Ciao ragazzi,
per un progetto devo collegare un cavo da 240 mm2 ad un interruttore Eaton NZM3 che ammette una sezione massima fino a 240mm2 senza capicorda. Ora, come fare? Voi omettereste i capicorda? Come potrei eseguire questa connessione se volessi utilizzarli?
Vi lascio il link al datasheet dei terminali, grazie in anticipo!
ftp://ftp.moeller.net/DOCUMENTATION/PDF/OC/EN/Moeller_Datasheet_NZM3-XKA2_271461.pdf
Connessione cavo 240 mm2
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Ho trovato questi terminali che mi permettono di eseguire una connessione esterna. Mi sa che sono la soluzione più pulita!
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giorgio0088
5 3 - Messaggi: 12
- Iscritto il: 14 gen 2013, 17:17
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Capisco ragazzi, il mio dubbio nasceva dal fatto che un terminale crimpato mi da un senso di maggior solidità rispetto al collegamento diretto, ma da quello che mi dite sembra non esserci alcuna differenza in questi termini
Grazie per il vostro tempo!
Grazie per il vostro tempo!

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giorgio0088
5 3 - Messaggi: 12
- Iscritto il: 14 gen 2013, 17:17
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Non nessuna differenza, la differenza c'è, il rame a diretto contatto con il morsetto è sempre migliore, come affidabilità e ha anche una minore resistenza di contatto.
Da soli conosciamo alcune cose.
In molti ne conosceremo molte di più.
In molti ne conosceremo molte di più.
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...Vi lascio il link al datasheet dei terminali...
Sono l'unico che odia quel tipo di morsetti a vite in alluminio?
Quei morsetti sono ottimi per i cavi rigidi, ma con i cavi flessibili (tipo FG7 e simili) sono sempre una fonte di problemi.
Pur con tutta l'attenzione possibile ogni tanto, mentre si allenta il polo, si strappa un filo che viene poi "mangiato" dalla vite col risultato finale di ritrovarsi il polo spanato ed inservibile.
Qualche collega particolarmente "fast and furios" è riuscito a spanare il morsetto anche mentre avvitava.
Morale della favola: se devo usare quel tipo di morsetti cerco di avere sempre un polo di scorta.

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gammaci ha scritto:Non nessuna differenza, la differenza c'è, il rame a diretto contatto con il morsetto è sempre migliore, come affidabilità e ha anche una minore resistenza di contatto.
Interessante che a me abbiano spiegato che i puntali sono meglio: danno un lavoro più pulito!
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Sicuro al 100% che il lavoro è "più pulito" - solo come lavoro - elettricamente interponi uno strato conduttivo sopra ad un altro strato pur conduttivo e ben due superfici di contatto in più.
Inoltre i puntali pur di rame, sono generalmente stagnati o nichelati, metalli che hanno una resistività ben maggiore del rame.
E' chiaro che il cavo raccolto nel puntale "fa una buona impressione a vedersi" ma elettricamente le prestazioni decadono.
Inoltre i puntali pur di rame, sono generalmente stagnati o nichelati, metalli che hanno una resistività ben maggiore del rame.
E' chiaro che il cavo raccolto nel puntale "fa una buona impressione a vedersi" ma elettricamente le prestazioni decadono.
Da soli conosciamo alcune cose.
In molti ne conosceremo molte di più.
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atomorama ha scritto:Interessante che a me abbiano spiegato che i puntali sono meglio: danno un lavoro più pulito!
Quando qualcuno ti dice "così è un lavoro più pulito" devi sempre farti qualche domanda in più
Di solito lo dice la gente che non sa come giustificare una scelta

