Vorrei sostituire il vecchio termostato (solo termostato, manuale, no digitale, di quelli a rotella, per intenderci) con un cronotermostato digitale (non so ancora quale).
Ho letto qua e la qualcosa, ma ho qualche dubbio.
Il termostato che va a sostituirsi al ponticello sulla caldaia funge da relè (come se fosse un interruttore) o da "semplice" sensore (come se fosse una resistenza)?
Premetto che non ho ancora modo di fare misure elettriche sull'impianto; ho visto qualche schema su internet e ho trovato a volte montaggi in cui il termostato fa evidentemente da interruttore (ma li ho il dubbio se il termostato va collegato al posto del ponticello o no) e altre volte schemi (poco chiari) in cui il termostato va al posto del ponticello.
Provo a formulare il dubbio in un altro modo, se ho un termostato da cui escono due fili, questi sono l'andata e il ritorno della fase?? In ogni caso, i fili che escono dal termostato vanno collegati al posto del ponticello sulla caldaia o esistono altre modalità di collegamento?
dubbio termostato caldaia
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Il termostato "a rotella" tipicamente ha all'interno un contatto bimetallico che "scatta" quando la temperatura impostata dalla rotella scende al di sotto di quella ambiente e viceversa, a meno dell'isteresi del contatto.
Quindi è un contatto elettrico.
I fili che arrivano dalla caldaia non so dirti se sono la fase, ma immagino di no. Di solito sono fili di comando di accensione della caldaia. Non so se questi fili lavorano a 12V, 24 V o 230V, questo non te lo so dire. Credo dipenda dal tipo di caldaia.
Se sostituisci un termostato con un cronotermostato dovrai collegare i fili al relè del cronotermostato, stando attendo al contatto NO o NC (dipende cosa richiede la caldaia).
Se hai dei dubbi sui collegamenti, non affidarti a internet: chiedi l'intervento di un termotecnico e/o di un elettricista.
Ciao.
Paolo.
Quindi è un contatto elettrico.
I fili che arrivano dalla caldaia non so dirti se sono la fase, ma immagino di no. Di solito sono fili di comando di accensione della caldaia. Non so se questi fili lavorano a 12V, 24 V o 230V, questo non te lo so dire. Credo dipenda dal tipo di caldaia.
Se sostituisci un termostato con un cronotermostato dovrai collegare i fili al relè del cronotermostato, stando attendo al contatto NO o NC (dipende cosa richiede la caldaia).
Se hai dei dubbi sui collegamenti, non affidarti a internet: chiedi l'intervento di un termotecnico e/o di un elettricista.
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Paolo.
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Paolino
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Al contatto della caldaia non va portata tensione.
E' un contatto libero da potenziale.
Quindi colleghi i due fili dal contatto NA direttamente ai morsetti che prima erano ponticellati della caldaia.
E' un contatto libero da potenziale.
Quindi colleghi i due fili dal contatto NA direttamente ai morsetti che prima erano ponticellati della caldaia.
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Se l'impianto è molto vecchio, e nella scatolina che contiene il termostato arrivano tre fili, allora probabilmente due dei tre fili sono stabilmente collegati alla fase e al neutro dei 230 volt, e al terzo filo (che va alla caldaia) sarà collegata la fase (ma potrebbe essere anche il neutro) fornita tramite il contatto bimetallico.
La medesima tensione a 230 volt viene utilizzata per accendere la lampadina spia che segnala l'accensione del bruciatore. Il tal caso i collegamenti da realizzare con il nuovo cronotermostato devono essere realizzati con una certa attenzione (e competenza).
Se invece alla scatolina arrivano due soli fili, è tutto molto più semplice. I due fili vanno semplicemente collegati ai contatti normalmente aperti ("NO") del relè del nuovo termostato (o cronotermostato) che avrà sicuramente un'alimentazione elettrica separata (ci sono all'interno due o tre batterie da 1,5 volt).
La medesima tensione a 230 volt viene utilizzata per accendere la lampadina spia che segnala l'accensione del bruciatore. Il tal caso i collegamenti da realizzare con il nuovo cronotermostato devono essere realizzati con una certa attenzione (e competenza).
Se invece alla scatolina arrivano due soli fili, è tutto molto più semplice. I due fili vanno semplicemente collegati ai contatti normalmente aperti ("NO") del relè del nuovo termostato (o cronotermostato) che avrà sicuramente un'alimentazione elettrica separata (ci sono all'interno due o tre batterie da 1,5 volt).
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non ho però capito il ruolo del ponticello: attraverso il ponticello vengono messi in "corto" i due terminali che vedono il termostato come interruttore (che chiude/apre semplicemente il circuito di alimentazione) o come sensore (che restituisce alla scheda elettronica una certa resistenza)?
I miei dubbi nascono da questi schemi


(e da altri schemi che non trovo più)
sembrerebbe che quindi il termostato si comporti come un semplice interruttore che dà corrente alla caldaia; la corrente di alimentazione della caldaia attraversa il termostato. (O sbaglio?)
E in ques'altro invece ??

