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Resistenza & induttanza in HI-FI

hi-fi, luci, suoni, effetti speciali, palcoscenici...

Moderatore: Foto UtenteIsidoroKZ

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[11] Re: Resistenza & induttanza in HI-FI

Messaggioda Foto Utentegammaci » 30 apr 2017, 0:03

IsidoroKZ ha scritto:
Theremino ha scritto:Il valore tipico di questi induttori è tipicamente da 0.5 a 2 uH. Normalmente li si costruiscono avvolgendo alcune spire di filo di rame spesso intorno a un resistore cilindrico da alcuni watt che fa da supporto.


Mi pare difficile ottenere un induttore dell'ordine del microhenry in quel modo.


Mi trovo in accordo con Foto UtenteIsidoroKZ, per una induttanza da 1 uH - avvolta su un resistore da 2-3W -servono 24 spire di filo da 0.6 su un diametro di circa 6 mm.
Da soli conosciamo alcune cose.
In molti ne conosceremo molte di più.
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[12] Re: Resistenza & induttanza in HI-FI

Messaggioda Foto UtenteTheremino » 30 apr 2017, 4:19

IsidoroKZ ha scritto:
Theremino ha scritto:Il valore tipico di questi induttori è tipicamente da 0.5 a 2 uH. Normalmente li si costruiscono avvolgendo alcune spire di filo di rame spesso intorno a un resistore cilindrico da alcuni watt che fa da supporto.


Mi pare difficile ottenere un induttore dell'ordine del microhenry in quel modo.

Ti sbagli, bastano 12 spire su 10 mm.

Come da immagine seguente:

Inductor1uH.jpg


Anche le 24 spire proposte da gammaci sarebbero ragionevoli. Ma non ho ma visto utilizzare resistori da soli 6 mm, di solito vengono scelti resistori di diametro maggiore.

Oppure a volte ho visto utilizzare filo molto spesso, che si sostiene da solo, avvolto su un grande diametro, ad esempio 30 mm, quindi attorno al resistore ma non a contatto con esso. E in quel caso per fare 1 uH bastano cinque spire.
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[13] Re: Resistenza & induttanza in HI-FI

Messaggioda Foto UtenteTheremino » 30 apr 2017, 5:14

Ho finalmente trovato anche il nome corretto di questa rete di compensazione, si chiama "Thiele network" e questo articolo spiega i particolari del suo funzionamento:
http://www.circuitbasics.com/design-hi- ... ier-lm3886

Nell'articolo viene consigliato un resistore da 10 ohm, 5 watt e un induttore da 0.7 uH e c'è anche una immagine con una buona soluzione alternativa per chi non trovasse un resistore abbastanza grande da utilizzarlo come supporto.

Inductor0.7uH.jpg
Inductor0.7uH.jpg (12.46 KiB) Osservato 8820 volte


Ecco un altro esempio tipico:

ThieleInductor.jpg
ThieleInductor.jpg (46.84 KiB) Osservato 8817 volte
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[14] Re: Resistenza & induttanza in HI-FI

Messaggioda Foto UtenteTheremino » 30 apr 2017, 5:56

claudiocedrone ha scritto:... non mi è mai capitato di trovare il parallelo LC LR applicato nei finali a mosfet* ma solo in quelli a bipolari (mentre è sempre presente la serie CR :roll: ) e non ho idea se ciò possa dipendere magari da carenza progettuale o da diversità "comportamentali" intrinseche alle due tipologie di semiconduttori....

Le reti Thiele sono utilizzate anche nei finali a Mosfet, ecco una immagine dello FT15K, un ottimo ed economico ampli da 100 - 150 watt:

FT15K.jpg
FT15K.jpg (24.68 KiB) Osservato 8816 volte

Questo ampli è un esempio di buona progettazione. Da notare (e da ricordare per futuri progetti), la semplice "L" in alluminio spesso che funge sia da supporto che da percorso per il calore da dissipare.
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[15] Re: Resistenza & induttanza in HI-FI

Messaggioda Foto UtenteEcoTan » 30 apr 2017, 7:30

Theremino ha scritto:Le reti Thiele sono utilizzate anche nei finali a Mosfet

Già che ci siamo, sono utilizzate anche nei finali a tubi, le ricordo volanti sul cappuccio di placca (=anodo) nelle 807 dei trasmettitori sulle decametriche, in HI-FI non ricordo ma forse anche.
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[16] Re: Resistenza & induttanza in HI-FI

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 30 apr 2017, 9:16

Theremino ha scritto:Ho finalmente trovato anche il nome corretto di questa rete di compensazione, si chiama "Thiele network" e questo articolo spiega i particolari del suo funzionamento.