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Essendo un meccanico, ho una visione forse complementare e mi sorgono alcuni dubbi che spero possiate dissipare.
1. Il montaggio del capocorda mi sembra dare una robustezza diversa alla parte terminale del filo. Specie se il terminale ha l'imboccatura plastica che guida la parte ancora coperta dall'isolante. Fissando il filo direttamente al morsetto, i movimenti dello stesso, sempre presenti a causa delle vibrazioni, si trasmettono direttamente al punto di serraggio e la possibilità di indebolimento a fatica del metallo è maggiore. Usando il capocorda, il filo è guidato e i movimenti dei trefoli sono distribuiti su una lunghezza maggiore, riducendo il fenomeno illustrato sopra.
2. Se il filo ha dimensioni piccole come nel caso dei sensori che utilizzano fili da 0,5 mmq, il filo ha dimensioni molto inferiori al morsetto che quando chiude, apre a ventaglio i trefoli e li incide a causa della grande forza di serraggio applicata tra due facce parallele. Il serraggio del capocorda, avviene invece su quattro lati contemporanei e i trefoli restano in posizione senza venire incisi. Se il capocorda ha il terminale a linguetta, il serraggio nel morsetto avviene inoltre senza chiudere ulteriormente attorno ai trefoli.
3. In caso di manutenzione, o durante il cablaggio del quadro, l'apertura e la richiusura di un morsetto su un cavo senza terminale comporta uno stress meccanico sui trefoli molto maggiore rispetto alla stessa operazione condotta su un filo crimpato su un terminale.
4. Nell'assemblaggio in serie di più quadri, l'uso dei terminali permette di produrre separatamente i singoli fili con i terminali e gli anelli identificativi di ogni connessione. Chi assembla i quadri può maneggiare liberamente tutti i fili prodotti senza preoccuparsi che i singoli trefoli agli estremi dei fili possano rovinarsi per contatti impropri con i materiali circostanti prima del loro serraggio nei morsetti.
5. I terminali con cappuccio colorato permettono un'identificazione ulteriore oltre a quella data dal colore dell'isolante, e più immediata della lettura degli anelli con i nomi stampati. Ad esempio, se tutti i fili dei sensori hanno cappuccio bianco, quelli del comando bobine teleruttori quello giallo, quelli a tensione di rete hanno quello nero e così via, il controllo visivo del quadro ha un livello di sicurezza di identificazione maggiore e anche in caso di manutenzione, le possibilità di errore sono più limitate.
6. I terminali impediscono agli anelli di identificazione di sfilarsi dai fili prima del loro cablaggio. Questo in fase di preparazione, in fase di assemblaggio del quadro, ma ancora di più in caso di manutenzione/riparazione, quando il lavoro è svolto in un ambiente che non ha lo stesso livello di controllo che ha in azienda.
Voglio precisare che ciò che ho scritto non è un voler consigliare l'utilizzo dei terminali, anziché il montaggio diretto. Non ho elementi per consigliare una cosa o l'altra. Ho infatti portato esempi che con il passaggio di corrente hanno poco a che fare. Nel corso della mia professione ho visto produrre un bel po' di quadri elettrici e i punti qui sopra mi erano sembrati abbastanza importanti da citarli per avere commenti da parte di chi certamente ha più conoscenza di me.
1. Il montaggio del capocorda mi sembra dare una robustezza diversa alla parte terminale del filo. Specie se il terminale ha l'imboccatura plastica che guida la parte ancora coperta dall'isolante. Fissando il filo direttamente al morsetto, i movimenti dello stesso, sempre presenti a causa delle vibrazioni, si trasmettono direttamente al punto di serraggio e la possibilità di indebolimento a fatica del metallo è maggiore. Usando il capocorda, il filo è guidato e i movimenti dei trefoli sono distribuiti su una lunghezza maggiore, riducendo il fenomeno illustrato sopra.
2. Se il filo ha dimensioni piccole come nel caso dei sensori che utilizzano fili da 0,5 mmq, il filo ha dimensioni molto inferiori al morsetto che quando chiude, apre a ventaglio i trefoli e li incide a causa della grande forza di serraggio applicata tra due facce parallele. Il serraggio del capocorda, avviene invece su quattro lati contemporanei e i trefoli restano in posizione senza venire incisi. Se il capocorda ha il terminale a linguetta, il serraggio nel morsetto avviene inoltre senza chiudere ulteriormente attorno ai trefoli.
3. In caso di manutenzione, o durante il cablaggio del quadro, l'apertura e la richiusura di un morsetto su un cavo senza terminale comporta uno stress meccanico sui trefoli molto maggiore rispetto alla stessa operazione condotta su un filo crimpato su un terminale.
4. Nell'assemblaggio in serie di più quadri, l'uso dei terminali permette di produrre separatamente i singoli fili con i terminali e gli anelli identificativi di ogni connessione. Chi assembla i quadri può maneggiare liberamente tutti i fili prodotti senza preoccuparsi che i singoli trefoli agli estremi dei fili possano rovinarsi per contatti impropri con i materiali circostanti prima del loro serraggio nei morsetti.
5. I terminali con cappuccio colorato permettono un'identificazione ulteriore oltre a quella data dal colore dell'isolante, e più immediata della lettura degli anelli con i nomi stampati. Ad esempio, se tutti i fili dei sensori hanno cappuccio bianco, quelli del comando bobine teleruttori quello giallo, quelli a tensione di rete hanno quello nero e così via, il controllo visivo del quadro ha un livello di sicurezza di identificazione maggiore e anche in caso di manutenzione, le possibilità di errore sono più limitate.
6. I terminali impediscono agli anelli di identificazione di sfilarsi dai fili prima del loro cablaggio. Questo in fase di preparazione, in fase di assemblaggio del quadro, ma ancora di più in caso di manutenzione/riparazione, quando il lavoro è svolto in un ambiente che non ha lo stesso livello di controllo che ha in azienda.
Voglio precisare che ciò che ho scritto non è un voler consigliare l'utilizzo dei terminali, anziché il montaggio diretto. Non ho elementi per consigliare una cosa o l'altra. Ho infatti portato esempi che con il passaggio di corrente hanno poco a che fare. Nel corso della mia professione ho visto produrre un bel po' di quadri elettrici e i punti qui sopra mi erano sembrati abbastanza importanti da citarli per avere commenti da parte di chi certamente ha più conoscenza di me.
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