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V3 64-8

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

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[31] Re: V3 64-8

Messaggioda Foto Utente6367 » 1 giu 2017, 15:37

Mike ha scritto:Capisco l'intento nobile, ma sono totalmente contrario all'obbligo diretto o indiretto.


E va be'.
Tanto sai benissimo che tutte le norme non sono obbligatorie in quanto tali.
Il professionista in gamba può farne a meno.
Però sarà chiaro per tutti che non si tratterà di un impianto "a norma " (non integralmente a norma).

In Spagna, per esempio, le dotazioni minime degli impianti nuovi, sono addirittura stabilite per decreto.... Come le metrature minime per abitabilità o la presenza del wc.
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[32] Re: V3 64-8

Messaggioda Foto UtenteGoofy » 1 giu 2017, 20:51

6367 ha scritto:
In Spagna, per esempio, ... la presenza del wc.


Non portare esempi di paesi che non introducono l'obbligo del bidet nel cesso :D
Ultima modifica di Foto UtenteGoofy il 1 giu 2017, 21:01, modificato 1 volta in totale.
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[33] Re: V3 64-8

Messaggioda Foto Utentegabrisav » 1 giu 2017, 20:55

6367 ha scritto:
Però la situazione con il capitolo 37 è migliorata. E’ definito uno standard minimo per gli impianti nuovi o le ristrutturazioni complete. Magari non è perfetto (come tutte le norme è un compromesso tra opposte visioni). Ma almeno è “ufficiale” e uguale per tutti. Chi si ritrova un impianto nuovo al di sotto di questo minimo (almeno senza averlo esplicitamente richiesto e accettato così) potrà contestarlo perché non a norma.


Concordo pienamente, aggiungo anche che è un ottimo aiuto nel presentare i preventivi.

Fai presente al cliente che l'impianto che gli vuoi installare risponde almeno al livello 1 ( che considero ottimo per chi non vuole spendere più del necessario ) , spiegando e facendo vedere le caratteristiche dei tre livelli e di verificare che eventuali preventivi della concorrenza rispecchino le caratteristiche del cap. 37.
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[34] Re: V3 64-8

Messaggioda Foto Utente6367 » 7 giu 2017, 11:25

Torniamo alla V3 di adesso, quella della 7^ edizione, dalla quale era partita questa discussione.

Ho letto il dettagliato articolo di TNE.
Alcune osservazioni sono condivisibili (es. dispositivi contro l’incendio), altre mi sembrano una inutile polemica.

Senza entrare nei dettagli della V3, vorrei solo segnalare un aspetto generale.
E’ vero che i documenti europei HD – alla cui preparazione contribuisce il CEI stesso - non devono essere tradotti alla lettera (possono essere modificati purché il “contenuto tecnico” non sia alterato).
Tuttavia, come l’articolo stesso ammette, avere norme nazionali per quanto possibile allineate all’HD, con le modifiche nazionali solo dove è necessario (possibilmente evidenziando nei documenti internazionali le variazioni nazionali) è di grande aiuto. Questo soprattutto per tutte quelle aziende e professionisti che operano a livello internazionale. Capita sempre più spesso, anche al singolo installatore, di confrontarsi con norme estere.

La norma italiana, per tradizione, al contrario ha sempre fatto per conto suo, distaccandosi anche notevolmente dai documenti HD, nella forma, nel contenuto, nella struttura (per esempio spostando alcuni requisiti da un capitolo all'altro). I documenti HD (che a volte qualcuno suggerisce al fine di conseguire la regola dell’arte!) sono stati modificati a piacimento, a volte per motivi puramente stilistici, creando non pochi problemi a chi avesse dovuto fare il confronto tra norma nazionale e norma estera cercando di capirne le differenze reali.

Immagino che il CEI, al pari degli enti normatori esteri, voglia in avvenire allinearsi per quanto possibile ai documenti internazionali, limitando le variazioni nazionali a quanto necessario.

Comunque sia, va tutto a favore di TNE: più articoli, più libri, più conferenze.
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[35] Re: V3 64-8

Messaggioda Foto Utentefpalone » 8 giu 2017, 8:18

6367 ha scritto:Tuttavia, come l’articolo stesso ammette, avere norme nazionali per quanto possibile allineate all’HD, con le modifiche nazionali solo dove è necessario (possibilmente evidenziando nei documenti internazionali le variazioni nazionali) è di grande aiuto. Questo soprattutto per tutte quelle aziende e professionisti che operano a livello internazionale.

=D>
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[36] Re: V3 64-8

Messaggioda Foto Utentemarco76 » 8 giu 2017, 8:53

Cosa dice a proposito degli AFDD? Purtroppo non ho accesso all'articolo. Credevo che in Italia la norma fosse più permissiva rispetto alla tedesca.
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[37] Re: V3 64-8

Messaggioda Foto Utente6367 » 8 giu 2017, 9:34

Sugli AFDD scriverà altro articolo. Visto che la norma è uscita un po' diversa da come l'aveva anticipata e' facile immaginare cosa ne pensa.
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[38] Re: V3 64-8

Messaggioda Foto Utentemarco76 » 8 giu 2017, 11:01

Ok, ma cosa trovavi condivisibile nell'articolo già scritto?
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[39] Re: V3 64-8