Sembrerebbe che il termostato si comporti comunque da interruttore ma non è detto che venga attraversato da una corrente "di alimentazione" (potrebbe aprire/chiudere un contatto a bassa tensione).
I miei dubbi nascono da questi schemi


(e da altri schemi che non trovo più)
sembrerebbe che quindi il termostato si comporti come un semplice interruttore che dà corrente alla caldaia; la corrente di alimentazione della caldaia attraversa il termostato. (O sbaglio?)
E in ques'altro invece ??

Sembrerebbe che il termostato si comporti comunque da interruttore ma non è detto che venga attraversato da una corrente "di alimentazione" (potrebbe aprire/chiudere un contatto a bassa tensione).
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Possiamo distinguere, grossomodo, due tipologie di termostati (il discorso vale anche per i cronotermostati):
Questi, in base alla temperatura e alla programmazione oraria impostata sul termostato, azionano, tramite le proprie batterie incorporate, un relè interno, chiudendo o aprendo dei contatti elettrici "puliti", ossia liberi, non collegati a nessuna parte del termostato. Su questi due contatti (normalmente aperti nel caso del riscaldamento, oppure normalmente chiusi nel caso del raffrescamento) andranno collegati i due fili provenienti dalla caldaia. Poco importa cosa ci sarà su questi due fili. Nei vecchissimi impianti potranno esserci i 230 volt, in altri 24 volt o meno. L'unica cosa da controllare è che i contatti del relè siano dimensionati correttamente per le tensioni/correnti con cui... avranno a che fare. Normalmente, i contatti dei più comuni termostati supportano tensioni fino a 230 volt in alternata e max 3 amperè di corrente, valori che dovrebbero essere idonei per tutte le tipologie di caldaie ad uso domestico.
Quindi, per rispondere direttamente alla tua domanda: i due fili provenienti dal "ponticello" sulla caldaia vengono messi in corto circuito dai contatti del relè situato nel termostato (ipotizziamo, naturalmente, il caso dell'impianto di riscaldamento).
- termostati abbinati ad una ben precisa marca e modello di caldaia. In questo caso, avremo generalmente un collegamento a due fili che costituisce un bus di trasmissione, ossia un collegamento attraverso il quale la caldaia fornisce l'alimentazione elettrica al termostato (es. 5 volt in corrente continua), e dialoga con il termostato per scambiare i dati sulla temperatura ambiente, la programmazione oraria, la pressione nell'impianto, ecc.
- termostati di utilizzo generale, adattabili a qualsiasi modello di caldaia.
Questi, in base alla temperatura e alla programmazione oraria impostata sul termostato, azionano, tramite le proprie batterie incorporate, un relè interno, chiudendo o aprendo dei contatti elettrici "puliti", ossia liberi, non collegati a nessuna parte del termostato. Su questi due contatti (normalmente aperti nel caso del riscaldamento, oppure normalmente chiusi nel caso del raffrescamento) andranno collegati i due fili provenienti dalla caldaia. Poco importa cosa ci sarà su questi due fili. Nei vecchissimi impianti potranno esserci i 230 volt, in altri 24 volt o meno. L'unica cosa da controllare è che i contatti del relè siano dimensionati correttamente per le tensioni/correnti con cui... avranno a che fare. Normalmente, i contatti dei più comuni termostati supportano tensioni fino a 230 volt in alternata e max 3 amperè di corrente, valori che dovrebbero essere idonei per tutte le tipologie di caldaie ad uso domestico.
Quindi, per rispondere direttamente alla tua domanda: i due fili provenienti dal "ponticello" sulla caldaia vengono messi in corto circuito dai contatti del relè situato nel termostato (ipotizziamo, naturalmente, il caso dell'impianto di riscaldamento).
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grazie Franco.
quindi, se non ho capito male, il termostato lavora come un relè la cui bobina è azionata da un sensore mentre sui terminali comandati scorre corrente (anche a 230V, 2-3 A). Nella configurazione a batteria OK, i fili che arrivano al termostato sono due (un'andata e un ritorno). I miei dubbi nascono quando invece negli schemi si vede un'alimentazione esterna (magari a 230V).
La cosa che non mi è ancora chiara è se della caldaia va interrotto sempre il ponticello o se (quando viene indicato il termostato sulla fase) può venir interrotta l'alimentazione della caldaia.
Caso A. Ammettiamo di avere questo termostato (della BPT)

