metto i puntalini (ma non ci sono !).
Bisogna sempre avere con sè i puntalini.
Saluti
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WALTERmwp
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Riepilogo, riguardo l'adozione dei puntale sui cavi:
> Quando si adottano le vetuste morsettiere di ripartizzione con vite ad incisione è raccomandabile il puntale.
> Nei casi diversi, con morsetti a serraggio a gabbia o a vite piatta - l'adozione del puntale a crimpare sulla terminazione del cavo, ha sempre avuto due scuole di pensiero, chi lo ritiene necessario chi lo detesta. Io non ho mai trovato una solo cantradizione nel suo uso, la parte terminale del cavo crimapta mantiente ottime caratteristiche meccaniche una presa sicura sul morsetto.
>Nei casi in cui si adottano morsettiere a serraggio indiretto come le nostrane Cembre, l'adozione del puntale e contropiroducente, sono perfette così come prefissato dal costruttore con anima del cavo nuda senza attorcigliare il nucleo di trefoli.
>Quando si usano i moderni morsetti a molla - che dichiarano fino a ben 10Nm di coppia di serraggio - in questo caso il puntale è assolutamente controindicato.
>Nelle serie Wago e similati con morsetto a pressione, anche qui non serve il puntale.
>Anche in una banale spina volenate maschio od anche nella più performate industriale la vite e ad incisione, senza puntalino se si stringe troppo si rischia di incidere il nucleo di trefoli.
>Per i morsetti dei moduli Din, io lo preferisco, soprattutto quando si devono eseguire i ponticelli.
In base alle esigenze si può e si deve valutare in tal senso, quando è meglio e quando è controporoducente.

> Quando si adottano le vetuste morsettiere di ripartizzione con vite ad incisione è raccomandabile il puntale.
> Nei casi diversi, con morsetti a serraggio a gabbia o a vite piatta - l'adozione del puntale a crimpare sulla terminazione del cavo, ha sempre avuto due scuole di pensiero, chi lo ritiene necessario chi lo detesta. Io non ho mai trovato una solo cantradizione nel suo uso, la parte terminale del cavo crimapta mantiente ottime caratteristiche meccaniche una presa sicura sul morsetto.
>Nei casi in cui si adottano morsettiere a serraggio indiretto come le nostrane Cembre, l'adozione del puntale e contropiroducente, sono perfette così come prefissato dal costruttore con anima del cavo nuda senza attorcigliare il nucleo di trefoli.
>Quando si usano i moderni morsetti a molla - che dichiarano fino a ben 10Nm di coppia di serraggio - in questo caso il puntale è assolutamente controindicato.
>Nelle serie Wago e similati con morsetto a pressione, anche qui non serve il puntale.
>Anche in una banale spina volenate maschio od anche nella più performate industriale la vite e ad incisione, senza puntalino se si stringe troppo si rischia di incidere il nucleo di trefoli.
>Per i morsetti dei moduli Din, io lo preferisco, soprattutto quando si devono eseguire i ponticelli.
In base alle esigenze si può e si deve valutare in tal senso, quando è meglio e quando è controporoducente.

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