Messaggioda Foto UtenteMike » 19 giu 2017, 9:17

Domanda
Egregio direttore buongiorno,
avrei la necessità di dirimere una volta per tutte, se possibile, la questione relativa all’indicazione della norma applicata nella DICO DM 37/08. Mi spiego meglio, secondo alcuni colleghi e membri di commissione del CEI, quando l’installatore indica nella DICO il rispetto della norma CEI 64-8 (o di altra norma), significa che è stata applicata nella sua interezza. Se per esempio non viene applicato il capitolo 37 a seguito di accordo (patto in deroga), l’installatore non può scrivere nella DICO di aver rispettato la CEI 64-8 proprio perché non l’ha applicata tutta.
Io ritengo che una cosa del genere non abbia nessuna logica perché la norma tecnica, come prevede la L. 186/68 (*) NON è obbligatoria ma facoltativa, come lo è d'altronde in tutti gli altri contesti, per esempio direttiva macchine, direttiva BT, ecc..
Se non è obbligatorio applicare la norma, perché sono obbligato da applicarla nella sua interezza? Fosse realmente così, ritengo che la grande maggioranza delle DICO redatte dal 2008 ad oggi potrebbero essere contestate qualora venisse apurato che la norma non sia stata applicata pedissequamente, per esempio tutto quello che la norma “raccomanda”.
Capisco e condivido la logica che non si possano applicare norme diverse prendendo solo le parti più favorevoli, ma qui stiamo parlando della stessa norma che riguarda l’universo mondo impiantistico e che debba applicarla totalmente senza se e senza ma.

Pertanto le chiedo:
1. L’installatore può citare genericamente la CEI 64-8 nella DICO anche se non è stata applicata totalmente?
2. Se non è possibile citarla perché non è stata applicata nella sua interezza è possibile descrivere in allegato quali parti non sono state applicate?
3. In alternativa l’installatore può evitare di citare la CEI 64-8 e citare la IEC 60364?
4. Oppure, sempre per evitare che l’installatore dichiari il falso, è possibile citare solo la L. 186/68 e quindi sempre su allegato a parte specificare le norme applicate?

(*) ritengo questa legge la migliore in assoluto, antesignana del così detto nuovo approccio per la libera circolazione delle merci in Europa. Secondo me basterebbe mantenere in vigore solo questa ed abrogare il DM 37/08.


Risposta:
Gentile abbonato,
di seguito trova risposta ai suoi quesiti.

1.2 Le norme CEI sono facoltative e non obbligatorie.
Se non ho l’obbligo di seguire una determinata norma, non si capisce per quale motivo la devo seguire tutta o niente.
Ovviamente non posso prendere una articolo si e uno no, ma nel caso specifico si tratta un intero capitolo che riguarda le prestazioni
dell’impianto elettrico nelle abitazioni.
Conclusione: sostenere che o si segue tutta la norma CEI 64-8 o niente è del tutto pretestuoso, per coprire la mancanza di argomenti
contro il patto in deroga.
Tra l’altro il patto in deroga va allegato alla DICO e dunque è evidente che è stata applicata la CEI 64-8, ad eccezione del Cap. 37
per espresso volere del committente.

3. Secondo il DM 37/08, art. 6, comma 1, può citare oltre le norme UNI e CEI, quelle di altri “enti di normalizzazione appartenenti
agli stati membri dell’Unione europea o che sono parti contraenti dell’accordo dello spazio economico europeo”, ad esempio norme tedesche o francesi.
Tali norme hanno come matrice comune, ovvero sono conformi al documento di armonizzazione Cenelec HD 60364 dove non esiste il Cap. 37,
può quindi citare direttamente tale norma come trova scritto su TNE 6/14, pag. 5.

4. Citare le norme in allegato cambia la forma non la sostanza.
--
Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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[40] Re: V3 64-8

Messaggioda Foto Utente6367 » 19 giu 2017, 10:34

Mike ha scritto:Pertanto le chiedo:
1. L’installatore può citare genericamente la CEI 64-8 nella DICO anche se non è stata applicata totalmente?


Mi pare che a questa domanda il past president del TC64 italiano non dia una risposta palese.
Chiaro che non se non ho l’obbligo di seguire una determinata norma, non si capisce per quale motivo la devo seguire tutta o niente.
Ma è altrettanto vero che deve essere ben chiaro dalla documentazione se la si è seguita per intero (nelle sue parti applicabili) oppure no.
Aggiungo io, chiaro non solo al "committente" ma anche agli acquirenti successivi. Perché il problema è proprio questo: non chi "rinuncia" per sè, ma per chi rinuncia e rivende a chi poi non è affatto informato e consapevole delle deroga con cui ha acquistato. Sono diversi casi che mi sono stati segnalati. In alcuni casi, proprio, non c'è alcuna traccia della deroga. In altri casi c'è una traccia, ma il nostro compratore della casa assolutamente non ne era consapevole.

ad esempio norme tedesche o francesi.
Tali norme hanno come matrice comune, ovvero sono conformi al documento di armonizzazione Cenelec HD 60364 dove non esiste il Cap. 37,
può quindi citare direttamente tale norma come trova scritto su TNE 6/14, pag. 5.


E' vero che non esiste il capitolo 37.
Ma spesso e volentieri esistono analogho capitoli o sezioni anche più esigenti. Per esempio la parte 7-772 della norma francese.
Questo sin quando non si deciderà di armonizzare anche questi, anche se la vedo dura....
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