i contatti A e B sono quelli del ponticello o quelli di alimentazione della caldaia? Dallo schema sembrerebbe che il termostato, dovendo collegare la fase alla caldaia, debba essere collegato sull'alimentazione, non sul ponticello.
Tutti questi discorsi derivano essenzialmente dalla paura di bruciare la scheda della caldaia: se ho un termostato alimentato a 230V, con i contatti classici NC-NO-COM, c'è il rischio di mandare l'alta tensione tramite quei contatti? O posso stare sicuro che l'alimentazione del termostato serve solo a comandare il relè interno?
Caso B: ho un termostato collegato con i terminali del ponticello e lo voglio sostituire con uno tipo questo (R= caldaia C=condizionatore, non presente)

dallo schema sembra che devo portare un terzo filo (il neutro) al termostato (che effettivamente ha un led) sul pin 6; dallo schema mi verrebbe da pensare che vada interrotta l'alimentazione della caldaia, portando la fase sul pin 1. Se invece collego i fili del ponticello (su pin 1 e 3), rischio di portare alta tensione attraverso il neutro?? (rischiando di bruciare la scheda della caldaia)
quindi, se non ho capito male, il termostato lavora come un relè la cui bobina è azionata da un sensore mentre sui terminali comandati scorre corrente (anche a 230V, 2-3 A). Nella configurazione a batteria OK, i fili che arrivano al termostato sono due (un'andata e un ritorno). I miei dubbi nascono quando invece negli schemi si vede un'alimentazione esterna (magari a 230V).
La cosa che non mi è ancora chiara è se della caldaia va interrotto sempre il ponticello o se (quando viene indicato il termostato sulla fase) può venir interrotta l'alimentazione della caldaia.
Caso A. Ammettiamo di avere questo termostato (della BPT)

i contatti A e B sono quelli del ponticello o quelli di alimentazione della caldaia? Dallo schema sembrerebbe che il termostato, dovendo collegare la fase alla caldaia, debba essere collegato sull'alimentazione, non sul ponticello.
Tutti questi discorsi derivano essenzialmente dalla paura di bruciare la scheda della caldaia: se ho un termostato alimentato a 230V, con i contatti classici NC-NO-COM, c'è il rischio di mandare l'alta tensione tramite quei contatti? O posso stare sicuro che l'alimentazione del termostato serve solo a comandare il relè interno?
Caso B: ho un termostato collegato con i terminali del ponticello e lo voglio sostituire con uno tipo questo (R= caldaia C=condizionatore, non presente)

dallo schema sembra che devo portare un terzo filo (il neutro) al termostato (che effettivamente ha un led) sul pin 6; dallo schema mi verrebbe da pensare che vada interrotta l'alimentazione della caldaia, portando la fase sul pin 1. Se invece collego i fili del ponticello (su pin 1 e 3), rischio di portare alta tensione attraverso il neutro?? (rischiando di bruciare la scheda della caldaia)
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nucleopi ha scritto:La cosa che non mi è ancora chiara è se della caldaia va interrotto sempre il ponticello o se (quando viene indicato il termostato sulla fase) può venir interrotta l'alimentazione della caldaia.
I contatti del termostato devono sempre essere collegati al "ponticello" sulla caldaia, perché quello è il modo corretto per comunicare alla caldaia che è necessario accendere il riscaldamento. La caldaia ha infatti necessità di essere sempre alimentata per conto suo, ad esempio per azionare di tanto in tanto la pompa di circolazione dell'acqua, per evitare che rimanendo ferma a lungo si blocchi, indipendentemente dalla necessità di accendere il riscaldamento. O molto più semplicemente, la caldaia deve anche fornire l'acqua calda sanitaria, a prescindere che il termostato comunichi o meno la necessità di attivare il riascaldamento.
In effetti, nella prima figura (caso "A") sembra che i contatti del relè alimentino direttamente tutta la caldaia, ma non è così, è solo uno schema molto semplificato (e da un certo punto di vista fuorviante), per indicare che il termostato fornisce la fase di 230 volt in un certo punto della caldaia, diverso da quello in cui arriva la normale alimentazione elettrica. Quando anche in quel punto arriva la tensione di 230 volt, la caldaia "capisce" che deve attivare il riscaldamento (e, ovviamente, in assenza di tensione interromperlo).
Nel caso "B" è raffigurato sempre lo stesso tipo di collegamento, è solo stata aggiunta una lampadina spia (quella collegata ai morsetti n. 5 e n. 6) e lo schema per un eventuale collegamento ad un refrigeratore. Il neutro viene portato nella scatolina del termostato proprio e solo per poter accendere la lampadina, che è alimentata a 230 volt.
Comunque, se acquisti un normalissimo cronotermostato alimentato a batterie (penso che in commercio siano ormai quasi tutti così) eviterai ogni problema, collegando semplicemente i due fili del "ponticello" sulla caldaia ai contatti "comune" e "normalmente aperto" del relè del termostato. Ma questo, se non sbaglio, l'avevi già capito perfettamente.
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