È la prima volta che la sento chiamare con un nome qualsiasi... e Thiele non solo non ha inventato quella rete ma neppure gli ha dato un nome. Inoltre se ci si dimenticasse la storiella che serve a compensare la componente capacitiva del carico sarebbe meglio: quello a cui serve realmente non lo sa nessuno.
In effetti è poco più uno scongiuro elettronico che dovrebbe evitare che i cavi di collegamento agli altoparlanti fungano, per via della loro lunghezza, da antenne spurie per tutte le porcherie che girano in aria fino alla banda FM. L'idea che me ne sono fatto è che perlopiù è una rete sostanzialmente decorativa ma che dove entra in funzione e serve davvero a qualcosa, è per motivi tutt'altro che ovvii e facili da capire e spiegare.
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[17] Re: Resistenza & induttanza in HI-FI

Messaggioda Foto UtenteEcoTan » 30 apr 2017, 9:26

Nei trasmettitori serviva a scongiurare autoscillazioni spurie dello stadio finale ma penso anch'io che il problema abbisognava di soluzioni più robuste.
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[18] Re: Resistenza & induttanza in HI-FI

Messaggioda Foto UtenteTheremino » 30 apr 2017, 10:53

Piercarlo ha scritto:
Theremino ha scritto:Ho finalmente trovato anche il nome corretto di questa rete di compensazione, si chiama "Thiele network" e questo articolo spiega i particolari del suo funzionamento.


È la prima volta che la sento chiamare con un nome qualsiasi... e Thiele non solo non ha inventato quella rete ma neppure gli ha dato un nome. Inoltre se ci si dimenticasse la storiella che serve a compensare la componente capacitiva del carico sarebbe meglio: quello a cui serve realmente non lo sa nessuno.
In effetti è poco più uno scongiuro elettronico che dovrebbe evitare che i cavi di collegamento agli altoparlanti fungano, per via della loro lunghezza, da antenne spurie per tutte le porcherie che girano in aria fino alla banda FM. L'idea che me ne sono fatto è che perlopiù è una rete sostanzialmente decorativa ma che dove entra in funzione e serve davvero a qualcosa, è per motivi tutt'altro che ovvii e facili da capire e spiegare.


Le due reti vengono chiamate "Zobel network" e "Thiele network" da molti autori, tu non li hai letti ma ci sono, ecco qualche esempio:
https://www.neurochrome.com/taming-the- ... stability/
http://www.eetimes.com/document.asp?doc_id=1274906
https://www.tapatalk.com/topic/299048-10716

La rete Thiele non è "decorativa", serve per quel che hai scritto (evitare che i cavi portino radiofrequenze nell'amplificatore) ma soprattutto per evitare che la capacità dei lunghi cavi di collegamento possa provocare overshoots sui fronti ripidi o, nei casi peggiori, arrivare fino a provocare vere e proprie autooscillazioni ad alta frequenza che sarebbero pericolosissime per i finali (scalderebbero molto più del dovuto) e deleterie per il suono.

Ti sembrerà incredibile ma esistono cavi di collegamento che possono arrivare anche a migliaia di picofarad. E capacità del genere possono provocare sfasamenti così grandi nella rete di controreazione da mandare l'amplificatore in oscillazione a frequenze ultrasoniche (e prova a immaginare cosa accade al suono in questi casi... sempre che i finali resistano...).

Allego una tabella che mostra come con dieci metri di cavo si possa arrivare in alcuni casi a 3000..4000 pF.

SpeakerCables.jpg

Intendiamoci, non sto approvando i "Monster cables" e i cavi intrecciati in rame iperpuro. E nemmeno tutte le altre cavolate che si inventano gli "audiofili" che non sanno distinguere un condensatore da uno struzzo. Ma questi cavi esistono e chi progetta un buon ampli deve tenerne conto.
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[19] Re: Resistenza & induttanza in HI-FI

Messaggioda Foto Utenteedgar » 30 apr 2017, 11:28

Piercarlo ha scritto:In effetti è poco più uno scongiuro elettronico


(:OOO:) (:OOO:) (:OOO:)
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[20] Re: Resistenza & induttanza in HI-FI

Messaggioda Foto Utentesetteali » 30 apr 2017, 11:50

E' interessante quanto viene fuori, a riguardo dell'induttore avvolto su di una resistenza, ma con un diametro maggiore, che venivano vengono messi sulla placca delle valvole, un vecchio ingegnere di elettronica ci disse che serviva al fatto che la placca è collegata al circuito d'accordo LC con un filo lungo e poteva essere fonte di disturbi, questa mi pare fosse la spiegazione completa, ma serviva solo a farci entrare nella mentalità dei RadioAmatori.
Comunque stamani ho voluto fare delle misure sull'induttore che mi aveva fatto iniziare la discussione, è parte di un vecchio Puccini:
L = 20 spire avvolte in aria su Ø 10 mm.
Cu = 1,25 mm con smalto.
L = 2,2 µH
Dallo schema dovrebbe essere da 1µH, può anche essere che il mio strumento non dica il vero.

La resistenza in parallelo è di 4,7 ohm e non è all'interno dell'induttore, nella foto si intravede sotto dello stesso.
O_/
Allegati
SAM_0664.JPG
Ultima modifica di Foto Utentesetteali il 30 apr 2017, 12:28, modificato 1 volta in totale.
Alex
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<< vedi di pigliare arditamente in mano, il dizionario che ti suona in bocca,
se non altro è schietto e paesano.
(Giuseppe Giusti) <<
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