Buonasera a tutti,
vorrei capire quali sono i criteri di scelta per progettare gli ausiliari di un quadro elettrico (prendiamo anche un esempio di un piccolo quadro elettrico di centrale termica, piuttosto che un quadro per servizi condominiali). Difatti in alcuni progetti vedo ausiliari a 24 V in altri a 230V, anche se essi svolgono la stessa funzione. Cambia solo la scelta dei relè/contattori/gemme ed un generale gli apparati di comando. Ci sono aspetti normativi che impogono l'uso di una o dell'altra scelta o è puramente a discrezione del progettista?
Grazie in anticipo.
Tensione di alimentazione degli ausiliari di quadro
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Prova a dare un occhiata qui: http://www.elektro.it/PELV_macchine/PEL ... ine_01.htm
Leggendo l'articolo che ti ho indicato e pensando a quel che ho avuto moto di vedere, in più di qualche caso è sovrabbondante il trasformatore per i circuiti ausiliari.
Ho visto recentemente un impianto dove un Trafo 230/24 realizzava un sistema di alimentazione PELV per alimentare le bobine di una serie di relè passo-passo di un impianto di illuminazione.
Peccato poi sia i conduttori che i frutti dei pulsanti utilizzati condividessero tubi e scatole con il resto dell' impianto TT a 230V.
In quel caso non si trattava di un macchinario la cui attivazione intempestiva potesse crear pericolo, ma solo qualche fila di neon. Inoltre l'eventuale sicurezza data dalla bassissima tensione era vanificata dagli elementi montati ad esempio nella stessa 503.
Leggendo l'articolo che ti ho indicato e pensando a quel che ho avuto moto di vedere, in più di qualche caso è sovrabbondante il trasformatore per i circuiti ausiliari.
Ho visto recentemente un impianto dove un Trafo 230/24 realizzava un sistema di alimentazione PELV per alimentare le bobine di una serie di relè passo-passo di un impianto di illuminazione.
Peccato poi sia i conduttori che i frutti dei pulsanti utilizzati condividessero tubi e scatole con il resto dell' impianto TT a 230V.
In quel caso non si trattava di un macchinario la cui attivazione intempestiva potesse crear pericolo, ma solo qualche fila di neon. Inoltre l'eventuale sicurezza data dalla bassissima tensione era vanificata dagli elementi montati ad esempio nella stessa 503.
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La tensione di comando dipende dal tipo di apparecchiature installate. Se la potenza non è trascurabile meglio utilizzare tensioni piu alte , se invece è bassa uno si regola come meglio crede e con la tensione ausiliaria prevista di default dalle apparecchiature utilizzate. Utilizzando i 24 V si ha il problema di dimensionare correttamente i conduttori e la loro protezione , soprattutto i comuni , c’è il rischio di utilizzare sezioni troppo grandi , problema inesistente con i 230V dove quasi sempre la normale cordina N07V-K da 1.5 va piu che bene
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Nelle grosse cabine di trasformazione qualche volta si usa ancora il 110 v in continua dove c'è la necessità di garantire la continuità di servizio a fronte di ausiliari di consumo elevato
Nelle sottostazioni di AT, dove hai bisogno di diversi kW di potenza, il 110 Vdc è la tensione unificata di alimentazione degli ausiliari (inclusi i motori degli interruttori).
Con l'utilizzo di batterie tipo "monoblocco" invece che a celle singole, anche per potenze un po' più basse ti potrebbe convenire il 110 Vdc.
Negli impianti di generazione, ed anche nelle sottostazioni di AAT con presenza di macchinario rotante, è normale trovare anche il 220 Vdc per l'alimentazione delle pompe di circolazione e lubrificazione.
Nelle sottostazioni di AT, dove hai bisogno di diversi kW di potenza, il 110 Vdc è la tensione unificata di alimentazione degli ausiliari (inclusi i motori degli interruttori).
Con l'utilizzo di batterie tipo "monoblocco" invece che a celle singole, anche per potenze un po' più basse ti potrebbe convenire il 110 Vdc.
Negli impianti di generazione, ed anche nelle sottostazioni di AAT con presenza di macchinario rotante, è normale trovare anche il 220 Vdc per l'alimentazione delle pompe di circolazione e lubrificazione.
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Mi pare di capire che per alte potenze si utilizza 230V, per basse va bene una 24 V dc o ac che sia anche se utilizzare una 230V non risulta essere un errore.
Rimane quindi una progettazione del progettista
Rimane quindi una progettazione del progettista
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